M - Il mostro di Düsseldorf

Film 1931 | Drammatico 117 min.

Regia di Fritz Lang. Un film Da vedere 1931 con Peter Lorre, Gustaf Gründgens, Rudolf Blummer, Ellen Widman, Inge Landgut, Otto Wernicke. Cast completo Titolo originale: M. Genere Drammatico - Germania, 1931, durata 117 minuti. - MYmonetro 4,86 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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A Düsseldorf, un imprendibile assassino ha già soppresso molte bambine. Oltre alla polizia si mettono sulle sue tracce anche i malviventi cui non va a...

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Consigliato assolutamente sì!
4,86/5
MYMOVIES 5,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,53
ASSOLUTAMENTE SÌ
Le tecniche espressive del muto unite alla modernità del sonoro.
Recensione di Piero Di Domenico
Recensione di Piero Di Domenico

Nel 1931 Fritz Lang gira M - Il mostro di Dusseldorf, in cui un ignoto assassino (con il volto indimenticabile di Peter Lorre) violenta e uccide numerose bambine senza lasciare alcuna traccia. Nella città viene allora organizzata una fitta rete di ricerche a cui partecipano anche i mendicanti e i criminali. Così si scopre il primo indizio: l'assassino quando avvicina le vittime fischietta un macabro motivo, tratto dal Peer Gynt di Grieg. Presto il mostro viene individuato da un venditore di palloncini che riesce con un gesso a segnargli sulle spalle una grande M (che sta per Morder, assassino). L'uomo è braccato e si barrica in una fabbrica ma viene catturato dalla malavita che vorrebbe giustiziarlo: solo all'ultimo momento viene salvato dalla polizia che lo consegna alla giustizia ufficiale. M - Il mostro di Dusseldorf è uno dei primi film parlati di Lang in cui si fondono le tecniche altamente espressive del cinema muto con la stupefacente modernità di un sonoro capace di raggelare. Ispirato a una vicenda reale, Lang riprende i suoi temi preferiti, come il contrasto tra giustizia ufficiale e giustizia privata, ed esalta gli effetti fotografici e quelli sonori, realizzando l'antesignano dei film sui serial-killer, divenuti negli ultimi anni un vero e proprio genere.

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M - IL MOSTRO DI DÜSSELDORF
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 30 aprile 2010
il cinefilo

TRAMA:il film,realizzato nell'1931 da Fritz Lang(e sceneggiato insieme alla moglie)racconta di un misterioso assassino che uccide alcune bambine in giro per la città(Peter Lorre e grandioso)fino a quando non viene catturato dai cittadini e dalla malavita con l'intenzione di "processarlo" e linciarlo... RECENSIONE:il film di Fritz Lang riesce a fondere le tecniche dell'cinema muto con quelle dell'sonoro(che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 18 agosto 2010
Evghen950

Film veramente fatto bene tenendo conto anche e soprattutto del periodo storico. Storia veramente che fa riflettere, sulla mente umana, come nel monologo alla fine, ma anche su come una città/società possa completamente bloccarsi a causa di un solo individuo non ben identificabile. Sono presenti molte scene di grande significato come quella che ho anticipato nel titolo, il vero e [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 giugno 2011
il cinefilo

"Quando cammino per le strade ho la sensazione che qualcuno mi stia inseguendo...ma sono io che inseguo me stesso...voglio andare via,correre...ma con me corrono i fantasmi delle madri e dei bambini...sono sempre la...e solo quando uccido,solo allora...chi è che può sapere come sono fatto dentro,cos'è che sento urlare dentro al mio cervello.

giovedì 27 ottobre 2016
Great Steven

  M – IL MOSTRO DI DüSSELDORF (GERM, 1931) diretto da FRITZ LANG. Interpretato da PETER LORRE, OTTO WERNICKE, GUSTAV GRUNDGENS, THEO LINGEN Negli anni ’30 la città di Düsseldorf è sconvolta dalla presenza misteriosa di un assassino psicopatico, di cui nessuno conosce l’identità, che ha già seviziato e ucciso otto bambine.

domenica 5 settembre 2010
fedeleto

Sicuramente Lang ha sempre girato pellicole di grandissima importanza(metropolis,nibelunghi,dottor mabuse),e in esse ha sempre trovato il modo di stupire lo spettatore,questo film ne e' una conferma del suo inimitabile talento.M-IL MOSTRO DI DUSSELDORF,racconta un episodio tragico ,in cui un uomo uccide bambini e terrorizza una citta',catturato dalla malavita,vorra' giustificarsi,seppur [...] Vai alla recensione »

martedì 4 agosto 2015
APropositodiCinema

Uno dei più grandi capolavori della storia del cinema. Un’autentica lezione filmica, che unisce le tecniche dell’espressionismo muto con quelle del cinema sonoro, un’opera di altissimo valore tecnico, ma anche nei contenuti, molto innovativi per l’epoca: è il primo film che delinea la figura del serial killer patologico, rappresentandone la psicologia e i motivi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 ottobre 2013
M.Raffaele92

