Mostra del cinema di Venezia 2012 - News

Guida alla 69ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica Venezia 2012 dal 29 agosto all'8 settembre 2012. Tutte le recensioni dei film in rassegna, commenti del pubblico, locandine, foto, trailer e anticipazioni.

Mostra del cinema di Venezia 2012 - News
   
   
   


Un eccentrico regista dal cinema simbolico ed iperbolico.

La politica degli autori: Kim Ki-duk

martedì 11 settembre 2012 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Kim Ki-duk Il più discusso cineasta del momento è coreano, gira vestito come un Don Chisciotte post atomico, ha la faccia simpatica e la voce intonata, nel caso gli si chieda di cantare. Kim Ki-duk (20 dicembre 1960) ha vinto il Leone d'oro alla 69. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con Pietà (dal 14 settembre in sala distribuito da Good Films) suscitando clamore, divisione, entusiasmo. Il suo cinema non è mai stato per tutti, e ha la memoria corta chi si è scordato l'accoglienza turbolenta di L'isola, sempre alla Mostra di Venezia, nel 2000. Non dovrebbe essere un carneade neanche per i critici (improvvisati e non) dei principali quotidiani italiani, dato che molti suoi film hanno vinto premi internazionali e sono usciti in Italia; eppure viene trattato come una mina vagante, un eccentrico folletto, spesso dimenticando la natura provocatoria e allegorica del suo cinema. In Pietà un brutale personaggio, esattore della malavita specializzato in mutilazioni, si convince in un battere di ciglia che la donna misteriosa al suo cospetto possa essere sua madre. Da qui un rapporto malato e (pseudo) incestuoso che nasconde un freddo e sconvolgente proposito di vendetta. Criticare il film perché il violento teppista non ha dubbi sulla "madre", scegliendo quindi il realismo come solo criterio di lettura, è come rifiutare Star Trek perché è impossibile teletrasportare le persone nel tempo e nello spazio. Il cinema di Kim è simbolico per definizione, procede per iperboli, può casomai essere accusato di una certa furbizia programmatica proprio per la complicata geometria narrativa delle storie, ma non ridotto alle esigenze di superficiali interpretazioni "logiche". Continua »

   


Intervista a Pascal Diot.

Un Mercato in progresso

lunedì 10 settembre 2012 - Robert Bernocchi

Un Mercato in progresso La scorsa settimana si è concluso il Mercato di Venezia, una delle grandi novità di questo Festival. Tracciamo un bilancio con il responsabile di questa realtà, Pascal Diot.
Quanto pensa che abbia contribuito il Mercato alla vendita dei film?
Va detto che i grandi film magari erano già stati venduti prima del Festival, come The Master e The Reluctant Fundamentalist. Tuttavia, il Mercato ha permesso a diversi titoli, come quelli presenti nella sezione Orizzonti, di farsi notare. Lo dimostra il caso di Wadjda, che è già stato venduto in Francia, Inghilterra e Italia. Continua »

   


In concorso al Lido con Passion.

Venezia 69, la politica degli autori: Brian De Palma

sabato 8 settembre 2012 - Mauro Gervasini

Venezia 69, la politica degli autori: Brian De Palma Concentrare in poche righe il cinema di Brian De Palma è come descrivere in un tweet l'arte di Picasso. La sola possibilità è giocare. Partendo magari dalla sua complessa personalità creativa. È quintupla quella del regista di Passion, ultimo film presentato in concorso alla 69. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Esiste il De Palma thriller epigono di Alfred Hitchcock, del quale omaggia e rielabora metodo e stile in più occasioni, a partire da Le due sorelle (1973) e soprattutto con Complesso di colpa (1976), fino al capolavoro Vestito per uccidere (1980). C'è il De Palma "vague" profeta della Nuova Hollywood che consiglia all'amico George Lucas di buttare dalla finestra il primo montaggio di Guerre stellari e ragiona su contaminazione (linguistica) e identità (americana) in Ciao America (1968) e Hi, Mom! (1970). Questo è un De Palma misterioso, lontano, quasi anacronistico e tutto da riscoprire. C'è il regista fiammeggiante, magniloquente, melodrammatico di Scarface (1983), The Untouchables (1987), Carlito's Way (1993), opere formidabili attraverso le quali andare alla ricerca di un'epica originata dal cinema prima che dalla Storia. C'è il De Palma che torna sulla Terra, guarda al mondo e non più, non solo, alla sua rappresentazione, entra come un chirurgo nella carne putrida della società americana ragionando di giustizia, propaganda, verità sullo sfondo degli scenari bellici di Vittime di guerra (1989) e Redacted (2007).
Infine, De Palma oggi. Il post cinema di Femme Fatale (2002), Black Dahlia (2006) e in fondo anche di Passion, più che un remake di Crime d'amour di Alain Corneau un pastiche di ossessioni depalmiane (da Vestito per uccidere a Doppia personalità, del quale replica il trucchetto dell'assassino dietro le spalle, un po' sgraffignato a Tenebre di Argento...). Il De Palma più amaro, che più fatica a lavorare e ormai soltanto in Europa, secondo il quale il cinema è morto perché putrefatto dal virus del déjà-vu, della ripetizione, dell'eterno ritorno dell'identico. Black Dahlia, ad esempio, è un interessante concentrato di stereotipi senza vita, meccanici, coatti. Se è vero (e ci crediamo) che i più grandi cineasti oggi si interrogano sull'esigenza di un ritorno alla narrazione, al cinema come prosa, De Palma va in controtendenza e con gli ultimi film dichiara l'impossibilità di raccontare storie. Si torna alla pura rappresentazione. Per questo l'autore piace meno, e i primi a dirsi delusi di questi ultimi titoli sono i fan. Redacted è una squillante eccezione, data anche la differente natura (politica) e fattura (pseudo documentaristica) del film. Dopo la "teoria" voyeristica di Omicidio a luci rosse (1984), manifesto di visione dell'autore, il tema della mistificazione, alla base di ogni thriller ma portato alle estreme conseguenze proprio dal regista, ha subito una più radicale elaborazione. Il filtro surreale lo ha trasformato da meccanismo narrativo (inganni, bugie e trappole per rendere i delitti perfetti) in dimensione onirica. Il punto più alto di questo processo è senz'altro Femme Fatale, per chi scrive magnifico; un ulteriore passaggio con Black Dahlia, dove il teatro delle verità apparenti è non a caso Hollywood (anche esplicitamente in fiamme). Con Passion il congegno visivo diventa ancora più sfrontato: una libera associazione tra i temi classici del thriller dove la verità è definitivamente sogno.

   


Premiato The Master per miglior regia e interpreti maschili.

Venezia 69, Leone d'Oro a Kim Ki-Duk

sabato 8 settembre 2012 - Giancarlo Zappoli

Venezia 69, Leone d'Oro a Kim Ki-Duk Lo possiamo dire senza il timore di essere smentiti: il Leone d’Oro assegnato a Pietà di Kim Ki-duk è un riconoscimento meritatissimo andato a un regista che è da tempo un autore a pieno titolo. Ne è testimonianza l'applauso unanime che ha accolto l'annuncio del premio così come le recensioni che sul film erano state pubblicate a seguito della sua proiezione. È un'opera straziante e crudele quella che lo ha visto tornare alla regia dopo una profonda crisi depressiva. Una crisi testimoniata dal documentario autobiografico girato in un isolamento che rasentava la follia e presentato lo scorso anno a Cannes. Non tutti forse avranno capito il senso di quel canto intonato sul palco della Sala Grande. È Arirang che dava il titolo a quella confessione a cuore aperto e coincide con una ricerca di pace interiore che è ciò che il regista ha augurato a tutti.
Una Giuria che centra il Primo Premio mostra già di essere sensibile ma il gruppo di personalità guidate da Michael Mann ha dato prova di questa attenzione su più fronti. Se il premio andato a Ulrich Seidl per Paradies: Glaube può trovare sostenitori e detrattori non altrettanto si può dire per Paul Thomas Anderson che ha ottenuto il riconoscimento per la miglior regia per The Master ricevendo anche una grande considerazione per la scelta dei due protagonisti. Perché il suo film, che ha sullo sfondo la nascita di Scientology, si regge sulla straordinaria prova di due attori Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman che reggono il confronto senza mai esagerare ma anche sfoderando tutte le loro doti di recitazione. In tema di recitazione due premi hanno finito con l’avvicinarsi idealmente. Perché la Coppa Volpi per la migliore attrice e il Premio Mastroianni per il migliore attore emergente sono andati a due giovani: l’israeliana Hadas Yaron e l’italiano Fabrizio Falco. La prima ha offerto un’intensa partecipazione a una vicenda che tocca il difficile tema dell’ortodossia religiosa in rapporto alle scelte individuali nel film Fill the Void. Fabrizio Falco ha invece riempito lo schermo con due ruoli totalmente differenti passando dal passivo ragazzo di È stato il figlio di Daniele Ciprì al personaggio incentrato su una tensione espressiva in Bella addormentata di Marco Bellocchio. Ciprì si è anche visto omaggiare di un riconoscimento per la qualità tecnica di un film che ricostruisce Palermo in Puglia mentre la miglior sceneggiatura attribuita al 'come eravamo' postsessantottino di Olivier Assayas Apres Mai sembra più legata alla presenza in giuria della Casta che non a straordinari meriti di scrittura. In complesso va rilevato che questa 69^ Mostra si è rivelata all’altezza del compito e che Alberto Barbera ha ripreso (con grande senso della misura e attenzione alla qualità complessiva della manifestazione) il lavoro che fu bruscamente interrotto anni fa.

Tutti i premi

Leone d’Oro: Pietà di Kim Ki-Duk
Leone d’Argento per la miglior regia: Paul Thomas Anderson per The Master
Premio Speciale della Giuria: Paradies: Glaube di Ulrich Seidl
Coppa Volpi miglior interpretazione femminile: Hadas Yaron per Fill the Void
Coppa Volpi miglior interpretazione maschile:Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman per The Master
Premio Marcello Mastroianni miglior emergente: Fabrizio Falco per È stato il figlio e Bella addormentata
Miglior sceneggiatura: Olivier Assayas per Apres Mai
Premio per il miglior contributo tecnico: Daniele Ciprì per È stato il figlio
Leone del futuro - Premio Luigi De Laurentis miglior opera prima: Küf di Ali Aydin
Premio speciale della Giuria Orizzonti: Tango Libre di Frederic Fonteyne
Premio Orizzonti per il miglior film: San Zi Mei di Wang Bing

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Incontro con Francesca Comencini, Filippo Scicchitano, Giulia Valentini.

Da Venezia 69, Un giorno speciale

Da Venezia 69, Un giorno speciale È interessante osservare, nel corso di incontri come questo, le dinamiche anche non verbali che intercorrono tra gli attori e chi li ha diretti. In modo particolare se si tratta di interpreti molto giovani. La sensazione che si coglie è quella di una familiarità che non prevede la soggezione. Giulia e Filippo si sentono liberi di dire che non hanno letto il libro di Claudio Bigagli "Il cielo con un dito" a cui il film si ispira così come Giulia, al termine dell'incontro, rivelerà con grande spontaneità che l'aver visto mancare in proiezione alcune scene che erano costate un lungo lavoro le è dispiaciuto. Giulia ci rivela poi che alcune situazioni che si vedono nel film fanno parte di un suo vissuto che Francesca Comencini ha inserito nella sceneggiatura di base. Nessuno dei due ha avuto contatti con persone che abbiano vissuto esperienze analoghe a quelle dei personaggi anche se Filippo fa notare come il film rifletta una cronaca che fa riferimento agli elementi negativi della struttura del nostro Paese. Il film parla di un progressivo 'affidarsi' reciproco che è quanto è avvenuto anche tra la regista e i suoi attori. L'incontrarsi e il conoscersi ha avuto come base la sceneggiatura che costituiva la garanzia di un progetto che avrebbe potuto subire delle variazioni senza però che nessuna di queste ne snaturasse l'essenza. Sul piano dell'attenzione alle location c'è stato un vero e proprio impegno sul piano tecnologico per far sì che la città (fosse il quartiere periferico o la Roma più universalmente nota) fosse sempre presente non come sfondo ma come presenza determinante. Francesca Comencini rivela poi come l'utilizzo del "Lascia ch'io pianga " di Handel (proposto non molto tempo fa da Lars Von Trier in Antichrist) è presente nel film per una ragione molto particolare. Ha conosciuto un giovane diplomato al Conservatorio che faceva il ragazzo di bottega da un parrucchiere con una storia durissima alle spalle. A un tratto, mentre stava lavorando, ha intonato questo brano. Tutto ciò ha toccato la sensibilità della regista che ha voluto inserirlo nel film facendolo cantare proprio mentre Gina si fa sistemare i capelli. Si tratta di un prologo che avrà una ripresa nel finale a commento della vicenda.

   


L'8 settembre in streaming alle 21:30.

Da Venezia 69, Non mi avete convinto su MYMOVIESLIVE!

sabato 8 settembre 2012 - a cura della redazione

Da Venezia 69, Non mi avete convinto su MYMOVIESLIVE! Tra immagini di archivio e dichiarazioni, il documentario Non mi avete convinto, di Filippo Vendemmiati e Simone Marchi ripercorre le tappe della vita pubblica e privata di Pietro Ingrao: dal primo discorso a Lesola alla direzione de L'Unità, fino alla pensione e al buen retiro. Politico e giornalista nato nella provincia di Latina, Ingrao si racconta producendo nello spettatore nuove e sorprendenti indicazioni di senso, nuovi spiragli di verità politica ed esistenziale. Le domande sono sempre fuori campo e lui, dialogando con uno studente ideale, si interroga a sua volta sui fatti del mondo e dell'Italia; un Paese che ha difeso da partigiano, ricostruito da politico e aiutato a sognare da 'sceneggiatore', frequentando il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e collaborando con le figure più importanti del neorealismo. Parlando direttamente alla testa e al cuore dello spettatore, il film è anche una dichiarazione di dubbio: solo quando 'non si è convinti' si continua a cercare. Presentato alle Giornate degli Autori a Venezia 69, Non mi avete convinto sarà mostrato online su MYMOVIESLIVE! stasera alle ore 21:30.

