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ziogiafo
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venerdì 29 aprile 2005
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ziogiafo - il grande cinema italiano ...nel mondo.
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ziogiafo - Ladri di biciclette- Italia 1948 -
Un meraviglioso esempio di cinema puro, interpretato da attori non
professionisti, ambientato nella tragica realtà del dopoguerra.
"La vita degli umili in un'opera d'arte" ... recita il sottotitolo
della locandina dell'epoca."Ladri di biciclette" è veramente un'opera
unica,un capolavoro,un grande classico del neorealismo italiano,
girato interamente in esterni da un magico Vittorio De Sica.
Il film racconta la drammatica storia di un operaio, Antonio, che in
seguito al furto della sua preziosa bicicletta, preso da
un'indescrivibile ansia cerca di reagire e inizia una corsa
forsennata contro il tempo, per recuperare a tutti i costi il
maltolto.
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ziogiafo - Ladri di biciclette- Italia 1948 -
Un meraviglioso esempio di cinema puro, interpretato da attori non
professionisti, ambientato nella tragica realtà del dopoguerra.
"La vita degli umili in un'opera d'arte" ... recita il sottotitolo
della locandina dell'epoca."Ladri di biciclette" è veramente un'opera
unica,un capolavoro,un grande classico del neorealismo italiano,
girato interamente in esterni da un magico Vittorio De Sica.
Il film racconta la drammatica storia di un operaio, Antonio, che in
seguito al furto della sua preziosa bicicletta, preso da
un'indescrivibile ansia cerca di reagire e inizia una corsa
forsennata contro il tempo, per recuperare a tutti i costi il
maltolto. Uno sfibrante tour de force, lo porta a vagare per un
giorno intero per le strade di Roma, insieme al figlioletto Bruno,
alla disperata ricerca della bicicletta rubata. Aggrappato ad una
labile speranza di ritrovare al più presto quel fondamentale
"strumento di lavoro", senza del quale avrebbe sicuramente perso
l'incarico di attacchino appena conquistato. Stanco e disorientato
quando le ricerche risultano ormai vane, perde di vista anche il
figlio che gli trotterellava sempre intorno fino ad un minuto prima,
allora, entra nel panico totale. In un momento di lucidità, cerca di
ravvedersi e dopo aver ritrovato Bruno ed essersi tranquillizzato, si
ferma in una trattoria per mangiare e per fare il punto della
situazione. Padre e figlio vivono la stessa angoscia ma non si
arrendono e continuano le ricerche.
La tragica atmosfera, lo stato d'animo dei protagonisti, si avverte
anche in assenza di raffinate scomposizioni delle sequenze
cinematografiche,dissolvenze o eventuali superflui primi piani, che
il grande regista volutamente omette.
All'epoca, per questo film, si era parlato anche di un probabile
ingaggio del famoso Cary Grant, come protagonista, ma alla fine
questo ruolo fu affidato sapientemente al bravo Lamberto Maggiorani,
che, da illustre sconosciuto, almeno fino ad allora, ... si collocò
all'interno della storia, in maniera così naturale da rafforzarne
perfino la credibilità. Con il passar del tempo lo spettro della
disoccupazione si faceva sempre più avanti, Antonio in preda allo
sconforto, tenta di allontanare il figlio mandandolo a casa, per
essere più libero di mettere in atto quello che aveva in mente.
Entra in azione ... e, in maniera scoordinata,tenta di impossessarsi
di una bicicletta appoggiata ad un portone,sale in sella e scappa,
ma viene raggiunto rapidamente sia dal proprietario che non smette di
gridare al ladro! ... al ladro! Sia dalle altre persone accorse che
lo rincorrono e lo bloccano. Dopo schiaffi e pugni che neanche
sentiva in quel drammatico momento,Antonio si accorge di subire
questa grande umiliazione sotto gli occhi del figlio, che intanto era
ritornato sui suoi passi, quasi avesse intuito le intenzioni del
padre. In un finale struggente,Bruno (Enzo Staiola) va a difendere
tenacemente il padre, che fortunatamente viene rilasciato per
compassione, senza essere denunciato.
