|
|
brando fioravanti
|
mercoledì 28 marzo 2012
|
tra i migliori film italiani
|
|
|
|
Nell'Italia del dopoguerra un uomo trova lavoro grazie alla sua bicicletta. Non tutti ne possedevano una e per molti lavori era fondamentale. Appena gli viene rubata parte insieme al figlio alla ricerca del ladro. pur trovandolo non riesce a recuperare la bicicletta. disperato cercherà di rubarne un altra. Preso sul fatto da un gruppo di persone, verrà rilasciato per le lacrime del figlio. Visto oggi si fa veramente fatica a dare importanza ad una bicicletta. Ma l'intensità degli attori pur non essendo dei professionisti, riesce ad essere convincente. Rubare poteva essere una necessità e non una scappatoia al duro lavoro. Alla fine il protagonista farà ad un altro lo stesso torto subito, sapendo bene quali coseguenze può portare la perdita di una bicicletta.
[+]
Nell'Italia del dopoguerra un uomo trova lavoro grazie alla sua bicicletta. Non tutti ne possedevano una e per molti lavori era fondamentale. Appena gli viene rubata parte insieme al figlio alla ricerca del ladro. pur trovandolo non riesce a recuperare la bicicletta. disperato cercherà di rubarne un altra. Preso sul fatto da un gruppo di persone, verrà rilasciato per le lacrime del figlio. Visto oggi si fa veramente fatica a dare importanza ad una bicicletta. Ma l'intensità degli attori pur non essendo dei professionisti, riesce ad essere convincente. Rubare poteva essere una necessità e non una scappatoia al duro lavoro. Alla fine il protagonista farà ad un altro lo stesso torto subito, sapendo bene quali coseguenze può portare la perdita di una bicicletta. Chi non l'avrebbe fatto? In un mondo ostile, indifferente dove anche sopravvivere è difficile. Il protagonista dalla disperazione andrà anche da una cartomante pur non credendoci. Parlato in romano con dialogi diritti tipici del miglior neorealismo italiano.
Dedico questa recensione a Marta Fabrizi.
Brando Fioravanti
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a brando fioravanti »
[ - ] lascia un commento a brando fioravanti »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gabriella
|
sabato 2 luglio 2011
|
capolavoro del neorealismo.
|
|
|
|
Film drammatico di Vittorio De Sica datato anno 1948 con interpreti attori non protagonisti ma presi dalla strada.La storia è ambientata nella Roma del dopoguerra devastata dalla fame e dalla miseria.Un padre di famiglia trova lavoro come attacchino ma per poter svolgere questo mestiere è necessario possedere una bicicletta.Pertanto si reca a disimpegnarla al monte di pietà privandosi della biancheria di casa.Sfortunatamente,già il primo giorno di lavoro la bicicletta gli viene rubata.Inzia così il suo peregrinare,insieme al figlioletto,alla disperata ricerca del mezzo e del ladro dello stesso.Incontrerà persone solidali,indifferenti e ostili.Contatterà sinanche una santona e infine avvilito tenterà egli stesso di rubare una bicicletta pur di poter continuare il suo lavoro.
[+]
Film drammatico di Vittorio De Sica datato anno 1948 con interpreti attori non protagonisti ma presi dalla strada.La storia è ambientata nella Roma del dopoguerra devastata dalla fame e dalla miseria.Un padre di famiglia trova lavoro come attacchino ma per poter svolgere questo mestiere è necessario possedere una bicicletta.Pertanto si reca a disimpegnarla al monte di pietà privandosi della biancheria di casa.Sfortunatamente,già il primo giorno di lavoro la bicicletta gli viene rubata.Inzia così il suo peregrinare,insieme al figlioletto,alla disperata ricerca del mezzo e del ladro dello stesso.Incontrerà persone solidali,indifferenti e ostili.Contatterà sinanche una santona e infine avvilito tenterà egli stesso di rubare una bicicletta pur di poter continuare il suo lavoro.Commoventi le scene padre figlio e indimenticabile la scena finale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gabriella »
[ - ] lascia un commento a gabriella »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
luca scialò
|
lunedì 7 marzo 2011
|
neorealismo nudo e crudo
|
|
|
|
In una Roma messa in ginocchio dalla seconda guerra mondiale, come d'altronde tutta l'Italia, un padre di famiglia disoccupato riesce a trovare un lavoro ben retribuito come attacchino di manifesti per il cinema. Sfortuna vuole però che proprio il primo giorno gli rubino la bicicletta, elemento indispensabile per svolgere quel lavoro. Si mette così alla disperata ricerca del mezzo insieme al figlio, con la fortuna che sembra ancor più cieca con la povera gente...
Dopo Sciuscià uscito due anni prima, nuova perla da regista per Vittorio De Sica, il quale, ancora una volta propone senza fronzoli le difficoltà dell'Italia uscita dalla seconda guerra mondiale.
