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francesco2
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domenica 11 dicembre 2011
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non arriva ad essere "l'appartamento"
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Come anche in certi momenti di "Sabrina", per le scene che ne ho visto io e per quello che se ne dice, gli occhi della Hepburn cercano di catturare il significato di ciò che vedono; lì, dicono, esisteva il fascino per lo "Spettacolo della ricchezza", qui un misto di attrazione e paura per un personaggio che la introduce ad una (condi?) visione dell'impossibilità, e /o inutilità, dell'Amore Unico e "(èPre)fiss(at)o.
E' facile o forse non così tanto presumere che il personaggio di Cooper racchiuda in sé la filosofia dello stesso Wilder, che lungi da potere essere definita moralismo si può meglio, forse, qualificare come "Distacco". In fondo, la frase sulle ventimila "situazioni a parigi", non certo ineccepibile né una delle migliori del film, racchiude una visione (Così tanto?) addolorata sulla fugacità di "Istituzioni" quali matrimonio, famiglia ecc.
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Come anche in certi momenti di "Sabrina", per le scene che ne ho visto io e per quello che se ne dice, gli occhi della Hepburn cercano di catturare il significato di ciò che vedono; lì, dicono, esisteva il fascino per lo "Spettacolo della ricchezza", qui un misto di attrazione e paura per un personaggio che la introduce ad una (condi?) visione dell'impossibilità, e /o inutilità, dell'Amore Unico e "(èPre)fiss(at)o.
E' facile o forse non così tanto presumere che il personaggio di Cooper racchiuda in sé la filosofia dello stesso Wilder, che lungi da potere essere definita moralismo si può meglio, forse, qualificare come "Distacco". In fondo, la frase sulle ventimila "situazioni a parigi", non certo ineccepibile né una delle migliori del film, racchiude una visione (Così tanto?) addolorata sulla fugacità di "Istituzioni" quali matrimonio, famiglia ecc. Arianna è una (Così tanto, sempre?) ingenua che cerca di vestirsi da "Femme fatale" attraverso l'archivio del padre. Come già accennato prima, è un archivio che potrebbe sembrare il binocolo di "Sabrina": lì la curiosità, qui il fascino controverso, un sentimento mai provato prima, due volte conturbante, e persino qualche senso di colpa per (non) avere preso una decisione.
Come faranno tanti anni dopo, in un contesto diverso, i protagonisti dell'eccellente"Tango" bertolucciano, la giovane non vuole dire come si chiami. E'come il gatto del bellissimo "Colazione da Tiffany", un essere a cui non bisogna affezionarsi troppo, libero es enza padroni; o perlomeno vuole apparirlo. Ma forse il limite principale del film è questo: rispetto a "Colazione da Tiffany", si rimane sospesi in un atmosfera un pò da favola, wilderiamente pungente (Si notino le frecciate contro il maschilismo e l'atteggiamento verso i gitani), ma che non eguaglia l'amara satira sociale dell'"Appartamento".
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lady libro
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sabato 1 gennaio 2011
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love in the afternoon
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Un film capolavoro riuscitissimo e ben fatto.
Audrey Hepburn è fantastica come sempre (in questo film la troviamo particolarmente dolce, romantica e anche buffa e avventurosa) e Gary Cooper dà sfoggio di tutta la sua bravura ed eleganza, facendo coppia perfetta con la grande Audrey e non deludendo nessuno.
Bravissimo anche Maurice Chevalier, sempre pronto con battute fresche e che regala la ciliegina sulla torta al film.
Billy Wilder non è assolutamente capace di deludere con i suoi film, rivelandosi uno dei migliori registi di tutta la storia del cinema.
Un film imperdibile e stupendo.
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sonia
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martedì 7 ottobre 2008
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everything's fine
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capolavoro completo del cinema romantico.
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rossy
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giovedì 25 settembre 2008
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gary
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Gary Cooper, di solito un pò imbalsamato, in questo film è brillante, affascinante e perfino seducente!
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dody
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domenica 31 agosto 2008
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meraviglioso
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l'unico peccato è che non lo girino mai in tv
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(di bob)
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anne
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mercoledì 20 febbraio 2008
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una fiaba
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Bellissimo questo film..una storia un pò noir che pian piano diventa una fiaba..
