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sharkcrew
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martedì 1 maggio 2012
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spaghetti italia
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In una cittadina isolata del messico arriva un americano a sconvolgere gli affari delle due famiglie, Rojo vs Baxter, che controllano i traffici di armi e alcol. Joe, lo straniero porta le due famiglie alla distruzione lavorando prima per una, poi per l' altra e di nuovo per la prima. Salva una terza famiglia che era finita sottto le grinfie di Ramon Rojo, l' ultimo a cadere sotto la pistola dello straniero, che a lavoro finito prende e se ne va. C' è tutto in "Per un pugnio di Dollari" ci sono gli spari, c' è la polvere, il buono, i cattivi e c' è Sergio Leone che battezza un nuovo genere "Spaghetti Western", chiedere a Tarantino, ma anche a Scorsese, Woo, De Palma.
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In una cittadina isolata del messico arriva un americano a sconvolgere gli affari delle due famiglie, Rojo vs Baxter, che controllano i traffici di armi e alcol. Joe, lo straniero porta le due famiglie alla distruzione lavorando prima per una, poi per l' altra e di nuovo per la prima. Salva una terza famiglia che era finita sottto le grinfie di Ramon Rojo, l' ultimo a cadere sotto la pistola dello straniero, che a lavoro finito prende e se ne va. C' è tutto in "Per un pugnio di Dollari" ci sono gli spari, c' è la polvere, il buono, i cattivi e c' è Sergio Leone che battezza un nuovo genere "Spaghetti Western", chiedere a Tarantino, ma anche a Scorsese, Woo, De Palma. Un nuovo filone allora, tutto Italiano, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo, che riprende un genere fondamentale nella storia del cinema e lo rivaluta, piccolo vanto di un Italia che da lì a pocco avrebbe conosciuto gli anni più bui dal dopo guerra, ma questa è un altra storia, queso film farà la storia del western all' italiana e del cinema all' italiana. Poi... chi se ne frega di Kurosawa
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brando fioravanti
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martedì 27 marzo 2012
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emozionante
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Il primo film dove il fascino dei personaggi e delle atmosfera è più importante della trama.Una storiella semplice sensa particolari messaggi. La novità è un protagonista cinico e neanche molto coerente. Non sembra avere idee molto chiare. I duelli rallentati con molta attenzione ai particolari e alle espressioni degli attori. Le immagini prendono il sopravvento. Leone sa sfruttare genialmente la sospance, non avremmo mai dato tanta attenzione agli stivali, a un uomo che esce in penombra dal fumo di un esplosione se non nello scontro finale di per un pugno di dollari. La splendida colonna sonora migliora moltissimo il film. Il grande talento visivo ha compensato la mancanza di contenuti realizzando un film capace di emozionare come pochi nella storia.
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Il primo film dove il fascino dei personaggi e delle atmosfera è più importante della trama.Una storiella semplice sensa particolari messaggi. La novità è un protagonista cinico e neanche molto coerente. Non sembra avere idee molto chiare. I duelli rallentati con molta attenzione ai particolari e alle espressioni degli attori. Le immagini prendono il sopravvento. Leone sa sfruttare genialmente la sospance, non avremmo mai dato tanta attenzione agli stivali, a un uomo che esce in penombra dal fumo di un esplosione se non nello scontro finale di per un pugno di dollari. La splendida colonna sonora migliora moltissimo il film. Il grande talento visivo ha compensato la mancanza di contenuti realizzando un film capace di emozionare come pochi nella storia. Ne da conferma il grande e duraturo successo.
Brando fioravanti
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gianni lucini
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venerdì 16 settembre 2011
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la prateria senza conquista
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Per un pugno di dollari riscrive i codici del genere western con caratteristiche nuove e molto italiane. Il primo elemento è la storia, tesa, farcita di colpi di scena e cambi di ruolo in ossequio alla tradizione dei romanzi d’appendice. Il secondo sono i costumi, lontanissimi da quelli puliti e un po’ stereotipati del western americano. Gli abiti dei western all’italiana, sporchi, stazzonati e casuali nelle combinazioni danno un’idea più realistica della vita di frontiera. Il terzo elemento riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Tutti i protagonisti sono, in genere crudeli e violenti, senza distinzione tra quelli positivi e quelli negativi.