   


Smarrimenti e incertezze dell'ultimo film di Marco Bellocchio.

Il popolo degli addormentati

sabato 8 settembre 2012 - Roy Menarini

Il popolo degli addormentati Poco tempo fa, in occasione dell’uscita di Sorelle Mai, Marco Bellocchio confessò di avere in cantiere un film sull’epoca berlusconiana, e dunque sull’Italia odierna, ma di non essere sicuro che fosse già maturata la distanza adatta per trasfigurare il presente in un film di finzione. Attraverso il passato, infatti, Bellocchio è spesso riuscito a parlare di Italia contemporanea, come dimostrano i maiuscoli esempi di Buongiorno, notte e Vincere, che – pur parlando di eventi storici – riuscivano perfettamente a indagare l’identità nazionale e le sue ramificazioni fino all’oggi. Il dubbio di Bellocchio deve essersi insinuato anche nel momento della scrittura di Bella addormentata, in cui la struttura a episodi intrecciati sembra affaticare non poco un film particolarmente lugubre e sofferto, originato dalla controversa tragedia di Eluana Englaro e dalle reazioni suscitate nella politica e nell’opinione pubblica. Così "invischiato" nel presente, il regista piacentino sembra essere il primo a smarrirsi, nell’evidente tentativo di astrarre il più possibile una materia che, se trattata con le armi del realismo cronachistico, avrebbe prodotto un effetto di corto respiro, e cercando di ricorrere al consueto, raffinato armamentario di simboli, metafore, allusioni onomastiche e citazioni colte.

Al di là delle singole reazioni critiche (il film, a differenza di chi scrive, conta su numerosi estimatori), Bella addormentata rischia di essere un esempio, magari persino volontario, sull’impossibilità di narrare questi anni convulsi della nostra nazione, presa nel laccio di una crisi molto concreta e pur tuttavia attratta melodrammaticamente (e puntualmente) da scontri di tipo ideologico, religioso, identitario.

Detto questo, per lo storico del cinema il film di Bellocchio richiama un altro problema, quello dei cineasti che rischiano. Quei registi, cioè, che puntando sempre molto in alto, attraverso confronti ad alto livello con gli altri mezzi espressivi e sempre ambiziosi verso il risultato artistico delle proprie opere, rendono più visibile e stridente il momento in cui non colgono il bersaglio. Quando l’impalcatura che sorregge astrazioni e allegorie diventa più fragile del solito (la storia, la sceneggiatura, i personaggi, etc.), tutto il resto, simboli e metafore compresi, cade a terra con un maggior schianto. Alcuni esempi: il Werner Herzog di Invincibile con personaggi e figure herzoghiane al limite della parodia, lo Scorsese di Al di là della vita con la scadente citazione finale della deposizione sacra, di recente il Woody Allen di To Rome with Love pieno di sconcertanti e superficiali banalità, e così via. Accade spesso, soprattutto ai migliori, di incorrere – più che in prove minori – in veri e propri disastri, proporzionali alla grandezza del loro cinema precedente.

Qui allora interviene la cinefilia, che invita a snobbare gli elementi più materiali e normativi del giudizio, e a badare piuttosto all’idea di cinema che si agita dietro lo spettro del film "non riuscito". Ed è probabilmente il modo giusto per recuperare il senso perduto di Bella addormentata.

   


Presentati i film della storica rassegna.

Venezia a Roma da lunedì 10

venerdì 7 settembre 2012 - Robert Bernocchi

Venezia a Roma da lunedì 10 Torna, per il diciottesimo anno, la rassegna Venezia a Roma, che propone decine di film presentati al Lido. Il pubblico della capitale avrà cosi modo di vedere titoli importanti delle varie sezioni veneziane. Tra i film passati in concorso, ci sarà il russo Betrayal, il finlandese Thy Womb, l'austriaco Paradise: Faith (già acquistato da tempo dalla Archibald, che al Lido ha anche comprato l'acclamato Wadjda, altro titolo che arriva in rassegna), il nuovo film di Takeshi Kitano Outrage Beyond, l'israeliano Fill the Void, il belga La cinquième saison e i francesi Superstar e Après mai, oltre a titoli come Pietà ed È stato il figlio, che anticipano di qualche giorno il loro arrivo ufficiale in sala. Continua »

   


In streaming fino al 20 settembre alle ore 19:00 – 21:30 – 23:00.

Da Venezia 69, Terramatta su MYMOVIESLIVE!

venerdì 7 settembre 2012 - a cura della redazione

Da Venezia 69, Terramatta su MYMOVIESLIVE! Contadino, soldato, carpentiere e finalmente scrittore, Vincenzo Rabito è morto letterato nel 1981 e le sue memorie, diventate un sorprendente caso letterario, sono state premiate nel 2000 nel concorso diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano e poi pubblicate da Einaudi. Terramatta diretto da Costanza Quatriglio (giovane regista palermitana impegnata nel sociale e nella difesa di un cinema indipendente) racconta la storia di Rabito dando voce e colore ai suoi sette quaderni battuti a macchina tenuti insieme da uno spago e ai milioni di periodi composti della sua opera; un romanzo che ha (ri)creato una terra bella e brutale, battuta dalle guerre mondiali, ridotta a una 'fame endemica', sedotta dall'avventura coloniale, piegata dal fascismo, affrancata dalla Repubblica, soccorsa dal miracolo economico, separata dall'emigrazione, agitata dalle contestazioni, intorpidita da un passato che non passa. Presentato alle Giornate degli Autori a Venezia 69, il film sarà mostrato online su MYMOVIESLIVE! da stasera fino al 20 settembre alle ore 19:00 – 21:30 – 23:-00.

   


Oggi in concorso Comencini e De Palma.

Venezia 69, la prima volta al Lido di Redford

venerdì 7 settembre 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69, la prima volta al Lido di Redford Ha parlato della campagna presidenziale di Obama, di cinema e di attualità. Robert Redford, per la prima volta al Lido per presentare The Company You Keep nella sezione Fuori Concorso, si è distinto per la disponibilità che ha mostrato con la stampa, con la quale ha dibattuto a lungo sui vari temi del film. Sul red carpet, accompagnato dal protagonista Shia LaBeouf, si è dimostrato invece più freddo e i fan, giunti da tutta Italia per vederlo, lo hanno fischiato e contestato. Il film, tratto dall'omonimo romanzo di Neil Gordon, è ricco di colpi di scena ed è interpretato da un cast strepitoso (oltre a LaBeouf, Susan Sarandon, lo stesso Robert Redford, Nick Nolte, Stanley Tucci); è stato il film più applaudito di ieri, mentre i titoli presentati in concorso si sono fatti apprezzare dalla critica (La cinquième saison, un'allegoria sulla libertà nella terra di Bruegel, ha ricevuto l'approvazione dalla maggior parte dei giornalisti) ma meno dal pubblico. Qualche perplessità ha infatti sollevato l'altro film in competizione, Sinapupunan di Brillante Mendoza. Entusiasmo invece per il film italiano Bellas Mariposas di Salvatore Mereu, presentato nella sezione Orizzonti, e tratto dal romanzo cult di Sergio Atzeni, con due protagoniste molto giovani e non professioniste che hanno però dimostrato di saper recitare superbamente un film di non facile fattura.

Ormai vicina alla conclusione, la 69a edizione della Mostra del Cinema di Venezia presenta oggi in concorso l'ultimo lavoro di Francesca Comencini, Un giorno speciale, che vede, tra i protagonisti, Filippo Scicchitano, conosciuto per il suo ruolo nel pluripremiato Scialla! di Francesco Bruni. L'altro film in gara di oggi è invece l'atteso remake Passion di Brian De Palma, dove Rachel McAdams e Noomi Rapace sono protagoniste di un rapporto morboso che si ispira a quello del film originale Crime d'Amour di Alain Corneau. Nelle Giornate degli Autori è atteso il documentario Francesco De Gregori – Finestre rotte dedicato al famoso cantautore. Orizzonti ospita i film The Paternal House e San Zi Mei (per richiedere i biglietti omaggio e assistere alle proiezioni, clicca QUI), mentre su MYMOVIESLIVE! (alle ore 21:30) sarà mostrato stasera Terramatta di Costanza Quatriglio, già presentato con successo ieri nella sezione Giornate degli Autori.

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Ieri il pop di Spring Breakers, oggi l'attesa per Redford e Mendoza.

Venezia 69, la bella addormentata di Bellocchio

giovedì 6 settembre 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69, la bella addormentata di Bellocchio C'è l'ex attrice che prega per risvegliare la figlia in coma, l'attivista pro-life, il politico in crisi e una tossicodipendente che non vuole più vivere. Attorno al 'caso Englaro', Marco Bellocchio ha presentato una serie di personaggi che, anche se in modi diversi, si pongono delle domande sul senso della vita. Bella addormentata (da oggi anche in sala) non è un film a tesi ma il ritratto di un'Italia attraversata da una sorta di esasperazione collettiva, dove la morte è un argomento come tanti sui quali tutti si sentono in dovere di dire qualcosa. Accolto con discreto entusiasmo dalla stampa, la proiezione della sera ha dovuto fare i conti anche con la protesta di un gruppo di cattolici che ha urlato "Eluana è stata uccisa due volte!". Temi forti e controversi per Bellocchio, pop e leggerezza invece per l'altro film in concorso di ieri, Spring Breakers di Harmony Korine, dove le giovanissime Selena Gomez e Vanessa Hudgens, insieme ad Ashley Benson e Heather Morris, interpretano un gruppetto di giovani allo sbando. Sul red carpet si sono presentate accompagnate dal protagonista maschile, James Franco; e le fan italiane, in attesa ai bordi del tappeto rosso fin dal mattino, sono letteralmente impazzite. Ad attirare l'attenzione dei giornalisti di ieri c'è stato anche il cantante Vinicio Capossela, insieme a Andrea Segre alle Giornate degli Autori per presentare alcuni minuti di Rebetiko il documentario che racconta "la crisi greca attraverso i cantanti del rebetiko, musica che fin dagli Anni Venti, dalla guerra intestina greco-turca, che causò milioni di profughi, dà voce alla protesta, alla disperazione, alle paure".

Oggi in concorso saranno presentati La cinquième saison, l'ultimo capitolo di una trilogia diretta dai belgi Peter Brosens e Jessica Woodworth, incentrata sul rapporto conflittuale tra uomo e natura ma, tra gli addetti ai lavori, c'è molta attesa anche per Brillante Mendoza che torna al Lido con Sinapupunan, storia di una levatrice costretta a fare i conti con la sua sterilità. Sul red carpet invece in molti aspettano Robert Redford, a Venezia per presentare Fuori Concorso The Company You Keep, tratto dal romanzo omonimo di Neil Gordon sui retroscena di un intrigo che coinvolge anche ex fuggitivi della Weather Underground. Nel cast Shia LaBeouf, Nick Nolte, Stanley Tucci e Brit Marling. In Orizzonti sarà presentato Bellas Mariposas di Salvatore Mereu e interpretato da Micaela Ramazzotti (per richiedere i biglietti omaggio e assistere alla proiezione, clicca QUI), mentre nella sezione Giornate degli Autori, oltre al gioiello Altrove di Corso Salani, spiccano Terramatta di Costanza Quatriglio (in streaming su MYMOVIESLIVE! da venerdì 7 a giovedì 20 settembre) e Non mi avete convinto di Filippo Vendemmiati e Simone Marchi (in streaming su MYMOVIESLIVE! sabato 8 settembre).

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Mercoledì 5 settembre in streaming alle 19:00 – 21:30 – 23:30.

Da Venezia 69, Gli intrepidi su MYMOVIESLIVE!

mercoledì 5 settembre 2012 - a cura della redazione

Da Venezia 69, Gli intrepidi su MYMOVIESLIVE! Per immergersi nell'atmosfera de Gli intrepidi, bisogna mettere da parte il tradizionale immaginario sui pirati. Il film di Giovanni Cioni (che in passato ha partecipato all'interessante film ad episodi Napoli 24), prodotto dalla Quarto Film di Giovanni Davide Maderna, è un'opera tra realtà e immaginazione che segue le avventure di un gruppo di adolescenti alle prese con una ribellione che vive su barche e boschi inesplorati e che si muove a tempo di musica rap o sulle parole di David Bowie. Il set del film (il lago di Bilancino in Toscana) ha accolto così una storia che riecheggia i romanzi di Emilio Salgari e allo stesso tempo è immersa nella società contemporanea. In sottofondo c'è una radio che annuncia una serie di morti in diretta e che interrompe a momenti le avventure di un gruppo di giovani 'intrepidi' alla ricerca di se stessi. Presentato all'interno del focus "Cinema corsaro", ospitato nella sezione Giornate degli Autori a Venezia 69, il film sarà mostrato online stasera su MYMOVIESLIVE! alle ore 19:00 – 21:30 – 23:30.

   


Presentati dalla Mostra i risultati.

I numeri del Mercato

mercoledì 5 settembre 2012 - Robert Bernocchi

I numeri del Mercato La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica offre i numeri del Mercato, che quest’anno ha permesso a distributori e venditori di ritrovarsi in una situazione più adatta alle loro esigenze, con a capo il responsabile Pascal Diot.

A Venezia erano presenti 193 tra i più importanti distributori internazionali (Hopscotch/Eone, Lumiere Publishing, Cineplex, Front Row, Angel Films, Diaphana, Wanda Vision, MK2, Pyramide) e 66 dei maggiori venditori (Focus Features, The Match Factory, Films Distribution, Trustnordisk, Wide Management), molti dei quali non erano arrivati al Lido negli ultimi anni. Inoltre, 1100 professionisti del settore tra cui produttori, istituzioni e film commission, espositori, film festival provenienti da 62 paesi hanno partecipato al Venice Film Market, con una forte presenza di paesi come l’Italia (797 operatori del settore), Francia (117), Germania (55), Stati Uniti (40), Gran Bretagna (30) e Russia (21). Continua »

   


Il regista coreano torna a Venezia per presentare il suo Pietà.

