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mondolariano
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venerdì 8 aprile 2011
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grande alfred ma toni troppo affettati
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L’onesto cittadino che all’improvviso si trova coinvolto a vivere un incubo mortale era già stato interpretato da Edward G.Robinson ne “La strada scarlatta” e “La donna del ritratto”, direi con migliori risultati. Hitchcock sfodera la sua inimitabile regia ma mantiene la vicenda su toni troppo affettati per trasmettere il senso della tragedia. Gli attori incarnano sempre la sfera benestante della società americana: un James Stewart troppo inamidato per rendere verosimile la sua parte di padre distrutto, affiancato dall’immancabile e classica biondona, che stavolta ha il volto di Doris Day.
Come si sa, il piatto forte è la scena all’Albert Hall con la musica atonale di Arthur Benjamin (non di Bernard Herrmann che invece la dirige) su cui si basa la montante suspense dell’attentato.
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L’onesto cittadino che all’improvviso si trova coinvolto a vivere un incubo mortale era già stato interpretato da Edward G.Robinson ne “La strada scarlatta” e “La donna del ritratto”, direi con migliori risultati. Hitchcock sfodera la sua inimitabile regia ma mantiene la vicenda su toni troppo affettati per trasmettere il senso della tragedia. Gli attori incarnano sempre la sfera benestante della società americana: un James Stewart troppo inamidato per rendere verosimile la sua parte di padre distrutto, affiancato dall’immancabile e classica biondona, che stavolta ha il volto di Doris Day.
Come si sa, il piatto forte è la scena all’Albert Hall con la musica atonale di Arthur Benjamin (non di Bernard Herrmann che invece la dirige) su cui si basa la montante suspense dell’attentato. Non meno affascinante è l’atmosfera di mistero che regna intorno all’Ambrose Chapel, forse il particolare più riuscito del film. Inguardabile, invece, la sequenza iniziale a bordo dell’autobus, col panorama proiettato attraverso i finestrini: un trucco cinematografico che tradisce l’età del grande Alfred.
Insomma, quattro stelle ma meno brillanti rispetto a “La donna che visse due volte”.
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gordongekko
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martedì 29 marzo 2011
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caposaldo dell'hitch
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tutto come ben detto sotto
qualche inquadratura vale tutto il film stesso, come in moltissimi film del maestro
perfino un po' di ironia qua e là
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burton99
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giovedì 24 febbraio 2011
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magistrale thriller di spionaggio
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James Stewart e Doris Day in stato di grazia, come la superlativa regia di Alfred Hitchcock. Un magistrale thriller di spionaggio, da ricordare per la scena del tentato omicidio nel mezzo di un opera, da ricordare per il totale mantenimento della suspense che culmina nel grido angosciato di Doris Day. Un film grandioso, da vedere e rivedere, opera di grande suspense diretta da un vero maestro, il maestro del brivido.
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renato c.
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mercoledì 21 luglio 2010
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un bellissimo hitchcock di suspence continua.
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Avevo visto in televisione anche la versione del 1934 (dopo aver visto tempo addietro questa) ma l'avevo trovata decisamente inferiore! Questo invece è un'ottimo film di spionaggio e suspence con un grande James Stewart, sempre all'altezza, ed una graziosa Doris Day, la cui canzone premio oscar"Que serà serà" non è solo una canzoncina nel film ma alla fine diventa parte fondamentale della trama! Il film inizia come al solito nei films di Hitchcock come un'allegra commedia con due coniugi in un'allegra vacanza in Marocco, che già all'inizio, comunque, da la sua aria di mistero. Poi l'omicidio al mercato di un uomo conosciuto il giorno prima che svela un segreto, il rapimento del figlio ed il film si tinge di giallo.
