Mostra del cinema di Venezia 2011

Guida alla 68ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - 31.08 / 10.09 / 2011

   
   
   
Il cinema al lavoro
domenica 11 settembre 2011 di Marzia Gandolfi

In tempi di blackout e di crisi della cultura della luce ci è piaciuto chiuderci dieci giorni nelle sale del Lido e aprire gli occhi davanti allo schermo bianco e abbagliante di un cinema finalmente al lavoro contro il "deserto del reale". Contro la tendenza radicalizzata del nostro Paese, dove ormai si producono film solo in funzione della tv, e contro l'esercito dei custodi del (cattivo) gusto, che non vogliono mai dispiacere nessuno e che non produrrebbero mai un film come Shame, storia di un giovane uomo dipendente dal sesso e da un abuso, come Himizu, educazione di un adolescente parricida nel Giappone collassato dallo tsunami, o Killer Joe, con la sua Cenerentola in short invaghita di un principe nero. Il festival di Marco Müller, giunto alla sua ultima edizione e direzione artistica, ha prodotto una messe di fotogrammi sovversivi che hanno scosso e sedotto, ritrovando alla Mostra il senso. Nel buio delle sale, che obliava le polemiche festivaliere, i fanatismi, l'ego cinefilo, la supponenza critica, le code interminabili, i posti esauriti, i gorilla e le 'maschere' veneziane, la sessantottesima edizione della Mostra d'Arte Cinematografica ha funzionato e il Leone ha ruggito. A partire da quello assegnato all'esemplare carriera di Marco Bellocchio, che al Lido ha presentato la versione 'accorciata' di Nel nome del padre, ardente requisitoria sul potere datata 1971, così splendidamente aggressiva, invasata e lirica da fare impallidire il cinema italiano fuori e dentro i concorsi ufficiali. Dopo otto anni, Müller si congeda e regala ai giornalisti, al pubblico e ai dreamers delle prime file un'edizione indimenticabile, che recupera la forza del racconto e quella del linguaggio. Un repertorio di immagini che traboccano esuberanza, rischio, urgenza, necessità, rabbia, ironia, conflittualità, dissenso. Un cinema che ci ha segnato, offeso, colpito, cambiato. Ci auguriamo adesso che questi film arrivino sul mercato e trovino un pubblico disponibile a lasciarsi ridefinire dal loro sguardo. Quello bianco di Abel Ferrara, che accecante apre e chiude il suo 'ultimo giorno sulla terra' (4:44 Last Days on Earth), la cui bianchezza (cor)risponde al nero mare di Blackout e lo coglie nel venir meno del mondo e nel mondo. Quello esibito sulla 'vergogna' di Steve McQueen, che riconferma Michael Fassbender e lo mette al servizio della sua riflessione sulle addiction. Un corpo, quello dell'attore, che si consuma e dispiega lungo un percorso disperante, in un procedere senza direzione e in cerca di qualcosa che non si dice, non si conosce, non si trova. Quello azzurro e salato di Emanuele Crialese, il più intenso e importante dei film italiani, che merita il Premio speciale della Giuria per il suo Terraferma, dove il mare non è più materia di sogno ma un groviglio di istinto di fuga e pulsione di resistenza. Quello alieno e mai allineato di Aleksandr Sokurov che vede cose invisibili, esibisce la tragicità del 'super-uomo' e incrocia lo sguardo solidale della giuria 'condotta' da Darren Aronofsky.
Giuria educata e sofisticata che consegna il Leone d'oro al suo Faust, superba riflessione sul potere, la sua vanità e la sua terribile leggerezza, già avviata con Moloch, Taurus e Il sole. E ancora lo sguardo 'a sorpresa' del cinese Cai Shang Jun, Leone d'argento per la sua 'gente di monte e di mare' (Ren Shan Ren Hai) che pratica la vendetta e prova a sopravvivere nella Cina in preda a uno sconvolgimento epocale, che l'ha condotta allo scioglimento traumatico dei legami familiari e sociali, al venir meno della solidarietà, allo smarrimento delle radici culturali della tradizione, all'alienazione della vita per abbracciare il rito del consenso e delle merci. Quello (ancora cinese) di Deanie Ip, superba e garbata interprete di A Simple Life, premiata con la Coppa Volpi per la sua vecchia e composta signora, che emana energia e sentimento da un corpo stanco e affondato nell'umanesimo cinematografico di Ann Hui. Infine lo sguardo in loop di Todd Solondz, quello fisico e visivo di David Cronenberg, quello esibizionista di William Friedkin che trasforma il film di genere in arte maggiore, quello sfumato di Tomas Alfredson, quello irrequieto di Andrea Arnold, quello incantato di Marjane Satrapi, quello cerebrale di Philippe Garrel, quello ingannevole e coercitivo di Roman Polanski. Sguardi di luce che si impiantano nel cuore a indicare da che parte (com)batte il cinema. Il cinema del 'tempo' compiuto e magnificamente concluso di Marco Müller.

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Alla conferenza di chiusura della Mostra gli applausi per i due.