Rosso sangue, il cinema ossimorico di Kim Ki-Duk

Rosso sangue, il cinema ossimorico di Kim Ki-Duk Kim Ki-Duk fa ritorno alla sessantanovesima edizione della Mostra veneziana, per presentare il suo diciottesimo film, Pietà, che in Italia uscirà il prossimo 14 settembre, dopo aver diretto Arirang e Amen, presentati, rispettivamente, nel 2011 al festival di Cannes e a San Sebastian.
A seguito di un lungo soggiorno in Francia, il regista coreano è ormai da tempo tornato a vivere in Corea, nel un paesino e più precisamente nella casa raffigurati in Arirang.
In Pietà, dice il regista, "voglio mostrare il vero volto del denaro, un denaro che in sé non è condannabile, ma lo è l'uso che se ne fa; il film non ha per tema solo il perdono, la vendetta, vuole raccontare e recuperare un'essenza umana che forse stiamo perdendo. In questo senso, vuole parlare anche di salvezza dell'umanità, attraverso determinati atteggiamenti e valori".
I film di Kim Ki-Duk non si costruiscono su figure particolari, vogliono essere "l'interpretazione del mondo che io vedo in quel momento e in quel preciso modo; ogni protagonista è diverso perché la situazione oggi è diversa da quella che vedevo tempo fa e ho cercato di raccontare nei miei film precedenti, fasi differenti della storia del mondo che io vivevo".
Come avviene nella maggior parte del cinema di Kim Ki-Duk, i luoghi nei quali si muovono i personaggi, assumono un ruolo essenziale nella costruzione della vicenda. Girato in una Corea di cui ancora il pubblico occidentale conosce poco, gli spazi nei quali ha girato Pietà sono quelli di una zona che esiste ancora, si chiama Cheonggyecheon, dove il regista ha lavorato e vissuto per cinque anni, da quando aveva quindici anni. Una zona di grande importanza sul piano dello sviluppo storico del Paese, che ha visto nascere, appunto, l'information technology odierna, ed ha rappresentato un importante modello cui fare riferimento. È grazie a quella zona, se adesso "possiamo avere i telefonini, le televisioni digitali, i vari elettrodomestici per cui la Corea è famosa in tutto il mondo. Credo che nell'arco di pochi anni quella zona di edifici bassi che si vedono nella pellicola scomparirà, verrà man mano sostituita da grandi simboli del capitalismo sudcoreano, rappresentati da grattacieli e da enormi palazzi. Ed è proprio per questo che ho voluto girare in quei luoghi". Uno spazio urbano analogico, pieno di Storia, dove tutto ha avuto inizio, mentre i protagonisti sono digitali, perché si muovono apparentemente senza memoria e senza radici, mossi unicamente dell'interesse per il denaro.
Per i protagonisti della vicenda, Kim Ki-Duk si è avvalso, per il protagonista maschile, di Lee Jung-jin, l'impassibile strozzino che col suo agire militarista terrorizza le sue vittime, e per il ruolo femminile, la donna misteriosa comparsa dal nulla, Cho Min-soo, di cui ha accolto diversi suggerimenti, anche per l'abbigliamento e la scelta del colore rosso, che rimanda al sangue, alla sofferenza.

   


Oggi l'arrivo di Bellocchio e delle giovani star Gomez e Hudgens.

Venezia 69, il film shock di Kim Ki-Duk conquista tutti

mercoledì 5 settembre 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69, il film shock di Kim Ki-Duk conquista tutti Il regista coreano Kim Ki-Duk ha ricevuto la prima vera e propria ovazione di questa 69a edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Con il racconto di uno strozzino che mutila ogni giorno le sue vittime senza lasciarsi travolgere dal sentimento della compassione, il cineasta di Ferro 3 e L'isola (un film che ai tempi dell'uscita in sala ha destato molto scalpore e qualche svenimento) narra ancora una volta una storia estrema e violenta, dove al centro di tutto c'è il denaro e l'ossessione dei protagonisti per averlo. In concorso ieri è stato presentato anche Linhas de Wellington della portoghese Valeria Sarmiento ma l'attenzione della stampa si è concentrata soprattutto su alcuni eventi collaterali dei quali sono stati protagonisti il regista inglese Ken Loach e il cast del film L'intervallo di Leonardo Di Costanzo, opera prima che racconta una piccola storia ambientata nella Napoli di Gomorra. Loach invece ha festeggiato i cinquant'anni di matrimonio ricevendo il premio Bresson dalle mani di monsignor Muraglia, il prelato da sempre attento alle problematiche del mondo del lavoro. Il cineasta britannico, alla fine della cerimonia, ha dichiarato: "Cacciamo i banchieri nell'iperspazio!".

Sono già arrivati ieri al Lido i protagonisti di Spring Breakers di Harmony Korine, che sarà presentato in concorso oggi, insieme al film italiano Bella addormentata di Marco Bellocchio. Nel primo titolo il soggetto sarà un viaggio on the road dove la sfrontatezza di un gruppo di ragazzine incontra la sete di vendetta di un trafficante d'armi; nel cast vedremo Selena Gomez e Vanessa Hudgens alle prese con una storia forte che mette alla prova il talento delle due attrici, finora impegnate in commedie adolescenziali rivolte esclusivamente ad un pubblico di teenager. C'è molta attesa anche per Bella addormentata (con Michele Riondino e Toni Servillo, già al Lido per presentare rispettivamente Acciaio ed È stato il figlio, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Isabelle Huppert e Roberto Herlitzka), che arriva al Lido con un bagaglio di polemiche che si trascina ormai da mesi. Fuori Concorso invece spicca Gebo et l'ombre di Manoel de Oliveira con Claudia Cardinale e Jeanne Moreau, mentre nelle Giornate degli Autori vedremo Iolanda, tra bimba e corsara di Tonino De Bernardi (che sarà mostrato in streaming domani su MYMOVIESLIVE! ). La sezione Orizzonti ospita in Sala Grande Araf di Yesim Ustaoglu e il cinese Fly with the Crane di Li Ruiju (per richiedere i biglietti omaggio e assistere alla proiezione clicca QUI) mentre stasera sarà online in streaming su MYMOVIESLIVE! Gli intrepidi di Giovanni Cioni, tratto dalla sezione "Cinema corsaro".

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Un convegno sul mercato cinematografico italiano.

L'Italia dietro ai Paesi europei

martedì 4 settembre 2012 - Robert Bernocchi

L'Italia dietro ai Paesi europei Al convegno "Strategie europee per il cinema" si è avuto modo di fare un confronto con gli altri grandi paesi europei, che mette in risalto le difficoltà e le atipicità del mercato cinematografico italiano. Nel 2011 nelle sale italiane sono stati staccati 111 milioni di biglietti a fronte dei 216,6 milioni della Francia, i 171,6 della Gran Bretagna e i 129,6 della Germania. Di contro risulta positiva per l'Italia la quota di mercato dei film nazionali che nel 2011 ha raggiunto il 41,7% superando il 37,8% della Francia. Sfavorevole il confronto relativo ai finanziamenti pubblici: le risorse investite nel settore nel 2011 dalle amministrazioni statali e regionali italiane sono state pari a 185,8 milioni di euro, mentre in Germania hanno toccato i 344,1 milioni, in Gran Bretagna i 365,9 milioni e in Francia i 632,9 milioni. Il dato negativo degli investimenti italiani è compensato dal fatto che, contrariamente a quanto accade negli altri paesi europei, l'apporto dei privati in Italia è più alto, in proporzione, rispetto a quello pubblico. Altro dato positivo per l'Italia è quello relativo al numero di film prodotti, 146 nel 2011, che supera di gran lunga quello dei tedeschi (92) e degli inglesi (90), anche se inferiore a quello francese (207). Buono il confronto sul prezzo medio del biglietto che si attesta per l'Italia, così come per la Francia, a 6,3 euro, contro i 6,8 della Gran Bretagna e i 7,4 della Germania. Continua »

   


Il 4 settembre in streaming alle 21:30.

Da Venezia 69, Carmela, salvata dai filibustieri su MYMOVIESLIVE!

martedì 4 settembre 2012 - a cura della redazione

Da Venezia 69, Carmela, salvata dai filibustieri su MYMOVIESLIVE! Il film Carmela, salvata dai filibustieri è la versione cinematografica attualizzata e modernizzata di "Jolanda, la figlia del Corsaro Nero" di Emilio Salgari. I personaggi di Carmeaux e Wan Stiller rivivono attraverso Mimmo e Sussò, due pescatori della città vecchia di Taranto. Sono entrambi alla ricerca di Carmela (nel libro chiamata Jolanda di Ventimiglia) ma, convinti da uno strano ed eccentrico personaggio che si chiama Morgana (nel romanzo Henry Morgan), cominciano a perdersi in conversazioni surreali, dove il passato legato a vecchie prigionie e il presente si mescolano. Girato da Giovanni Davide Maderna (L'amore imperfetto, Cielo senza terra) e Mauro Santini (Da lontano) due interessanti rappresentanti del cinema invisibile italiano, il film è stato presentato a Venezia 69 all'interno della rassegna Giornate degli Autori e fa parte del focus dedicato al "Cinema corsaro" che festeggia il 150° anniversario della nascita del romanziere Emilio Salgari. Il film sarà mostrato online su MYMOVIESLIVE! stasera alle 21:30.

   


Ettore Pasculli a Venezia con due progetti rivolti ai giovani.

Asfalto rosso, il sociale al cinema corre sulle punte

martedì 4 settembre 2012 - Annalice Furfari

Asfalto rosso, il sociale al cinema corre sulle punte Il sociale al cinema corre sulle punte. Da un film sulle gare automobilistiche clandestine a uno sulla danza e le difficoltà dell'integrazione multiculturale, Ettore Pasculli, uno dei padri del cinema digitale italiano, si rivolge ai giovani, stretti tra paure che a volte si trasformano in devianza, mostrando che un'altra via è possibile. Sono due i progetti che vedono impegnato il regista in questa campagna di sensibilizzazione che ha scelto la settima arte come mezzo di espressione privilegiato. Il primo, già compiuto, è Asfalto rosso, lungometraggio – presentato oggi al Festival del Cinema di Venezia – che racconta le vite di un gruppo di amici provenienti da un contesto sociale avaro di stimoli. È nell'alcol, nel bullismo e nella guida spericolata che questi giovani trovano uno strumento di eccitazione e rivalsa. L'incontro con un ex pilota di Formula 1 (interpretato da Riccardo Sardonè nel ruolo di se stesso), costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente stradale da lui provocato, cambierà il modo di vedere e approcciarsi alla vita dei ragazzi. Continua »

   


Sensibilità e generazioni diverse accomunate dall'adesione a uno stesso progetto.

Acciaio, uniti per la classe operaia

martedì 4 settembre 2012 - Giancarlo Zappoli
Vittoria Puccini (32 anni)
da giovedì 15 novembre al cinema nel film Acciaio

Acciaio, uniti per la classe operaia È un incontro che mette insieme sensibilità e generazioni diverse quello che abbiamo avuto con cast, regista e sceneggiatori di Acciaio. Diversità ricondotte ad unità dall’adesione a uno stesso progetto. A partire dalle due giovanissime e straordinariamente efficaci 'non attrici' Anna Bellezza e Matilde Giannini, protagoniste reciprocamente nei ruoli di Francesca e di Anna. Di loro Mordini afferma: "Anna e Francesca sono giovani, le abbiamo scelte tra novecento ragazze ma non è stato difficile riconoscerle. Sono di Piombino, ma non è solo questo. Anna/Matilde Giannini mi ascoltava guardando in basso, sfuggiva, ma ascoltava a modo suo, con quella grazia che si è portata dietro nel suo personaggio. Francesca/Anna Bellezza fissava il centro dell’obiettivo con una tenacia indimenticabile e quello sguardo, il suo sguardo imbronciato, è l'essenza stessa di Francesca e ce lo portiamo via, dentro di noi, alla fine del film". Loro due, dinanzi a questa dichiarazione decisamente sentita, dicono che fondamentalmente è la curiosità nei confronti della macchina cinema che le ha spinte ad osare e che ora sono contente di avere osato.
A fianco a loro un'attrice affermata come Vittoria Puccini nel breve ma determinante ruolo di Elena alla domanda su quanto impegno richieda preparare un personaggio che avrà poi poco spazio sullo schermo risponde che il lavoro con il regista è stato lungo. Già interessata in precedenza al libro, insieme a Mordini ha modificato in parte il personaggio rendendolo di una classe sociale più vicina a quella degli operai (e quindi del suo ex, nel film, Alessio interpretato da Michele Riondino). Elena è un personaggio definito 'pesante' da Vittoria perché il suo ritorno a casa coincide con la difficoltà ad accettare la non estinzione di un sentimento.
Sulle modifiche necessarie al testo letterario interviene l’autrice Silvia Avallone che afferma di aver compreso come fosse necessario comprimere o addirittura sopprimere la presenza di alcuni personaggi ma di aver condiviso l’operazione perché l’accordo con Mordini e con la sceneggiatrice Giulia Calenda era di concentrarsi principalmente sulle ragazze e sulla fabbrica. A proposito di fabbrica Riondino si esprime in modo molto deciso sulla situazione dell’Ilva di Taranto pur sottolineando come il film sia più centrato sulla condizione operaia che non sui temi che vedono coinvolto lo stabilimento pugliese. Il suo timore è che le responsabilità vengano progressivamente dimenticate relegando il tema alle pagine meno lette dei giornali. In proposito Mordini, dopo aver ricordato come il film sia profondamente calato all’interno della città di Piombino dove ha vissuto per mesi prima di iniziare le riprese, dichiara la sua intenzione di tornare temporaneamente al documentario per testimoniare sulla situazione tarantina affinché la memoria labile dei nostri tempi non seppellisca quell’acciaio e quella città nell’oblio.

   


Ieri applausi per Assayas, oggi l'attesa per Kim Ki-Duk.