Il bambino infila la sua mano in quella del padre stringendogliela,
quasi a far capire: "Combatteremo sempre insieme in questa vita
difficile!". E ... comunque, non ti preoccupare, perchè ci sono
anch'io. Un commovente Enzo Staiola, bravissimo in tutto il film.-
Il grande cinema italiano ...nel mondo.
Da vedere assolutamente !!!-
Cordialmente,
ziogiafo
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[+] il grande de sica ...
(di staff)
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[+] complimenti
(di lianò)
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riccardo-87
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lunedì 23 marzo 2009
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il cinema italiano
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forse questo è il capolavoro del cinema italiano par excellence..sì,credo si possa proprio definire tale:è semplicemente profondissimo,apre le infinite strade della vita.attori di strada che recitano meglio di molti"professionisti",riuscendo a far percepire allo spettatore ogni loro singola emozione,ogni loro singolo stato d'animo.un particolare merito lo darei a enzo staiola nei panni di bruno,senza comunque nulla togliere al padre interpretato da lamberto maggorani.vi sono innumerevoli scene che sarebbero da rimarcare,come quella in cui padre e figlio si vanno a mangiare insieme una pizza,cosa che a noi oggi sembra del tutto normale,e che non ci fa provare l'infinita gioia che bruno e antonio sentono per quella eccezione.
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forse questo è il capolavoro del cinema italiano par excellence..sì,credo si possa proprio definire tale:è semplicemente profondissimo,apre le infinite strade della vita.attori di strada che recitano meglio di molti"professionisti",riuscendo a far percepire allo spettatore ogni loro singola emozione,ogni loro singolo stato d'animo.un particolare merito lo darei a enzo staiola nei panni di bruno,senza comunque nulla togliere al padre interpretato da lamberto maggorani.vi sono innumerevoli scene che sarebbero da rimarcare,come quella in cui padre e figlio si vanno a mangiare insieme una pizza,cosa che a noi oggi sembra del tutto normale,e che non ci fa provare l'infinita gioia che bruno e antonio sentono per quella eccezione.memorabile la frase del padre"mangia va,che a tutto si rimedia..a tutto,tranne che alla morte";però poi si sofferma a fare due calcoli sul danno che ha ricevuto per il furto della bicicletta subito,e torna a preoccuparsi di come potranno vivere senza.la scena finale poi è veramente impressionante,sia per la profondità del messaggio di disperazione,o meglio di umiliazione,che lancia,ma soprattutto per la straordinari interpretazione dei due,ed in particolar modo del piccolo bruno,che esce di scena col volto rigato dalle lacrime.niente da dire;grande,grandissimo film magistralmente diretto dal genio di de sica.film che a diritto è incoronato come capolavoro assoluto nella storia del cinema italiano e mondiale,e ben degno di stare al fianco di altri capolavori italiani quali"la grande guerra","tutti a casa","il sorpasso","mamma roma","roma città aperta","una vita difficile","riso amaro","la dolce vita","amarcord","i soliti ignoti"e tanti altri che hanno lasciato più d'una impronta nell storia del cinema.
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(di annalinagrasso)
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(di il cinefilo)
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ziogiafo
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venerdì 29 aprile 2005
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ziogiafo - ladri di biciclette- 2^ parte
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ziogiafo - Ladri di biciclette- 2^ parte -
.../... si riprende dalla 1^ parte-
La tragica atmosfera, lo stato d'animo dei protagonisti, si avverte
anche in assenza di raffinate scomposizioni delle sequenze
cinematografiche,dissolvenze o eventuali superflui primi piani, che
il grande regista volutamente omette.
All'epoca, per questo film, si era parlato anche di un probabile
ingaggio del famoso Cary Grant, come protagonista, ma alla fine
questo ruolo fu affidato sapientemente al bravo Lamberto Maggiorani,
che, da illustre sconosciuto, almeno fino ad allora, ... si collocò
all'interno della storia, in maniera così naturale da rafforzarne
perfino la credibilità. Con il passar del tempo lo spettro della
disoccupazione si faceva sempre più avanti, Antonio in preda allo
sconforto, tenta di allontanare il figlio mandandolo a casa, per
essere più libero di mettere in atto quello che aveva in mente.