Cala il sipario, standing ovation per Müller e Baratta

lunedì 12 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Cala il sipario, standing ovation per Müller e Baratta «Ci consideriamo molto umilmente vincitori»: cala il sipario sulla 68ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e parte un applauso scrosciante, da standing ovation, per un’edizione che ha accontentato (quasi) tutti. Paolo Baratta, Presidente della Biennale, non ha nessuna intenzione di nascondere la soddisfazione. Ieri, nella tradizionale conferenza di chiusura del festival, ha incassato accanto al Direttore del Festival Marco Müller un successo che corona il loro ultimo mandato, in scadenza a dicembre: «È stata una grande vittoria sulle circostanze, sulle sfide, sui tranelli tesi intorno a noi – ha esordito un entusiasta Baratta - e di questo sono grato a tutti. Perché mai, come quest’anno, c’è stata coerenza e sintonia di intenti. La 68ª edizione sarà ricordata come la mostra dello scatto d’orgoglio, del colpo di reni». E la Mostra si sottrae così, con estrema classe, al gioco al massacro tra i festival nazionali (vedi alla voce: Festival di Roma) e internazionali (l’arcinemica Cannes): «Non abbiamo complessi di inferiorità. Li abbiamo forse avuti gli anni scorsi, ma non ora – ha detto Baratta - Ormai la nostra struttura si qualifica per qualità e storia. E abbiamo tutti un senso di grande, grande vittoria sulle circostanze». Applausi. E davanti alla platea di giornalisti, per l’ultima volta, Direttore e Presidente fanno i conti in tasca ai premi, alle selezioni, alle inevitabili polemiche in coda: «Se saremo riconfermati? Abbiamo già chiesto pietà ai giornalisti su questo argomento. Sicuramente ci vedremo l’anno prossimo. Magari ci vedrete passeggiare per il Lido...». Continua »

   

Il film di Sokurov vince il Leone d'oro. Coppa Volpi a Deanie Ip e Fassbender.

Venezia 68, trionfa il Faust di Sokurov

sabato 10 settembre 2011 - Giancarlo Zappoli

Venezia 68, trionfa il Faust di Sokurov Diciamolo apertamente: la 68^ edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è stata una di quelle che si fanno ricordare per la qualità e varietà di proposte e non a caso Darren Aronofsky, presidente della Giuria lo ha sottolineato con grande chiarezza nel momento in cui ha detto che non è stato facile giungere al verdetto finale perché i premi sembravano pochi rispetto ai film e alle professionalità da assegnare.
Non si è trattato di un’affermazione d’occasione ma di una constatazione che poteva essere ampiamente condivisa. Così come, caso piuttosto raro, condivisibile è il verdetto. Forse perché nasce da una giuria eterogenea (come debbono essere le giurie ai festival) ma coesa da un sentimento che troppo spesso si sottovaluta perdendosi in analisi tanto pretenziosamente cinefile quanto di fatto sterili. Il sentimento si chiama emozione ed è stato richiamato più volte come motivazione dei premi. A partire dal Leone d’oro andato a un Alexsandr Sokurov che ci ha regalato con Faust un’opera sontuosa, difficile ma carica di senso e frutto di una incontenibile passione per il cinema. Una passione (insieme anche civile) che ha sostenuto Shangjun Cai nel realizzare People Mountain People Sea dura denuncia di un endemico degrado sociale. Sentimento che in qualche misura (seppur con stile diverso) lo accomuna al Crialese di Terraferma. Ma l’emozione che si fa arte è stata ulteriormente ricompensata con i riconoscimenti agli attori. Michael Fassbender era già nei pronostici di tutti per il partecipe ritratto che ha offerto del complesso protagonista di Shame così come a Deannie Yip protagonista di A Simple Life. Più inattesi forse i due giovani interpreti di Himizu che hanno ricevuto il Premio Mastroianni quali attori emergenti andato per la prima volta a una coppia. Se l’Osella per la sceneggiatura a Giorgios Lanthimos per Alps ha rispettato il criterio di sostenere e premiare chi ha più positivamente rischiato sul piano della sperimentazione come non citare nuovamente l’emozione nel momento in cui il premio per la miglior fotografia va a Wuthering Heights con la motivazione che il film avrebbe potuto anche essere privo di dialoghi tanta era la forza delle immagini? Per una volta le emozioni (quelle vere) hanno vinto. Onore al merito.

I premi
Faust (Leone d'oro)
People Mountain People Sea (Leone d'argento per la regia)
Michael Fassbender (Coppa Volpi migliore interpretazione maschile per Shame)
Deanie Ip (Coppa Volpi migliore interpretazione femminile per A Simple Life)
Emanuele Crialese (Premio speciale della giuria per Terraferma)
Guido Lombardi (Premio De Laurentis per Là-Bas)
Alps (Miglior sceneggiatura)
Robbie Ryan (Miglior fotografia per Wuthering Heights)
Shôta Sometani e Fumi Nikaidô (Premio Marcello Mastroianni per Himizu)
Francesco Bruni (Miglior film Controcampo Italiano per Scialla!)
Michael Fassbender (Menzione speciale per Shame)

   

L'attore tedesco e il regista russo candidati a ricevere dei premi.

Totoleone, occhi puntati su Fassbender e Sokurov

sabato 10 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Totoleone, occhi puntati su Fassbender e Sokurov Michael Fassbender è al Lido. George Clooney sarebbe in arrivo. E spericolate voci alludono a un premio italiano, individuando in Terraferma di Emanuele Crialese il predestinato.
Impazza il totoleone nei corridoi delle sale del Casinò del Lido, senza grandi sorprese rispetto alle previsioni di un paio di giorni fa. I nomi che rimbalzano con più frequenza sono gli stessi e tra tutti, quello dato per certo, sarebbe Fassbender come miglior protagonista per Shame di Steve McQueen. Continua »

   

In attesa della cerimonia di questa sera, assegnati alla Mostra i premi minori.

