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paolo 67
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mercoledì 16 maggio 2012
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metafisica di 2001
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Se fossimo scimmie e conoscessimo gli umani come noi, vorremmo diventarci? Kubrick era troppo intelligente per non mettere in causa la nostra visione antropocentrica. 2001 non dà risposte, piuttosto pone delle domande. Alle quali non ci sarà risposta finchè saremo quello che siamo. Forse un'altra civiltà, una razza aliena ci guarda e ci guida nell'evoluzione, ma non possiamo conoscerli. Kubrick ha una visione estremamente pessimistica della storia umana: la società umana è falsa, l'uomo è sempre stato un un assassino, quel poco di intelligenza che ha la usa per sottomettere i più deboli e gli innocenti, quelli che arrogantemente considera inferiori, si ribella ai padri, finisce nella follia, compresa quella dei computer che ne imita i processi mentali fino a ereditarne la schizofrenia.
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Se fossimo scimmie e conoscessimo gli umani come noi, vorremmo diventarci? Kubrick era troppo intelligente per non mettere in causa la nostra visione antropocentrica. 2001 non dà risposte, piuttosto pone delle domande. Alle quali non ci sarà risposta finchè saremo quello che siamo. Forse un'altra civiltà, una razza aliena ci guarda e ci guida nell'evoluzione, ma non possiamo conoscerli. Kubrick ha una visione estremamente pessimistica della storia umana: la società umana è falsa, l'uomo è sempre stato un un assassino, quel poco di intelligenza che ha la usa per sottomettere i più deboli e gli innocenti, quelli che arrogantemente considera inferiori, si ribella ai padri, finisce nella follia, compresa quella dei computer che ne imita i processi mentali fino a ereditarne la schizofrenia. In 2001 la morte dell'uomo è un nuovo inizio, una rinascita nell'oblio e nell'innocenza del bambino nietzschiano. Kubrick ha chiarito, o dato altre versioni estetiche e “morali” di 2001 nei film successivi, soprattutto SHINING e EYES WIDE SHUT, in cui la battuta finale è una ironica quanto seria riaffermazione della superiorità della natura, di chi l'ha creata o la plasma, che ha l'ultima parola.
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paolo 67
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mercoledì 25 aprile 2012
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l'importanza di "2001: odissea nello spazio"
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Con questo film personalissimo Kubrick ha cambiato il linguaggio del cinema, sia tecnicamente che narrativamente, facendogli fare un salto di qualità. Se la NASA lo ha definito “esaltante e sconcertante” la filmoteca vaticana lo ha posto in testa alla lista dei maggiori film d'arte di tutti i tempi. La trama è fatta di momenti e eventi nel tempo collegati dalla comparsa del monolito nero. Per Arthur Clarke, autore dei romanzi che hanno ispirato Kubrick e cosceneggiatore del film, il monolito era la prova di intelligenze extraterrestri, nel film comunque rappresenta la trascendenza. L'uomo come lo conosciamo muore, nasce il bambino-stella. Clarke faceva rilevare la coincidenza impressionante che per ogni uomo che è vissuto sulla Terra nella nostra galassia splende una stella (sono in numero uguale).