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ziogiafo - Ladri di biciclette- 2^ parte -
.../... si riprende dalla 1^ parte-
La tragica atmosfera, lo stato d'animo dei protagonisti, si avverte
anche in assenza di raffinate scomposizioni delle sequenze
cinematografiche,dissolvenze o eventuali superflui primi piani, che
il grande regista volutamente omette.
All'epoca, per questo film, si era parlato anche di un probabile
ingaggio del famoso Cary Grant, come protagonista, ma alla fine
questo ruolo fu affidato sapientemente al bravo Lamberto Maggiorani,
che, da illustre sconosciuto, almeno fino ad allora, ... si collocò
all'interno della storia, in maniera così naturale da rafforzarne
perfino la credibilità. Con il passar del tempo lo spettro della
disoccupazione si faceva sempre più avanti, Antonio in preda allo
sconforto, tenta di allontanare il figlio mandandolo a casa, per
essere più libero di mettere in atto quello che aveva in mente.
Entra in azione ... e, in maniera scoordinata,tenta di impossessarsi
di una bicicletta appoggiata ad un portone,sale in sella e scappa,
ma viene raggiunto rapidamente sia dal proprietario che non smette di
gridare al ladro! ... al ladro! Sia dalle altre persone accorse che
lo rincorrono e lo bloccano. Dopo schiaffi e pugni che neanche
sentiva in quel drammatico momento,Antonio si accorge di subire
questa grande umiliazione sotto gli occhi del figlio, che intanto era
ritornato sui suoi passi, quasi avesse intuito le intenzioni del
padre. In un finale struggente,Bruno (Enzo Staiola) va a difendere
tenacemente il padre, che fortunatamente viene rilasciato per
compassione, senza essere denunciato.
Il bambino infila la sua mano in quella del padre stringendogliela,
quasi a far capire: "Combatteremo sempre insieme in questa vita
difficile!". E ... comunque, non ti preoccupare, perchè ci sono
anch'io. Un commovente Enzo Staiola, bravissimo in tutto il film.-
Il grande cinema italiano ...nel mondo.
Da vedere assolutamente !!!-
Cordialmente,
ziogiafo
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ziogiafo
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venerdì 29 aprile 2005
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ziogiafo - ladri di biciclette- 1^ parte
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ziogiafo - Ladri di biciclette- 1^ parte -
Un meraviglioso esempio di cinema puro, interpretato da attori non professionisti, ambientato nella tragica realtà del dopoguerra. "La vita degli umili in un'opera d'arte" ... recita il sottotitolo
della locandina dell'epoca."Ladri di biciclette" è veramente un'opera
unica,un capolavoro,un grande classico del neorealismo italiano,
girato interamente in esterni da un magico Vittorio De Sica.
Il film racconta la drammatica storia di un operaio, Antonio, che in
seguito al furto della sua preziosa bicicletta, preso da
un'indescrivibile ansia cerca di reagire e inizia una corsa
forsennata contro il tempo, per recuperare a tutti i costi il
maltolto.
[+]
ziogiafo - Ladri di biciclette- 1^ parte -
Un meraviglioso esempio di cinema puro, interpretato da attori non professionisti, ambientato nella tragica realtà del dopoguerra. "La vita degli umili in un'opera d'arte" ... recita il sottotitolo
della locandina dell'epoca."Ladri di biciclette" è veramente un'opera
unica,un capolavoro,un grande classico del neorealismo italiano,
girato interamente in esterni da un magico Vittorio De Sica.