Venezia 69, il Maggio francese e gli operai italiani

martedì 4 settembre 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69, il Maggio francese e gli operai italiani Due giovani ribelli alla ricerca della possibilità di un mondo diverso e migliore. Al centro di Something in the Air di Olivier Assayas c'è la voglia di maturare e diventare adulti, difendendo i valori conosciuti durante l'adolescenza: l'amore per l'arte, l'ostinazione a perseguire un ideale di libertà d'espressione politica e sociale, la salvaguardia dei sentimenti vissuti senza limiti o costrizioni. Accolto con applausi dalla critica al Lido, il film è il naturale proseguimento della ricerca artistica di Assayas, inaugurata nel 1994 con L'eau froide e che ora rivolge lo sguardo agli Anni Settanta e al contesto del Maggio francese. Accoglienza più tiepida invece per l'altro film in concorso di ieri, Outrage Beyond di Takeshi Kitano, da alcuni giudicato migliore del primo capitolo, da altri considerato un buon film d'intrattenimento che non lascia il segno. Nella sezione Giornate degli Autori è stato presentato invece Acciaio di Stefano Mordini (autore conosciuto soprattutto per il film Provincia meccanica, presentato in concorso a Berlino nel 2005), con Vittoria Puccini (che ritorna a Venezia dopo l'esperienza dell'anno scorso in veste di madrina) e Michele Riondino, protagonisti di una storia dura che racconta la condizione operaia delle acciaierie di Piombino e di due ragazzine che crescono in quel contesto. Il film, tratto dal romanzo omonimo di Silvia Avallone (Premio Campiello Opera Prima), è stato accolto positivamente e ha segnato un altro punto al cinema italiano presente quest'anno alla Mostra.

Ieri sera all'Hotel Excelsior si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio Kinéo – Diamanti al cinema che ha visto, tra i vincitori, This Must be the Place di Paolo Sorrentino come miglior film, e gli attori Barbora Bobulova e Fabrizio Gifuni vincere come migliori attori dell'anno. MYmovies.it ha premiato invece Scialla! di Francesco Bruni come miglior opera prima.

Dalla Corea del Sud arriva oggi il nuovo film dell'eccentrico regista Kim Ki-Duk, Pieta. Da tempo si vocifera sulla presenza di alcune scene controverse in tema di violenza e sesso e l'attesa per questo film, girato nell'arco di un mese e incentrato sulla storia di uno strozzino che scopre (forse) la vera identità della madre, si respira anche al Lido. Uno sguardo verso il passato ce lo mostrerà invece la regista portoghese Valeria Sarmiento con il film Linhas de Wellington che racconta l'invasione del Portogallo da parte delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte nel 1810. Fanno parte del cast John Malkovic, Isabelle Huppert, Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni e Michel Piccoli.
Nella sezione Orizzonti saranno presentati invece l'italiano L'intervallo di Leonardo Di Costanzo e il danese Kapringen di Tobias Lindholm, mentre sono ancora disponibili i biglietti per assistere alla proiezione in Sala Grande di altri due film della sezione, Sennen No Yuraku e The Cutoff Man (per richiedere i biglietti omaggio e assistere alla proiezione dei due film di Orizzonti di oggi, fai clic QUI). Nella rassegna delle Giornate degli Autori, all'interno del focus "Cinema Corsaro" sarà ospitata la proiezione de Gli intrepidi di Giovanni Cioni, un film che trae spunto dai romanzi salgariani per raccontare la quotidianità di alcuni 'piccoli pirati' dell'Appennino toscano. Il film sarà mostrato online in streaming domani 5 settembre su MYMOVIESLIVE! mentre stasera saranno presentati Carmela, salvata dai filibustieri di Giovanni Davide Maderna e Mauro Santini e La guerra dei vulcani di Francesco Patierno.

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MYmovies.it premia Scialla! come miglior opera prima.

Premio Kinéo - Diamanti al cinema, tutti i vincitori

lunedì 3 settembre 2012 - a cura della redazione

Premio Kinéo - Diamanti al cinema, tutti i vincitori Si è svolta oggi la conferenza stampa del Premio KINÉO "Diamanti al cinema", durante la quale sono stati annunciati tutti i vincitori di quest'anno. MYmovies.it ha premiato Scialla! come migliore opera prima della stagione. Ma non è stato il solo film a ricevere un premio. Tra tutti ha spiccato This Must be the Place di Paolo Sorrentino e, tra gli attori, si sono distinti Barbora Bobulova e Fabrizio Gifuni.
Il progetto di un premio al cinema italiano che potesse dar voce al pubblico e soprattutto agli spettatori prese il via nel 2000 nell'ambito delle diverse iniziative promozionali attuate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il rilancio del cinema nazionale la cui quota di mercato toccava all'epoca appena il 19%. Prese così corpo il Premio KINÉO "Diamanti al cinema" da celebrare nell'evento cinematografico più prestigioso, la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove fu presentato a settembre del 2002. Votato all'inizio con cartoline distribuite nelle sale cinematografiche dei circuiti Medusa Cinema e Cineplex, poi man mano in un numero
sempre maggiore di esercizi fino ad arrivare a 500, selezionati da AGIS e ANEC, il Premio ha raccolto ancora voti attraverso i giornali, i social networks e il sito di cinema MYmovies.it. A sostegno delle votazioni è stato attivato ogni anno anche un concorso a premi per chi esprimeva le proprie preferenze.
Oggi il Premio Kinéo "Diamanti al cinema" giunge alla sua decima edizione, a Venezia, alla 69. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, un traguardo ma anche un nuovo punto di partenza per continuare a valorizzare il cinema, i suoi successi commerciali e le opere di autori riconosciuti che insieme possono accompagnare i successi dell'industria e della cultura cinematografica del nostro Paese.

TUTTI I PREMIATI
Miglior film
This Must be the Place di Paolo Sorrentino – Produzione Indigo Film e Medusa Film

Miglior Opera Prima Premio MYmovies.it
Scialla! di Francesco Bruni – Produzione ITC Movie e Rai Cinema

Miglior attore protagonista
Pierfrancesco Favino per ACAB di Stefano Sollima – Produzione Cattleya e Rai Cinema

Miglior attrice protagonista
Barbora Bobulova per Immaturi - Il viaggio di Paolo Genovese – Produzione Lotus Production e Medusa Film

Miglior attore non protagonista
Fabrizio Gifuni per Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana – Produzione Cattleya e Rai Cinema

Miglior attrice non protagonista
Alessandra Mastronardi per To Rome with Love di Woody Allen – Produzione Medusa Film e Gravier Productions

Miglior film italiano nel mondo
Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani – Produzione Kaos Cinematografica e Rai Cinema

Premio Pubblico&Critica SNCCI
Il primo uomo di Gianni Amelio – Produzione Cattleya e Rai Cinema

Miglior Film TV
Una grande famiglia di Riccardo Milani, sceneggiatura di Ivan Cotroneo – Produzione Rai Fiction

Cartoon on the Bay in Venice - Premio Rai Trade
Ulisse, il mio nome è nessuno - Regia di Giuseppe Maurizio Laganà

Hall of Fame Award Great Movie Innovators to Director and Producer Michael Mann


Al mercato di Venezia, ottime vendite per Wadjda.

Dall'Arabia Saudita al mondo

lunedì 3 settembre 2012 - Robert Bernocchi

Dall'Arabia Saudita al mondo È stato uno dei titoli che hanno ottenuto i maggiori consensi a Venezia. E lo potrà vedere anche il pubblico italiano. A2, nuova società di distribuzione cinematografica, insieme alla Archibald di Vania Protti Traxler (alla Mostra di Venezia col film di Ulrich Seidl Paradies Glaube), ha acquistato il film Wadjda, opera prima della regista saudita Haifaa Al Mansour, in concorso nella sezione Orizzonti e candidato al Premio De Laurentiis. La giovane protagonista del film Waad Mohamed desidera una bicicletta, ma la madre è contraria perché le biciclette sono considerate pericolose per la virtù delle ragazze. Per riuscire a ottenere i soldi, parteciperà a una gara di conoscenza del Corano. A dimostrazione del forte interesse riscosso da questo titolo, come annuncia Screendaily, sono stati venduti anche i diritti francesi alla Pretty Pictures.
Arrivati al terzo giorno di mercato, incontriamo (grazie a Venice Film Market / Industry Office in collaborazione con Expo Venice) Karin Beyens della Diaphana distribution, una società che in Francia distribuisce film indipendenti, oltre a produrre direttamente un paio di titoli all’anno (Harry un amico vero è forse quello che conosciamo meglio).
"Direi che sta andando bene, ci sono più venditori rispetto agli anni passati e in generale mi sembra che sia tutto organizzato meglio. Insomma, dopo che per vent’anni ho visto alti e bassi qui a Venezia, sono piacevolmente sorpresa".
Quali in questo senso le caratteristiche importanti? "Mi è molto utile la Digital video library, che mi permette di recuperare un film quando viene presentato in contemporanea con un altro. Devo dire che, nonostante mi piacessero le scelte di Marco Müller, la selezione più ristretta di Barbera ci consente di lavorare meglio. Per fortuna, ho già visto un paio di cose che mi interessano molto".
Cosa si può fare ancora? "Magari delle sale riservate alle proiezioni per l'industry, senza ovviamente dimenticare i problemi di ospitalità al Lido, che magari vengono in parte compensati dal supporto della Biennale. E poi sarebbe utile avere qualche film in più nella digital video library, ma quello dipende dai produttori e dalle loro scelte".
Non convinto invece del bisogno di altri titoli a disposizione sul digitale Nawid Sarem, responsabile distribuzione e vendite di Wide Management Enterprise. "Non credo che adesso sia essenziale ed è meglio vedere i film sul grande schermo, anche per verificare le reazioni del pubblico".
In generale, qual è la sua opinione del Mercato? "Dopo un inizio lento, mi sembra che le cose vadano bene. Credo che lo spazio per incontrarsi sia molto buono e ben organizzato. Magari non ci sono tantissimi compratori, ma le società più importanti sono presenti. Penso proprio che sia l’ideale, anche solo per iniziare il nostro lavoro in maniera tranquilla e poi finire a Toronto, anche perché molti distributori non vogliono chiudere qui gli accordi e preferiscono aspettare l’appuntamento canadese".
Impossibile anche non chiedere informazioni sul panorama del mercato nostrano. "La situazione in Italia è sempre stata complicata per un certo tipo di cinema, ma adesso è peggiorata nettamente e non c’è dubbio che abbiamo grandi difficoltà a vendere nel vostro Paese". Speriamo che l’anno prossimo Sarem possa cambiare il suo giudizio.


Oggi in concorso Olivier Assayas e Takeshi Kitano.

Venezia 69, qualche fischio a Malick e applausi per Vicari

lunedì 3 settembre 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69, qualche fischio a Malick e applausi per Vicari Come accade ormai da anni, anche questa volta Terrence Malick non si è fatto vedere. To the Wonder sopraggiunge dopo il successo di The Tree of Life (Palma d'Oro a Cannes 2011) e l'attesa di critica e pubblico era così consistente che l'arrivo di un cast carente, composto dalla Bond Girl Olga Kurylenko e Romina Mondello (che nel film ha solo una piccola parte) e l'assenza dei protagonisti Ben Affleck, Rachel McAdams e Javier Bardem, ha creato qualche malcontento. La proiezione della stampa è stata accolta con qualche fischio e, anche tra i sostenitori, aleggia l'idea che il regista de La sottile linea rossa non sia riuscito a eguagliare la qualità dei lavori precedenti. L'altro film in concorso ieri, Fill the Void di Rama Burshtein, viene accolto con discreta approvazione; ma sono altri due i titoli che si sono fatti notare nella giornata di ieri: la commedia – da alcuni definita "geniale" – Love is All You Need di Susanne Bier, che vede come protagonista maschile Pierce Brosnan, e il documentario La nave dolce di Daniele Vicari, sull'arrivo in Italia di 18.000 immigrati albanesi sul Vlora, una pagina della storia italiana indispensabile per capire il presente e la questione dell'immigrazione, tanto spesso sfruttata come argomento di divisione politica.

Oggi è il giorno del regista rock d'oltralpe, Olivier Assayas, con il suo Something in the Air che ritorna ad indagare tra le contraddizioni degli Anni Settanta (lo aveva già fatto con successo nel 1994 con L'eau froide, lanciando Virginie Ledoyen). Al centro della sua storia la formazione di due giovani ribelli alla ricerca di un senso, tra ambizioni artistiche e prime relazioni d'amore. L'altro film in concorso viene invece dall'oriente e si tratta di Outrage Beyond di Takeshi Kitano, il seguito del gangster movie Outrage, anch'esso diretto nel 2010 dal regista di Zatoichi. Tra gli italiani di oggi invece sono attesi sul red carpet Vittoria Puccini (l'anno scorso al Lido in veste di madrina) e Michele Riondino, protagonisti del drammatico Acciaio di Stefano Mordini, che sarà presentato nella sezione Giornate degli Autori. Questa rassegna ospiterà anche Carmela, salvata dai filibustieri di Giovanni Davide Maderna e Mauro Santini, che fa parte del focus "Cinema corsaro" e che sarà mostrato online in streaming domani su MYMOVIESLIVE! alle 21:30.

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Le contraddizioni degli Anni Settanta. In streaming il 2 settembre.

Da Venezia 69, Sfiorando il muro su MYMOVIESLIVE!

domenica 2 settembre 2012 - a cura della redazione

Da Venezia 69, Sfiorando il muro su MYMOVIESLIVE! Come spiegare gli anni Settanta a un ragazzo di oggi? Sfiorando il muro è un film documentario che racconta il viaggio di una donna, figlia di una vittima delle Br. Partendo dal ricordo di una scritta sul muro di fronte a casa della nonna e dai filmini Super8 ritrovati negli archivi di famiglia, Silvia Giralucci indaga sui tre anni in cui Padova fu teatro di una violenza inaudita. Il film si apre con l’incontro tra i reduci dell’Autonomia operaia che ricordano i trent’anni dal "7 aprile", il giorno in cui su ordine del pubblico ministero Pietro Calogero ci fu un grande blitz che mise in carcere i vertici dell’organizzazione. Silvia ricorda i turbamenti di quando, da bambina, passava nei luoghi d’incontro dell’Autonomia, la paura delle manifestazioni, degli uomini con i capelli lunghi. Il motivo è nella sua ferita: suo padre, Graziano Giralucci, ucciso il 17 giugno del 1974 insieme a Giuseppe Mazzola. Furono le prime vittime delle Brigate rosse. Presentato nella sezione Fuori Concorso alla 69° Mostra del Cinema di Venezia, Sfiorando il muro sarà mostrato online su MYMOVIESLIVE! stasera alle ore 21:30.