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Con questo film personalissimo Kubrick ha cambiato il linguaggio del cinema, sia tecnicamente che narrativamente, facendogli fare un salto di qualità. Se la NASA lo ha definito “esaltante e sconcertante” la filmoteca vaticana lo ha posto in testa alla lista dei maggiori film d'arte di tutti i tempi. La trama è fatta di momenti e eventi nel tempo collegati dalla comparsa del monolito nero. Per Arthur Clarke, autore dei romanzi che hanno ispirato Kubrick e cosceneggiatore del film, il monolito era la prova di intelligenze extraterrestri, nel film comunque rappresenta la trascendenza. L'uomo come lo conosciamo muore, nasce il bambino-stella. Clarke faceva rilevare la coincidenza impressionante che per ogni uomo che è vissuto sulla Terra nella nostra galassia splende una stella (sono in numero uguale). 2001 è un film di idee, non di emozioni. 2001 è un film ottimista sull'evoluzione dell'umanità in qualcosa di meglio, di più armonico di quanto abbiamo avuto finora. Da questo punto di vista, accusato di nichilismo, Kubrick ha dato con 2001 uno dei film più progressisti della storia del cinema. HAL dimostra che il valore di un film (come in 007) si misura dal cattivo. Ritratto freddo ed esatto di quello che non capiamo, non è un film divertente, un intrattenimento, è piuttosto terrificante, con un senso di glaciale tensione, ma non mancano momenti di umorismo. Kubrick e Clarke: “Se qualcuno dirà che ha capito il film, abbiamo fallito”. Viaggio psichedelico, estremamente raffinato, il film coglie lo spirito degli anni '60, tanto che ebbe subito successo nel pubblico giovane, quello che ascoltava “Lucy in the sky with diamonds” dei Beatles e “The piper at the gates of dawn” dei Pink Floyd. Il film parla dell'evoluzione dell'intelligenza. L'uomo si affranca dalla scimmia con la tecnologia, ma le sue potenzialità sono superiori alla tecnologia stessa (è uno dei temi ottimistici di 007). HAL rappresenta l'uomo terrestre contemporaneo, la sua civiltà tecnologica. Kubrick aveva probabilmente una visione cospirativa delle società (vedi ARANCIA MECCANICA e EYES WIDE SHUT), in conflitto perenne. L'apparizione del monolito (che sembra alludere a poteri misteriosi, forse a una intelligenza superiore che guida l'evoluzione umana), che incute insieme terrore e speranza, rappresenta ogni volta una rottura delle gerarchie, l'uscita del conflitto dalla sua latenza. Kubrick parla del potere delle immagini, dei film, dello spettacolo, della propaganda (citava non a caso Goebbels) e confida nell'intelligenza dell'uomo-spettatore, che stimola verso il suo destino di rinnovamento.
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paolo 67
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martedì 3 aprile 2012
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la meraviglia
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L'“opera di un'ignorante su ciò che ignora” (Kubrick) dove l'uomo approda alle stelle in una beatitudine spirituale, è tanto ambiziosa quanto umile al cospetto del mistero (che potrebbe anche essere quello della fede religiosa). Kubrick è capace di rendere il meraviglioso stupefacente, angosciante o estatico. Kubrick ha capovolto nelle sue dichiarazioni l'interpretazione pessimistica della sua opera affermando che non ci si deve meravigliare del male ma piuttosto del bene. Da un punto di vista stilistico 2001 sperimenta tutte le forme possibili di spettacolo. Nei film di Kubrick ci si perde: una serie di doppi fondi, di legami dove ogni cosa è contenente e contenuto (addirittura dei diversi film tra gli stessi), ogni dimensione scaturisce da ogni altra.
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brando fioravanti
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lunedì 26 marzo 2012
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tre i piu grandi di sempre
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Le nostre origini sono tuttora un grande mistero al quale scienziati tentano di dare una risposta. L' evoluzione naturale di Darwin spiega molto bene il processo fisico in cui da scimmie che eravamo, siamo divenuti umani. Anche l 'attuale genetica dimostra come l'uomo può cambiare a seconda delle condizioni e dello stile di vita. Ciò che rimane decisamente poco chiara è la nostra evoluzione mentale. Cosa a spinto degli scimpanze a divenire cosi intelligenti da creare mano a mano una civltà che ha permesso il suo mutamento fisico. Gli altri animali hanno un'intelligenza proporzionata ai loro bisogni fisici.
