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chaoki21
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lunedì 5 marzo 2012
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eccellente
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fantastico. bella storia e dialgoghi eccellenti. penso che il personaggio protagonista sia anche perfetto per paul newman.
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mondolariano
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lunedì 31 ottobre 2011
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smarrimento e inutilità
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Sei anni prima di vestire i panni di Abramo, Scott scalfisce nella memoria la figura di questo ambiguo, affettato e cinico personaggio, che contende a Newman il ruolo del protagonista. E’ lui che comunica quel senso di tacito smarrimento negli oscuri meandri della malavita e che serpeggia nei bassifondi fumosi della provincia americana. Newman è soltanto l’ingenuo, l’oppresso, il “nato battuto” che nasconde la sua fragilità sotto le spoglie dello spaccone. E’ il genio tradito dalla fortuna, la cui povera fidanzata simboleggia uno dei più impressionanti simboli dell’inutilità della gente comune. Uno spiraglio di luce si apre con la salvezza concessa da Bert ma non basta a redime un uomo inguaribilmente “morto dentro”, come secondo la definizione di Eddie.
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Sei anni prima di vestire i panni di Abramo, Scott scalfisce nella memoria la figura di questo ambiguo, affettato e cinico personaggio, che contende a Newman il ruolo del protagonista. E’ lui che comunica quel senso di tacito smarrimento negli oscuri meandri della malavita e che serpeggia nei bassifondi fumosi della provincia americana. Newman è soltanto l’ingenuo, l’oppresso, il “nato battuto” che nasconde la sua fragilità sotto le spoglie dello spaccone. E’ il genio tradito dalla fortuna, la cui povera fidanzata simboleggia uno dei più impressionanti simboli dell’inutilità della gente comune. Uno spiraglio di luce si apre con la salvezza concessa da Bert ma non basta a redime un uomo inguaribilmente “morto dentro”, come secondo la definizione di Eddie.
A mio parere, la trasferta in Kentucky e la scena in albergo avrebbero dovuto essere più lunghe per permettere una trama di ampio respiro. Il barista è Jake La Motta mentre inizialmente Newman avrebbe dovuto essere sostituito da Frank Sinatra: scelta infelice che avrebbe alleggerito il calibro drammatico della vicenda.
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fra007
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mercoledì 27 luglio 2011
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il mondo del gioco d'azzardo
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Guardando questo film si ha la sensazione di entrare in un mondo parallelo. Un mondo di gioco, denaro, malavita, alcol e imbrogli. Tra colpi di biliardo spettacolari, musiche rilassanti e tanto dialogo (sensato) sono rimasto estasiato. Paul Newman in gran forma, George C.Scott da oscar. Film Cult.
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gildo
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sabato 4 giugno 2011
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bel film
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Ben girato, ben interpretato. Un Paul Newman in gran spolvero. Cosa mi ha colpito dopo le 2 ore e passa di visione ? L'alcol, che scorre a fiumi, che attraversa tutte le scene girate riuscendo a non diventarne il protagonista assoluto, ma rimanendo solo quale elemento scenografico indispensabile all'ambiente delle sale da biliardo. Certo è che la bella Sarah Packard avrebbe avuto ben poche chance nella vita reale di conservare il suo sex appeal con i fiumi di whiskey che le attraversavano il corpo ...
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claudus
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mercoledì 27 aprile 2011
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occhi da biliardo
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" Quali film porteresti sulla luna? "
Non questo, questo è la luna !
Iniziano due manciate di minuti perfetti e dopo questa prefazione iniziano i sentimenti .
Iniziano le geometrie dei dialoghi che spaccando i triangoli non eccedono neppure quando il bicchiere è vuoto.
Iniziano le sfere rotanti sulle quali il riflesso resta sempre lo stesso , come per la luna, qualche minuto.
Iniziano le biglie azzurre numero 10 negli occhi di Eddie e allora anche la testa di una ragazza gira , ma ha troppa paura di non essere abbastanza alta per quel mare limpido in cui non si tocca mai.
Inizia George C. Scott a mostrarci che vuol dire inventare un uomo di marmo, appena dopo che Minnesota elegantemente entra e sfila e questa grazia la canta proprio Eddie, quasi sottovoce, recitando una preghiera al talento avversario.
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" Quali film porteresti sulla luna? "
Non questo, questo è la luna !
Iniziano due manciate di minuti perfetti e dopo questa prefazione iniziano i sentimenti .