   


Oggi in concorso Fill the Void e To the Wonder.

Venezia 69, applausi per The Master ed È stato il figlio

domenica 2 settembre 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69, applausi per The Master ed È stato il figlio Joaquin Phoenix si è distinto anche quest'anno. Sigaretta in mano (malgrado il divieto di fumare), silenzioso e schivo in conferenza stampa, ha contraddetto il suo collega Philip Seymour Hoffman davanti ai giornalisti e non si è concesso, se non per qualche veloce autografo, ai tanti fan accorsi al Lido. Ma, malgrado il caratteraccio, la sua interpretazione in The Master (Concorso) di Paul Thomas Anderson è stata giudicata eccellente, così come quella del co-protagonista Hoffman. Applausi quindi per il film che racconta, ispirandosi alle origini di Scientology (ma il regista ha precisato che la religione fondata da Ron Hubbard è solo un riferimento), la storia di due uomini soli, alla ricerca di un credo che possa mettere a tacere istinti violenti e insicurezze universali. Accoglienza positiva anche per il film italiano È stato il figlio (Concorso) di Daniele Ciprì, alla sua prima prova scompagnato dallo storico collaboratore Franco Maresco, dove uno straordinario Toni Servillo ha dimostrato di cavarsela bene anche nei panni di un siciliano (l'attore è di origini napoletane) alle prese con un'improvvisa fortuna economica, risarcimento dello stato ricevuto dopo aver subito un lutto a causa della mafia. Sul red carpet di ieri hanno sfilato anche Kristin Scott Thomas e Isabelle Carrè, protagoniste del francese Cherchez Hortense di Pascal Bonitzer (Fuori Concorso) e Giada Colagrande (alla regia di Bob Wilson's Life and Death of Marina Abramovic) insieme al compagno Willem Dafoe e Marina Abramovic (al Lido anche in veste di giurata). Accolto bene anche il documentario La guerra dei vulcani di Francesco Patierno (che sarà mostrato in streaming su MYMOVIESLIVE! fino al 14 settembre) sul triangolo amoroso tra Roberto Rossellini, Ingrid Bergman e Anna Magnani.

Oggi invece è il giorno dell'israeliano Fill the Void di Rama Burshtein (Concorso) sulla storia di una donna costretta a scegliere tra l'amore per il proprio paese e il desiderio di proteggere la propria famiglia; ma è soprattutto il giorno di To the Wonder (Concorso) di Terrence Malick (che torna dopo la Palma d'Oro a Cannes 2011 per The Tree of Life), film misterioso che racconta le dinamiche sentimentali di uno scrittore in crisi di ispirazione interpretato da Ben Affleck. Fuori competizione invece saranno presentati due film molto attesi: l'italiano La nave dolce di Daniele Vicari, reduce dal successo di Diaz, e Love is All You Need di Susanne Bier.

La sezione Orizzonti ospita Low Tide di Roberto Minervini, sul rapporto tra una madre assente e un figlio incompreso che vive in completa solitudine, e Boxing Day di Bernard Rose, interpretato da Danny Huston, visto di recente ne La furia dei titani, sul viaggio di un uomo d'affari in crisi esistenziale tra le Montagne Rocciose (per richiedere i biglietti omaggio e assistere alla proiezione dei due film di Orizzonti di oggi, fai clic QUI). Questa sera invece sarà mostrato online in streaming su MYMOVIESLIVE! Sfiorando il muro di Silvia Giralucci e Luca Ricciardi, documentario che tenta di ricostruire le contraddizioni degli Anni Settanta per spiegarle ad un ragazzo di vent'anni di oggi.

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Rai Cinema stringe un accordo con Taipei Film Commission.

Il mercato di Venezia 69, dall'Italia all'Asia

domenica 2 settembre 2012 - Robert Bernocchi

Il mercato di Venezia 69, dall'Italia all'Asia Prosegue il VENICE FILM MARKET / INDUSTRY OFFICE (in collaborazione con Expo Venice), con una novità molto interessante che conferma l'importanza del panorama asiatico. Infatti, Rai Cinema e Taipei Film Commission hanno siglato ieri un accordo di collaborazione per promuovere la diffusione delle rispettive cinematografie in Italia e Taiwan al fine di agevolare eventuali coproduzioni. È quanto informa una nota della Rai, secondo cui sono vari gli elementi del Protocollo d'intesa, tra i quali la realizzazione di rassegne e retrospettive cinematografiche per dare visibilità ai film e ai prodotti audiovisivi realizzati in entrambi i Paesi. Rai Cinema e Taipei Film Commission si impegnano inoltre a far conoscere le facilitazioni offerte nei rispettivi territori, con l'obiettivo di attivare uno scambio costante di informazioni tecniche per gli operatori del settore. ''Un primo importante passo - afferma Paolo Del Brocco, a.d. di Rai Cinema - nella direzione dello sviluppo di maggiori rapporti di promozione e commerciali verso i Paesi asiatici, tra i principali motori del mercato dell'audiovisivo a livello internazionale''. Per Jennifer Jao, presidente della Tfc, questo accordo ''consolida i legami tra le due cinematografie e getta le basi per eventuali progetti in comune. Uno strumento che consentirà di far conoscere meglio il cinema italiano a Taiwan, una delle cinematografie più amate e studiate nel nostro Paese''.

Sempre nell'ambito del Mercato, sono stati presentati gli Incontri del Cinema d'Essai a Mantova dove, dal 9 all'11 ottobre, si svolgerà la dodicesima edizione della manifestazione. Gli Incontri sono il principale appuntamento professionale italiano del cinema di qualità, al quale partecipano i professionisti del settore (esercenti, distributori, produttori, artisti) e dove, con anteprime e trailer, vengono presentati i film dei prossimi mesi.
Mario Mazzetti, segretario nazionale Fice, ha illustrato le prime anticipazioni sul programma della manifestazione. Cinque le anteprime già confermate: oltre a Paris Manhattan, il nuovo film di Paolo Virzì, Tutti i santi giorni; Moonrise Kingdom di Wes Anderson con Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, film che ha aperto l'ultima edizione del Festival di Cannes, Fill the Void di Rama Burshtein, in concorso in questi giorni a Venezia; Tyrannosaur di Paddy Considine, opera prima con Peter Mullan.

Infine, importante convegno per gli amanti del cinema d'autore e che ha parlato dell'aumento della quota di mercato delle sale che partecipano al progetto Schermi di Qualità. Dal 1° gennaio al 30 giugno di quest'anno, gli schermi aderenti al progetto, monitorati da Cinetel, sono stati frequentati da 8,4 milioni di spettatori, pari al 18,2% del totale complessivo del mercato (46,2 milioni), con un miglioramento del 3,4% rispetto all'omologo periodo del 2011. Degli 8,4 milioni di biglietti staccati, il 63,7% riguarda film di qualità. Le sale di Schermi di Qualità, inoltre, hanno reagito meglio degli altri schermi alla crisi che ha visto dall'inizio dell'anno un calo delle presenze del 18,2% rispetto al 2011.
"In questi anni – ha affermato il presidente dell'AGIS, Paolo Protti – non è stata casuale la concomitanza tra la crescita della quota di mercato del cinema italiano e il consolidamento di Schermi di Qualità che ha coinvolto fin dall'inizio centinaia di sale". Lo sforzo notevole fatto dal MiBAC per finanziare il progetto è stato sottolineato da Maria Giuseppina Troccoli, dirigente della Direzione Cinema del MiBAC. "Schermi di Qualità è per il ministero un progetto prioritario perché, attraverso le sale, valorizza e sostiene i film d'essai".
Tornando ai numeri del progetto, la VII edizione vede la partecipazione di 792 schermi, di questi 248 sono monosale, 310 multisale da 2 a 4 schermi, 84 multisale da 5 a 7 schermi e 90 multiplex.
Un particolare focus sugli esiti delle opere prime e seconde in SdQ è stato condotto da Bruno Zambardino. Tra febbraio 2011 e giugno 2012 sono uscite 39 opere prime e seconde di interesse culturale: diverse di queste opere hanno raccolto più del 50% degli spettatori nelle sale di Schermi di Qualità. Molti dei titoli in esame provengono da case di produzione affermate, ma il segmento è ben presidiato dal Gruppo Pubblico: la Direzione Generale Cinema del MiBAC, che ne ha finanziati 26, Rai Cinema e Cinecittà Luce.
La presentazione di oggi è stata anche l'occasione per presentare alcune "storie" distributive di film che hanno raggiunto, grazie a Schermi di Qualità, un pubblico più vasto e più vario. Luciano Sovena, amministratore delegato di Cinecittà Luce che ha distribuito film come Sette Opere di Misericordia che nel circuito di SdQ ha registrato l'80% dei suoi incassi, ha sottolineato l'importanza del progetto che permette ai film d'autore di andare, in termini di distribuzione, in profondità. Luca Proto, della casa di distribuzione Parthenos, insieme al produttore Francesco Bonsembiante, ha raccontato il caso di Io sono Li di Andrea Segre che nel circuito di SdQ ha registrato il 62% dei suoi incassi, mentre Francesco Giraldo, segretario generale dell'ACEC, si è concentrato sui risultati del film I colori della passione.
Nel suo intervento Luigi Lonigro, direttore di 01 Distribution, divisione di Rai Cinema, ha definito SdQ un progetto intelligente che tutta la distribuzione ha sposato fin dal primo momento. "È un'iniziativa – ha detto – che coinvolge tutte le tipologie di sale con il merito di far aumentare l'attenzione nei confronti dei film di qualità anche da parte dei multiplex, incrementandone la diffusione".
Angelo Barbagallo, presidente produttori ANICA, ha affermato che il progetto meriterebbe un finanziamento maggiore, ma che allo stesso tempo andrebbero selezionati con più efficacia i film che vi partecipano, mettendo magari uno sbarramento sugli incassi. In effetti, l'unico punto debole dell'iniziativa, è che anche tanti blockbuster italiani sono stati inseriti nell'elenco di film selezionati, titoli che certo non avevano bisogno di un sostegno e che tolgono risorse a chi veramente avrebbe necessità. Un punto spinoso e che non sembra ancora essere stato risolto...

   


Ieri in concorso al Lido con The Master.

Venezia 69, la politica degli autori: Paul Thomas Anderson

domenica 2 settembre 2012 - Mauro Gervasini

Venezia 69, la politica degli autori: Paul Thomas Anderson La guerra è finita, andate in pace. Risuonano più o meno così le parole del generale McArthur dopo la resa dei giapponesi. Terminata la battaglia, comincia The Master di Paul Thomas Anderson, uno dei più attesi titoli della Mostra del Cinema di Venezia numero 69. Ma per l'irruento reduce protagonista del film la pacificazione è lenta, forse impossibile. Per qualcuno Anderson, classe 1970, è il solo vero autore del cinema contemporaneo americano. Scrive, dirige e produce, ha una "visione" netta e ambiziosa, modelli elaborati (le vagues europee, Robert Altman, Stanley Kubrick) ma non assomiglia veramente a niente e a nessuno. Il talento nella messa in scena è indiscutibile. La ricerca di un dinamismo drammatico anche nelle più statiche sequenze, fulcro estetico di The Master, rende la sua scrittura riconoscibile e per certi versi magistrale. Che sia lui stesso un "master", maestro della settima arte, è forse prematuro e azzardato sostenerlo, ma intorno ad Anderson si è sviluppato un culto della personalità (creativa) a volte acritico. Come chiunque persegua una visione, anche il Nostro parte spesso da alcuni punti fermi. Ad esempio il confronto tra un mentore e l'allievo. Vecchio gangster-gambler con sgarruppato clochard raccolto dalla strada nel film d'esordio, Sydney (1996); navigato e cinico pornografo e attore superdotato da far crescere "artisticamente" in Boogie Nights (1997); cercatore di petrolio e giovane mistico che ne diventerà la nemesi in Il petroliere (2008). Fino a The Master, dove la figura di un guru ispirato al fondatore di Scientology, L. Ron Hubbard, e interpretato da Philip Seymour Hoffman, si impone sulle coscienze dei poveri di spirito a partire dalla "cavia" prediletta, il reduce Joaquin Phoenix.
Naturalmente il cinema di Anderson, nella sua complessità, non può essere ridotto unicamente al tragico rapporto tra individualità, oltretutto esteso agli altri, siano essi gli adepti della setta del maestro o la comunità che vede crescere a dismisura il potere del petroliere, o la famiglia dalla cui morsa stritolante fuggire. Il cineasta sceglie soggetti attraverso i quali riflettere sugli archetipi più problematici della cultura americana: l'impossibilità di evitare il conflitto ("battle" e "struggle" sono le parole più ricorrenti in The Master), la violenza come linguaggio e chiave di lettura di un mondo ostile, la corruzione della persona nel suo confronto con la società (argomento quest'ultimo declinato in vari modi in Magnolia, 2000, da molti considerato il capolavoro del regista). Temi alti, a volte affrontati attraverso figure simboliche ed esemplari (già quelle di "maestro" e "allievo" lo sono, ma pensate a quanti genitori veri o putativi ci sono nei suoi film) e per questo fredde, poco empatiche. Pulsioni della testa e mai del cuore. Sia ben chiaro: l'empatia non è una condizione necessaria all'interno di un racconto, anzi in questo caso è una scelta perfettamente coerente con lo stile cinematografico, minimale e magniloquente, immaginifico e straniante.
Stile e poetica. All'abc del perfetto autore manca ancora un elemento: se stesso. Paul Thomas Anderson è figlio di Ernie, stand up comedian di medio livello, re per qualche notte dello strip di Las Vegas o dei locali di Magnolia (intesa come zona della San Fernando Valley, a Los Angeles, e set del film omonimo), intrattenitore notturno. Forse a sua volta narratore di stranezze ed esperienze estreme, ascoltate o vissute dal regista sulla propria pelle e poi elaborate in personaggi che sono uno e centomila. In questo, il vero conflitto finale del cinema di Anderson è quello che lo vede nella mischia, irresistibilmente attratto da un dio del massacro che finirà per mangiare i propri figli e allo stesso tempo pronto a scappare in moto verso un imprecisato punto dello spazio.