[+]
In una Roma messa in ginocchio dalla seconda guerra mondiale, come d'altronde tutta l'Italia, un padre di famiglia disoccupato riesce a trovare un lavoro ben retribuito come attacchino di manifesti per il cinema. Sfortuna vuole però che proprio il primo giorno gli rubino la bicicletta, elemento indispensabile per svolgere quel lavoro. Si mette così alla disperata ricerca del mezzo insieme al figlio, con la fortuna che sembra ancor più cieca con la povera gente...
Dopo Sciuscià uscito due anni prima, nuova perla da regista per Vittorio De Sica, il quale, ancora una volta propone senza fronzoli le difficoltà dell'Italia uscita dalla seconda guerra mondiale. Lo fa dando molto spazio alle sofferenze dei bambini e dei ragazzini, vittime indifese delle crudeltà degli adulti. Il suo è un realismo nudo e crudo, che riprenderà in modo egualmente forte in Umberto D., uscito qualche anno dopo. Se però in quest'ultimo allegerisce il finale con un pò di tenerezza, in questo lungometraggio non dà spazio a speranze o sdolcinerie. Il finale è triste, disilluso, amaro. Alleggerirà i toni in Miracolo a Milano, film fiabesco che intervalla i due sopracitati.
Oscar speciale 1949, vinse anche 6 Nastri d'argento e altri premi tra cui Locarno, ma anche all'estero: New York, Londra, Knokke-le-Zonte, Bruxelles ecc.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a luca scialò »
[ - ] lascia un commento a luca scialò »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
vecchiobarth
|
venerdì 4 febbraio 2011
|
ladri di biciclette ieri, oggi, domani
|
|
|
|
Sono d'accordo con la recensione del sito, ma al posto della dimensione poetica (quale poetica nello sfacelo di un dopoguerra che ha distrutto le anime più che dei corpi?), farei notare la dimensione dell'innocenza del bambino: forte senso di speranza che i figli non sono condannati ad espiare le colpe dei padri, fino alla frase finale; quel papà ripetuto fino all'ossessione di una speranza che non vuole morire, appunto come quella del bambino.
E mi chiedo quante volte siamo stati ladri di biciclette reciprocamente, giustificandoci nel chiudere gli occhi, le labbra, le orecchie, davanti ai tanti ladri di biciclette dei giorni nostri?
vecchiobarth
|
|
|
[+] lascia un commento a vecchiobarth »
[ - ] lascia un commento a vecchiobarth »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
trick63
|
venerdì 4 dicembre 2009
|
ladri... di locandine
|
|
|
|
Non so quante volte ho visto negli anni Ladri di biciclette di De Sica, ma il malore che mi coglie alla fine è sempre lo stesso. Un pugno allo stomaco che mi fa capire in fondo la reale condizione umana di chi purtroppo è umile. Una lezione di vita che tengo sempre a mente. In questi giorni, poi, ho avuto modo di leggere un romanzo, LADRI DI LOCANDINE di Graziano Versace (San Paolo Edizioni), che mi ha commosso e che è un degno omaggio al film di De Sica, ma anche se vogliamo a Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore. Io mi permetto di consigliarlo perché è un libro scorrevole, leggero, poetico, storia di due ragazzini, Cesco e Daniele, che per continuare a sognare una realtà diversa... rubano locandine! Un inno al cinema, alla vita e alla fantasia!
|
|
|
[+] lascia un commento a trick63 »
[ - ] lascia un commento a trick63 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
tony71
|
mercoledì 14 ottobre 2009
|
neorealismo
|
|
|
|
uno dei più grandi film del cinema italiano
|
|
|
[+] lascia un commento a tony71 »
[ - ] lascia un commento a tony71 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
il cinefilo
|
lunedì 22 giugno 2009
|
tutta la magia del vero cinema italiano!!!
|
|
|
|
Appena ho finito di visionare questo film il mio primo pensiero è stato "questo è il vero cinema italiano!"e continuo a pensare che sia proprio così...LADRI DI BICICLETTE di Vittorio de Sica è veramente un capolavoro assoluto della cinematografia italiana e mi viene la pelle d'oca se penso ai "film" che tutt'oggi realizza il figlio Christian...la storia di un padre povero a cui viene rubata la bicicletta fondamentale per lavorare ed è costretto a correre per tutta la città insieme al figlio per ritrovarla mi sembra straordinariamente commovente per come il grande Vittorio è riuscito a riprodurla sullo schermo cinematografico nella tragica cornice dell'Italia del dopoguerra...il cast utilizzato per questa amara "tragedia tinta di una sottile ironia"mi sembra assolutamente perfetto e non so ancora decidermi su quale mi sia sembrata la sequenza più bella di questo capolavoro(se il pranzo con pizza assieme all'figlio oppure lo splendido finale in cui è impossibile non commuoversi a meno di non avere un cuore di pietra).