Gli ultimi fuochi: tutti i premi collaterali

sabato 10 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Gli ultimi fuochi: tutti i premi collaterali Il Lido pian piano si spopola. Partono meste le delegazioni di film senza speranza, i ristoranti fanno a gara per acchiappare i clienti, persino i buttafuori s'arrendono e le feste diventano meno esclusive di un'intervista con la Marini. A Filippo Timi nessuno fa più caso, del resto è qua dal primo giorno, c'è Cristiana Capotondi a spasso che si gode i film da spettatrice e Piergiorgio Bellocchio, che di sera anima la festa dello Spazio Cinecittà in onore del padre (ieri Leone alla carriera, premiato da Bertolucci) ballando allacciato alla sua invidiata fiamma sotto alla console del dj "PuffDaddy". La distesa bianca del cantiere del Palazzo del cinema, che giovedì è stata provocatoriamente scoperta, brilla minacciosa sotto il sole dell'ultimo giorno del concorso: è il giorno di Ami Mann e del suo Texas Killing Fields, giorno di chiusura delle Giornate degli Autori e della Settimana della Critica, con Missione di Pace di Francesco Lagi (già premio "MYmovies e Nastro Azzurro Say Yes al cinema") accolto in sala da una standing ovation e applausi senza fine. Continua »

Il regista fiorentino racconta le fasi di scrittura e di ripresa del film.

Missione di pace, applausi all'esordiente Lagi

sabato 10 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Missione di pace, applausi all'esordiente Lagi Un applauso fuori dal comune, al Lido di Venezia, ha accolto Missione di pace, il film di Francesco Lagi che ha chiuso la Settimana della critica. Dopo i fischi alla Comencini, nella stessa sala – il Paladarsena – sembrava di essere a un altro festival. Un pubblico accogliente, affettuoso, estremamente caldo ha offerto dieci minuti buoni di applausi a Silvio Orlando, Filippo Timi, a Francesco Brandi e a Bugo, autore della colonna sonora e anche attore, in questa storia di militari italiani sbandati e pasticcioni, con il capitano Silvio Orlando che gioca a Risiko e pianta le tende nel posto sbagliato, nel greto di un fiume, per trovarsi al mattino dopo alluvionato.
Erano sorpresi, persino commossi, regista e attori. Quasi sotto shock Francesco Lagi, fiorentino, al suo esordio nella regia di un lungometraggio, dopo aver firmato un episodio di 4-4-2, il film prodotto da Paolo Virzì. “Volevamo raccontare un tema serio, ma con la lente della commedia”, dice. “Non tanto le missioni di pace, i militari italiani all’estero, quanto l’azzeramento di senso nella nostra società”. Dopo l’ubriacatura euforizzante degli applausi e dell’incontro col pubblico, parliamo con lui. Fiorentino, liceo e primi anni di università a Firenze, poi il Centro sperimentale. E i primi cortometraggi. Continua »

L'attrice romana è a Venezia come membro della giuria di Controcampo.

Cristiana Capotondi, l'angelo trasteverino

sabato 10 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Cristiana Capotondi, l'angelo trasteverino È bellissima, con quella pelle luminosa, gli occhi chiari, i capelli color Tiziano investito dalla luce. Parli con un angelo che però è trasteverina doc, e che ama andarsene in giro con le scarpe basse, senza trucco, a prendere un gelato nel suo quartiere. Oppure in barca, ma non a fare la bella statuina: a maneggiare gomene e cavi tra gli spruzzi salati, come un marinaio. Noi però non la incontriamo a Trastevere né al largo della Sicilia, ma a Venezia.
A Venezia, Cristiana ha fatto parte della giuria di Orizzonti italiani, insieme ad Aureliano Amadei e a Stefano Incerti. E dove ha premiato Scialla! di Francesco Bruni, storia di una paternità tutta da conquistare, con un Bentivoglio in calzoncini corti, capelli lunghi e disincanto lunghissimo, di fronte a un ragazzo che lo mette di fronte alla vita, quella che non possiamo mettere tra parentesi. Continua »

   

A Venezia il riconoscimento per il famoso regista giapponese.

Orizzonti, trionfa Kotoko di Tsukamoto

sabato 10 settembre 2011 - Luca Volpe

Orizzonti, trionfa Kotoko di Tsukamoto Va al lungometraggio giapponese Kotoko il premio della sezione Orizzonti nell'ambito della 68. Mostra del cinema di Venezia. Il film, diretto da Shinya Tsukamoto, racconta di una donna la cui mente sdoppia le persone che vede, creando un'immagine reale ed una non reale, una positiva e una negativa, senza che lei possa distinguere quale esista e quale sia frutto della sua immaginazione. Un disagio che le crea notevoli problemi nella cerchia degli affetti familiari.
La Giuria di Orizzonti, presieduta da Jia Zhangke e composta da Stuart Comer, Odile Decq, Marianne Khoury, Jacopo Quadri, ha deciso all'unanimità di assegnare un premio speciale a Whores' Glory di Michael Glawogger.

   

Tra provocazioni e ricordi del passato, il regista di Bobbio prepara il suo ritorno.