   


Mentre prosegue il Mercato, presentato il progetto Biennale College - Cinema.

Al Lido, un'occasione per i giovani registi

sabato 1 settembre 2012 - Robert Bernocchi

Al Lido, un'occasione per i giovani registi Prosegue il VENICE FILM MARKET / INDUSTRY OFFICE (in collaborazione con Expo Venice), che ieri ha visto una serie di incontri destinati agli addetti ai lavori. È stata l’occasione per conoscere meglio realtà come la Russia e il mondo asiatico, che ormai stanno diventando mercati sempre più redditizi per il cinema mondiale e in particolare quello statunitense.
D’altronde, è notizia di qualche mese fa che la Cina sia diventato il secondo mercato mondiale, superando il Giappone, come si attendeva da tempo, visto l’incredibile sviluppo di questa nazione anche in campo cinematografico.
La giornata appena passata ha dimostrato come l’idea di creare un Mercato veneziano sia convincente, soprattutto per quanto riguarda gli incontri tra venditori e possibili acquirenti. Se, fino a un anno fa, tutto era lasciato alla buona volontà dei singoli soggetti, ora gli spazi comuni permettono di confrontarsi e di vedersi molto più facilmente. Vedremo nei prossimi giorni quali saranno gli influssi sugli affari.
Intanto, un progetto che probabilmente (come ci aveva annunciato il responsabile del Mercato, Pascal Diot) avrà anche un legame su questa realtà è Biennale College – Cinema, che nei prossimi dodici mesi porterà tre progetti (scelti da 15 proposte iniziali) di autori esordienti di tutto il mondo dalla semplice idea alla realizzazione concreta.
Come ha dichiarato il presidente Paolo Baratta, "La Biennale di Venezia intende in tal modo diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per la creatività delle singole discipline artistiche, e quindi anche del cinema, accogliendo grandi maestri e giovani talenti, e offrendo loro opportunità di sviluppo per un futuro produttivo".
Alberto Barbera, direttore della Mostra ha confermato le parole di Baratta, sostenendo che "La sfida di Biennale College – Cinema è quella di dimostrare che si possono produrre film a costi bassi e in poco tempo, con l'ambizione di controllare tutto il ciclo di produzione dall'inizio alla fine. Non c'e nulla di simile al mondo". Così, alla Mostra del prossimo anno, vedremo questi tre lungometraggi ultralow budget, che poi avranno una distribuzione online. Decisamente, un progetto intrigante e in linea con i tempi.

   


Polemiche per Paradies: Glaube e delirio per Zac Efron. Oggi Ciprì e The Master.

Venezia 69, fan, scandali e commozione

sabato 1 settembre 2012 - Luca Volpe

Venezia 69, fan, scandali e commozione Cambia il registro ma la scena è sempre la stessa: Zac Efron circondato da giovani ammiratrici con fotocamere e blocchetti alla mano. Dopo The Paperboy, che tanto scandalo aveva suscitato a Cannes, il bel protagonista di High School Musical sbarca al Lido per la proiezione di At Any Price. Ed è subito delirio di fan. A dividere con lui il red carpet la bionda Maika Monroe, la sceneggiatrice Hallie Elizabeth Newton e il regista Ramin Bahrani. Grande assente della serata, Dennis Quaid. Sul tappetto rosso, insieme a loro, anche i protagonisti dell'altro film in concorso: Paradies: Glaube. Secondo capitolo di una trilogia, il lavoro di Ulrich Seidl ha suscitato malumori e proteste per il contenuto troppo forte e provocatorio. Oggetto di polemiche, in particolare, la scena in cui la protagonista Maria Hofstatter si dedica all'autoerotismo utilizzando un crocifisso. Applausi e commozione, invece, sono stati riservati a Spike Lee per il suo Bad25. Presentato fuori concorso, il lavoro di Lee è un tributo a Michael Jackson a distanza di 25 anni dall'uscita di uno dei suoi migliori album, Bad. Per il regista afroamericano è arrivato in giornata anche un premio, il Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmaker Award.
Ma ieri, film a parte, è stato anche il giorno di Francesco Rosi che, visibilmente emozionato, ha ricevuto dalle mani di Giuseppe Tornatore il Leone d'Oro alla Carriera. "Io non sono un tipo che si commuove facilmente – ha esordito il Maestro napoletano - ma oggi sono commosso". Sulle sue emozioni, del resto, devono aver pesato anche le parole di elogio di Martin Scorsese, che si è fatto carico del restauro de Il caso Mattei (1972, proiettato poco prima della premiazione), e del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che di Rosi è stato amico e collega ai tempi dell'Università.

Oggi è il turno di due tra i film più attesi di questa edizione della Mostra. Arrivano infatti in concorso È stato il figlio, primo lavoro di Daniele Ciprì senza lo storico collaboratore Franco Maresco, e The Master, film-a-sorpresa di Paul Thomas Anderson sulla storia di Ron Hubbard e della setta religiosa da lui fondata nel 1954, Scientology. La sezione Orizzonti ospita invece Winter of Discontent di Ibrahim El Batout (per richiedere il biglietto omaggio e assistere alla proiezione del film, fai clic QUI), viaggio tra le proteste di Piazza Tahrir iniziate il 25 gennaio 2011, mentre in Venezia Classici sarà presentato La guerra dei vulcani di Francesco Patierno (in streaming su MYMOVIESLIVE! stasera alle ore 21:30 e fino a venerdì 14 settembre), storia del triangolo amoroso Rossellini-Magnani-Bergman che scandalizzò e fece discutere l'italia degli anni Cinquanta.

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In streaming fino a venerdì 14 settembre.

Da Venezia 69, La guerra dei vulcani su MYMOVIESLIVE!

sabato 1 settembre 2012 - a cura della redazione

Da Venezia 69, La guerra dei vulcani su MYMOVIESLIVE! I nomi coinvolti sono garanzia di fascino e seduzione: Roberto Rossellini, Anna Magnani e Ingrid Bergman. Insieme fanno parte di un triangolo amoroso che negli Anni Cinquanta fece scandalo sulle cronache rosa e nell'immaginario della gente che tanto amava i luccichi del mondo dello spettacolo. Nel documentario La guerra dei vulcani, il regista Francesco Patierno (Pater Familias, Cose dell'altro mondo) racconta come il regista di Roma città aperta si innamorò di Anna Magnani e come, all'apice del successo, condivise con lei una travolgente passione, sia in privato che sul set. Quando però Rossellini ricevette una lettera ricca di ammirazione da Ingrid Bergman, perse la testa, abbandonò la Magnani e conquistò la dea del momento. Il risultato fu una guerra – sentimentale – e cinematografica (la Bergman fu la protagonista di Stromboli, mentre la Magnani cercò di vendicarsi girando Vulcano). Presentato nella sezione Venezia Classici alla 69a Mostra del Cinema di Venezia, La guerra dei vulcani sarà mostrato online su MYMOVIESLIVE! stasera alle ore 21:30 fino a venerdì 14 settembre.

   


Una selezione di titoli della mostra in streaming ogni sera alle 21:30.

Venezia 69 su MYMOVIESLIVE!

venerdì 31 agosto 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69 su MYMOVIESLIVE! Il più grande scandalo sentimentale della storia del cinema, le contraddizioni degli Anni Settanta, i pensieri più inconfessabili di Pietro Ingrao o ancora la voce di un siciliano di nome Vincenzo Rabito che racconta il Novecento attraverso migliaia di fitte pagine dattiloscritte e raccolte in quaderni legati con la corda. Dalla frivolezza di un triangolo amoroso – quello tra Roberto Rossellini, Ingrid Bergman e Anna Magnani – all'importanza della memoria storica, una selezione di titoli presenti a Venezia 69 saranno mostrati anche in streaming su MYMOVIESLIVE!, a partire da sabato 1 settembre con il documentario La guerra dei vulcani di Francesco Patierno (il film sarà mostrato online fino a venerdì 14 settembre, ogni giorno alle ore 21:30), tratto dalla sezione Venezia Classici, incentrato proprio sulla storia tra il regista di Roma città aperta e le due dive del cinema. La rassegna online prosegue poi con Sfiorando il muro di Silvia Giralucci e Luca Ricciardi, tratto dalla sezione Fuori Concorso (in streaming domenica 2 settembre, ore 21:30), e due titoli dalle Giornate degli Autori, Terramatta di Costanza Quatriglio (in streaming da venerdì 7 a giovedì 20 settembre, ore 21:30) e Non mi avete convinto di Filippo Vendemmiati e Simone Marchi (in streaming sabato 8 settembre, ore 21:30).

Dalle Giornate degli Autori saranno mostrati online anche altri titoli che fanno parte della nuova rassegna "Cinema corsaro", dedicata a film ispirati ai romanzi di Emilio Salgari. Ne fanno parte Carmela, salvata dai filibustieri (in streaming martedì 4 settembre), Gli intrepidi (in streaming mercoledì 5 settembre) e Iolanda, tra bimba e corsara (in streaming giovedì 6 settembre). Tutti i film saranno mostrati su MYMOVIESLIVE! alle ore 21:30.

Per prenotare un posto e scoprire tutti i dettagli della rassegna online clicca QUI

   


Presentato il Mercato di Venezia.

Dalla Russia con amore

venerdì 31 agosto 2012 - Robert Bernocchi

Dalla Russia con amore È stato presentato ieri sera sulla spiaggia dell'Excelsior il neonato VENICE FILM MARKET / INDUSTRY OFFICE (in collaborazione con Expo Venice), alla presenza di centinaia di addetti ai lavori di tutto il mondo.
Per l'occasione, erano presenti i massimi vertici della Mostra, ossia il Presidente della Biennale Paolo Baratta, il direttore della Mostra Alberto Barbera e il responsabile del Mercato Pascal Diot.
Proprio la possibilità di avere finalmente un Mercato è stata una delle ragioni per cui Barbera ha accettato di tornare alla direzione della Mostra, dopo più di un decennio dalla fine del suo precedente mandato. Come ha ricordato già altre volte, questa è stata l'occasione per cambiare idea sul Mercato, che all'epoca non gli sembrava necessario e che ora invece ritiene fondamentale per competere con Cannes e Berlino.
Quello che si è capito ieri sera, anche se non c'era molto bisogno, è come il Mercato mondiale stia cambiando. Non è certo un caso che sul palco ci fosse anche una rappresentante russa, che ha sostenuto fortemente il cinema indipendente rispetto a quello più commerciale. In effetti, il russo è sicuramente una delle lingue più parlate al Lido, come dimostrano i tanti addetti ai lavori di questa nazione, a rappresentanza di quello che, prima o poi, diventerà il Paese europeo che fornirà i maggiori incassi del continente.
Un'altra notizia interessante è che, nonostante la crisi e le difficoltà con un pubblico italiano sempre meno interessato a certi prodotti più difficili, i nostri distributori abbiano ancora voglia di rischiare. Lo dimostrano gli acquisti, avvenuti poco prima dell'inizio del Festival, di opere come The Master (andato alla Lucky Red) e The Reluctant Fundamentalist (Eagle Pictures), prodotti dal prezzo importante, a fronte di potenzialità commerciali non troppo elevate. Vedremo se, anche grazie a questo Mercato, si riuscirà a recuperare un po' di fiducia...

   


Ieri Winona Ryder, oggi l'attesa per Zac Efron in At Any Price.

Venezia 69, uomini di ghiaccio e burattini di legno

venerdì 31 agosto 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69, uomini di ghiaccio e burattini di legno I film in concorso nella giornata di ieri hanno inaugurato, con applausi tiepidi e qualche critica, la competizione della 69^ edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Superstar di Xavier Giannoli ha raccontato la storia di un uomo qualunque che diventa improvvisamente famoso senza un vero motivo; la vicenda, definita un po' fredda dalla critica, ha sorpreso tutti però per l'intensa interpretazione dei due protagonisti, Cécile De France e Kad Mérad (in Italia conosciuto grazie al successo di Giù al nord). Meno convincente invece è apparso l'altro film in concorso, Izmena di Kirill Serebrennikov. I riflettori del red carpet di ieri erano tutti puntati su Winona Ryder (di nuovo in un ruolo importante dopo tante interpretazioni secondarie), protagonista, insieme a Michael Shannon, di The Iceman (Fuori Concorso) di Ariel Vromen, intenso biopic sul serial killer Richard Kuklinski. Applausi sentiti e commossi anche per il vivace Pinocchio di Enzo D'Alò che si è fatto notare anche perché Lucio Dalla, scomparso di recente, è l'autore della canzone dei titoli e doppiatore di uno dei personaggi. In conferenza stampa invece si è dimostrato ancora una volta molto autoironico l'attore Valerio Mastandrea, protagonista del drammatico Gli equilibristi di Ivano De Matteo.

Oggi invece è il giorno di Francesco Rosi, Spike Lee e Zac Efron. Il regista italiano (che presto compirà novant'anni), riceve oggi il Leone d'Oro alla Carriera in una cerimonia preceduta dalla proiezione del film Il caso Mattei (1972). Riceve un premio (il Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmaker Award) anche Spike Lee che porta al Lido Bad 25 (Fuori Concorso), un documentario su Michael Jackson realizzato in occasione dell'album cult "Bad". In concorso oggi invece è atteso il divo delle teeenager Zac Efron, aspirante pilota in At Any Price di Ramin Bahrani e lo scandaloso Paradies: Glaube dell'austriaco Ulrich Seidl, di cui già si parla da qualche giorno per una sequenza in cui la protagonista Maria Hofstätter si dedica all'autoerotismo utilizzando come strumento un crocefisso. Fuori concorso sarà presentato anche Sfiorando il muro di Silvia Giralucci e Luca Ricciardi (in streaming su MYMOVIESLIVE! domenica 2 settembre alle ore 21:30), un documentario con materiale di repertorio che tenta di spiegare ai giovani di oggi gli Anni Settanta di ieri. La sezione Orizzonti ospita invece Wadjda di Haifaa Al Mansour (per richiedere il biglietto omaggio e assistere alla proiezione del film, clicca QUI), la prima donna regista in Arabia Saudita, un paese dove non ci sono sale cinematografiche.