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Le nostre origini sono tuttora un grande mistero al quale scienziati tentano di dare una risposta. L' evoluzione naturale di Darwin spiega molto bene il processo fisico in cui da scimmie che eravamo, siamo divenuti umani. Anche l 'attuale genetica dimostra come l'uomo può cambiare a seconda delle condizioni e dello stile di vita. Ciò che rimane decisamente poco chiara è la nostra evoluzione mentale. Cosa a spinto degli scimpanze a divenire cosi intelligenti da creare mano a mano una civltà che ha permesso il suo mutamento fisico. Gli altri animali hanno un'intelligenza proporzionata ai loro bisogni fisici. Guardandoci attorno potremmo quasi dire di essere noi degli alieni in questo pianeta. Nella parte iniziale del film è un monolito comparso sulla terra a dare intelligienza alle scimmie. Molte persone hanno trovato noiosa questa parte perchè non capita. Usare un osso come arma potrebbe essere stato il primo nostro gesto intelligente. Anche il confronto uomo-macchina penso che sia importante e ancora attualissimo. Nei nostri tempi abbiamo sostituito molti lavori o almeno semplificati con dei computer. Potremmo un giorno affidare tutto a delle macchine? Musiche epiche, foto bellissime. Nella scena in cui viaggia nel tempo cè una sovrapposizione di immagini molto innovativa per un film che definirlo di fantascienza è poco.
Brando Fioravanti
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paolo 67
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lunedì 27 febbraio 2012
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l'invenzione di kubrick
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Kubrick ha cercato di esprimere quello che fino ad allora non era stato espresso. E per far questo, ha inventato la tecnica del film. Il suo genio si manifesta nelle intuizioni, come per la musica, per la quale ha usato i brani inizialmente scelti come colonna sonora provvisoria. Il film attraversa stati d'animo come angoscia, relax, euforia, inquietudine, tensione, malinconia, stupore e meraviglia. I 20 minuti finali, che Kubrick trovava invecchiati e negli ultimi anni della sua vita stava pensando di rifare, sono ispirati all'allora cinema d'avanguardia underground, astratto, mistico e allucinatorio. Il paradosso di questo film è che al raggelamento dell'uomo tecnologico, alla sua automizzazione e robotizzazione corrisponde un'umanizzazione della macchina, che finisce per assumere i difetti umani ed ammalarsi di schizofrenia paranoide (è l'unica a conoscere il fine della missione).
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Kubrick ha cercato di esprimere quello che fino ad allora non era stato espresso. E per far questo, ha inventato la tecnica del film. Il suo genio si manifesta nelle intuizioni, come per la musica, per la quale ha usato i brani inizialmente scelti come colonna sonora provvisoria. Il film attraversa stati d'animo come angoscia, relax, euforia, inquietudine, tensione, malinconia, stupore e meraviglia. I 20 minuti finali, che Kubrick trovava invecchiati e negli ultimi anni della sua vita stava pensando di rifare, sono ispirati all'allora cinema d'avanguardia underground, astratto, mistico e allucinatorio. Il paradosso di questo film è che al raggelamento dell'uomo tecnologico, alla sua automizzazione e robotizzazione corrisponde un'umanizzazione della macchina, che finisce per assumere i difetti umani ed ammalarsi di schizofrenia paranoide (è l'unica a conoscere il fine della missione). Kubrick, inconsapevolmente, sta preparando “Shining”: il feto astrale del finale ritorna nel manifesto di Saul Bass in “Shining”: gli occhi del bambino. Il film si può considerare la civiltà tecnologica che riflette sul suo destino. L'approdo finale è un nuovo stadio, in cui l'uomo si libera (o è liberato) dalla tecnologia, nata sotto il segno della morte e accompagnante l'uomo nella morte (i genocidi su cui sono state fondate civiltà). Leggerete interpretazioni di questo film politiche, filosofiche, biologiche, esoteriche e teologiche (oltre che puramente estetiche). Ma questa “opera di un'ignorante su ciò che ignora” (Kubrick) è anche umile nella sua ambizione, rendendo onore a ogni genere di fede.
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jetset
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sabato 28 gennaio 2012
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il film perfetto!!!
