I quattrocento colpi

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Un film di François Truffaut. Con Jean-Pierre Léaud, Albert Rémy, Claire Maurier, Patrick Auffay, Georges Flamant.
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Titolo originale Les 400 coups. Psicologico, Ratings: Kids+16, b/n durata 93 min. - Francia 1959. MYMONETRO I quattrocento colpi * * * * 1/2 valutazione media: 4,53 su 37 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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fedeleto venerdì 11 novembre 2011
voglia di liberta' Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Non e' una famiglia che offre molto quella di antoine doinel.Il ragazzo frequenta una scuola severa e vive la giornata con monotonia.Non appena decide di cambiare le cose evitando la scuola e scappando si mettera' nei guai,rubando una macchina da scrivere ,e li' i genitori lo abbandoneranno al suo destino in riformatorio,ma antoine nonostante tutto scappera' ,correndo sul mare trovando forse per la prima volta il vero senso di liberta',anche se non appare come se lo immaginava.L'esordio di francois truffaut e' sicuramente poetico e neorealista,e non mancano simbolismi tecnici ottimi(la macchina da presa che all'inizio dei titoli d'apertura inquadra parigi dal basso ovvero la parigi vista dal piccolo antoine),ed inoltre la tematica dell'innocenza adolescenziale(antoine compie atti sbagliati ma ha il coraggio di dirlo,la madre tradisce il compagno e invece lo nasconde nonostante antoine lo sappia) rapportata al mondo adulto cinico e disinteressato che arriva persino ad abbandonarlo al riformatorio. [+]

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luca scialò martedì 8 novembre 2011
le colpe dei genitori ricadono sui figli Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
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Antoine è un ragazzino trascurato dai genitori, specie la madre, che lo ebbe ancora ragazzina. Antoine così marina la scuola, si diverte con gli amici, senza trovare, al suo ritorno a casa, un tetto genitoriale che lo conduca ad una svolta esistenziale positiva. Anzi, le cose per lui peggiorano, al punto da finire in una sorta di ritormatorio. Ma la divisa e le regole rigide gli stanno proprio strette.
Primo film col botto per François Truffaut, che propone per la prima volta il personaggio di Antoine Doinel (interpretato da Jean Pierre Leaud) che lo accompagnerà a lungo nella sua carriera. Il regista francese narra la storia del vispo Antoine, ponendolo come autentica vittima di genitori poco attenti ed egocentrici. [+]

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viva_la_vida venerdì 28 ottobre 2011
il cinema della poesia e della bellezza Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
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L’esordio di Truffaut designava già l’impareggiabile bellezza del suo cinema. Una storia semplice infondo, senza le troppe complicazioni che piacciono al cinema contemporaneo, ma tremendamente intenso nei volti, nei gesti, nelle parole. I Quattrocento Colpi è la storia di un’infanzia sulla quale la bravura del regista non permette giudizi morali, né considerazioni di alcun tipo, perché in effetti non c’è alcun intento etico, nessun messaggio. Nessun buono, nessun cattivo. Solo un ragazzino e il mondo. Un ragazzino dal quale traspare il disagio innato di una vita troppo stretta, senza mai cadere nella denuncia. E il mondo visto con gli occhi del ragazzino, presentato con una fedeltà e una delicatezza esemplari, un mondo grande, immenso, in cui fanno capolino le stravaganti gesta di Antoine. [+]

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marco santillani lunedì 12 settembre 2011
nouvelle vague Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Esprimere un giudizio al film che si studia nelle università, per rappresentare la nouvelle vague, è presuntuoso. I classici sono classici: non hanno bisogno di giudizi, nè di commenti. Sono film da guardare e riguardare... e basta. L'unica cosa che posso sottolineare è di come lo stile di Truffat è impresso, di quanto conti la sua regia in questo ed in tutti gli altri suoi film. La Nouvelle Vague (Nuova Onda) si basava su 3 concetti importantissimi: la regia, il montaggio, il realismo. La sceneggiatura contava poco... o meglio, non era fondamentale, poichè il vero svilippo del film lo dava il regista. Col montaggio lo stesso regista poteva aumentare l'effetto del film.... e col realismo della recitazione, sempre il regista, imprimeva al lavoro una profondità ed una naturalezza infinite. [+]