Bellocchio, il Leone ruggisce ancora

venerdì 9 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Bellocchio, il Leone ruggisce ancora Marco Müller lo definisce «un pagamento in anticipo» e cita Tim Burton, David Lynch, Hayao Miyazaki. Il Leone alla carriera a Marco Bellocchio, che stasera dopo aver ricevuto il premio presenterà una versione rinnovata e tagliata de Nel nome del padre, non deve suonare come un contentino, o peggio ancora come un pensionamento. Ma la domanda è nell’aria, e il Maestro lo sa benissimo. Gioca a fare il moderato in conferenza stampa, Bellocchio, ma non vede l’ora di tornare nell’agone. Provoca, lancia strali, si concede a una dolce malinconia senza rabbia nel ricordare i nemici del passato, le invidie, le rivalità degli anni caldi della sua giovinezza. E a tutti ricorda, quasi per caso, che sta tornando. Con un nuovo film, e tanti altri in un futuro «che spero lungo». Come lui anche Bertolucci si prepara a tornare. Il cinema italiano riabbraccia i suoi padri. A quanto pare, nessuno ha intenzione di ucciderli. Continua »

I primi riconoscimenti a Missione di pace, Simona Izzo e Ricky Tognazzi.

MYmovies apre la stagione dei premi

venerdì 9 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

MYmovies apre la stagione dei premi Si srotolano i tappeti rossi, si accendono i microfoni e si stappano le prime bottiglie per festeggiare un piccolo successo che – magari - potrebbe preludere a qualcosa di più grande. Tempo di premiazioni, a Venezia, in attesa della cerimonia di domani, alle 19:30, che assegnerà il Leone d’oro al miglior film di una delle migliori edizioni degli ultimi anni. E nell’attesa del gran giorno qualcuno già festeggia: il regista Francesco Lagi per esempio, che con il suo Missione di Pace (film di chiusura de La Settimana della Critica) ha ritirato ieri il premio “MYmovies Nastro Azzurro Say Yes al cinema italiano”, prima edizione dell’iniziativa che ha regalato al film prodotto da Donatella Botti 25.000 euro di promozione sul sito, oltre all’anteprima su MYmovies LIVE!. Nella cornice dello Spazio Nastro Azzurro, che per dieci giorni ha ospitato alcuni fra i più autorevoli volti del cinema internazionale e italiano (fra i tanti: Monica Bellucci, Donatella Finocchiaro, Diego Abatantuono, George Clooney, Darren Aronofsky), il regista quasi esordiente, già autore di numerosi corti e di uno degli episodi del collettivo 4-4-2, è stato premiato dal co-fondatore e CEO di MYmovies Gianluca Guzzo e dalla responsabile Nastro Azzurro Anna Pedrazzo «per aver affrontato una tematica complessa come quella delle missioni di pace con la leggerezza della commedia, un genere cui il cinema italiano ha spesso affidato riflessioni non superficiali». Continua »

Michael Mann e la figlia Ami presentano Texas Killing Fields, in concorso a Venezia.

The Mann Family

venerdì 9 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

The Mann Family Protettivo come tutti i padri, Michael Mann ha accompagnato oggi al Lido la figlia Ami in competizione con Texas Killing Fields, suo secondo film da regista. Anche l’altra figlia, Aran, è coinvolta nel progetto: muove i primi passi come scenografa e produttrice, ma a differenza della sorella ha preferito restare nell’ombra. Il film di Ami è stato accolto benevolmente in sala ma senza entusiasmi, e l’incontro con la stampa ha l’aria di un routinario colloquio genitori-studenti. Alle domande la regista lascia parlare sempre per primo il padre produttore, mentre lo sceneggiatore Don Ferrarone, tostissimo ex agente delle forze speciali diventato dal 2000 una delle penne più richieste di Hollywood, cerca di rendersi invisibile. La studentessa ha fatto un discreto esame, è stata promossa, e non c’è motivo di rubarle la scena. Continua »

Il fumettista prestato al cinema in concorso alla Mostra con il suo L'ultimo terrestre.

Gipi, un alieno a Venezia

venerdì 9 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Gipi, un alieno a Venezia Gipi, pochi minuti fa stavi dicendo al collega del “Pais” che ci hai preso gusto, a fare film. Che vorresti già farne un altro. Ha ancora forza, vitalità e seduzione il cinema, e in particolare il cinema italiano?
"Certo che ne ha. Io non amo fare generalizzazioni, non ragiono mai in termini di categoria. Non c’è il ‘cinema italiano’, ma ci sono persone che hanno qualcosa da raccontare. Ha un senso, eccome se ha un senso raccontare. L’importante è avere qualcosa da dire, altrimenti è posa, e non serve a niente”.

Gipi è Gian Alfonso Pacinotti, regista de L’ultimo terrestre, il terzo film italiano in concorso, accolto oggi alla Mostra del cinema con entusiasmo e, verrebbe da dire, affetto. Fumettista di fama internazionale, 48 anni, autore – fra mille altre cose – della copertina del primo disco de Le luci della centrale elettrica, Gipi è in corsa per il Leone d’oro con il suo primo film. Continua »

Una conferenza a Venezia fa il punto della situazione.