Iniziano le geometrie dei dialoghi che spaccando i triangoli non eccedono neppure quando il bicchiere è vuoto.
Iniziano le sfere rotanti sulle quali il riflesso resta sempre lo stesso , come per la luna, qualche minuto.
Iniziano le biglie azzurre numero 10 negli occhi di Eddie e allora anche la testa di una ragazza gira , ma ha troppa paura di non essere abbastanza alta per quel mare limpido in cui non si tocca mai.
Inizia George C. Scott a mostrarci che vuol dire inventare un uomo di marmo, appena dopo che Minnesota elegantemente entra e sfila e questa grazia la canta proprio Eddie, quasi sottovoce, recitando una preghiera al talento avversario.
Inizia il sorriso perdente di chi gioca come i bambini sui prati verdi , innalzando , con maglie impolverate piene di corse, i pali delle porte.
Inizia , certo, una storia d'amore, sospesa come un origami in una bottiglia di Bourbon.
E questa ragazza che ricorda,( lei donna ), quel soldatino di piombo della favola che non esita a seguire la ballerina nelle fiamme, non potendola salvare dalle stesse.
Eppure è solo lei a sciogliere quel suo "piombo rovente " (apparente) per farne uno specchio di sangue fra le porcellane lucide di una stanza abbandonata.
iniziano a correre le sfere ,tutte nere adesso, assillate dal destino di una sponda...sbattono , gridano, percosse come protesi del cuore "svelto " di Felson .
Inizia la volontà della buca , perchè non c'è più tempo di vacillare al precipizio , e allora cadono, scompaiono , abbaiano come sciami umani nelle città morte.... Vanno, ognuna per proprio conto, nei luoghi dell'abisso.
E come la palla in buca ritorna , così un uomo ritorna e si storna ... Cantava Lucio Dalla " La luna è una palla e il cielo un biliardo ... Quante stelle nei flippers sono più di un miliardo..." a noi non ne servono così tante ...
Ci basta uno spaccone in lacrime per un amore che muore, ci basta il gessetto azzurro di Eddie che adesso usiamo noi per scarabocchiare i suoi occhi, ci basta un ragazzo , un ragazzo imbattibile , non solo in Minnesota !
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il cinefilo
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sabato 5 marzo 2011
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la vita su un tavolo da biliardo
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Eddie Felson è un"asso"del biliardo...un uomo che non conosce(o non vorrebbe conoscere)la parola"sconfitto"...Eddie Felson gioca per vincere...per Eddie Felson un tavolo da biliardo non è solamente il campo dove disputare una sfida ma è anche,e soprattutto,un tavolo dove egli mette in gioco il suo cuore,la sua mente e il suo corpo anche a costo di rovinarsi...questo è lo spaccone e mai definizione fu più azzeccata di questa per descrivere il personaggio a cui Paul Newman fornisce volto,carisma e personalità.
Il grande attore americano mette anima e corpo nell'interpretare lo spaccone e anche per questo motivo si sarebbe meritato un oscar.
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Eddie Felson è un"asso"del biliardo...un uomo che non conosce(o non vorrebbe conoscere)la parola"sconfitto"...Eddie Felson gioca per vincere...per Eddie Felson un tavolo da biliardo non è solamente il campo dove disputare una sfida ma è anche,e soprattutto,un tavolo dove egli mette in gioco il suo cuore,la sua mente e il suo corpo anche a costo di rovinarsi...questo è lo spaccone e mai definizione fu più azzeccata di questa per descrivere il personaggio a cui Paul Newman fornisce volto,carisma e personalità.
Il grande attore americano mette anima e corpo nell'interpretare lo spaccone e anche per questo motivo si sarebbe meritato un oscar...che vergognosamente non ha avuto così come non lo ha ottenuto George C.Scott nel ruolo del malvagio Burt il quale personifica tutta l'avidità e la meschinità di cui è affollato il mondo di cui Eddie si circonda mettendo a repentaglio la sua stessa salute fisica e mentale.
Charlie,Il socio di Eddie,in una delle sequenze del film,dice all'amico giocatore a proposito della sala da biliardo in cui sfidare Minnesota Falls:"questi tavoli sembrano delle tombe" e lo spettatore potrebbe pensare che si tratti di una frase detta umoristicamente...ma,in realtà,su questa singola frase si poggia il senso completo della devastazione umana e immorale da cui il giovane e arrogante giocatore finirà per essere travolto,peraltro,almeno inizialmente,con una sola responsabilità etica:quella di se stesso.