[+]
Appena ho finito di visionare questo film il mio primo pensiero è stato "questo è il vero cinema italiano!"e continuo a pensare che sia proprio così...LADRI DI BICICLETTE di Vittorio de Sica è veramente un capolavoro assoluto della cinematografia italiana e mi viene la pelle d'oca se penso ai "film" che tutt'oggi realizza il figlio Christian...la storia di un padre povero a cui viene rubata la bicicletta fondamentale per lavorare ed è costretto a correre per tutta la città insieme al figlio per ritrovarla mi sembra straordinariamente commovente per come il grande Vittorio è riuscito a riprodurla sullo schermo cinematografico nella tragica cornice dell'Italia del dopoguerra...il cast utilizzato per questa amara "tragedia tinta di una sottile ironia"mi sembra assolutamente perfetto e non so ancora decidermi su quale mi sia sembrata la sequenza più bella di questo capolavoro(se il pranzo con pizza assieme all'figlio oppure lo splendido finale in cui è impossibile non commuoversi a meno di non avere un cuore di pietra)...in una parola:sublime!!! p.s:mi viene da piangere se penso all'attuale condizione in cui riversa,tranne alcune eccezioni,il cinema nostrano.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a il cinefilo »
[ - ] lascia un commento a il cinefilo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
petronius arbiter
|
domenica 10 maggio 2009
|
il film piu' sopravvalutato del cinema italiano
|
|
|
|
E' terribilmente datato ma non e' una cosa da dirsi se non in forma anonima,se si vogliono evitare discussioni a non finire.Ma e' tristemente e irrimediabilmente vecchio...avrebbe bisogno di una 20ina di anni di oblio per essere riapprezzato,forse.
[+] ma mi faccia il piacereeeee!!!! (totò docet)
(di annalinagrasso)
[ - ] ma mi faccia il piacereeeee!!!! (totò docet)
[+] povero toto' docet
(di des esseintes)
[ - ] povero toto' docet
[+] vent'anni
(di vecchiobarth)
[ - ] vent'anni
|
|
|
[+] lascia un commento a petronius arbiter »
[ - ] lascia un commento a petronius arbiter »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
riccardo-87
|
lunedì 23 marzo 2009
|
il cinema italiano
|
|
|
|
forse questo è il capolavoro del cinema italiano par excellence..sì,credo si possa proprio definire tale:è semplicemente profondissimo,apre le infinite strade della vita.attori di strada che recitano meglio di molti"professionisti",riuscendo a far percepire allo spettatore ogni loro singola emozione,ogni loro singolo stato d'animo.un particolare merito lo darei a enzo staiola nei panni di bruno,senza comunque nulla togliere al padre interpretato da lamberto maggorani.vi sono innumerevoli scene che sarebbero da rimarcare,come quella in cui padre e figlio si vanno a mangiare insieme una pizza,cosa che a noi oggi sembra del tutto normale,e che non ci fa provare l'infinita gioia che bruno e antonio sentono per quella eccezione.
[+]
forse questo è il capolavoro del cinema italiano par excellence..sì,credo si possa proprio definire tale:è semplicemente profondissimo,apre le infinite strade della vita.attori di strada che recitano meglio di molti"professionisti",riuscendo a far percepire allo spettatore ogni loro singola emozione,ogni loro singolo stato d'animo.un particolare merito lo darei a enzo staiola nei panni di bruno,senza comunque nulla togliere al padre interpretato da lamberto maggorani.vi sono innumerevoli scene che sarebbero da rimarcare,come quella in cui padre e figlio si vanno a mangiare insieme una pizza,cosa che a noi oggi sembra del tutto normale,e che non ci fa provare l'infinita gioia che bruno e antonio sentono per quella eccezione.memorabile la frase del padre"mangia va,che a tutto si rimedia..a tutto,tranne che alla morte";però poi si sofferma a fare due calcoli sul danno che ha ricevuto per il furto della bicicletta subito,e torna a preoccuparsi di come potranno vivere senza.la scena finale poi è veramente impressionante,sia per la profondità del messaggio di disperazione,o meglio di umiliazione,che lancia,ma soprattutto per la straordinari interpretazione dei due,ed in particolar modo del piccolo bruno,che esce di scena col volto rigato dalle lacrime.niente da dire;grande,grandissimo film magistralmente diretto dal genio di de sica.film che a diritto è incoronato come capolavoro assoluto nella storia del cinema italiano e mondiale,e ben degno di stare al fianco di altri capolavori italiani quali"la grande guerra","tutti a casa","il sorpasso","mamma roma","roma città aperta","una vita difficile","riso amaro","la dolce vita","amarcord","i soliti ignoti"e tanti altri che hanno lasciato più d'una impronta nell storia del cinema.
[-]
[+] ok
(di annalinagrasso)
[ - ] ok
[+] hai ragione...
(di il cinefilo)
[ - ] hai ragione...
|
|
|
[+] lascia un commento a riccardo-87 »
[ - ] lascia un commento a riccardo-87 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
biagio
|
martedì 3 marzo 2009
|
commovente
|
|
|
|
L'inizio del neorealismo, l'inizio di una grande stagione
|
|
|
[+] lascia un commento a biagio »
[ - ] lascia un commento a biagio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|