Foreign Affairs: il cinema italiano all'estero

venerdì 9 settembre 2011 - Alessandro De Simone

Foreign Affairs: il cinema italiano all'estero Senza troppi giri di parole, uno dei maggiori problemi che ha il cinema italiano è la sua spendibilità sui mercati internazionali, risorsa ancora molto limitata rispetto al bacino potenziale. I numeri non sono da buttare, ventisei milioni di euro di vendite tra il 2008 e il 2010, ma sicuramente si può fare di meglio, cercando di creare delle condizioni migliori rispetto a quelle attuali. “Abbiamo portato all’estero negli scorsi anni centocinquanta film” ha dichiarato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di RaiCinema, nell'ambito dell'incontro organizzato dall'Anica nello spazio Digital Expo dell'Excelsior nel corso della 68. Mostra del Cinema di Venezia. “Sempre con l’ausilio di agenzie esterne, con una media di vendita di 120.000 euro a prodotto, una cifra che può sembrare non altissima, ma se consideriamo che molti sono film difficili e piccoli, possiamo ritenerci soddisfatti”.
Il prodotto cinematografico è indissolubilmente legato al brand straordinario che il nostro paese, indipendentemente dai singoli marchi, “come ne Il Diavolo veste Prada, fa vendere più borse, ma non più cinema italiano” ha puntualizzato Roberto Ciccutto, presidente di Cinecittà Luce. “La nostra struttura si occupa di moltissime iniziative di promozione, ma solo se vediamo un ritorno concreto, altrimenti non ha senso. Continua »

Presentata nella sezione Controcampo la commedia generazionale Tutta colpa della musica.

Tutta colpa dei Tognazzi

giovedì 8 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Tutta colpa dei Tognazzi È uno degli ultimi film a passare in concorso, nella sezione Controcampo Italiano, ma sarà una delle prime pellicole veneziane ad uscire in sala (da domani) e ad essere premiata: vincitore di un riconoscimento speciale “alla coppia creativa”, che MYmovies in collaborazione con Nastro Azzurro gli assegnerà stasera, Tutta colpa della musica è la commedia generazionale con cui Ricky Tognazzi e Simona Izzo, con lo sceneggiatore Leonardo Marini e un cast di attori come Stefania Sandrelli, Marco Messeri, Debora Villa e Monica Scattini, tornano a riflettere (dopo averlo fatto a teatro) su un periodo dell’età umana molto particolare. O per meglio dire, con le parole di Tognazzi, «un’età veramente schizofrenica. Parlo del fatale adagio degli amori senili, o magari no, diciamo “mezza età inoltrata”. Ma la sostanza resta quella: le chiome incanutiscono o nel peggiore dei casi si volatilizzano, la pelle si rilassa, le pance dilagano. Il corpo va per la sua strada, e invece il cuore...». Il cuore, evidentemente, continua a chiedere attenzione: dargli retta, per gli affiatati Izzo e Tognazzi, sembra essere l’unica ricetta per la felicità. Continua »

La giuria premia la commedia d'esordio di Francesco Bruni.

Scialla! vince Controcampo italiano

giovedì 8 settembre 2011 - Nicoletta Dose

Scialla! vince Controcampo italiano Il film Scialla! di Francesco Bruni è il lungometraggio vincitore di Controcampo italiano, la sezione della Mostra cinematografica di Venezia dedicata al nostro cinema. È la storia di un professore (Fabrizio Bentivoglio) che si è ridotto a scrivere biografie di calciatori e personaggi tv e che esce dal suo volontario isolamento quando deve confrontarsi con un figlio che non sapeva di avere, Luca (Filippo Scicchitano), quindicenne irrispettoso.
Francesco Bruni, tra gli sceneggiatori contemporanei più illustri, spesso collaboratore di Paolo Virzì (l'ultimo contributo risale a La prima cosa bella), esordisce dietro la macchina da presa con un dramma sentito che racconta, senza prediche né volgarità, i tormenti di un adolescente 'vero'. Del film dice: "Ci ho messo più di vent'anni per trovare l'assetto psicologico per sopportare quelle creature insopportabili che sono i registi e ora eccomi qua".
Durante la cerimonia in Sala Grande, la giuria presieduta da Stefano Incerti e composta da Aureliano Amadei e Cristiana Capotondi ha letto la motivazione del premio: "l'ironia e la mano sicura e un cast in cui spicca uno straordinario Fabrizio Bentivoglio".

Il film, in concorso, tra i più applauditi dall'inizio della Mostra.

Killer Joe, ecco la cenerentola secondo Friedkin

giovedì 8 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Killer Joe, ecco la cenerentola secondo Friedkin «Un trionfo», «IL film», «Meriterebbe una sezione a parte». A giudicare dai commenti entusiasti della stampa all’uscita dalla proiezione mattutina, Killer Joe di William Friedkin, in concorso oggi alla Mostra, ha ricevuto l’accoglienza più calorosa e beneaugurante del festival. Applauso lunghissimo, con tanto di urletti entusiasti, per una pellicola violenta e politicamente scorretta, con Matthew McConaughey nel ruolo di un assassino psicopatico che, secondo i rumors più caldi del Lido, l’avrebbe già lanciato in vetta alla rosa dei papabili per la Coppa Volpi. Ispirato a una pièce del premio Pulitzer Tracy Letts, il film è stato presentato oggi da un Friedkin più che su di giri, che accompagnato dallo sceneggiatore Tracy Letts, dal produttore Nicolas Chartier e dall’attore Emile Hirsch, sembrava voler fare le prove generali per il discorso del Leone. Continua »

Dopo Quando la notte, è il turno di L'ultimo terrestre.