Il film racconta la drammatica storia di un operaio, Antonio, che in
seguito al furto della sua preziosa bicicletta, preso da
un'indescrivibile ansia cerca di reagire e inizia una corsa
forsennata contro il tempo, per recuperare a tutti i costi il
maltolto. Uno sfibrante tour de force, lo porta a vagare per un
giorno intero per le strade di Roma, insieme al figlioletto Bruno,
alla disperata ricerca della bicicletta rubata. Aggrappato ad una
labile speranza di ritrovare al più presto quel fondamentale
"strumento di lavoro", senza del quale avrebbe sicuramente perso
l'incarico di attacchino appena conquistato. Stanco e disorientato
quando le ricerche risultano ormai vane, perde di vista anche il
figlio che gli trotterellava sempre intorno fino ad un minuto prima,
allora, entra nel panico totale. In un momento di lucidità, cerca di
ravvedersi e dopo aver ritrovato Bruno ed essersi tranquillizzato, si
ferma in una trattoria per mangiare e per fare il punto della
situazione. Padre e figlio vivono la stessa angoscia ma non si
arrendono e continuano le ricerche.
.../... continua nella 2^ parte
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gabriella
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sabato 2 luglio 2011
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capolavoro del neorealismo.
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Film drammatico di Vittorio De Sica datato anno 1948 con interpreti attori non protagonisti ma presi dalla strada.La storia è ambientata nella Roma del dopoguerra devastata dalla fame e dalla miseria.Un padre di famiglia trova lavoro come attacchino ma per poter svolgere questo mestiere è necessario possedere una bicicletta.Pertanto si reca a disimpegnarla al monte di pietà privandosi della biancheria di casa.Sfortunatamente,già il primo giorno di lavoro la bicicletta gli viene rubata.Inzia così il suo peregrinare,insieme al figlioletto,alla disperata ricerca del mezzo e del ladro dello stesso.Incontrerà persone solidali,indifferenti e ostili.Contatterà sinanche una santona e infine avvilito tenterà egli stesso di rubare una bicicletta pur di poter continuare il suo lavoro.
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Film drammatico di Vittorio De Sica datato anno 1948 con interpreti attori non protagonisti ma presi dalla strada.La storia è ambientata nella Roma del dopoguerra devastata dalla fame e dalla miseria.Un padre di famiglia trova lavoro come attacchino ma per poter svolgere questo mestiere è necessario possedere una bicicletta.Pertanto si reca a disimpegnarla al monte di pietà privandosi della biancheria di casa.Sfortunatamente,già il primo giorno di lavoro la bicicletta gli viene rubata.Inzia così il suo peregrinare,insieme al figlioletto,alla disperata ricerca del mezzo e del ladro dello stesso.Incontrerà persone solidali,indifferenti e ostili.Contatterà sinanche una santona e infine avvilito tenterà egli stesso di rubare una bicicletta pur di poter continuare il suo lavoro.Commoventi le scene padre figlio e indimenticabile la scena finale.
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luca scialò
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lunedì 7 marzo 2011
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neorealismo nudo e crudo
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In una Roma messa in ginocchio dalla seconda guerra mondiale, come d'altronde tutta l'Italia, un padre di famiglia disoccupato riesce a trovare un lavoro ben retribuito come attacchino di manifesti per il cinema. Sfortuna vuole però che proprio il primo giorno gli rubino la bicicletta, elemento indispensabile per svolgere quel lavoro. Si mette così alla disperata ricerca del mezzo insieme al figlio, con la fortuna che sembra ancor più cieca con la povera gente...
Dopo Sciuscià uscito due anni prima, nuova perla da regista per Vittorio De Sica, il quale, ancora una volta propone senza fronzoli le difficoltà dell'Italia uscita dalla seconda guerra mondiale.
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In una Roma messa in ginocchio dalla seconda guerra mondiale, come d'altronde tutta l'Italia, un padre di famiglia disoccupato riesce a trovare un lavoro ben retribuito come attacchino di manifesti per il cinema. Sfortuna vuole però che proprio il primo giorno gli rubino la bicicletta, elemento indispensabile per svolgere quel lavoro. Si mette così alla disperata ricerca del mezzo insieme al figlio, con la fortuna che sembra ancor più cieca con la povera gente...