Intorno ai tavoli,alle palle e alle stecche si annida un intero universo popolato esclusivamente,fatta eccezione per Charlie,da personalità corrose dall'ambizione sfrenata e dai soldi facili tanto da arrivare a non avere quasi più nulla di umano e,in questa chiave,la funzione del ruolo di G.C.Scott è proprio questa.
Ogni palla lanciata in buca e ogni fluire del movimento della stecca rappresentano,alternativamente a seconda di chi è in vantaggio,un nuovo passo verso la gloria oppure una discesa all'inferno della triste esistenza dello spaccone.
Nemmeno l'amore può salvare Eddie dal baratro e dalla decadenza in cui scivola progressivamente e,nella seconda parte del film,anche a causa del suo manager-sfruttatore Burt che,come il demonio,tenterà di comprarsi l'anima dell'intrapendente giocatore istigandone le ambizioni e la sete di denaro.
La partita finale con Minnesota Falls sembrerebbe segnare la rivalsa del"nostro eroe"la quale,però,finisce per perdere gran parte del suo significato a fronte della drammatica morte della ragazza...e in cui"lo spaccone"finisce finalmente per rendersi conto che aver perduto la ragazza che lo aveva sempre amato significa essere stato"sconfitto"nell'unica vera"partita"che avrebbe avuto un reale senso nella sua vita.
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chriss
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martedì 24 agosto 2010
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il fascino del tavolo verde...
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Lo spaccone è un film che vinse meritatamente 2 Oscar (fotografia b/n, scenografia b/n), ma che non consacrò, con il tanto ambito premio, il talento ed il carisma che Paul Newman mostrò agli spettatori di tutto il mondo. L' opera di Robert Rossen si concentra quasi del tutto sul tavolo verde e sui personaggi che lo affollano. Nella prima parte del film c' è un' interessante sfida di biliardo (125) e dall' altra il principio di una storia d' amore. Minnesota Fats è un giocatore di biliardo che, regolarmente da vent' anni, batte chiunque si misuri con lui. Eddie Felson detto "lo svelto", un altro forte giocatore di tale gioco, decide di sfidare il paffuto talento dalle mani d' oro.
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Lo spaccone è un film che vinse meritatamente 2 Oscar (fotografia b/n, scenografia b/n), ma che non consacrò, con il tanto ambito premio, il talento ed il carisma che Paul Newman mostrò agli spettatori di tutto il mondo. L' opera di Robert Rossen si concentra quasi del tutto sul tavolo verde e sui personaggi che lo affollano. Nella prima parte del film c' è un' interessante sfida di biliardo (125) e dall' altra il principio di una storia d' amore. Minnesota Fats è un giocatore di biliardo che, regolarmente da vent' anni, batte chiunque si misuri con lui. Eddie Felson detto "lo svelto", un altro forte giocatore di tale gioco, decide di sfidare il paffuto talento dalle mani d' oro. Riesce ad annichilirlo (18 mila dollari sopra in più di un giorno di gioco), ma la stanchezza, l' alcool e la testardaggine di Eddie nel voler proseguire a tutti costi la partita, lo faranno crollare. Bellissima è la scena nella quale Paul Newman strappa con forza ed energia la stecca dalle mani del suo socio in affari Charlie. O quella dove crolla per terra dopo aver miseramente mostrato a Fats i suoi ultimi spicci per giocare. Persa la partita, Eddie, al bar della stazione conosce una ragazza (Sarah) mantenuta ed alcolizzata con la quale avrà una storia d' amore breve e fulminante. Alla fine si rivelerà più una sfortuna che una fortuna averla conosciuta: la ragazza, infatti, prima cede alle lusinghe di Bert Gordon (un ispirato George Scott nei panni di un cinico manager degli affari), poi si suicida in bagno. Eddie Felton, disperat, molla il suo finanziatore Gordon, anche se gli aveva fatto vincere 12 mila dollari a carambola. Ma il suo sogno più grande è un altro: battere Minnesota Fats nella sua stessa tana! Ci riuscirà alla grande ed alla fine, molto sportivamente, si complimenterà con lui. Questo film ha davvero un gran fascino, non solo per le battaglie fisiche (stress aggiunto a colossali bevute) e psicologiche (un avversario più forte) che i vari protagonisti subiscono davanti al tavolo verde. I personaggi, per esempio, sono tutti bellissimi: Charlie rappresenta il tipico socio in affari di Eddie; Minnesota Fats si dimostra un avversario tutto sommato gentile e ben preparato "sul campo di battaglia"; Bert Gordon buca lo schermo per il suo cinismo ed attaccamento ai soldi: è un manager degli affari, più che un manager degli uomini. Prima fiuta il più forte, poi "si vende" allo stesso. Semplice, ma crudele. Anche Sarah, che non è proprio un personaggio positivo, si miscela bene con lo sporco mondo di Eddie: un mondo meschino che corrompe le persone. Lo stesso dicasi per Eddie Felton. Non rappresenta il massimo della moralità: anche lui cerca i polli da spennare. Le sue colossali bevute rimarranno uno dei più grandi ricordi del film. Lo spaccone, insomma, riesce a ritrarre uno spaccato di vita non proprio limpido e pulito: ci riesce bene, più che con la storia, con i suoi carismatici interpreti. Paul Newman sembra che faccia veramente il giocatore professionista. Non a caso si parlò tanto di lui dopo questo film. Io credo pure che, con quegli attori, Rossen non abbia tribolato più di tanto. Io do cinque stelle a quest' opera stupenda. Adesso, però, tutti a giocare a biliardo! Firmato Christian...