Italia shock, fischi d'autore e madri assassine

giovedì 8 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Italia shock, fischi d'autore e madri assassine Nessuna pressione per far vincere a Venezia un film italiano, «Deve vincere il migliore» per il Presidente della Mostra Marco Müller, che ieri ha precisato: «Nessuna pressione. I titoli italiani in concorso sono stati decisi a maggioranza, e se c'è qualche fischio bisogna considerare che per i nostri film a un certo punto è un fatto fisiologico». Nell'ultimo anno del suo mandato, a pochi giorni dalla conclusione della kermesse, Müller ha spazzato via così ogni polemica serpeggiata ieri al Lido: la voce secondo la quale il Presidente potrebbe intascare una riconferma nel caso in cui il festival fosse vinto da un italiano, e il sospetto di sabotaggio ai danni di uno dei film in concorso, Quando la notte di Cristina Comencini, applaudito per dieci minuti in proiezione serale nonostante fosse stato fischiato al mattino dalla stampa. Continua »

Richiedi il tuo invito per la proiezione di Kotoko.

MYmovies per Venezia 2011

giovedì 8 settembre 2011 - Nicoletta Dose

MYmovies per Venezia 2011 Essere madre ai tempi della pazzia non è una questione semplice da affrontare. Il regista giapponese Shinya Tsukamoto, dopo aver affrontato il tema della disumanizzazione di fine secolo con Tetsuo (nel 1989 il primo, nel 2008 l'ultimo capitolo della trilogia sull'iron man), si cimenta nella rappresentazione della follia femminile proprio nel momento più carico di emozioni che una donna può vivere: la maternità. In Kotoko (a Venezia nella sezione Orizzonti) la protagonista Cocco, star giapponese compositrice musicale di alcuni brani di Vital, interpreta qui una donna che vede le persone divise in due, una negativa e una positiva. Solo quando canta ritrova la sua 'normalità', riesce a innamorarsi di nuovo e ad accudire il figlio con amorevolezza e responsabilità. Ma la pace dura poco, le viene tolta la custodia del figlioletto e anche se a breve glielo riportano indietro, la sua vita subirà un nuovo contraccolpo.

Con il dramma horror Kotoko (Orizzonti) di Shinya Tsukamoto si conclude l'iniziativa MYmovies per la 68. Mostra del Cinema di Venezia: i lettori potranno richiedere i biglietti omaggio per assistere alla proiezione delle ore 21.00 in Sala Perla. Sarà un'occasione per avvicinarsi al grande cinema del Lido, vedendo da vicino il cast artistico del film e il direttore Marco Müller, in sala per la presentazione ufficiale.

I biglietti per gli inviti si possono richiedere su MYmovies.11 e potranno essere ritirati prima delle proiezioni all'area Club Nastro Azzurro nei pressi del Palazzo del Cinema.

L'interprete dei Ris è a Venezia per Qualche nuvola di Di Biagio.

Primo Reggiani, attore per amore

giovedì 8 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Primo Reggiani, attore per amore C’è tanto cinema italiano, a Venezia. Per esempio, l’esordio di Saverio Di Biagio, Qualche nuvola, presentato ieri nella sezione Controcampo italiano. Siamo a Roma, ma lontano dal Colosseo, dalla Fontana di Trevi, dai turisti. Siamo in una periferia dove tutto sembra lontano. Soprattutto la vita facile e chic. Il protagonista sta per sposarsi: poi, entra nella sua vita una donna così diversa, così elegante, così nuova per lui, da farlo vacillare nel suo amore proprio alla vigilia del “sì”.
L’amico del protagonista – interpretato da Michele Alhaique – ha il volto bello di Primo Reggiani. Continua »

   

Il giovane talento pugliese interpreta don Franco in Qualche nuvola.

Michele Riondino, bello, ironico e bravo

giovedì 8 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Michele Riondino, bello, ironico e bravo È bello, è ironico, è leggero. Ed è, soprattutto, bravo. Michele Riondino si fece conoscere e amare, a Venezia, due anni fa con un piccolo film di intermittenze del cuore, di slittamenti progressivi dell’amore: Dieci inverni di Valerio Mieli, la storia infinita di un quasi amore struggente come mai.
Stavolta, Michele torna alla Mostra con un’altra opera prima: Qualche nuvola di Saverio Di Biagio, presentata nella sezione Controcampo italiano. Michele interpreta don Franco, un prete di periferia, amico d’infanzia del protagonista, arrivato alla vigilia del matrimonio con dubbi tremendi su quel “sì”. “Sono un prete di periferia, amico d’infanzia del protagonista, e devo celebrare il matrimonio di questo ragazzo con la sua fidanzata di lunga data. Ma le nuvole del titolo sono potenti. Nel momento in cui qualcuno decide di compiere un passo importante come quello del matrimonio, forse è anche inevitabile che ci siano grossi momenti di crisi”. Continua »

   

Il lavoro di Cristina Comencini accolto in sala da applausi e fischi.