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Avevo visto in televisione anche la versione del 1934 (dopo aver visto tempo addietro questa) ma l'avevo trovata decisamente inferiore! Questo invece è un'ottimo film di spionaggio e suspence con un grande James Stewart, sempre all'altezza, ed una graziosa Doris Day, la cui canzone premio oscar"Que serà serà" non è solo una canzoncina nel film ma alla fine diventa parte fondamentale della trama! Il film inizia come al solito nei films di Hitchcock come un'allegra commedia con due coniugi in un'allegra vacanza in Marocco, che già all'inizio, comunque, da la sua aria di mistero. Poi l'omicidio al mercato di un uomo conosciuto il giorno prima che svela un segreto, il rapimento del figlio ed il film si tinge di giallo. Bellissimo il dilemma di questi genitori che, ovviamente, vogliono prima di tutto ritrovare il figlio, ma nello stesso tempo vogliono anche impedire l'omicidio loro annunciato in segreto di un uomo politico. La tensione aumenta gradualmente, ed anche se il concerto all'Albert Hall può sembrare lungo, collabora invece ad aumentare la tensione! Poi la trovata di Hitchcock della sensazione che si ha della cinepresa che sale le scale vuote all'ambasciata è stata veramente eccezionale! L'assasinio del politico vuole un po' richiamare quello di Abramo Lincoln, avvenuto nel palco di un teatro (non c'era ancora stato Kennedy!)Veramnte ottima l'idea del programma dello sparo durante il colpo di piatti! La musica che prosegue, i piatti fermi sulla sedia finche il musicista li afferra lentamente e si prepara a dare il fatidico colpo!
Forse irreale come storia, ma come film è veramente favoloso! Hitchcock sei grande!
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marv89
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mercoledì 9 giugno 2010
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migliorare se stessi per arrivare ajla perfezione
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Quando si riesce a migliorare se stessi,anche se quel "se stessi" è riferito ad un maestro ed anche se bisogna migliorare un qualcosa di già ottimo, o sei un fottuto genio o ti chiami Alfred Hithcock. Almeno personalmente il film in questione è la miglior pellicola cinematografica del regista inglese, risultato appunto di una rivisitazione di un precedente progetto dato 1934 di buona fattura ma non eccellente come il successivo. Confermato nel ruolo di protagonista James Stewart dopo il successo nel film"la finestra sul cortile" oscurato però dalla performance della bellissima Doris Day che vedo molto più naturale e nella parte. La storia è naturalmente Hithckocchiana, la prima spy-story del regista, con tematiche ricorrenti in molti film successivi diventate un vero e proprio marchio di fabbrica che hanno fatto scuola tra molti cineasti del nostro secolo come polanski.
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Quando si riesce a migliorare se stessi,anche se quel "se stessi" è riferito ad un maestro ed anche se bisogna migliorare un qualcosa di già ottimo, o sei un fottuto genio o ti chiami Alfred Hithcock. Almeno personalmente il film in questione è la miglior pellicola cinematografica del regista inglese, risultato appunto di una rivisitazione di un precedente progetto dato 1934 di buona fattura ma non eccellente come il successivo. Confermato nel ruolo di protagonista James Stewart dopo il successo nel film"la finestra sul cortile" oscurato però dalla performance della bellissima Doris Day che vedo molto più naturale e nella parte. La storia è naturalmente Hithckocchiana, la prima spy-story del regista, con tematiche ricorrenti in molti film successivi diventate un vero e proprio marchio di fabbrica che hanno fatto scuola tra molti cineasti del nostro secolo come polanski. La trama: il medico Ben McKenna e la moglie Jo sono in viaggio di piacere in Marocco insieme al figlio Hank. Nella prima scena li vediamo su un autobus diretto a Marrakesh sul quale si imbattono in un misterioso personaggio Louis Bernard che suscita non pochi sospetti in Jo. Arrivati a destinazione in un ristorante del posto fanno conoscenza con coniugi Drayton mentre nella sala entra Louis con una donna dopo che aveva rifiutato il medesimo invito di medico e signora, il tutto fomenta i dubbi e le paure della coppia riguardo all'uomo. Il giorno successivo nel mercato della città mentre i McKenna e i Drayton stanno visitando la città un uomo viene accoltellato e in punto di morte avvicinandosi a Ben sussurra al suo orecchio di un attentato che sta per compiersi in inghilterra e di recarsi ad "Ambrose Chapel", quest'uomo era Louis camuffato in marocchino. Il venire a conoscenza di questa informazione porterà al rapimento del figlio di Ben e ad una serie di avvenimenti e colpi di scena senza eguali. Una prova di regia, genialità, professionalità e stile unici, una cinepresa fantastica diretta da una mente con pochi eguali. Due ore di immersione in un intrigo che non vi farà staccare un secondo lo sguardo dallo schermo, deliziato da quello stile inglese tipico del maestro che rende ancor più epico il suo lavoro accompagnato da un attenzione ai giochi di colore e alla musica maniacale; un qualcosa di grandioso la scena in teatro. VEDETELO, VEDETELO E VEDETELO. Il miglior film di spionaggio
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(di renato c.)