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Per un pugno di dollari riscrive i codici del genere western con caratteristiche nuove e molto italiane. Il primo elemento è la storia, tesa, farcita di colpi di scena e cambi di ruolo in ossequio alla tradizione dei romanzi d’appendice. Il secondo sono i costumi, lontanissimi da quelli puliti e un po’ stereotipati del western americano. Gli abiti dei western all’italiana, sporchi, stazzonati e casuali nelle combinazioni danno un’idea più realistica della vita di frontiera. Il terzo elemento riguarda la caratterizzazione dei personaggi. Tutti i protagonisti sono, in genere crudeli e violenti, senza distinzione tra quelli positivi e quelli negativi. Viene poi riscritta la ragione sociale del western americano. La tematica della frontiera non c’è, perché l’idea della conquista del territorio è del tutto estranea alle tradizioni culturali e dei romanzi d’avventura italiani. Più che sul gioco delle parti si punta, perciò, sulle nevrosi dei personaggi codificati dalla tradizione western. Nei western all’italiana quindi l'eroe è sempre solitario e completamente autosufficiente più per forza di cose che per scelta e le sparatorie sono l’inevitabile emergere di una violenza sotterranea che percorre tutto il film. Infine i cattivi sono spesso sadici o psicopatici, talvolta dipendenti da droghe o da alcool perché la loro caratterizzazione deriva direttamente dalla cattiveria senza sfumature degli “attori di parola” del cinema mitologico italiano.
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marco michielis
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giovedì 11 agosto 2011
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la leggenda ha inizio!
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Nel 1964 un regista italiano e un attore americano realizzarono il loro primo film insieme, non sapendo ancora che insieme alla pellicola stava nascendo LA LEGGENDA.
"Per un pugno di dollari" non è un semplice film: è il culto del mito portato sul grande schermo, è la comicità tipica dei "duri" spinta al limite delle sue possibilità, è il disprezzo più totale per il pericolo della morte, è il ritratto di un mondo a sè stante qual era la vita oltre la frontiera, nell' Old West, è il vero e inimitabile capostipite degli spaghetti-western!
Clint Eastwood (inutile chiamarlo con il nome del suo personaggio, è solo Clint in questi film come negli altri) ed il suo inseparabile poncho, pure lui per me un protagonista assoluto della trilogia del dollaro,al pari delle colonne sonore composte dall'a dir poco divino Ennio Morricone,attraversano le scene in modo imperioso: non c'è spazio per nessun altro.
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Nel 1964 un regista italiano e un attore americano realizzarono il loro primo film insieme, non sapendo ancora che insieme alla pellicola stava nascendo LA LEGGENDA.
"Per un pugno di dollari" non è un semplice film: è il culto del mito portato sul grande schermo, è la comicità tipica dei "duri" spinta al limite delle sue possibilità, è il disprezzo più totale per il pericolo della morte, è il ritratto di un mondo a sè stante qual era la vita oltre la frontiera, nell' Old West, è il vero e inimitabile capostipite degli spaghetti-western!
Clint Eastwood (inutile chiamarlo con il nome del suo personaggio, è solo Clint in questi film come negli altri) ed il suo inseparabile poncho, pure lui per me un protagonista assoluto della trilogia del dollaro,al pari delle colonne sonore composte dall'a dir poco divino Ennio Morricone,attraversano le scene in modo imperioso: non c'è spazio per nessun altro. Non c'è spazio per la pietà. Non c'è spazio per i deboli. Non c'è spazio per "gli uomoni con il fucile". Ci sono solo molte bare da costruire. Ed il congedo finale: salve.
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bella earl!
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giovedì 28 luglio 2011
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il primo capitolo della trilogia del dollaro.
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- Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile l'uomo con la pistola è un uomo morto -
Un pistolero arriva in una cittadina messicana divisa tra due bande: la banda dei Fratelli Rojo e la banda dello sceriffo Baxter. Entrambe le bande controllano settori ben precisi dell'economia del paese e nessuna delle due bande si disturba nella propria zona. Il pistolero porterà scompiglio nella cittadina e ristabilirà la supremazia governativa né dalla parte dei Rojo né dalla parte dello sceriffo.
"Per un pugno di dollari" è la prima grande prova da regista di Sergio Leone dopo "Il Colosso Di Rodi", non esattamente riconosciutogli come miglior lavoro, ed è anche l'inizio di quel capolavoro che sarà la trilogia del Dollaro.
