Rashômon

Film 1950 | Drammatico +16 88 min.

Titolo originaleRasho-mon
Anno1950
GenereDrammatico
ProduzioneGiappone
Durata88 minuti
Regia diAkira Kurosawa
AttoriToshirô Mifune, Machiko Kyô, Masayuki Mori, Takashi Shimura, Minoru Chiaki, Kichijiro Ueda Fumiko Honma, Daisuke Katô.
TagDa vedere 1950
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,49 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Akira Kurosawa. Un film Da vedere 1950 con Toshirô Mifune, Machiko Kyô, Masayuki Mori, Takashi Shimura, Minoru Chiaki, Kichijiro Ueda. Cast completo Titolo originale: Rasho-mon. Genere Drammatico - Giappone, 1950, durata 88 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,49 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Rashômon
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Nel Giappone medievale, un samurai attraversa un bosco con la moglie avvolta da un ampio velo per recarsi a un tempio. La donna attrae sessualmente un fuorilegge, che li osserva passare. Questi violenta la donna e uccide il marito. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar e Il film è stato premiato al Festival di Venezia.

Consigliato assolutamente sì!
4,49/5
MYMOVIES 4,38
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,17
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'attenta riflessione sulla natura dell'uomo e sulla sua inclinazione alla menzogna guidata da un esasperato spirito di autoconservazione.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

Kyoto, periodo Heian. Un boscaiolo, un monaco e un vagabondo si interrogano su una vicenda, l'assassinio di un samurai e lo stupro di sua moglie per mano del bandito Tajômaru, che li ha coinvolti come testimoni. Mentre si susseguono le dichiarazioni dei protagonisti davanti a un tribunale sulla loro versione dei fatti, la verità anziché emergere sembra vieppiù allontanarsi.
In un Giappone ancora dilaniato dai lasciti del dopoguerra, Kurosawa Akira ritorna a un'altra epoca di morte e sofferenza, quel periodo Heian in cui di fronte alla porta del tempio di Rashô non scorrevano che sangue, violenza e frode. Prendendo spunto dai racconti di Ryûnosuke Akutagawa, Kurosawa riflette sulla natura dell'uomo e sulla sua inclinazione alla menzogna, guidata da un esasperato spirito di autoconservazione. A contare non è mai il senso di verità o di giustizia, ma la salvaguardia del proprio tornaconto e di un miserrimo particulare, tale da portare - è il caso del personaggio del samurai - a mentire anche post mortem pur di difendere il proprio onore.
Ma se questo è già l'apologo originario di Akutagawa, risultato della messa in scena di tre versioni - tutte discordanti e tutte false - della stessa storia, Kurosawa vi aggiunge una nuova valenza, in cui la riflessione si estende a un'ulteriore menzogna, quella dell'immagine e del cinema come suo strumento principe. Le versioni dell'assassinio non si limitano ad essere raccontate dai personaggi, infatti, ma sono offerte alla visione del pubblico come se si trattasse di realtà oggettiva e indiscutibile; ciò che si vede dovrebbe tradursi in ciò che è, anziché rivelarsi mutevole nei contenuti e nello stile.
Grazie alla recitazione espressionista e sovraccarica di Mifune Toshirô e degli altri protagonisti, emerge con la dovuta forza il divario tra l'idealizzazione figlia del racconto e il crudo squallore di una realtà caotica e fallace, in cui sono paura,ansia e goffe emozioni fuori controllo a governare istinti e dinamiche interpersonali. Il Leone d'oro assegnato a Rashômon nel 1951 apre all'Occidente il mondo del cinema giapponese.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
Un film che ha aperto la via al cinema d'oriente.

Nel Giappone medievale, un samurai attraversa un bosco con la moglie avvolta da un ampio velo per recarsi a un tempio. La donna attrae sessualmente un fuorilegge, che li osserva passare. Questi violenta la donna e uccide il marito. La versione dei fatti viene raccontata in modo diverso dal bandito, dalla donna, dallo spirito dell'uomo ucciso, che parla per bocca di una medium, da un vagabondo che ha assistito, non visto, alla scena. Qual è la verità? Film decisivo per la storia del cinema. Arrivò sconosciuto a Venezia e divenne subito leggenda. Aprì la via al cinema d'oriente fino a quel momento pressochè ignorato. E fece conoscere uno dei massimi maestri di ogni tempo.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 1 gennaio 2010
Paola Di Giuseppe