Dopo Sciuscià uscito due anni prima, nuova perla da regista per Vittorio De Sica, il quale, ancora una volta propone senza fronzoli le difficoltà dell'Italia uscita dalla seconda guerra mondiale. Lo fa dando molto spazio alle sofferenze dei bambini e dei ragazzini, vittime indifese delle crudeltà degli adulti. Il suo è un realismo nudo e crudo, che riprenderà in modo egualmente forte in Umberto D., uscito qualche anno dopo. Se però in quest'ultimo allegerisce il finale con un pò di tenerezza, in questo lungometraggio non dà spazio a speranze o sdolcinerie. Il finale è triste, disilluso, amaro. Alleggerirà i toni in Miracolo a Milano, film fiabesco che intervalla i due sopracitati.
Oscar speciale 1949, vinse anche 6 Nastri d'argento e altri premi tra cui Locarno, ma anche all'estero: New York, Londra, Knokke-le-Zonte, Bruxelles ecc.
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antitarantola
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lunedì 27 agosto 2007
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mamma mi hanno fottuto la bici
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Sto film è "i malavoglia", reso appetibile/comprensibile per il popolo ignorante. IN BREVE: sparita la bicicletta(nel libro invece è un carro dei lupini)il protagonista viene risucchiato nella spirale autodistruttiva della sfiga più nera, rigorosamente targata ITALY.
Questo film è un remake d'altri tempi...hahahahahaha
Orson riscriveva le regole del cinema mondiale e noi piangevamo perchè ci hanno fottuto la bicicletta. L'Italia e il cinema sono sempre stati "8" cose diverse.
Il cinema italiano nasce negli anni 60 e muore negli 80.
Prima e dopo, tutta monnezza... e non venite a parlarmi di QUATTRINI o situazione sociale:john ford non aveva i miliardi(all'inizio), e guarda checcazzo ti ha cacciato fuori.
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Sto film è "i malavoglia", reso appetibile/comprensibile per il popolo ignorante. IN BREVE: sparita la bicicletta(nel libro invece è un carro dei lupini)il protagonista viene risucchiato nella spirale autodistruttiva della sfiga più nera, rigorosamente targata ITALY.
Questo film è un remake d'altri tempi...hahahahahaha
Orson riscriveva le regole del cinema mondiale e noi piangevamo perchè ci hanno fottuto la bicicletta. L'Italia e il cinema sono sempre stati "8" cose diverse.
Il cinema italiano nasce negli anni 60 e muore negli 80.
Prima e dopo, tutta monnezza... e non venite a parlarmi di QUATTRINI o situazione sociale:john ford non aveva i miliardi(all'inizio), e guarda checcazzo ti ha cacciato fuori. "Ombre rosse", quello si che è un film". Lo so, non c'entra na mazza... eppure!!!
Sono italiano al 100%; il nostro è un popolo che si piange addosso, sempre e comunque.
John ti osannava il mito dei cow boy, il che può essere fascista e conservatore quanto cazzo vi pare, ma ogni ripresa e ogni dialogo non facevano una piega.
"Il neorealismo": perchè la gente doveva spendere i soldi per vedere una realtà che poteva gustarsi gratuitamente, semplicemente affacciandosi dalla finestra?!?!?!?.
Cinema inutile; zero scusanti.
Regia piatta e storie di tutti i giorni... zero fantasia, zero voglia di evasione. Siamo nella merda? No, non dobbiamo uscirne fuori; dobbiamo crogiolarci.
Sarebbe come essere depressi e ascoltare Masini a raffica.
...quanto siamo autolesionisti!!!
Il primo primo film realizzato in Italia è del 1911.
E' "L'inferno" di Dante.
Andatevelo a vedere... quella è roba di cui andare fieri, non sta porcata.
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[+] ma che diavolo dici??
(di @lien)
[ - ] ma che diavolo dici??
[+] smettila di drogarti
(di tarantola)
[ - ] smettila di drogarti
[+] hai capito tutto
(di leon hard)
[ - ] hai capito tutto
[+] ma k sta a di!!
(di joforever1)
[ - ] ma k sta a di!!
[+] ma come parli
(di echse)
[ - ] ma come parli
[+] stai n'guaiat
(di cia)
[ - ] stai n'guaiat
[+] ma ke stai a dire?
(di mary 93)
[ - ] ma ke stai a dire?
[+] errore
(di mary 93)
[ - ] errore
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