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sandwoman
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giovedì 29 luglio 2010
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niente è meglio di una partita di biliardo!
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E’ la storia di Eddie Felson (Paul Newman), soprannominato “Eddy lo svelto” per la sua abilità nel gioco del biliardo. Per Eddy non c’è niente che valga di più di una partita a biliardo. Proviene da un piccolo paese di provincia americana e, conscio della sua bravura, non smette di osare e punta sempre più in alto. Si comporta come uno spaccone e , dopo le prime vittorie, perde tutto. Alla fine però, reso maturo dall’esperienza riuscirà a vincere in una drammatica sfida , appoggiandosi solo sulla sua abilità.
E’ sicuramente il film più noto dedicato al mondo del biliardo. Arrivò sul grande schermo nel 1961 guadagnandosi nove nomination agli Oscar, di cui due tramutatesi in premio, ovvero fotografia e scenografia.
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E’ la storia di Eddie Felson (Paul Newman), soprannominato “Eddy lo svelto” per la sua abilità nel gioco del biliardo. Per Eddy non c’è niente che valga di più di una partita a biliardo. Proviene da un piccolo paese di provincia americana e, conscio della sua bravura, non smette di osare e punta sempre più in alto. Si comporta come uno spaccone e , dopo le prime vittorie, perde tutto. Alla fine però, reso maturo dall’esperienza riuscirà a vincere in una drammatica sfida , appoggiandosi solo sulla sua abilità.
E’ sicuramente il film più noto dedicato al mondo del biliardo. Arrivò sul grande schermo nel 1961 guadagnandosi nove nomination agli Oscar, di cui due tramutatesi in premio, ovvero fotografia e scenografia.
Adattando l’omonimo romanzo di Walter Tevis, Robert Rossen ci consegna un capolavoro sia sotto il profilo contenutistico che estetico.
E’ un tragico poema, incentrato sul gioco d’azzardo, demone radicato nella cultura anglosassone e rappresentato come forma avvilente della natura umana. Ma a differenza di altre pellicole classiche del cinema americano di fine anni ’50, in questa la figura sfaccettata del perdente viene inserita in un contesto decisamente non buonista né tanto meno pacificatorio ( figura meglio rappresentata dall’eversivo James Dean). La storia d’amore con la disperata e alcolizzata Sarah funge da scheletro alla trama e mette in luce la natura autodistruttiva di entrambi i personaggi. Le scenografie diventano lo specchio dell’anima dei protagonisti; periferie povere, sporche e degradate che si contrappongono agli ambienti eleganti ma freddi delle sale di biliardo e degli alberghi frequentati dal manager di Eddy. A soccombere in questo scenario capitalista americano, dove quello che conta sembra essere solo il denaro, sarà Sarah, la quale ha l’unico torto di essere preziosa soltanto a livello emotivo e per giunta proprio per colui per il quale il lato emotivo rappresenta un ostacolo per la realizzazione del suo sogno. La figura del perdente viene ribaltata in un finale straordinario in cui Eddy afferma la sua superiorità ammettendo la sua sconfitta umana.
Trionfa il virtuosismo estetico nelle scene di gioco, dove il regista opta per un montaggio ritmato e invasivo. I dialoghi sono curati, duri , asciutti e mai enfatici.
