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paolo bisi
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mercoledģ 5 ottobre 2011
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l'inarrivabile capolavoro di andrej tarkovskij
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La storia di Andrej Rublev, monaco e pittore di icone nella Russia del quindicesimo secolo, suddivisa in 8 capitoli più un documentario finale sui suoi veri dipinti. Il secondo film di Andrej Tarkovskij è un'opera matura, affascinante, complessa e inarrivabile, senza ogni dubbio il suo capolavoro. La figura di Rublev è solo uno strumento per descrivere e analizzare un periodo della storia della Russia, con riferimento ad alcuni temi che non cesseranno mai di essere fondamentali per l'uomo (la Passione, la violenza, la giustizia, il lavoro). L'estenuante lentezza, a tratti quasi imbarazzante, come in molte pellicole del maestro russo, costituisce la vera forza del film e il suo marchio di fabbrica; i dialoghi non sono molto frequenti, ma carichi di quella poesia e magia che solo Tarkovskij riesce a trasmettere.
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La storia di Andrej Rublev, monaco e pittore di icone nella Russia del quindicesimo secolo, suddivisa in 8 capitoli più un documentario finale sui suoi veri dipinti. Il secondo film di Andrej Tarkovskij è un'opera matura, affascinante, complessa e inarrivabile, senza ogni dubbio il suo capolavoro. La figura di Rublev è solo uno strumento per descrivere e analizzare un periodo della storia della Russia, con riferimento ad alcuni temi che non cesseranno mai di essere fondamentali per l'uomo (la Passione, la violenza, la giustizia, il lavoro). L'estenuante lentezza, a tratti quasi imbarazzante, come in molte pellicole del maestro russo, costituisce la vera forza del film e il suo marchio di fabbrica; i dialoghi non sono molto frequenti, ma carichi di quella poesia e magia che solo Tarkovskij riesce a trasmettere. Il paesaggio, vero punto fondamentale del film, è sempre arido e scarno, bagnato incessantemente dalla pioggia, un riferimento continuo all'importanza quasi sacra che l'acqua riveste per l'autore. Fenomenali e indimenticabili i personaggi, mai protagonisti assoluti ma neanche secondari, come il ribelle Kirill, il ragazzo Boriska e soprattutto Teofane il Greco, capace come nessun altro di porre interrogativi sulla natura umana. Inizialmente ostacolata dal governo sovietico, che aveva visto nella rappresentazione del medioevo espliciti riferimenti al ventesimo secolo, l'opera è stata scoperta completamente nei primi anni settanta. Probabilmente il più grande film russo di tutti i tempi, rappresenta una delle vette più alte mai raggiunte dal cinema nella sua storia.
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astamurti
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domenica 14 settembre 2008
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affascinante opera storica e teosofica
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Ambientato nella Russia degli inizi del '400,narra le vicissitudini di un gruppo di monaci dediti alle arti,tra cui il pittore Rublev.Dopo un paio di episodi introduttivi(la scena del volo con una sorta di improvvisato pallone aerostatico,la performance di un giullare)l'incontro,saliente,con Teofane il Greco,pittore egli stesso,richiesto da vari duchi e notabili per eseguire lavori su commissione(affrescare chiese,dipingere pale,altari e icone),i viaggi attraverso boschi,cittą,fiumi e foreste,l'incontro con una comunitą pagana,la carestia,le incursioni dei Tartari,selvaggi predoni.A scandire l'alternarsi delle vicende,e il susseguirsi degli anni,una serie di dialoghi e scambi di opinioni quanto mai suggestivi e pregnanti su argomenti di carattere teologico e sapienziale.
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Ambientato nella Russia degli inizi del '400,narra le vicissitudini di un gruppo di monaci dediti alle arti,tra cui il pittore Rublev.Dopo un paio di episodi introduttivi(la scena del volo con una sorta di improvvisato pallone aerostatico,la performance di un giullare)l'incontro,saliente,con Teofane il Greco,pittore egli stesso,richiesto da vari duchi e notabili per eseguire lavori su commissione(affrescare chiese,dipingere pale,altari e icone),i viaggi attraverso boschi,cittą,fiumi e foreste,l'incontro con una comunitą pagana,la carestia,le incursioni dei Tartari,selvaggi predoni.A scandire l'alternarsi delle vicende,e il susseguirsi degli anni,una serie di dialoghi e scambi di opinioni quanto mai suggestivi e pregnanti su argomenti di carattere teologico e sapienziale.
