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paolo bisi
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mercoledì 5 ottobre 2011
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film perfetto per un delitto quasi perfetto
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Tony Wendice è sposato con la ricca Margot, più per interesse che per amore. Quando vede il suo futuro in serio pericolo, minacciato dalla relazione extra-coniugale della moglie con l'americano Mark Halliday, organizza il delitto perfetto e costringe un vecchio compagno di università, Charles Swann, a compierlo. Ma a rimanere ucciso sarà proprio lo stesso Swann. Riuscirà Tony a far incastrare la moglie? Nello stesso anno di "La finestra sul cortile", Alfred Hitchcock tira fuori dal cilindro un altro dei suoi capolavori, un film di rara suspence ed intensità. Girato in un'unica stanza, come "Nodo alla gola" pochi anni prima, si avvale di tutti i piccoli dettagli e soprattutto dei fantastici dialoghi per trattenere lo spettatore incollato davanti allo schermo.
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Tony Wendice è sposato con la ricca Margot, più per interesse che per amore. Quando vede il suo futuro in serio pericolo, minacciato dalla relazione extra-coniugale della moglie con l'americano Mark Halliday, organizza il delitto perfetto e costringe un vecchio compagno di università, Charles Swann, a compierlo. Ma a rimanere ucciso sarà proprio lo stesso Swann. Riuscirà Tony a far incastrare la moglie? Nello stesso anno di "La finestra sul cortile", Alfred Hitchcock tira fuori dal cilindro un altro dei suoi capolavori, un film di rara suspence ed intensità. Girato in un'unica stanza, come "Nodo alla gola" pochi anni prima, si avvale di tutti i piccoli dettagli e soprattutto dei fantastici dialoghi per trattenere lo spettatore incollato davanti allo schermo. Le considerazioni sul mondo esterno, sui costumi della società, presenti in vari film del regista inglese, scompaiono in quest'opera, lasciando spazio solamente agli avvenimenti e ai pensieri dei personaggi, per dare vita al vero thriller. Inesistenti i primi piani, la macchina da presa è il primo e il più importante spettatore. Ottima squadra di attori, tra cui emerge ancora una volta Ray Milland, autore di interpretazione magistrale. Primo dei tre film di Hitchcock con Grace Kelly, dovrebbe essere un esempio per tutti i cineasti odierni di come si può riuscire a creare un film di straordinaria tensione senza l'aiuto di effetti speciali.
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emma
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domenica 10 giugno 2007
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delitto perfetto
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Spettacolare. Perfetto. Come la tecnica del grande scrittore che lo ha ideato. "Delitto perfetto" è un grande capolavoro di suspance e intensità drammatica, un concentrato di astuzia e genialità, che esprimono in pieno la grandezza di Hitchcock. Che dire... dall'inizio incuriosisce la trama accattivante e non troppo singolare: un uomo, la moglie, e l'amante di lei. Un piano perfetto! Ordinarel'omicidio di lei mediante un conoscente che non può tirarsi indietro, dall'attuare un piano terribilmente preciso e macchiavellico. Però la vita non è come i romanzi gialli, dove tutto scorre come vuole l'autore, ma piena di "intoppi" e imprevisti. Infatti, il "vicario" non riesce a strangolare la donna, la quale riesce ad ucciderlo con un paio di forbici.