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teofrasto sabato 20 agosto 2011
il sistema educativo come mortificazione Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

La libertà e la fantasia della giovinezza vengono costrette dentro le ottuse dinamiche educative di una scuola che sembra essere un continuo esercizio di mortificazione, e anche la famiglia assume lo stesso ruolo. Questo film è una protesta contro le istituzioni e la giovinezza di per sé rappresenta un'immagine di istintuale ribellione contro di esse. Il tono riesce a rimanere leggero districandosi all'interno di temi drammatici, l'esito della disubbedienza è però il riformatorio: simbolo estremo di come l'educazione castra i propri figli. L'amicizia tra due giovani ragazzini è l'unico sentimento genuino e il divagare nella città dei due è una sorta di esplosione di libertà. [+]

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molinari marco mercoledì 10 agosto 2011
la dura arte di essere compresi Valutazione 5 stelle su cinque
50%
No
50%

Vi sono differenti tipi di cinema. Vi è il cinema spettacolare delle grandi produzioni, il cinema commerciale senza alcuna pretesa artistica, i B- movie che fanno tanto gola agli pseudointenditori, il cinema di genere e via dicendo. E poi vi è il cinema d’autore, vale a dire quel tipo di cinema dove la mano del regista tutto ad un tratto è diventata più importante degli attori che vi recitano. Ed è proprio grazie ai Quattrocento colpi di Truffaut, un film che pur non essendo tra i primi lavori della Nouvelle Vague ha comunque contribuito alla sua diffusione in tutto il mondo, che un tale cinema ha iniziato ad aver maggior fortuna nei circuiti cinematografici. Una trama quasi inesistente e dei personaggi ben delineati che si muovono su uno sfondo che lo spettatore riconosce immediatamente come suo sono gli ingredienti principali che hanno fatto di questo film un classico. [+]

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luiscifer domenica 31 luglio 2011
la noia Valutazione 1 stelle su cinque
6%
No
94%

la noia il tedio a morte ecco come lo vedo io ma sicuramente nn sono obiettivo cmnque ho visto i 7 samurai e 900 mattoni puri ma meno pesanti lo boccio i francesi quando raccontano se stessi bhe lasciamo xdere

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rongiu martedì 4 gennaio 2011
un piccolo, grande uomo Valutazione 4 stelle su cinque
86%
No
14%

Una donna gravida è una donna che prende in carico al suo interno un nuovo corpo. La donna, durante questo periodo chiamato gravidanza, è in stato di grazia, il più delle volte. Succede, purtroppo, che questo stato di grazia si può trasformare per tantissimi motivi, mentalmente, in una situazione qualitativamente anomala. Cioè la grazia, si perde, trasformandosi prima in dis/grazia e ciò che è stato preso in carico, diventa avversità. Ci sono comunque persone, femmine e maschi, che in situazioni avverse riescono a riorganizzare positivamente la propria vita. [+]

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reservoir dogs sabato 30 ottobre 2010
una corsa verso la comprensione Valutazione 0 stelle su cinque
57%
No
43%

Antoine Doinel è un bambino come tanti della Parigi degli anni 50', bigia la scuola per andare al cinema e non ha buoni rapporti con i genitori nonostante li aiuti nei piccoli lavori quotidiani.
Il ragazzo è alla continua ricerca d'affetto da parte dei genitori che non lo considerano molto un pò per le sue marachelle a scuola un pò per i loro problemi personali; il padre prende tutto poco sul serio, la madre rimpiange la sua giovinezza ed ha un amante.
Il piccolo Antoine ruberà "frammenti" di Balzàc e una macchina da scrivere per l'approvazione dei più "grandi", ma gli adulti che siano genitori o che siano maestri sembrano aver dimenticato di esser stati bambini decidendo così di spedirlo in riformatorio. [+]

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roberta gilmore lunedì 25 gennaio 2010
capolavoro indiscusso Valutazione 5 stelle su cinque
33%
No
67%

un inno alla libertà, un profondo rimpianto per l'infanzia, l'età più bella... scena finale (la corsa verso il mare di antoine doinel) emblematica, meravigliosa, irripetibile... truffault genio... il miglior film della storia del cinema...

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