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- Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile l'uomo con la pistola è un uomo morto -
Un pistolero arriva in una cittadina messicana divisa tra due bande: la banda dei Fratelli Rojo e la banda dello sceriffo Baxter. Entrambe le bande controllano settori ben precisi dell'economia del paese e nessuna delle due bande si disturba nella propria zona. Il pistolero porterà scompiglio nella cittadina e ristabilirà la supremazia governativa né dalla parte dei Rojo né dalla parte dello sceriffo.
"Per un pugno di dollari" è la prima grande prova da regista di Sergio Leone dopo "Il Colosso Di Rodi", non esattamente riconosciutogli come miglior lavoro, ed è anche l'inizio di quel capolavoro che sarà la trilogia del Dollaro. Il cinema di caratterizzazione Leonesca: i primi piani quasi all'inverosimile, il reinventare dei duelli, lo stallo alla texana e il poncho di Clint Eastwood. E' appunto Eastwood, all'inizio della sua carriera costellata di successi, a farla da padrone in questo film interpretando Joe il pistolero. Ma mentre Clint fa la sua prima parte da buono, il nostro Volonté crea uno dei cattivi più grandi di film Western: Ramòn Rojo il duro che dice la frase con cui ho aperto il mio articolo a cui però si sentirà rispondere "Vediamo se è vero" prima di finire a terra morto. Capolavoro western.
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hi mate!
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martedì 11 gennaio 2011
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capolavoro
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eastwood
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lunedì 3 maggio 2010
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il nuovo western
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Sergio Leone,dopo"Gli ultimi giorni di Pompei"(1959)e"Il colosso di Rodi"(1961),nel 1964 riadattò in una nuova era un genere molto amato il Western,con il suo primo film della trilogia dei cosidetti"Spaghetti Western","Per un pugno di dollari".La storia,si svolge in una piccola cittadina al confine tra Messico e Stati Uniti,dove giunge un pistolero senza nome(Clint Eastwood).In questa cittadina,il potere e la ricchezza vengono spartiti tra due famiglie"I Bugster"trafficanti d'armi e"I Rojo"trafficanti di liquori,il misterioso pistolero vedremo che li metterà uno contro l'altro.Con questo film Sergio Leone crea un nuovo modo di vedere il Western,con i famosissimi primi piani,e con pallottole che fischiano,Leone dà una prospettiva alta del suo lavoro,facendo vedere al pubblico di quel tempo che era un regista,in grado di rivoluzionare il cinema,infatti il film divenne famoso per la presenza di sistemi cinematografici ancora oggi usati:il montaggio frammentato e le lunghe sequenze a camera fissa.
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Sergio Leone,dopo"Gli ultimi giorni di Pompei"(1959)e"Il colosso di Rodi"(1961),nel 1964 riadattò in una nuova era un genere molto amato il Western,con il suo primo film della trilogia dei cosidetti"Spaghetti Western","Per un pugno di dollari".La storia,si svolge in una piccola cittadina al confine tra Messico e Stati Uniti,dove giunge un pistolero senza nome(Clint Eastwood).In questa cittadina,il potere e la ricchezza vengono spartiti tra due famiglie"I Bugster"trafficanti d'armi e"I Rojo"trafficanti di liquori,il misterioso pistolero vedremo che li metterà uno contro l'altro.Con questo film Sergio Leone crea un nuovo modo di vedere il Western,con i famosissimi primi piani,e con pallottole che fischiano,Leone dà una prospettiva alta del suo lavoro,facendo vedere al pubblico di quel tempo che era un regista,in grado di rivoluzionare il cinema,infatti il film divenne famoso per la presenza di sistemi cinematografici ancora oggi usati:il montaggio frammentato e le lunghe sequenze a camera fissa.Inoltre con questo Western lanciò l'attore Clint Eastwood l'iconico pistolero senza nome che sfruttava la rivalità tra le due bande a suo vantaggio,divenne grazie a questo film un attore e un regista del cinema mondiale.
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danilodac
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mercoledì 24 marzo 2010
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per un pugno di dollari- la svolta del western
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In una cittadina messicana di frontiera arriva un pistolero sconosciuto che cerca di mettere contro le due famiglie criminali del paese, dividendosi tra le due fazioni e traendone i propri vantaggi.