La ricostruzione stessa,minuziosa e accurata,delle diverse fasi della fabbricazione di una campana di bronzo,eseguita interamente a mano,da parte di alcuni fonditori e operai,oltre ad essere esaltazione del lavoro,si fa pretesto per la rappresentazione di una determinata concezione dei rapporti tra creazione artistica e disegno divino.Splendide le immagini del paesaggio e dell'inverno russi,nonchč le inquadrature finali(uniche a colori dell'intero film),raffiguranti una serie di particolari,ripresi in primo piano,delle opere di Rublev.
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fedeleto
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mercoledģ 6 gennaio 2010
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la lunga strada verso la fede..
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Molti sono i drammi dell'uomo e sempre ci si e' soffermati ad interrogarsi sul significato di queste sofferenze tentando una via sperimentale come l'arte, la letteratura,ed infine il cinema.Grazie a tarkovskij(che dopo l'infanzia di ivan ci trascina in questo grande film)si puo' capire la vita,la sofferenza,e la lunga via verso la fede che andrej rublev deve percorrere per poter ritrovare il suo equilibrio.Andrej rublev e' un personaggio interessante che oltre ad essere un pittore e' anche un "uomo di dio"che tenta di trovare la fede in ogni cosa anche se non e' facile cadere nelle tentazioni(eccellente e' la scena del rituale pagano dove andrej assiste)separarsi da chi si vuol bene(la donna muta che fugge con i tartari)e la vita in silenzio(una penitenza che andrej decide di infliggersi)ed altre sofferenze che raccontano la vita difficile di questo grande personaggio.
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Molti sono i drammi dell'uomo e sempre ci si e' soffermati ad interrogarsi sul significato di queste sofferenze tentando una via sperimentale come l'arte, la letteratura,ed infine il cinema.Grazie a tarkovskij(che dopo l'infanzia di ivan ci trascina in questo grande film)si puo' capire la vita,la sofferenza,e la lunga via verso la fede che andrej rublev deve percorrere per poter ritrovare il suo equilibrio.Andrej rublev e' un personaggio interessante che oltre ad essere un pittore e' anche un "uomo di dio"che tenta di trovare la fede in ogni cosa anche se non e' facile cadere nelle tentazioni(eccellente e' la scena del rituale pagano dove andrej assiste)separarsi da chi si vuol bene(la donna muta che fugge con i tartari)e la vita in silenzio(una penitenza che andrej decide di infliggersi)ed altre sofferenze che raccontano la vita difficile di questo grande personaggio.Tarkovskij capisce subito l'importanza di questo film e come sempre lo racconta con poesia,con la grande tecnica filmica che possiede e ne esce fuori un capolavoro.Gli elementi che descrivono il suo pensiero sono vari:l'acqua,fonte di vita e salvezza(i colori infatti che cadono dal povero pittore vanno in acqua e si trasmettono quasi l'acqua li portasse in salvo),il fuoco fonte di tentazione(durante la festa pagana la veste di andrej prende fuoco quasi fosse un segnale dell'inferno)ed infine la scelta del bianco e nero della pellicola(voluta fortemente da tarkovskij)che solo alla fine mostra le immagini dei dipinti a colori(il significato risiede nella bellezza che colora l'occhio).Forse andrej rublev rimarra' ineguagliabile ed insuperabile per la sua profondita' che come l'arte e la letteratura vive per sempre.
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il cinefilo
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domenica 25 luglio 2010
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un film potente e indimenticabile
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TRAMA:Nella Russia del 15°secolo il monaco e pittore di icone sacre Andrey Roublev attraverserą,in nove capitoli,alcuni tragici periodi del suo tempo perdendo fiducia nella sua capacitą artistica...RECENSIONE:Il regista Andrey Tarkoswky realizza una delle pił "monumentali" pellicole che il cinema del 20°secolo sia stato in grado di proporre.
La profonda lentezza del ritmo(talmente "profonda" e liricamente "scorrevole" da essere quasi insostenibile)č uno dei principali punti di forza del film il quale č considerato uno dei principali esempi di "cultura del dissenso" nell'ex Unione Sovietica e questa interpretazione viene confermata da diverse sequenze-chiave come i dialoghi tra il pittore e il greco Teofane o nella sequenza in cui egli si rifiuta di dipingere una cupola ribellandosi ad alcuni "canoni estetici" che egli decisamente non condivide.