“Lo spaccone” è un film epocale che ci mostra la dolente ricostruzione di una disillusione senza l’artificiosità della drammatizzazione e senza speranze di redenzione.
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marv89
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martedì 25 maggio 2010
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il biliardo come scuola di vita
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Lo spaccone narra le vicende di Eddie Felson, in arte Eddie lo svelto, giovane giocatore di biliardo con un talento unico nel concludere in buca. Regia di Robert Rossen tratto dal romanzo The Hustler di Walter Tevis, datato 1961 riceve 9 nomination all'oscar '92 vincendo solo 2 statuette, un sacrilegio il mancato riconoscimento ad un monumentale Paul Newman uno degli attori che più hanno influenzato lo spettatore nella storia del cinema...chi non ha mai fatto riferimento a lui durante una partita di biliardo, una partita di poker, un vero e proprio modello, un idolo un mago della recitazione una divinità al pari di Marlon Brando, De Niro, James Dean ma con un qualcosa in più.
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Lo spaccone narra le vicende di Eddie Felson, in arte Eddie lo svelto, giovane giocatore di biliardo con un talento unico nel concludere in buca. Regia di Robert Rossen tratto dal romanzo The Hustler di Walter Tevis, datato 1961 riceve 9 nomination all'oscar '92 vincendo solo 2 statuette, un sacrilegio il mancato riconoscimento ad un monumentale Paul Newman uno degli attori che più hanno influenzato lo spettatore nella storia del cinema...chi non ha mai fatto riferimento a lui durante una partita di biliardo, una partita di poker, un vero e proprio modello, un idolo un mago della recitazione una divinità al pari di Marlon Brando, De Niro, James Dean ma con un qualcosa in più...
Torniamo a noi, Eddie inizialmente è uno spaccone, consapevole della sua forza sul rettangolo da gioco non lascia passare un minimo di umiltà, deride l'avversario, lo stuzzica, non accetta i consigli del suo socio e finanziatore Charlie perchè è troppo orgoglioso e egocentrico; con questo suo carattere decide di recarsi nella famosa sala Ames per sfidare Minesota Fats, il grassone imbattibile nel gioco del biliardo, e in una partita che dura un giorno riesce prima ad avere un attivo di trentamila dollari e poi a perdere tutto spinto dal suo orgoglio al quale lui non poteva ammettere di essere il primo tra i due a dare lo stop alle danze nonostante il suo stato di ubriaco e stanco. Una sconfitta che rispecchia totalmente le lezioni della vita, la lezione del chi troppo vuole nulla stringe, quella dell'ascoltare il consiglio dell'esperienza...da questo punto entra in scena l'alcool, prima come una delle cause della sconfitta poi come elemento nel quale affogare gli insuccessi, impersonificato anche dalla figura di Sarah ragazza di cui Eddie si innamora.La storia prosegue con la voglia di rivincita nei confronti di Minesota e quindi con il fare cassa; non riuscendo a racimolare molto decide di mettersi in società con Bert Gordon manager e finanziatore anche di Minesota. La svolta nella vita del protagonista si ha con la morte dell'amata, morte avvenuta dopo che Eddie preferì una partita a carambola al consiglio si Sarah, la quale si taglia le vene per aver ceduto alle lusinghe di Bert Gordon. Sprofondato nella rovina e angoscia più totale Eddie è deciso alla rivincita. Sfida nuovamente Minnesota Fats e Bert Gordon nella loro tana. Una partita unica, giocata contro se stesso e contro ciò che Gordon rappresenta, ricordando con le parole durante ogni colpo la storia passata, la tragedia di Sarah e come abbia imparato la lezione della vita. Contrariamente dalla prima partita, Eddie gioca oltre che con l'abilità innata con determinazione e cuore tale a cui l'avversario, Minnesota Fats, deve inchinarsi. Un analisi dell'uomo Eddie perfetta, la sua evoluzione è limpida come l'acqua di fonte, lo si vede dai gesti dallo sguardo e dal modo in cui gestisce la sua partita al tavolo...il biliardo come scuola di vita per Eddie e come specchio della sua vita per noi.
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batman77
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venerdì 26 marzo 2010
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film re sul gioco d'azzardo
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Lo spaccone è un vero capolavoro. non fatevi suggestionare dall'età di questo film, guardatelo e non ve ne pentirete. Se cercate un film completo sul gioco d'azzardo questo è il massimo in tutti i suoi aspetti anche quelli psicologici del giocatore.
le sequenze delle partite sono eccezzionali, i dialoghi memorabili.
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