Sin dai primi minuti si ode la frase “Tutti qui sono o molto ricchi o morti”; è il riassunto emblematico di questo western italo-ispanico che fece scalpore in Italia (ma anche all’estero) sia perché diverso da quelli americani sia per l’uso che fa della violenza al cinema, influenzando non poco, o addirittura molto, futuri registi di fama internazionale come Sam Peckinpah e lo stesso Stanley Kubrick.
Il film prende spunto da una precedente pellicola di Akira Kurosawa (La sfida del samurai), con uno stile completamente diverso.
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In una cittadina messicana di frontiera arriva un pistolero sconosciuto che cerca di mettere contro le due famiglie criminali del paese, dividendosi tra le due fazioni e traendone i propri vantaggi.
Sin dai primi minuti si ode la frase “Tutti qui sono o molto ricchi o morti”; è il riassunto emblematico di questo western italo-ispanico che fece scalpore in Italia (ma anche all’estero) sia perché diverso da quelli americani sia per l’uso che fa della violenza al cinema, influenzando non poco, o addirittura molto, futuri registi di fama internazionale come Sam Peckinpah e lo stesso Stanley Kubrick.
Il film prende spunto da una precedente pellicola di Akira Kurosawa (La sfida del samurai), con uno stile completamente diverso.
Non privo di negligenze né di pecche ( tratti di superficialità narrativa, ambientazione approssimativa) possiede una suggestiva energia cinematografica.
Sorretto da un impianto teatrale, sia dal punto di vista estetico che strutturale (con le entrate e le uscite dei vari personaggi), trova il suo timbro narrativo nell’intrigo elisabettiano e nel suo raffinato cinismo.
E’ anche, seppur in maniera superficiale, una ballata macabra sul potere del denaro.
Volutamente rozzo e barbaro, è caratterizzato da un umorismo sardonico che ne stinge l’ambizione. Il tema del mito è qui innalzato alla sua massima espressione, riducendo il contenuto ad una forma surreale, quasi fantastica. Oltre all’estetica innovativa ( i celebri tempi dilatati di Leone), si percepisce un originale approccio verso quelli che saranno i temi preferiti del regista: avidità, vendetta, morte, qui affrontati e osservati attraverso la lente deformante del grottesco e di un malizioso e dissacrante umorismo. Leone non è ancora ai livelli di “C’era una volta il west”, la sua legna è ancora verde, ma buona. Il film diede fama mondiale a Clint Eastwood, definito dallo stesso Leone “un attore con due sole espressioni: col cappello e senza”; ma donò anche al cinema un’infinità di future citazioni e omaggi “nascosti”, come affermerà anche in seguito Quentin Tarantino; da qui deriva anche la sua importanza.
Ottimo il cast dei tecnici, oltre a quello degli interpreti (con un G.M. Volontè in gran forma), composto da: Jack Dalmas (fotografia); Ennio Morricone (musiche); scene e costumi (Charles Simons); tutti italiani che si celano sotto pseudonimi.
Grande successo di pubblico mondiale: 2 miliardi di incasso!
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alex41
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domenica 28 febbraio 2010
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w gli spaghetti western!!
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Perchè preferisco gli spaghetti western che quelli americani? Prima di tutto, i film americani si concentrano più sull'azione che sulla storia (vedi "Il Mucchio Selvaggio" di Peckinpah), e per di più non seguono un perfetto filone. Quelli di Leone invece sono i veri western che tutti dovrebbero vedere: violenti quanto basta, il protagonista è sconosciuto e quindi rende la storia più entusiasmante, la storia è magnifica e Leone è un maestro in tutto ciò che fa. "Per Un Pugno Di Dollari" è l'esempio di quello che ho detto prima, e forse uno dei più grandi spaghetti western mai inventati, bellissimo.