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joi
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mercoledì 20 febbraio 2008
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billy wilder, il maestro
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Ennesimo film di Billy Wilder che ha ancora l'onore di essere considerato un imperdibile !
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zoe
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martedì 5 febbraio 2008
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arianna!!!
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è vero..sono contenta che questo film sia molto apprezzato anche su mymovies...l'ho visto ieri ed è bellissimo!
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sixoclock
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lunedì 4 febbraio 2008
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6 geishe su una valigia
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Non è il genere di Wilder che prediliggo ma sicuramente un bel film, girato bene. Il film, gemello del già fortunato "Sabrina" è molto spinto nell'immaginario erotico del 57(Arianna e il signor Flanagan si incontrano solo per fare sesso e le finte allusioni alle avventure erotiche di Arianna sono scandalose). Sembra quasi l'antenato di "Ultimo tango a Parigi"(l'ambientazione è anche parigina). Troppe coincidenze assurde.
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stefano franzoni
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lunedì 4 febbraio 2008
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l'amore nel pomeriggio...
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Parigi non è poi così diversa dalle altre capitali d'Europa se non per due cose: si mangia meglio e si fa l'amore più spesso. Di notte, di mattina e persino nel pomeriggio. Così fanno (non letteralmente) Frank Flanngan e Arianna Chavasse che, ogni giorno dopo le quattro, si incontrano nella suite dell'hotel Ritz ballando e amoreggiando al ritmo dei valzer suonati da quattro zigani pagati da Flannagan. Lui (Gary Cooper) è un ricco playboy americano dalle imprese amorose da prima pagina, che nutre un'irrefrenabile attrazione per l'altro sesso. Lei (Audrey Hepburn) è una giovane studentessa di violoncello con almeno vinticinque anni meno di lui, inesperta nell'amore. Il loro rapporto, già di per sè non incoraggiante, è in realtà molto più problematico.
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Parigi non è poi così diversa dalle altre capitali d'Europa se non per due cose: si mangia meglio e si fa l'amore più spesso. Di notte, di mattina e persino nel pomeriggio. Così fanno (non letteralmente) Frank Flanngan e Arianna Chavasse che, ogni giorno dopo le quattro, si incontrano nella suite dell'hotel Ritz ballando e amoreggiando al ritmo dei valzer suonati da quattro zigani pagati da Flannagan. Lui (Gary Cooper) è un ricco playboy americano dalle imprese amorose da prima pagina, che nutre un'irrefrenabile attrazione per l'altro sesso. Lei (Audrey Hepburn) è una giovane studentessa di violoncello con almeno vinticinque anni meno di lui, inesperta nell'amore. Il loro rapporto, già di per sè non incoraggiante, è in realtà molto più problematico. Il padre di Arianna (Maurice Chevalier) è infatti un investigatore privato, la cui principale fonte di lavoro è proprio Flannagan (pedinamenti e indagini sempre per conto di mariti traditi dalle numerose conquiste del cinico playboy) del quale, però, ignora il rapporto con la figlia. Ma Flannagan stesso non conosce il nome nè sa altro di Arianna, la vera conduttrice del gioco, che si presenta a lui come una donna di mondo, avventuriera e mangiatrice di uomini. Wilder dà vita ad una pungente ed ironica commedia che comincia pretestuosamente con un sottile "giocare a fare i detective" (bugie, sotterfugi, telefonate anonime e false identità) per assumere col passare dei minuti i tratti di un film più drammatico e, nel finale, persino sentimentale e commovente. La sua regia è come al solito distante dai moralismi e puntuale nel rappresentare senza pregiudizi le sozzure e le meschinità delle persone. "Arianna" abbonda di spunti comico/farseschi come l'estenuante presenza/performance degli zigani (bellissima la scena dove suonano tutta la notte ubriachi) o le sequenze aventi come protagonista il simpatico marito tradito. Ma il grande pregio del film è di risultare nel complesso molto credibile e cinquant'anni dopo ancora coinvolgente come in origine. Convince l'attrazione tra Cooper e la Hepburn, convince Chevalier nella parte del padre un pò troppo immerso nel suo mestiere ma, comunque, tenero e votato alla felicità della figlia. Forse non sarà tra quelli che rappresentino al meglio le peculiarità del cinema di Wilder, ma di sicuro è uno dei suoi film più completi. A mio avviso irrinunciabile.
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