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Il film perfetto. La pellicola parte con gli uomini primitivi che, poco più che scimmie, trovano improvvisamente un nero e strano monolite davanti alle loro grotte. Poco a poco si avvicinano ed intimoriti lo toccano: da quel momento il monolite infonde loro l'intelligenza. Ma questa intelligenza porta l'uomo alle prime guerre a colpi di ossa di animali. Passano millenni, l'uomo sembra ormai padrone del cosmo, i viaggi interplanetari sono all'ordine del giorno. Sulla Luna, però, viene ritrovato un monolite simile a quello preistorico. L'uomo, nonostante la sua emancipazione, si precipita lì e reagisce esattamente con il timore e la paura ancestrali degli uomini primitivi.
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Il film perfetto. La pellicola parte con gli uomini primitivi che, poco più che scimmie, trovano improvvisamente un nero e strano monolite davanti alle loro grotte. Poco a poco si avvicinano ed intimoriti lo toccano: da quel momento il monolite infonde loro l'intelligenza. Ma questa intelligenza porta l'uomo alle prime guerre a colpi di ossa di animali. Passano millenni, l'uomo sembra ormai padrone del cosmo, i viaggi interplanetari sono all'ordine del giorno. Sulla Luna, però, viene ritrovato un monolite simile a quello preistorico. L'uomo, nonostante la sua emancipazione, si precipita lì e reagisce esattamente con il timore e la paura ancestrali degli uomini primitivi. Tocca il monolite con lo stesso timore e con la stessa curiosità. Sono passati millenni ma l'uomo è sempre lo stesso. Dal monolite parte un segnale diretto su Giove. Inutile dire che l'uomo anche in questo caso trova il modo di autodistruggersi, stavolta a causa di un computer da egli stesso costruito. Ma l'uomo arriva in un qualche modo nell'orbita di Giove e ritrova lo stesso monolite. Morale: il monolite rappresenta la curiosità umana. Non c'é luogo e non c'é tempo nel quale l'uomo non cerchi di capire, di comprendere, di osservare. Ma il suo più meraviglioso dono, l'intelligenza, viene sempre messo al servizio di qualcosa di sbagliato, una guerra, una tecnologia ad egli ostile. Alla fine l'uomo si perde nello spazio e si ritrova in un mondo irreale in cui vede se stesso invecchiare repentinamente e poi morire. Ma anche alla fine della sua vita, anche prima dell'ultimo respiro, l'uomo trova motivazioni per cercare una risposta al monolite che in punto di morte gli si para davanti al letto, torreggiante. Ed infatti un attimo prima di morire egli si protende curioso verso questo suo bisogno di sapere. Il ciclo si ripeterà da un embrione che ricomincerà a vivere ed implicitamente a cercare risposte. Il film ci insegna che la curiosità umana non si rivolge solo all'esterno, nell'infinitamente grande ma anche nella normale vita di tutti noi. E noi tutti moriremo con le stesse domande insolute nonostante tutti i nostri sforzi per capire. Questo signori, non è un film. E' altissima filosofia. Fatelo vedere ai vostri figli, grandi e piccini, perché lo terranno per sempre nel bagaglio della loro vita. Un 10 solo perché non gli si può dare 1000. Anzi, 2001!
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ingmar89
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venerdì 20 gennaio 2012
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il massimo
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semplicemente inarrivabile. Una vetta della settima arte. voto 10
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afiportoercole.com
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martedì 17 gennaio 2012
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leonardo,darwin e kubrick
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Questo Capolavoro di filosofia poteva (per me) anche finire sulla sequeza dell'osso che volteggia finendo qualche migliaio di anni avanti .
Perché? Perché l'ipotesi espressa potrebbe bastarti per una riflessione lunga tutta una vita.
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valterino
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sabato 17 dicembre 2011
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grande
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cecax94
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domenica 11 dicembre 2011
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un capolavoro sul tempo e sul progresso
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Pellicola monumentale, in cui il vero protagonista non è nè un attore, nè un' attrice, ma è l' intera umanità che segue il suo percorso evolutivo avvicinandosi pian piano al super uomo, teorizzato da Nietzsche. Le musica unite alla scenografia sono sublimi.
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