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luca scialò
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martedì 9 febbraio 2010
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un intrigo internazionale raccontato con semplicit
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Storia di spionaggio internazionale raccontato da Hitchcock con semplicità e maestria, non facendo mai perdere il filo della trama allo spettatore.
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renato corriero
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giovedì 15 maggio 2008
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completamente d'accordo!
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Completamente d'accordo Gianmaria S., Peppino e Raffaele Bracale!
Nulla da aggiungere se non il paragone con la versione del 1936, vista ieri sera, in cui mancano proprio James Stewart e Doris Day, e con un finale diverso (troppe sparatorie!) Nella prima versione è invece ottima l'interpretazione del "cattivo" Peter Lorre!
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gianmaria s
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lunedì 28 aprile 2008
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grande alfred!
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Due ingenui americani in vacanza a Marakkesh, vengono coinvolti loro malgrado in un losco intrigo internazionale, che mira ad assassinare il primo ministro inglese. I due per salvare il proprio figlio rapito, arriveranno a rischiare la propria vita e a dubitare di chiunque.
Primo e unico ruolo drammatico per Doris Day (che trova comunque il tempo di cantare). La tensione è resa benissimo in pieno stile Hitchcockiano, i malviventi che in qualche modo impersonano satana, sono scelti magnificamente, così come il loro nascondiglio è esemplare (una chiesa in cui uno dei due fa il prete...).
Memorabile il finale nella Royal Albert Hall, dove l'azione va di pari passo con la colonna sonora, tenendo con il fiato sospeso lo spettatore per più di 10 minuti, pur non essendoci alcuna battuta parlata.
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Due ingenui americani in vacanza a Marakkesh, vengono coinvolti loro malgrado in un losco intrigo internazionale, che mira ad assassinare il primo ministro inglese. I due per salvare il proprio figlio rapito, arriveranno a rischiare la propria vita e a dubitare di chiunque.
Primo e unico ruolo drammatico per Doris Day (che trova comunque il tempo di cantare). La tensione è resa benissimo in pieno stile Hitchcockiano, i malviventi che in qualche modo impersonano satana, sono scelti magnificamente, così come il loro nascondiglio è esemplare (una chiesa in cui uno dei due fa il prete...).
Memorabile il finale nella Royal Albert Hall, dove l'azione va di pari passo con la colonna sonora, tenendo con il fiato sospeso lo spettatore per più di 10 minuti, pur non essendoci alcuna battuta parlata.
Curiosità: è il remake dell'omonimo film sempre di Hitchcock girato con scarsi mezzi ed esperienza in GB nel '36.
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peppino
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sabato 11 giugno 2005
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film bellissimo
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Film bellissimo e magistralmente interpretato. La colonna sonora è varia e ben assortita con la godibilissima canzone "Whatever will be" e il brano della scena del concerto. Sono stato particolarmente colpito dall'interpretazione di Doris Day e dagli occhi di James Stewart quado sente il fischio del figlio. Un'ultima considerazione: i doppiatori di tutti gli interpreti sono di una bravura eccezionale. Se James Stewart non è doppiato da Gualtiero De Angelis non riesco a vederlo.
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raffaele bracale
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venerdì 22 aprile 2005
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capolavoro!
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Al termine della visione del film vien fatto di chiedersi quanti altri registi sarebbero stati capaci di fare un remake di un loro medesimo film, mantenendo ritmo e suspence d'antan anzi migliorando tutta la faccenda. Solo un Alfred HITCHCOCK in una forma smagliante poteva riuscirci !Ed in effetti vi è riuscito e basterebbe la sola sequenza dell'attentato girata nell'albert hall, sottolineata da un travolgente colpo di cembali per giustificare il prezzo del biglietto! Eccellente James Stewart; bravissima oltre che bellissima Doris Day.Avercene ancora di siffatti attori e registi!
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