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Perchè preferisco gli spaghetti western che quelli americani? Prima di tutto, i film americani si concentrano più sull'azione che sulla storia (vedi "Il Mucchio Selvaggio" di Peckinpah), e per di più non seguono un perfetto filone. Quelli di Leone invece sono i veri western che tutti dovrebbero vedere: violenti quanto basta, il protagonista è sconosciuto e quindi rende la storia più entusiasmante, la storia è magnifica e Leone è un maestro in tutto ciò che fa. "Per Un Pugno Di Dollari" è l'esempio di quello che ho detto prima, e forse uno dei più grandi spaghetti western mai inventati, bellissimo. Ma per di più ti costringe a seguirlo attentamente passo dopo passo. Questo esordio di Leone è eccellente, anche se inferiore a "Il Buono, Il Brutto E Il Cattivo". Comunque il migliore di Leone secondo me è "C'era Una Volta Il West", perchè raffigura lo western vero e proprio, anche se la storia è forse la più triste e malinconica che il regista italiano abbia mai fatto, e stavolta non c'è Eastwood, ma bensì Charles Bronson nel suo ruolo d'esordio, come anche Clint quando ha iniziato con questo film immenso. 5 Stelle e un capolavoro che non ha età.
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chriss
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mercoledì 27 gennaio 2010
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il primo gioiello della trilogia del dollaro...
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Come ho più volte scritto in passato, Clint Eastwood è il mio attore preferito. Ha sempre incarnato, riuscendoci perfettamente, l' eroe antieroe. Insomma, quello che spazza via tutto e tutti con qualche colpo di pistola. In questo suo primo film della trilogia del dollaro ( forse il meno riuscito degli altri, ma non il meno importante ), interpreta un pistolero solitario alla ricerca di fortuna, mettendosi una volta al servizio di una famiglia, una volta al servizio dell' altra. Queste due famiglie, ovviamente, sono divise da una grande rivalità, ma il nostro Clint saprà sbarazzarsi, non senza fatica, di una e dell' altra...Avrà anche la meglio su Ramon, il peggior assassino ( abilissimo col fucile) della famiglia dei Rojo.
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Come ho più volte scritto in passato, Clint Eastwood è il mio attore preferito. Ha sempre incarnato, riuscendoci perfettamente, l' eroe antieroe. Insomma, quello che spazza via tutto e tutti con qualche colpo di pistola. In questo suo primo film della trilogia del dollaro ( forse il meno riuscito degli altri, ma non il meno importante ), interpreta un pistolero solitario alla ricerca di fortuna, mettendosi una volta al servizio di una famiglia, una volta al servizio dell' altra. Queste due famiglie, ovviamente, sono divise da una grande rivalità, ma il nostro Clint saprà sbarazzarsi, non senza fatica, di una e dell' altra...Avrà anche la meglio su Ramon, il peggior assassino ( abilissimo col fucile) della famiglia dei Rojo. La mia recensione, però, è volta a mettere in luce la bravura di Sergio Leone. Anzitutto gli attori: il grande Clint con il suo immancabile poncho ( e sigaro direi) ed il grande J.M.Volonté sono degli esempi. La ricerca di attori di talento è fondamentale per la riuscita di un film. Se avete visto anche gli altri, vi sarete certamente accorti di un nuovo modo di fare cinema, sia per quanto riguarda le inquadrature, sia per quanto riguarda i personaggi. Dove aveva trovato, il grande S.Leone, quelle ruvide facce da Western? I pistoleri di S.Leone sono bruti assassini con facce bellissime!!! Barbuti e forse puzzolenti, vestiti con quattro stracci sporchi, sempre alla ricerca di facili soldi o qualche banca da derubare. In questo Leone è stato straordinario! E che dire delle stupende musiche di Morricone o dei meravigliosi paesaggi di Manziana? Musiche e paesaggi rendono il film ancora più sublime. Sergio ha reso unico il suo "Western all' italiana" ( spaghetti western) come nessun altro. Secondo me aveva nella testa tutto un suo mondo, tutto un suo modo di fare cinema. E ci è riuscito, visto che è considerato uno dei maggiori registi italiani di sempre. Nel film " Gli Spietati", infatti, il grande Clint rende omaggio a Segio Leone e Don Siegel, suoi maestri. Io credo che " Per un pugno di dollari", che deve molto a Yojimbo- La sfida del Samurai, sia considerato come il primo film di un nuovo modo di fare ed interpretare il cinema. Al film ho attribuito 3 stelle soltanto, ma, in realtà, ne meriterebbe 5, proprio perché con Leone ci fu la svolta nel genere "Western", ormai un pò a corto di idee. Grazie, Sergio Leone. Grazie di cuore. Grazie per averci regalato questa prima fiaba per adulti, come l' hai definita tu. Un tuo fan devoto.
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