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Spettacolare. Perfetto. Come la tecnica del grande scrittore che lo ha ideato. "Delitto perfetto" è un grande capolavoro di suspance e intensità drammatica, un concentrato di astuzia e genialità, che esprimono in pieno la grandezza di Hitchcock. Che dire... dall'inizio incuriosisce la trama accattivante e non troppo singolare: un uomo, la moglie, e l'amante di lei. Un piano perfetto! Ordinarel'omicidio di lei mediante un conoscente che non può tirarsi indietro, dall'attuare un piano terribilmente preciso e macchiavellico. Però la vita non è come i romanzi gialli, dove tutto scorre come vuole l'autore, ma piena di "intoppi" e imprevisti. Infatti, il "vicario" non riesce a strangolare la donna, la quale riesce ad ucciderlo con un paio di forbici. E allora uno straordinario concatenarsi di eventi e congetture ideate dall'assassino per far processare la moglie, fare indirettamente ch'ella venga accusata d'omicidio per poi liberarsene con la sua esecuzione. Ma non si tratta di un omicida qualunque, di un uomo comune spinto ad agire dal puro risentimento e soprattutto dall'interesse personale (l'eredità testamentaria), bensì di un assassino con la A maiuscola: freddo, calcolatore, terrificante per l'immediatezza e l'astuzia con cui cerca di salvaguardarsi da qualunque minimo indizio a suo carico. E poi c'è lei... la "vittima" di tutto, bella, intelligente e preoccupata per la sua relazione extra-coniugale, innamorata dell'amante ma non falsa o cattiva nell'opinione del marito. All'inizio della pellicola vediamo una donna rea di tradimento e un marito che ispira quasi simpatia pure nel suo arteficio di delitto. Alla fine un uomo crudele per fortuna caduto in un errore piccolissimo ma che gli è costato l'esser scoperto, e una povera donna senza alcuna colpa che finalmente, appena a un passo dalla morte, viene liberata dalla sofferenza del tranello che ha dovuto patire. Un perfido e astuto Ray Milland e una ingenua e perseguita Grace Kelly compongono questa coppia idilliaca nella sua scompostezza, muovendosi per tutta la durata del film nell'unico scenario della loro casa, nonchè il luogo del delitto. Degna di nota anche la recitazione brillante e intuitiva di Robert Cummings, nel ruolo del baldo amante scrittore di gialli. Come del resto in tutta la sua filmografia l'eccellente Alfred Hitchcock si distingue in questo thriller d'altri tempi per la grande intensità emotiva: il centro dell'evoluzione narrativa non è mai il tentativo di "sbrogliare" e risolvere il caso, nè descrivere i tratti fondamentali di una società... solamente mettere a nudo le emozioni umane viste come sfaccettature del prevalente fra i sentimenti, la paura. Ma ciò che colpisce di più del film, è senza dubbio il sangue freddo del protagonista maschile, la sua eterna tranquillità nelle situazioni più estreme, persino in quella finale quando viene smascherato... <<...>>
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a17540
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venerdì 17 giugno 2011
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uno dei migliori hitchcock
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E’ la dimostrazione più evidente che non servono grandi mezzi o strabilianti meraviglie per creare un film bellissimo. Girato pressoché integralmente in una stanza, con pochi ma straordinari attori, su base teatrale ma sfruttando appieno il linguaggio cinematografico, è uno dei migliori Hitchcock.
Tony Wendice (Ray Milland) decide di far uccidere la moglie Margo (Grace Kelly), sposata per interesse, da un ex compagno di università e creando per se l’alibi perfetto: la donna deve essere assassinata mentre è al telefono con lui. Ci si potrebbe chiedere come si possa volere la morte della meravigliosa Grace e, infatti, fatalità vuole che lei si salvi dall’agguato e al suo posto sia l’improvvisato killer a restare ucciso.
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E’ la dimostrazione più evidente che non servono grandi mezzi o strabilianti meraviglie per creare un film bellissimo. Girato pressoché integralmente in una stanza, con pochi ma straordinari attori, su base teatrale ma sfruttando appieno il linguaggio cinematografico, è uno dei migliori Hitchcock.
Tony Wendice (Ray Milland) decide di far uccidere la moglie Margo (Grace Kelly), sposata per interesse, da un ex compagno di università e creando per se l’alibi perfetto: la donna deve essere assassinata mentre è al telefono con lui. Ci si potrebbe chiedere come si possa volere la morte della meravigliosa Grace e, infatti, fatalità vuole che lei si salvi dall’agguato e al suo posto sia l’improvvisato killer a restare ucciso. Il diabolico marito, con una straordinaria presenza di spirito, non vinto, riesce a far sì che la polizia incrimini la moglie del delitto. Solo l’intervento di un amico (Robert Cummings), scrittore di gialli, riuscirà a salvarla dalla condanna a morte.