Quando la notte, arriva il film che spacca il Lido

mercoledì 7 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Quando la notte, arriva il film che spacca il Lido Un’accoglienza turbolenta, un po’ da stadio, con tifoserie di colori diversi che in sala stamattina si sono scontrati con applausi e fischi sulla pelle di un film, Quando la notte di Cristina Comencini, che ha diviso e fatto discutere le umane categorie: donne contro uomini, perché per la regista «la maternità è un tema che le donne sono disposte ad affrontare, gli uomini un po’ meno», critici contro spettatori, perché «l’idea di abolire la proiezione riservata esclusivamente alla stampa – ha detto il produttore Riccardo Tozzi – ha permesso a un gruppetto sparuto di rovinare la visione a tutti gli altri», detrattori contro sostenitori, «perché il cinema è anche questo – ha detto la sceneggiatrice Doriana Leondeff – rispettare le opinioni degli altri». In sala a fine ottobre, in concorso, e con la partecipazione di Claudia Pandolfi e Filippo Timi, Quando la notte ha messo tutti d’accordo su una cosa: è il primo film italiano a spaccare, violentemente, il pubblico del Lido. Continua »

Abel Ferrara presenta in concorso il suo 4:44 Last Day on Earth.

La fine del mondo? Tutta colpa del buco dell'ozono

mercoledì 7 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

La fine del mondo? Tutta colpa del buco dell'ozono Tutta colpa del buco nell'ozono. E stavolta, a dar retta ad Abel Ferrara, è proprio vero. In concorso con l'apocalittico 4:44 Last Day on Earth, proiettato ieri notte con oltre un'ora di ritardo e salutato da un misto di applausi e fischi, l'eccentrico regista ha partecipato stamattina a un animato incontro con la stampa. Accanto a lui gli attori Willem Dafoe e Shanine Leigh, ex di Ferrara, insieme a un nutrito gruppo di amici e collaboratori seduti in platea e salutati uno per uno dal regista, particolarmente bendisposto e piuttosto incline alla risata: «E poi... poi ci dovrebbero essere anche i miei finanziatori – ha aperto l'incontro indicando la platea - ci sono i miei finanziatori? Li vedete? Ok, evidentemente sono scappati». In concorso con un film sulla fine del mondo, e noto per il carattere indomito che più volte ha dato scandalo, in una mattina particolarmente serena il regista ha scongiurato il rischio più grande: diventare, suo malgrado, il Von Trier di Venezia.
«Quando sei un poeta sei sempre maledetto – ha detto di lui il produttore - la maledizione di Abel è il suo essere eccessivamente sensibile, e la sua fortuna è nella capacità di fare film così personali. È un vero autore, nel senso pieno della parola». Continua »

In concorso Quando la notte e 4:44 Last Day on Earth.

Ladri, fischi e incendi, la maledizione sulla mostra

mercoledì 7 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Ladri, fischi e incendi, la maledizione sulla mostra Il film a sorpresa è filippino, anzi no, è cinese. Lo proiettano di mattina, anzi di sera, ma è meglio non provare nemmeno a entrare. Perché, dopo appena venti minuti, in sala si alza una sospetta cortina di fumo e gli spettatori devono lasciare diligentemente il posto ai pompieri. È thrilling alla Mostra per il film a sorpresa più sorpresa degli ultimi anni, People Mountain People Sea di Cai Shangjun, vittima di una sorta di maledizione che s'è estesa in serata anche all'altro film in concorso, 4:44 Last Day on Earth di Abel Ferrara, proiezione "anticipata" iniziata con almeno un'ora e mezzo di ritardo e terminata a tarda notte con una pioggia di fischi. Tiepida l'accoglienza tributata in giornata al terzo film in concorso, Wuthering Heights di Andrea Arnold, mentre il film fuori competizione di Ermanno Olmi, Il villaggio di cartone, ha dovuto fare i conti con tutt'altro tipo di problemi: un piccolo furto compiuto nella notte ad opera di misteriosi cinefili, che avrebbero sottratto dagli uffici di Rai Cinema una decina di biglietti per assistere alla proiezione (applauditissima) del Maestro. Continua »

Richiedi il tuo invito per le proiezioni di Eva e Tormented 3D.

MYmovies per Venezia 2011

mercoledì 7 settembre 2011 - Luca Volpe

MYmovies per Venezia 2011 In un futuro non troppo lontano, in bilico tra tradizione e innovazione tecnologica, Alex, ingegnere robotico, torna a Santa Irene per portare a termine una missione molto particolare: creare un androide bambino. Nel tempo in cui è mancato da casa, il fratello David e la ex-fidanzata Lana hanno proseguito le loro vite, si sono innamorati e hanno dato alla luce una figlia, Eva. Una ragazzina molto particolare a cui Alex finirà con il volere inspiegabilmente un gran bene. Con lo sci-fi spagnolo Eva (Fuori Concorso) del catalano Kike Maillo, continua l'iniziativa MYmovies per la 68. Mostra del Cinema di Venezia: i lettori potranno richiedere i biglietti omaggio per assistere alla proiezione delle ore 22.15 in Sala Darsena. Ma la possibilità di avvicinarsi al grande cinema del Lido, vedendo da vicino il cast artistico del film e il direttore Marco Müller, in sala per la presentazione ufficiale, prevede oggi anche la proiezione di Tormented 3D (Fuori Concorso) di Takashi Shimizu, in Sala Grande alle ore 23:00.