Rashomon è la desolata constatazione della capacità dell’uomo di mentire, a sé stesso prima che agli altri.Il conclamato pirandellismo per cui va celebre (il relativismo della verità) è in fondo secondario e meno forte di questa raggelante affermazione,che si approfondisce e circostanzia man mano che la vicenda scorre,portando alla ribalta le differenti versioni dei protagonisti:un samurai è stato [...] Vai alla recensione »

sabato 28 giugno 2014
tomdoniphon

Giappone, XV secolo. In una giornata di pioggia incessante, un boscaiolo, un monaco ed un passante si fermano a raccontare, fornendo versioni contrastanti, un fatto increscioso avvenuto pochi anni prima. La versione finale del boscaiolo non andrà ad onore di nessuno dei tre. Il film vinse, nel 1951, a Venezia il Leone d'oro: fu un evento fondamentale nella storia del cinema.

domenica 13 novembre 2011
IlaSkywalker

Se il cinema convenzionalmente mostra e dimostra il punto di vista di un autore o una testimonianza oggettiva di fatti, Rashōmon di Akira Kurosawa si pone a metà tra i due intenti, andando anche oltre. Il film parla di "punti di vista" e "relatività", servendosi di un fatto increscioso come filo conduttore (l'uccisione di un samurai e [...] Vai alla recensione »

martedì 31 agosto 2010
Goruz

Bello, bellissimo Rashomon! utilizzando sempre la stessa storia, l'omicidio di un samurai, Kurosawa ci racconta 4 storie ben diverse, e benchè discordanti ognuna è a suo modo vera, perchè mette bene a nudo il carattere della persona che racconta, ci dice qualcosa di lui, ci dimostra come la verità non sia qualcosa di oggettivo, ma che ognuno ha una sua visione della [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 marzo 2015
Great Steven

RASHOMON (GIAP, 1950) diretto da AKIRA KUROSAWA. Interpretato da TOSHIRO MIFUNE, MACHIKO KYO, MASAYUKI MORI, TAKASHI SHIMURA, MINORU CHIAKI, FUMIKO OMNA, KICHIJIRO UEDA, DAISUKE KATO «La vita degli uomini è più effimera della rugiada che si scoglie nel primo mattino»: così il contadino interrogato dalla polizia conclude i suoi pensieri riguardo il fatto sul quale [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 febbraio 2014
Valetag

Un taglialegna, un passante e un monaco: tre uomini comuni che si ritrovano sotto la porta di Rasho a discutere riguardo la volubilità che caratterizza ogni essere umano. Sullo sfondo, la pioggia incessante, allegoria del caos creato da un evento increscioso: un samurai ucciso e sua moglie oltraggiata da un brigante. Scopriamo la storia attraverso dei flashback, ma ogni testimone ci dà [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 luglio 2013
Luca Scialo

Kyoto, siamo nell'era dei Samurai, nella fattispecie dello Heain, dove vige una legge violenta fatta di onore da rispettare. Causa forte pioggia tre uomini si ritrovano insieme a ripararsi sotto un vecchio templio malandato. Uno di loro, boscaiolo, racconta agli altri due cosa ha visto: il cadavere di un uomo, ucciso da un brigante a cui aveva anche rapito la moglie.

sabato 18 agosto 2012
gianleo67

Tre uomini (un monaco,un boscaiolo ed un passante) trovano riparo dalla tempesta presso il Tempio diroccato di Rasho. Qui i primi due narrano al terzo del tragico fatto di sangue che li ha visti testimoni in un processo: lo stupro di una donna e l'assassinio del marito samurai da parte di un famigerato brigante al loro passaggio presso una vicina boscaglia.

martedì 22 giugno 2010
il cinefilo

PREMESSA:il titolo della mia recensione si riferisce al giudizio del dizionario di cinema Mereghetti. TRAMA:La storia è ambientata a Kyoto,nel Giappone feudale,dove un boscaiolo,un viandante e un monaco discutono della violenta uccisione di un samurai avvenuta in una foresta poco distante da loro...il boscaiolo(anche lui testimone del omicidio)riferirà le diverse versioni del crimine [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 novembre 2009
Tony71

grande film di Kurosawa, vertice della cinematografia orientale e non

Frasi
"Esiste qualcuno realmente buono? Forse la bontà è solo un dogma [...]. L'uomo vuole solo dimenticare le cose brutte e credere nell'esistenza delle cose belle. È più facile così!"
Il cittadino (Kichijiro Ueda)
dal film Rashômon - a cura di Maurizio Deguardi
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mario Gromo
La Stampa

In questo singolare e potente film giapponese siamo intorno al millecento, l'epoca è remota ma potrebbe esserlo anche di più. Siamo, in realtà, nel tempo degli istinti primordiali, in una foresta, dove, più che del Fujihama, ci si ricorda delle selve nibelungiche. Un taglialegna trova un cadavere, corre a farne denuncia; e poco dopo, dinanzi ai giudici che non si vedono (al posto dei giudici ci sono [...] Vai alla recensione »

winner
miglior film straniero
Premio Oscar
1951
winner
leone d'oro di san marco
Festival di Venezia
1951
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