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mondolariano
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sabato 23 luglio 2011
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il western pił classico
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Con buona pace di John Ford e di John Wayne, il più classico dei western porta le firme di Anthony Mann e di James Stewart. C’è di tutto in questo straordinario affresco che dipinge l'epopea americana. La dipinge anche nei fondali visibilmente fasulli, che ritraggono immagini di monti sotto cumuli di nuvole bianche, ma che comunque non guastano un film tutto sommato eccellente. I duelli tra i pistoleri lasciano il posto ai viaggi delle carovane, con un’ottima ambientazione nei territori del nord che hanno il sapore della natura selvaggia. Il sud è riscontrabile nella tipica navigazione fluviale (“Accidenti a quando ho lasciato il Mississippi!”) e nella parlata dialettale dei negri secondo lo stile di “Via col vento”.
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Con buona pace di John Ford e di John Wayne, il più classico dei western porta le firme di Anthony Mann e di James Stewart. C’è di tutto in questo straordinario affresco che dipinge l'epopea americana. La dipinge anche nei fondali visibilmente fasulli, che ritraggono immagini di monti sotto cumuli di nuvole bianche, ma che comunque non guastano un film tutto sommato eccellente. I duelli tra i pistoleri lasciano il posto ai viaggi delle carovane, con un’ottima ambientazione nei territori del nord che hanno il sapore della natura selvaggia. Il sud è riscontrabile nella tipica navigazione fluviale (“Accidenti a quando ho lasciato il Mississippi!”) e nella parlata dialettale dei negri secondo lo stile di “Via col vento”. Il resto è tutto un via vai di carri e di cavalli, di alberghi e di saloon, di pionieri che affogano nei fumi del dollaro e del capitalismo senza scrupoli.
La retorica gioca un punto di svantaggio nella scena di apertura, con l’agguato degli indiani che poteva anche essere evitato (nel 1952 non si poteva chiedere altrimenti).
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marco
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venerdģ 9 maggio 2008
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errore
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Il nome del secondo bandito č Emerson Cole, non McCole!
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radar
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martedģ 21 agosto 2007
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10 e lode
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ECCEZIONALE.UNO DEI MIGLIORI FILM DI MANN CON UN BRAVISSIMO STEWART.10 E LODE.
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renato corriero
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venerdģ 7 luglio 2006
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bellissimo western con un grande james stewart
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Uno di quei westerns con la W maiuscola. Oltre a tenere in suspance per l'azione č ottimo il significato morale. James Stewart, bandito redento che diventa difensiore dei deboli e riscatta bene il suo passato! Arthur Kennedy , che anche lui sembrava redento, invece torna ad essere quello che era di fronte ad un gran guadagno di denaro, senza curarsi nč della ragazza, nč di un gran numero di persone che sarebbe morta di fame. Un po' da comparsa il ruolo di Rock Hudson. Piacevolissimo!
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venantino
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mercoledģ 26 ottobre 2005
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un dvd da dimenticare
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Uno dei pił pregevoli film western del regista Anthony Mann compromesso irrimediabilmente, nelledizione in Dvd, da una sconsiderata operazione di remastering e rimissaggio.
Gli spendidi colori della pellicola originale del 1952 non sono pił che un pallido ricordo: colori scialbi, piatti, insaturi ed immagini altrettanto prive di colore e definizione. I paesaggi, resi in maniera superlativa nella versione originale, vengono ora mortificati da una prospettiva priva di profonditą e dai colori evanescenti.
Stesse note dolenti sul versante dellaudio: il magnifico doppiaggio originale, che ci regalava alcune tra le voci pił belle ed espressive della gloriosa C.D.C. (quelle di Gualtiero De Angelis, Lidia Simoneschi, Giuseppe Rinaldi, Augusto Marcacci, Lauro Gazzolo ed altri) č stato sostituito da un nuovo doppiaggio e da nuovi doppiatori, che si distinguono per le loro voci afone ed inespressive, nonché per la spiccata attitudine a rendere quasi incomprensibili i dialoghi.
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Uno dei pił pregevoli film western del regista Anthony Mann compromesso irrimediabilmente, nelledizione in Dvd, da una sconsiderata operazione di remastering e rimissaggio.
Gli spendidi colori della pellicola originale del 1952 non sono pił che un pallido ricordo: colori scialbi, piatti, insaturi ed immagini altrettanto prive di colore e definizione. I paesaggi, resi in maniera superlativa nella versione originale, vengono ora mortificati da una prospettiva priva di profonditą e dai colori evanescenti.
Stesse note dolenti sul versante dellaudio: il magnifico doppiaggio originale, che ci regalava alcune tra le voci pił belle ed espressive della gloriosa C.D.C. (quelle di Gualtiero De Angelis, Lidia Simoneschi, Giuseppe Rinaldi, Augusto Marcacci, Lauro Gazzolo ed altri) č stato sostituito da un nuovo doppiaggio e da nuovi doppiatori, che si distinguono per le loro voci afone ed inespressive, nonché per la spiccata attitudine a rendere quasi incomprensibili i dialoghi.
Anche la colonna sonora non č da meno: la musica č appiattita a causa di un drastico taglio delle frequenze alte, e quel che rimane non si riesce ad apprezzare per via di un insopportabile rumore di fondo nelle frequenze medie.
In conclusione: un Dvd da gettare alle ortiche e di cui si sconsiglia vivamente lacquisto agli appassionati del genere, nonché agli estimatori delle inimitabili voci della leggendaria C.D.C.
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[+] a morte i nuovi doppiatori
(di manuel)
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