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Intervista alla regista di The Reluctant Fundamentalist.

Mira Nair, tematiche spinose con lo spirito giusto

giovedì 30 agosto 2012 - Giancarlo Zappoli
Mira Nair (Mira Nair) (56 anni)
da giovedì 13 giugno al cinema con il film Il fondamentalista riluttante

Mira Nair, tematiche spinose con lo spirito giusto Incontriamo Mira Nair nel corso di una lunga sessione di interviste e poco prima del momento in cui dovrà raggiungere l’hotel per prepararsi alla proiezione che aprirà la 69. Mostra con il suo The Reluctant Fundamentalist. Dovrebbe essere affaticata e invece le brilla negli occhi la luce di chi sente di aver realizzato un film in cui credeva e in cui ha affrontato tematiche spinose con lo spirito giusto. A lei si affiancherà, nel corso dell’intervista, Moshin Hamid, l’autore pakistano del romanzo omonimo che ha costituito il soggetto del film.

Ricordo il suo emozionante cortometraggio in 11 settembre 2001 (il film collettivo dedicato all’attentato alle Twin Towers. Protagonista è un giovane studente di medicina che scompare proprio quel giorno. La polizia americana sospetta che sia un fiancheggiatore di Al Qaeda e prende ad interrogare i familiari. Anche i vicini di casa non si comportano più come in passato. Fino a quando non si troverà il suo cadavere e si comprenderà che è morto mentre cercava di portare aiuto. Al suo funerale da eroe nella moschea la bara sarà coperta dalla bandiera americana. Penso che le radici di The Reluctant Fundamentalist stiano in quel corto. Sono passati dieci anni da allora. Gli Stati Uniti hanno avuto due presidenti: George W. Bush, Barack Obama. È cambiato qualcosa e se sì cosa dal suo punto di vista?
È vero: le radici stanno proprio in quel corto. Cosa è cambiato? Il muro eretto da Bush è diventato più spesso e ha provocato guerre. Penso che Obama sia una persona che davvero comprende le ragioni degli uni e degli altri e che ha cercato di sanare queste ferite. Ma il muro è cresciuto ugualmente e va abbattuto. Questa è la ragione per cui ho girato questo film. Io conosco entrambi i mondi e nel film c’è un dialogo realistico tra l’Occidente e il subcontinente indiano. Dobbiamo capire il sospetto reciproco e la tristezza che, proprio per questo, risiede in entrambi i caratteri alla fine del film. Si chiedono come sia potuto succedere di arrivare a tanto.

Il pregiudizio di Bobby nei confronti di Changez. Si sono conosciuti come due persone (così come il padre poeta di Changez auspicava in tutte le situazioni) ma questo non è stato sufficiente. Il suo film ci ricorda che ci sono diversi modi di eliminare un essere umano tra questi ci sono anche i licenziamenti finalizzati solo al profitto.
È così: l’ideale tra i due si è materializzato in una pistola. Sull’altro versante io penso che ci sia un fondamentalismo del denaro e un fondamentalismo del terrore e sono la stessa cosa.

In cosa pensa che risieda l’originalità del suo film?
Abbiamo visto molti film che hanno trattato il tema anche con uno sguardo molto aperto e democratico ma non abbiamo visto film che mostrassero l’altro punto di vista. Quello cioè di chi ha subito bombardamenti e ha visto i propri cari morire. Il confronto che c’è tra i due personaggi è ciò che mi interessava perché permette di far emergere i punti di vista di entrambe le parti.

Moshin Hamid ci raggiunge e dice:

Accade in troppe occasioni di trovarsi di fronte a persone che parlano di idee sostenendo invece di star parlando di persone. Il film tratta di questo: dell’andare oltre le idee per confrontarsi con le persone.

Le vostre storie assomigliano, per un certo verso, a quelle di Changez il protagonista. Entrambi siete arrivati da Paesi diversi negli Stati Uniti. Quali sono le sensazioni che avete provato?
Sì è accaduto ad entrambi per vari motivi e abbiamo fatto tesoro di quelle esperienze per costruire il personaggio di Changez che arriva negli Stati Uniti anche per comprendere chi è che cosa vuole per sé. Come vuole costruire il proprio futuro. Questo è importante per i giovani d’oggi che apparentemente, grazie ad Internet, hanno tutto il mondo davanti a sé.

Hamid aggiunge:

Quando ho incontrato Mira mi sono subito accorto che c’erano affinità tra noi. Anche se ora Pakistan ed India sono due nazioni che non si amano lei è invece molto vicina alla realtà pakistana. Suo padre proviene da lì e questo si aggiunge al fatto che, proprio perché appartenenti a due mondi diversi ma con delle basi in comune abbiamo potuto integrare il nostro lavoro.

   


Applausi per il film d'apertura, in attesa dei titoli in concorso di oggi.

Venezia 69, il messaggio di pace di Mira Nair

giovedì 30 agosto 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69, il messaggio di pace di Mira Nair Kate Hudson è arrivata al Lido vestita come una teenager, ha sorriso e ammaliato i giornalisti, spiegando le sfaccettature del suo personaggio controverso in The Reluctant Fundamentalist (Fuori Concorso) e definendosi un'outsider che, come il ruolo che interpreta nel film di Mira Nair, fa quotidianamente i conti con le proprie lotte interiori. Il film, accolto dagli applausi calorosi della critica, racconta infatti una storia di grandi conflitti che ruota attorno agli scontri tra due fondamentalismi, quello religioso e quello economico, suggerendo un messaggio di pace capace di unire Oriente e Occidente. Un tema serio, equilibrato però dalla parte glamour della giornata che è stata rappresentata dalla presenza della madrina Kasia Smutniak, dalla giurata Laetitia Casta, da Naomi Watts (al festival per accompagnare il marito Liev Schreiber) e dalla smagliante Kate Hudson. Quanto ai film invece, oltre al successo di The Reluctant Fundamentalist, ieri è stato apprezzato anche il documentario Enzo Avitabile Music Life del premio Oscar Jonathan Demme, sui vizi privati e le pubbliche virtù del popolare musicista napoletano.

Oggi invece sono attesi i primi due film in concorso, Superstar di Xavier Giannoli e Izmena di Kirill Serebrennikov; il primo, interpretato da Cécile De France e Kad Mérad, racconta la storia di un uomo qualunque che improvvisamente diventa famoso senza un vero e proprio motivo, mentre il secondo è un dramma surreale incentrato sulla scoperta di un tradimento amoroso. Tra gli italiani spicca Gli equilibristi di Ivano De Matteo con Valerio Mastandrea e Barbora Bobulova, compagni di vita e sofferenze, alla ricerca di un lavoro - e un'identità – a tempo indeterminato.

Si inaugura oggi anche la nona edizione delle Giornate degli Autori, con i corti Miu Miu Women's Tales dedicati alle donne e l'anteprima mondiale dell'atteso Pinocchio di Enzo D'Alò. '"Dedichiamo questa giornata - dice il Delegato delle Giornate, Giorgio Gosetti - a due idee: il coraggio dell'intelligenza e il piacere della fantasia. Ed è naturale che un pensiero speciale da tutti noi vada a Lucio Dalla, voce e musica del Pinocchio a cui ha regalato la colonna sonora'".

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Il thriller politico di Mira Nair (Fuori Concorso) apre la mostra.

Venezia 69, al via con The Reluctant Fundamentalist

mercoledì 29 agosto 2012 - Nicoletta Dose

Venezia 69, al via con The Reluctant Fundamentalist Grande attesa stasera per la sessantanovesima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia che apre i battenti con il film The Reluctant Fundamentalist (Fuori Concorso) di Mira Nair (Leone d'Oro nel 2001 con Monsoon Wedding), tratto dall'omonimo bestseller di Mohsin Hamid, un thriller politico che racconta la storia di un giovane pakistano che lavora a Wall Street, la cui vita viene stravolta dopo l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001. Del film, interpretato da Kate Hudson e Liev Schreiber, il direttore della Mostra Alberto Barbera ha detto: "la regista persegue una difficile scelta di campo, ispirata da profonde motivazioni etiche e morali che, pur scegliendo di confrontarsi con la realtà, ne rifiutano i compromessi e le aberrazioni". La cerimonia d'apertura, quest'anno condotta dalla madrina Kasia Smutniak, proseguirà presentando il documentario Enzo Avitabile Music Life diretto dal premio Oscar Jonathan Demme, anch'esso titolo tratto dalla sezione Fuori Concorso. Il film è un viaggio nel sound e nel mondo di Enzo Avitabile, sassofonista e cantautore che suona vari generi musicali, dal folk popolare alla fusion. Oltre all'artista napoletano, c'è un'altra presenza italiana importante in questo primo giorno di proiezioni veneziane: sempre dalla selezione Fuori Concorso sarà tratto Medici con l'Africa di Carlo Mazzacurati, un reportage che lascia la parola a dottori e pazienti, ad adulti e bambini, cercando di fare il punto sullo stato di salute dell'Africa sub-sahariana.

Stasera si inaugura anche la rassegna di film veneziani che saranno mostrati su MYMOVIESLIVE! durante tutto il periodo del festival. Si comincia oggi alle 21:30 con l'ANTEPRIMA WEB di Eva di Kike Maillo, che uscirà in sala venerdì 31 agosto e che è stato presentato con successo a Venezia 2011. La selezione proseguirà con La guerra dei vulcani (sabato 1 settembre, ore 21:30), Sfiorando il muro (domenica 2 settembre, ore 21:30), Terramatta (venerdì 7 settembre, ore 21:30) e Non mi avete convinto (sabato 8 settembre, ore 21:30).

Domani invece il calendario delle proiezioni avvierà la competizione tra i film in concorso: sarà la giornata del francese Superstar di Xavier Giannoli con Cècile De France e Kad Mérad protagonisti di una storia di un uomo normale che diventa improvvisamente famoso e del russo Izmena di Kirill Serebrennikov, sulla storia di un uomo e una donna che si incontrano e scoprono che i relativi coniugi vanno a letto insieme. Tra gli italiani di domani spicca il dramma Gli equilibristi di Ivano De Matteo, con Valerio Mastandrea e Barbora Bobulova, sulla condizione di un uomo che deve mantenere una figlia un po' ribelle, tra lavori improvvisati e impieghi straordinari.

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Parla il responsabile del mercato di Venezia, Pascal Diot.

Al Lido, arrivano gli affari

martedì 28 agosto 2012 - Robert Bernocchi

Al Lido, arrivano gli affari Quest'anno, una grande novità del Festival diretto da Alberto Barbera sarà il fatto di avere per la prima volta un mercato ufficiale, che dovrebbe aiutare a promuovere gli accordi al Lido. Ne abbiamo parlato con Pascal Diot, che è il responsabile di questo settore.
Come funzionerà il mercato di Venezia? Che film saranno disponibili? Oltre ai titoli presentati nelle varie sezioni del Festival, ci sarà altro materiale che si potrà vedere?
Molti film saranno disponibili nella library digitale, in cui gli addetti ai lavori potranno vedere e mostrare buona parte dei film in concorso e in generale quelli di tutte le sezioni. Inoltre, ci saranno film completamente nuovi, un'opportunità che potranno sfruttare sia i sales agent che i distributori. In questo senso, devo dire che il numero di persone che fanno parte di queste categorie e che saranno presenti a Venezia, è raddoppiato rispetto all'anno scorso. Ci saranno anche due screening speciali con i promo reels dei film girati in estate, mentre avremo una piccola saletta a disposizione dei sales agent per delle visioni private. Purtroppo, diversi film americani non saranno disponibili nella digital library, perché passando come anteprime mondiali preferiscono che gli addetti ai lavori vadano a vederli in sala.
Qual è stata la reazione dei compratori americani e internazionali? Sono interessati a venire al Lido prima di andare a Toronto?
La reazione è stata molto buona, io ho messo apposta le date del mercato all'inizio del festival per far sì che sia possibile venire al Lido e poi andare a Toronto, visto che noi finiamo il mercato il 3, mentre l'appuntamento canadese inizia il 6. Avremo con noi tante realtà importanti, tra cui Focus Features International, Nu Image, Filmnation, Weinstein company, Universal, Mk2, Pyramid e Wild Bunch, solo per citare qualche nome. Credo che i maggiori benefici saranno per le società che lavorano con film che puntano molto sui loro registi. A Venezia avremo tanti nuovi talenti, così come realizzatori affermati e per tutti sarà una bella occasione di farsi vedere.
In Italia molti distributori hanno problemi a comprare i film. In questo senso, crede che il Mercato di Venezia possa dare una mano?
Penso proprio di sì, come dimostra l'elenco dei distributori italiani, che verranno in massa al Lido. Credo che sarà una bella opportunità per i distributori italiani di vedere in anteprima alcuni film, come le ultime produzioni di questa estate.
Il problema principale di Venezia per tutti è il soggiorno. Avete avuto un supporto maggiore degli alberghi e in generale del Lido su questo aspetto?
Abbiamo negoziato degli accordi con gli hotel, che ci hanno permesso di invitare circa 100 distributori da tutto il mondo, a cui abbiamo pagato il soggiorno. Per gli altri, abbiamo offerto dei prezzi molto favorevoli. Rispetto all'anno scorso, la differenza maggiore è che tutti hanno un posto dove incontrarsi. Infatti, ci sarà un'area specifica, un industry club destinato a distributori e venditori, che così potranno vedersi con maggiore facilità.
Una delle novità del Festival, è il Venice College, che darà vita a tre film a basso budget prodotti dalla Biennale e che saranno presentati nell'edizione del 2013. Saranno collegati anche al mercato in qualche modo?
Ci saranno sicuramente dei legami tra queste due realtà, ma è troppo presto per parlarne. Ovviamente, aiuteremo attivamente i film del College, fornendo loro tutta l'assistenza possibile e cercando di farli vedere agli addetti ai lavori e ai produttori.