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TRAMA:Nella Russia del 15°secolo il monaco e pittore di icone sacre Andrey Roublev attraverserą,in nove capitoli,alcuni tragici periodi del suo tempo perdendo fiducia nella sua capacitą artistica...RECENSIONE:Il regista Andrey Tarkoswky realizza una delle pił "monumentali" pellicole che il cinema del 20°secolo sia stato in grado di proporre.
La profonda lentezza del ritmo(talmente "profonda" e liricamente "scorrevole" da essere quasi insostenibile)č uno dei principali punti di forza del film il quale č considerato uno dei principali esempi di "cultura del dissenso" nell'ex Unione Sovietica e questa interpretazione viene confermata da diverse sequenze-chiave come i dialoghi tra il pittore e il greco Teofane o nella sequenza in cui egli si rifiuta di dipingere una cupola ribellandosi ad alcuni "canoni estetici" che egli decisamente non condivide.
Alcune parti del film rischiano di apparire simbolicamente incomprensibili(come il capitolo iniziale del "pallone" in aria)ma senza sminuirne minimamente l'importanza storico-politica e le varie possibili chiavi di lettura(analisi di stampo filosofico,metaforico o meramente tecnico-stilistico)con le quali si possono "decifrare" moltissimi piani-sequenza di questo "colosso artistico" che probabilmente(e comprensibilmente)non puņ che risultare insostenibile per coloro che sono abituati solamente ai ritmi frenetici della cinematografia odierna.
Probabilmente il capitolo pił affascinante di ANDREY RUBLEV č quello riguardante la costruzione della campana che il regista utilizza come metafora per dimostrare(forse)l'importanza di una qualsiasi forma di arte(che essa venga applicata all'universo religioso oppure no non ha importanza)e che viene tradotta nell'arte "manuale" e in quella "spirituale"(la pittura).
Il capitolo pił tragico in questa stupenda raffigurazione del medioevo russo riguarda le invasioni dei tartari capaci di trasportare solo morte e distruzione e di cui il pittore e coloro che lo circondano sono testimoni inermi e atterriti di fronte anche alle altre mostruositą da cui sono circondati(non soltanto i Tartari ma anche dalla brutalitą dei riti pagani).
Proprio nel capitolo delle invasioni asiatiche il film svela un pessimismo crudele e assoluto e che sembra estendersi,come atto d'accusa,anche al resto del genere umano.
Gli ultimi dieci minuti a colori in cui vengono mostrati direttamente gli affreschi del protagonista(che č vissuto realmente)sono particolarmente interessanti e "religiosamente poetici".
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g86
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giovedģ 8 gennaio 2009
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la storia e il male
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Andrei Rublov, ossia la scoperta e la traversata del peccato. Un monaco russo, pittore di icone abbandona il suo monastero per seguire il pittore Teofano Il Greco a ridipingere i muri della Cattedrale dell'Annunciazione. Quello di Andrei č un viaggio nella Russia del xv secolo.Una russia violenta, sconvolta dalle invasione tartariche, dalla carestia, dalla peste.La partenza dal convento ,luogo di spiritualitą silenziosa, rifugio sicuro della fede, viene a coincidere con la scoperta del male.Il viaggio di Ivan č una lenta e inarrestabile caduta nel baratro della colpa. Il male che Andrei subisce č il male stesso della Storia. Pian piano, ma con sempre pił necessitą, Andrei comincia a scogere la non umanitą dell'uomo,il suo carattere bestiale, irrazionale.