La parte finale, che porta allo svelamento della verità e della colpevolezza di Tony Wendice è da brivido, una delle cose migliori mai viste in pellicola, attimo dopo attimo si aggiunge un tassello, senza che la suspense venga mai meno. Anche quando si conosce già l’esito finale non si può fare a meno di rimanere col fiato sospeso.
di a17540
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leonardopera
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domenica 14 agosto 2011
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il delitto (im)perfetto
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Nel 1954 il maestro del terrore porta alla luce un vero e proprio capolavoro; perfetto in ogni dettaglio , geniale nelle battute,straordinario nelle riprese. "Il delitto perfetto" interpretato al meglio da un giovane Ray Milland , un bravo Robert Cummings ed una non brillante Grace Kelly. Il matrimonio senz' amore giunge al capolinea quando Tony Wandy preoccupato per il suo futuro decide d' assassinare la bella Margo che intrattiene una relazione extraconiugale per ereditare le sue ricchezze. Un piano diabolico ben architettato non basta a compiere un delitto perfetto. Un particolare, una sfumatura, una contraddizione, una chiave sbagliata sono sufficienti a smontare e a costruire accuse.
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Nel 1954 il maestro del terrore porta alla luce un vero e proprio capolavoro; perfetto in ogni dettaglio , geniale nelle battute,straordinario nelle riprese. "Il delitto perfetto" interpretato al meglio da un giovane Ray Milland , un bravo Robert Cummings ed una non brillante Grace Kelly. Il matrimonio senz' amore giunge al capolinea quando Tony Wandy preoccupato per il suo futuro decide d' assassinare la bella Margo che intrattiene una relazione extraconiugale per ereditare le sue ricchezze. Un piano diabolico ben architettato non basta a compiere un delitto perfetto. Un particolare, una sfumatura, una contraddizione, una chiave sbagliata sono sufficienti a smontare e a costruire accuse. Da non perdere.
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marco
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giovedì 18 maggio 2006
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il regista della società
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Si è più volte parlato della particolare dedizione del "maestro" ad analizzare le emozioni, i sentimenti e di conseguenza anche le debolezze ed i mali della società. Penso che anche in questo caso, anzi forse in modo particolare, il teatro montato per inscenare la storia di un mancato delitto perfetto riesce benissimo a mostrare le varie sfaccettature e contraddizioni della nostra società. Ad esempio il protagonista, che agisce in virtù del suo interesse personale (che è poi il solito interesse economico che sempre ci spersonalizza) architettando una trappola crudele, e che forse proprio per questo è il personaggio che più attira la nostra curiosità ed anche simpatia. Fino a farci provare addirittura pena per lui, ormai ridotto in un vicolo cieco.
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Si è più volte parlato della particolare dedizione del "maestro" ad analizzare le emozioni, i sentimenti e di conseguenza anche le debolezze ed i mali della società. Penso che anche in questo caso, anzi forse in modo particolare, il teatro montato per inscenare la storia di un mancato delitto perfetto riesce benissimo a mostrare le varie sfaccettature e contraddizioni della nostra società. Ad esempio il protagonista, che agisce in virtù del suo interesse personale (che è poi il solito interesse economico che sempre ci spersonalizza) architettando una trappola crudele, e che forse proprio per questo è il personaggio che più attira la nostra curiosità ed anche simpatia. Fino a farci provare addirittura pena per lui, ormai ridotto in un vicolo cieco. Oppure, la bellissima e intensa Grace Kelly che "macchia" la sua purezza con un delitto che inaspettatamente mostra invece tutta la sua personalità sovvertendo come spesso succede nella vita tutto quello che si da per scontato ed innescando il processo irreversibile di fallimento del marito. Il tutto condito da un'ottima sceneggiatura che è la vera protagonista del film, e che conferma l'abilità di regia del "maestro" anche in un film dove meno si vede la sua innata capacità di raccontare attraverso immagini.
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