Il capolavoro di Fritz Lang comincia con un’ombra (la prima “apparizione” del killer), quindi prosegue con un’assenza, la rappresentazione della quale è una magistrale lezione di cinema: l’inquadratura sulla spirale della scala (vuota), sull’orologio (il tempo che scorre inesorabile), lo sguardo della madre (preoccupazione, angoscia, disperazione), quindi inquadratura sul piatto e sulla sedia (vuoti). [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 ottobre 2012
Luca Scialo

La città di Dussendolf è sconvolta da un serial killer che adesca e uccide bambine. I genitori sono in apprensione per i propri figli, la polizia brancola nel buio, mentre i criminali sono arrabbiati in quanto la città è assediata e ciò non consente loro di lavorare in tranquillità. Così decidono di dargli la caccia, volendolo condannare a morte.

mercoledì 28 aprile 2010
erre

Per le strade di  Düsseldorf  si aggira un serial killer codardo ma spietato, confuso ma lucido calcolatore, la polizia brancola nel buio e, dopo svariati fallimenti, la mafia, data la scomoda situazione che si era creata, decide di dagli la caccia. Dopo estenuanti ricerche ed appostamenti un mandicante cieco venditore di palloncini riconosce il caratteristico fischiettare [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 agosto 2010
paride86

Un classico del cinema che si interroga sulla giusto castigo con cui punire un delitto. Un po' datato, ma resta sempre un grande film.

Frasi
Hans: Ma non potete, non potete uccidermi a sangue freddo! (Risate degli astanti) Io pretendo di essere consegnato alla polizia! (Risate di scherno) Io pretendo di essere portato davanti a un tribunale regolare! (Il presidente del tribunale dei ladri ribadisce la condanna a morte di Hans)
Hans: Ma non è colpa mia, lo giuro! No… non è colpa mia… (Si getta in ginocchio in preda alla disperazione. Ripete più piano) Non è colpa mia… lo giuro.
(Si alza un ladro e chiede. E di chi è la colpa?')
Hans: Ma chi sei tu? Cosa dici? Chi sei tu che vuoi giudicarmi? E chi siete voi? Un branco di assassini, di malviventi… Ma chi credete di essere, solo perché sapete come si fa… a scassinare una cassaforte, o ad arrampicarsi sui muri, sui tetti? Sapete fare solo questo. E niente altro. Non avete mai lavorato, in vita vostra! Non avete mai imparato un lavoro onesto. Siete un branco di maiali. Non siete altro che un branco di maiali! Ma io, io che posso fare? Che altro posso fare? Non ho forse questa maledizione, in me? Questo fuoco, questa voce, questa pena!
(Il capo dei ladri interloquisce: "Vorresti dirmi, allora, che tu devi… ammazzare?")
Hans: Quando cammino per le strade ho sempre… la sensazione che qualcuno mi stia seguendo. Ma sono invece io che inseguo me stesso.
Silenzioso… Ma io lo sento. Sì, spesso ho l'impressione di correre dietro a me stesso. Allora, voglio scappare. Scappare! Ma non posso, non posso fuggire! Devo, devo uscire ed essere inseguito! Devo correre, correre! Le strade senza fine… Voglio andare via… Voglio andare via! Ma con me corrono i fantasmi… di madri, di bambini… Non mi lasciano un momento. Sono sempre là. Sempre! Sempre! (Grida) Sempree! Soltanto quando uccido. E allora… (D'improvviso si affloscia, privo di energia, come un fantoccio disanimato) E poi non mi ricordo più nulla. Dopo… dopo mi trovo dinanzi ad un manifesto e leggo tutto quello che ho fatto. E leggo, leggo… Io ho fatto questo? Ma se non ricordo più nulla! Ma chi potrà mai credermi? Chi può mai sapere come sono fatto dentro, che cos'è che sento urlare nel mio cervello… e come uccido? Non voglio! Devo! Non voglio! Devo! E poi, sento urlare una voce… ma io non la posso sentire! Aiuto! Non posso… non posso… non posso… non posso… (Si accascia, stringendo la testa fra le mani).
Hans Beckert (Peter Lorre)
dal film M - Il mostro di Düsseldorf - a cura di Patrizia
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