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Andrei Rublov, ossia la scoperta e la traversata del peccato. Un monaco russo, pittore di icone abbandona il suo monastero per seguire il pittore Teofano Il Greco a ridipingere i muri della Cattedrale dell'Annunciazione. Quello di Andrei č un viaggio nella Russia del xv secolo.Una russia violenta, sconvolta dalle invasione tartariche, dalla carestia, dalla peste.La partenza dal convento ,luogo di spiritualitą silenziosa, rifugio sicuro della fede, viene a coincidere con la scoperta del male.Il viaggio di Ivan č una lenta e inarrestabile caduta nel baratro della colpa. Il male che Andrei subisce č il male stesso della Storia. Pian piano, ma con sempre pił necessitą, Andrei comincia a scogere la non umanitą dell'uomo,il suo carattere bestiale, irrazionale.La caduta di Ivan č un movimento lento e doloroso anche se inevitabile,č il movimento prodotto dalla resistenza che il mondo nella sua dimensione Storica esercita sulla coscienza,sul bene. E la resistenza č insuperabile, non vi č modo di aggirarla.Andrei consocerą ogni lato , ogni faccia, ogni riflesso della colpa.L'unica reazione possibile č il silenzio.Il silenzio di chi ha visto, di chi sa, di chi non ha pił niente da dire perchč non c'č pił niente che si puņ salvare. Andrei vede il mondo per ciņ che č: una fiamma violenta che brucia e divora. Il fuoco č, senza alcun dubbio, la figura madre del film.Per almeno tre volte l'immagine del fucoo torna. Il fuoco, dapprima piccolo e quasi innocuo da fuoco alle vesti di Andrei quando questo conosce per la prima volta la nuditą travolgente e peccaminosa di una donna; si fa pił vivo e pił caldo quando viene impiegato dai guerrieri tartari per torturare un uomo innocente; e infine diventa il fuoco d'una fornace, insopportabile e divoratore. Tarkovsky ci ha abituato, sia nell'infanzia di Ivan che in molti film succesivi al Rublev, ad un uso massiccio, a volte troppo ostentato, di immagini simboliche, per la presenza ditroppi elementi "semantici". In questo senso Andrei Rublev č costruito con un rigore formale definitivo. La semplificazione dell'impianto simbolico;il lirismo scarno, siderale, essenziale che fa da contraltare al realismo crudo potentemente espressivo con cui ci vengono mostrate la brutalitą e la violenza,ci restituiscono una rappresentazione semplice e insieme estremamente complessa non soltanto di un'epoca, un medioevo lontano (ma forse non troppo) , ma anche e sopratutto il racconto della distruzione morale dello spirito Umano ad opera della Storia,della Realtą stessa:"ogni cosa č vana"dice Teofano Il Greco.Ma la Salvezza č possibile.Andrei si salva perchč riconosce nel dolore del prossimo il suo dolore.Andrei si salva perchč scopre la pietą. La salvezza non č la chiesa, non č la preghiera, non č il silenzio:č la pietą.Scoperto l'amore pietoso,l'amore consapevole del dolore e della colpa di ciascuno,anche il fuoco divoratore potrą finalmente spegnersi lasciando dietro di sč solo braci ardenti e polvere che presto verranno soffiate via dal vento.
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(di m83)
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alex
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domenica 8 febbraio 2009
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che cos'ha di eccezionale?
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Cercando di considerare obiettivamente i dati dell'opera, senza cioé abbandonarmi agli svolazzi della fantasia con cui č possibile caricare il film dei pił variegati e opinabili significati e messaggi nascosti, devo dire che la storia raccontata mi sembra abbastanza piatta, noiosetta, con alcune situazioni non sempre perfettamente chiare, la sceneggiatura e la psicologia dei personaggi non sono certo di livello bergmaniano, il bianco e nero che tanti osannano non so cos'abbia di strepitoso, la musica in generale e i dieci minuti finali a colori abbastanza deprimenti... Insomma secondo me, anche se la poetica per immagini del regista č ben ravvisabile in varie sequenze, questo film č un prodotto non brutto ma che non eccede l'ordinaria amministrazione.
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Cercando di considerare obiettivamente i dati dell'opera, senza cioé abbandonarmi agli svolazzi della fantasia con cui č possibile caricare il film dei pił variegati e opinabili significati e messaggi nascosti, devo dire che la storia raccontata mi sembra abbastanza piatta, noiosetta, con alcune situazioni non sempre perfettamente chiare, la sceneggiatura e la psicologia dei personaggi non sono certo di livello bergmaniano, il bianco e nero che tanti osannano non so cos'abbia di strepitoso, la musica in generale e i dieci minuti finali a colori abbastanza deprimenti... Insomma secondo me, anche se la poetica per immagini del regista č ben ravvisabile in varie sequenze, questo film č un prodotto non brutto ma che non eccede l'ordinaria amministrazione.
Da vedere un paio di volte al massimo, a meno che non si sia fanatici di storia dell'arte russa medievale.
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