   


Alla cerimonia seguirà la proiezione de I cancelli del cielo.

Venezia 69, il premio Persol 2012 a Michael Cimino

venerdì 10 agosto 2012 - a cura della redazione

Venezia 69, il premio Persol 2012 a Michael Cimino La Biennale di Venezia e Persol attribuiscono al grande regista, sceneggiatore e produttore statunitense Michael Cimino il premio Persol 2012 della 69. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che intende celebrare una leggenda del cinema internazionale.
Il Direttore della Mostra, Alberto Barbera ha dichiarato: "È un tardivo ma doveroso risarcimento alla grandezza di un cineasta visionario, una delle voci più intense e originali del cinema americano degli ultimi quarant'anni, progressivamente ridotto al silenzio dopo l'insuccesso commerciale di un capolavoro al quale contribuirono gli stessi produttori con tagli insensati. In virtù di un talento immenso, Cimino ha esaltato l'arte della messa in scena e offerto dell'America un ritratto insieme critico e appassionato, lucido e coinvolgente".
La consegna del premio Persol a Michael Cimino avrà luogo giovedì 30 agosto durante la 69. Mostra (29 agosto-8 settembre 2012). A seguire la consegna del premio, alle 14.30 in Sala Perla (Palazzo del Casinò), la 69. Mostra presenterà – nella sezione Venezia Classici – il capolavoro di Michael Cimino I cancelli del cielo (1980) nella nuovissima copia restaurata digitalmente da Criterion con la supervisione della stesso autore.
I cancelli del cielo era stato proiettato in versione integrale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1982 diretta da Carlo Lizzani, nella sezione Mezzogiorno-Mezzanotte curata da Enzo Ungari. Nell'ambito della Mostra del Cinema di Venezia del 2001 diretta da Alberto Barbera, Michael Cimino presentò il suo romanzo "Big Jane", di cui tenne un reading.
Persol è per l'ottavo anno sponsor della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

   


Entrano in programma anche i lavori di Olmi, Scimeca e Schmidt.

Venezia 69, The Master confermato film a sorpresa

mercoledì 8 agosto 2012 - Luca Volpe

Venezia 69, The Master confermato film a sorpresa La voce girava già da giorni. Da quando la Weinstein Company anticipò al 14 settembre l'uscita americana del film. The Master, ultimo lavoro di Paul Thomas Anderson, è il film a sorpresa che completa la lista dei diciotto lungometraggi che – dal 29 agosto all'8 settembre – si contenderanno la vittoria del Leone d'oro.
Interpretato da Philip Seymour Hoffman, Joaquin Phoenix, Amy Adams, Jesse Plemons, David Warshofsky e Rami Malek, The Master sarà proiettato in Sala Grande il 1° settembre alle 19.00, alla presenza del regista e della delegazione ufficiale. La storia, sebbene non vi siano riferimenti espliciti, è quella di Ron Hubbard e della setta pseudo-religiosa da lui fondata nel 1954, Scientology. Per Anderson, come per altri 11 registi in Concorso quest'anno, si tratta della prima partecipazione alla Mostra del Cinema.

Insieme a The Master, la direzione della Mostra – da quest'anno (ri)affidata ad Alberto Barbera – ha annunciato la presenza di altri tre titoli: Come voglio che sia il mio futuro? di Ermanno Olmi (Fuori Concorso – Proiezioni speciali), Convitto Falcone di Pasquale Scimeca (Evento speciale) e Du hast es versprochen di Alex Schmidt (Fuori Concorso). Il primo, realizzato con la collaborazione degli allievi del laboratorio "Ipotesi Cinema formazione" di Bologna, si propone di offrire uno spaccato significativo delle speranze e dei timori dei giovani d'oggi. Il secondo, che mette insieme attori affermati, esordienti e semplici studenti, è un omaggio a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino in occasione dei vent'anni dalla loro morte. Il terzo, diretto dalla tedesca Alex Schmidt (al suo esordio nel lungo), è un horror cui sarà dedicata la proiezione di mezzanotte.

   


Intervista esclusiva al direttore artistico del festival.

Venezia 69, la mostra secondo Alberto Barbera

mercoledì 8 agosto 2012 - a cura della redazione

Venezia 69, la mostra secondo Alberto Barbera Alberto Barbera, dopo l'ultima esperienza nel ruolo di direttore artistico della Mostra del Cinema di Venezia datata 2002, ritorna in carica dopo l'era Müller, durata otto anni. In questa intervista esclusiva racconta l'entusiasmo con il quale ha affrontato l'incarico e delinea i punti del nuovo corso della mostra: meno titoli al Lido ma una selezione puntuale che va a cercare i prodotti di qualità, cercando di svincolarsi dalle regole dettate dal marketing.
La Mostra del Cinema di Venezia è in programma al Lido dal 29 agosto all'8 settembre.

   


Il cartone musicato da Lucio Dalla a Venezia il 30 agosto.

Il Pinocchio di D'Alò inaugura le Giornate degli Autori

lunedì 30 luglio 2012 - a cura della redazione

Il Pinocchio di D'Alò inaugura le Giornate degli Autori Le Giornate degli Autori 2012 (Venezia, 30 agosto – 8 settembre) avevano promesso una sorpresa capace di imprimere un segno speciale a quest’edizione. Detto fatto: sarà Pinocchio diretto da Enzo d’Alò, scritto con Umberto Marino nel più assoluto rispetto dei dialoghi originali di Carlo Collodi, disegnato insieme a Lorenzo Mattotti e musicato da Lucio Dalla, il film d’apertura in programma il 30 agosto in Sala Darsena, subito dopo "The Women’s Tales", omaggio alla creatività femminile in collaborazione con Miu Miu.
"Aprire nel segno del disegno animato, con un capolavoro dell'artigianato italiano che non ha però confini e bandiera proprio come il romanzo di Collodi – dice il Delegato generale delle Giornate, Giorgio Gosetti - ci è sembrato il modo più bello per rendere omaggio a uno straordinario gruppo di artisti e per dare i colori della fantasia a un programma che abbiamo voluto giovane, coraggioso, divertente e cangiante". Continua »

   


L'elenco dei film denota un cambio di rotta rispetto al recente passato.

Venezia 69, la Mostra degli autori

giovedì 26 luglio 2012 - a cura della redazione

Venezia 69, la Mostra degli autori Come annunciato da tempo, la Mostra di Venezia riduce notevolmente il numero di film presentati ("scelta che mi è costata qualche nemico in più", rivela tra il serio e il faceto il direttore Alberto Barbera). Decisione condivisibile, considerando che negli anni passati il desiderio di togliere titoli a Roma aveva portato a un'overdose di film, molti dei quali per forza di cose hanno faticato a ottenere spazio sui mass media.
Questo ha significato solo 17 titoli in concorso (uno verrà annunciato più avanti), un numero quasi da record. Se la contrazione dovrebbe aiutare nell'attenzione verso tutte le opere presentate, la direzione presa da Barbera riporta alle edizioni di cui si era occupato in passato, nel triennio a cavallo del 2000. Continua »

   


Tra i film anche una copia restaurata de I cancelli del cielo di Cimino.

Venezia Classici completa la retrospettiva '80!'

mercoledì 25 luglio 2012 - a cura della redazione

Venezia Classici completa la retrospettiva '80!' A completamento della retrospettiva "80!", realizzata per celebrare l'ottantesimo anniversario della Mostra del Cinema di Venezia, verrà presentata in questa edizione (Lido, 29 agosto – 8 settembre 2012) una selezione di film classici restaurati, denominata Venezia Classici. Continua »

   


L'attrice interverrà nelle serate di apertura e chiusura della Mostra.

Kasia Smutniak madrina di Venezia 69

mercoledì 25 luglio 2012 - a cura della redazione

Kasia Smutniak madrina di Venezia 69 È l'attrice Kasia Smutniak la madrina delle serate di apertura e di chiusura della 69. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
Sarà lei a inaugurare la rassegna – da quest'anno presieduta da Paolo Baratta – e a presentare, dal palco della Sala Grande, il film di apertura, The Reluctant Fundamentalist di Mira Nair. Sempre a lei spetterà, l'8 settembre, l'onore di condurre la cerimonia di chiusura, in cui saranno annunciati i Leoni e gli altri premi della giuria del Concorso.
Polacca di nascita ma italiana d'adozione, Kasia Smutniak è una dei nuovi volti del cinema italiano e non solo. Interprete versatile e di grande sensibilità, ha spesso lavorato anche per il piccolo schermo, prendendo parte ad alcune delle maggiori produzioni nazionali.

   


Il capolavoro di De Santis proiettato il 28 agosto all'Arena di Campo.

Venezia 69, pre-apertura con Roma ore 11

mercoledì 27 giugno 2012 - Luca Volpe

Venezia 69, pre-apertura con Roma ore 11 Come da tradizione, anche in occasione della 69^ edizione della Mostra del cinema di Venezia (29 agosto – 8 settembre) si svolgerà una serata di pre-apertura, in programma martedì 28 agosto all'Arena di Campo San Polo.
Ad essere proiettato, quest'anno, sarà Roma ore 11, capolavoro neorealistico firmato da Giuseppe De Santis. Prodotto nel 1962 dalla Titanus, il film sarà mostrato, a distanza di sessant'anni dall'uscita in sala, in una nuova copia messa a disposizione dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale di Roma.
La storia, tratta da una vicenda realmente accaduta (e su cui l'aiuto regista Elio Petri condusse un'inchiesta), è quella di duecento ragazze che, in un'Italia esasperata dalla disoccupazione, si ritrovano presso lo studio di un ragioniere per sostenere un colloquio di lavoro. Sono di età diverse, di varia estrazione sociale, ma tutte con la necessità di trovare un'occupazione. Nell'attesa, si confidano ansie e preoccupazioni. Finché un litigio, nato per futili motivi, non sfocia in tragedia: il crollo improvviso della scala provoca una morta e diversi feriti. Condotte in ospedale, le donne scoprono che le cure hanno un costo che non indifferente. Così, le più sfortunate si trovano obbligate a tornare nelle rispettive abitazioni.
Nel cast, quasi tutto al femminile, spiccano tra gli altri Lucia Bosé, Carla Del Poggio, Raf Vallone e Massimo Girotti. La sceneggiatura è firmata dallo stesso De Santis, da Cesare Zavattini, Basilio Franchina, Rodolfo Sonego e Gianni Puccini.

   


La decisione è stata presa dal Cda della Biennale.

Venezia 69, Favino presiederà Orizzonti

martedì 5 giugno 2012 - Luca Volpe

Venezia 69, Favino presiederà Orizzonti Sarà l'attore romano Pierfrancesco Favino a ricoprire la carica di Presidente della Giuria della sezione Orizzonti in occasione della 69. Mostra del cinema di Venezia (in programma dal 29 agosto all'8 settembre). Il regista e produttore indiano Shekhar Kapur, conosciuto in Italia per opere come Elizabeth e Le quattro piume, sarà invece Presidente del Premio Venezia Opera Prima 'Luigi De Laurentiis'. La designazione è avvenuta in mattinata nel corso del CDA della Biennale, presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera.

   


Il regista americano alla Mostra del Cinema.

Michael Mann presidente di giuria a Venezia

venerdì 1 giugno 2012 - Chiara Renda

Michael Mann presidente di giuria a Venezia Sarà il il regista, sceneggiatore e produttore americano Michael Mann a presiedere la giuria della 69. Mostra internazionale del Cinema di Venezia, in programma dal 29 agosto all'8 settembre 2012. Lo ha deciso oggi il cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, su proposta del direttore della Mostra Alberto Barbera.
È la prima volta che il regista presiede la Giuria di un festival internazionale. Mann si è formato realizzando alcune serie televisive di successo, ma è con la realizzazione (e la scrittura) di titoli come Manhunter, Heat - La sfida; Insider - Dietro la verità che si è imposto come autore riuscendo a trasformare il cinema di genere in cinema d'autore. Dopo i successi di Collateral e Miami Vice e Nemico pubblico, da lui diretti, ha prodotto numerosi film di successo quali The Aviator di Scorsese e Texas Killing Fields della figlia Ami Canaan Mann.

   


Il riconoscimento a Venezia 69., dopo la proiezione de Il caso Mattei.

Leone d'oro alla carriera a Francesco Rosi

giovedì 10 maggio 2012 - Nicoletta Dose

Leone d'oro alla carriera a Francesco Rosi Il Leone d'oro alla carriera della 69. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (29 agosto – 8 settembre 2012) è stato attribuito al regista e sceneggiatore Francesco Rosi. Simbolo e innovatore del cinema italiano di impegno civile, ha ricevuto, nella sua carriera, numerosi premi tra i quali il Leone d'oro alla Mostra di Venezia nel 1963 per Le mani sulla città, l'Orso d'argento a Berlino nel 1961 per Salvatore Giuliano, la Palma d'oro a Cannes nel 1972 per Il caso Mattei. Il riconoscimento sarà consegnato il 31 agosto, in occasione della proiezione della copia restaurata de Il caso Mattei, restauro realizzato dalla Film Foundation di Martin Scorsese, con il sostegno di Gucci.

   


Alberto Barbera è stato designato dal CDA della Biennale.

Nuovo direttore per la Mostra del cinema di Venezia

mercoledì 28 dicembre 2011 - Robert Bernocchi

Nuovo direttore per la Mostra del cinema di Venezia È arrivata a una logica conclusione la saga relativa al nuovo direttore del Festival di Venezia. Sarà infatti Alberto Barbera a ricoprire l'incarico, già suo per tre anni in passato. D'altronde, nonostante le smentite dell'interessato, da giorni si faceva insistentemente il suo nome. È quindi finita la stagione di Marco Müller, che per otto anni ha diretto con grandi consensi la Mostra di Venezia, riuscendo a coniugare benissimo cinema d'autore e di genere. Il suo destino è stato segnato dalla crisi del governo Berlusconi, ma anche dalla rivolta popolare e culturale che si è scatenata dopo che il ministro Galan aveva annunciato di voler sostituire Paolo Baratta alla direzione della Biennale. Continua »

   


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