Con Daniel Brühl (Bastardi senza gloria) nell'inedita veste dell'ingegnere robotico, Claudia Vega nel ruolo della piccola Eva e Alberto Ammann (Cella 211) in quello di David, l'esordio nel lungo di Kike Maillo si presenta al Lido come il primo film fantascientifico di produzione spagnola. L'idea originale – da cui si è poi dipanata la sceneggiatura di Sergi Belbel – risponde a uno dei desideri d'infanzia del regista: "Dovevo avere circa undici anni. – ha ricordato – Dopo un episodio di Dr. Who, popolato dai dalek, ho iniziato a fantasticare di girare un film 'sul futuro'. Costruivo robot con le scatole da scarpe e delle uova, poi li facevo muovere con il filo da cucito". Eva è dunque per Maillo la realizzazione di un piccolo sogno, a cui il regista aggiunge oggi un taglio dichiaratamente malinconico, "forse perché [il film] parla di un ritorno, o magari perché descrive un futuro che ricorda il passato, oppure ancora perché sono io che mi rifiuto, per ragioni nostalgiche, di lasciare la mano di quel ragazzino che sognava di girare film sui robot". All'iniziativa di MYmovies aderisce anche il giapponese Tormented 3D, dramma surreale diretto da Takashi Shimizu che si avvale della sapiente fotografia del pluripremiato Christopher Doyle.

I biglietti per gli inviti si possono richiedere su MYmovies.11 e potranno essere ritirati prima delle proiezioni all'area Club Nastro Azzurro nei pressi del Palazzo del Cinema.

L'attrice torinese è a Venezia con The Invader, di Nicolas Provost.

Stefania Rocca, occidentale da sogno

mercoledì 7 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Stefania Rocca, occidentale da sogno Io sono sempre in giro per il mondo, ho girato con registi americani, francesi, belgi. Amo tutto il cinema, e amo la possibilità di confrontarmi con culture diverse. Ma fondamentalmente, sono italiana e spero sempre di lavorare in Italia”. Stefania Rocca, protagonista a Venezia di The Invader, il film di Nicolas Provost girato in Belgio e in Italia, confessa il suo amore per il cinema italiano.
C’è la crisi, sì. Ma anche quando mi sono diplomata al Centro sperimentale di cinematografia mi dicevano che c’era la crisi. Sono tanti anni che lavoriamo in emergenza, eppure il cinema italiano resiste. Io giro spesso all’estero, perché in ogni Nazione ti vedono in maniera riversa. Per esempio, un ruolo come quello di The Invader in Italia non me lo avrebbero mai proposto. Ma ci sono tantissimi registi italiani con cui vorrei lavorare, c’è un cinema pieno di creatività: Crialese, Sorrentino, Paolo Virzì. I registi ci sono, gli attori anche. Forse manca un po’ di coraggio in più nelle sceneggiature. La creatività dovrebbe essere lasciata un po’ più libera nelle sceneggiature. Continua »

Presentato fuori concorso a Venezia Il villaggio di cartone.

Ermanno Olmi, il maestro provoca e incanta il lido

martedì 6 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Ermanno Olmi, il maestro provoca e incanta il lido In conferenza stampa Ermanno Olmi parla, e dice quello che Crialese, Patierno e praticamente ogni italiano transitato in questi giorni al Lido ha provato a raccontare con molta meno efficacia: provoca la platea, gestisce con straordinaria sicurezza le reazioni, incanta con la forza del suo lucido, poetico, chiarissimo pensiero. Presentato oggi «fuori concorso – specifica il moderatore della conferenza stampa - d’accordo con il Maestro», il suo Il Villaggio di cartone ha riportato ancora una volta l’attenzione sul tema dell’accoglienza e del respingimento, dell’immigrazione, della carità umana. Seduti accanto a lui, lo scrittore Claudio Magris e l’amico di una vita Rutger Hauer quasi non osano intervenire, mentre in un silenzio (quello sì, quasi religioso), il regista ottantenne pronuncia parole che pesano come un macigno sull’Italia, sulla Chiesa, sul mondo occidentale. E sul cinema che ha il dovere di raccontare. Continua »

Dopo A Simple Life, tocca al cinese People Mountain People Sea.

Giro di boa: e la mostra guarda a Oriente

martedì 6 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Giro di boa: e la mostra guarda a Oriente Rocco Siffredi a braccetto con Massimo Boldi, entrambi in grottesca delegazione con Colin Firth alla prima de La talpa, e ancora insieme, a sera, alla festa di Vanity Fair. Due cavalli di razza al trotto sul tappeto rosso, per Cavalli di Michele Rho. Un gruppo di (veri) operai di Porto Torres che attraversano le strade del Lido con il cappio al collo, e un manipolo di (finti) immigrati che sbarcano col gommone davanti alla sala Darsena. Al giro di boa della prima settimana, smaltita la sbornia delle star internazionali, la Mostra si è giocata la carta dell'esuberanza. E sul grande schermo torna, decisa, a guardare a oriente. Ben tre i film in concorso ieri, lo svedese La talpa di Tomas Alfredson, il dolente giapponese Himizu di Sono Sion e A Simple Life di Ann Hui, il più amato e applaudito dalla stampa al Lido: ispirata a fatti e persone reali, e centrata sulla vita della domestica Chung Chun Tao, la pellicola di Hui, fuoriclasse della new wave cinematografica di Hong Kong, sarebbe già entrata secondo indiscrezioni nella rosa dei film del totoleone. «Mi sento molto fortunata – ha detto la regista - ad aver realizzato un film con tutti gli elementi che amo di più: storia vera, approccio documentaristico, taglio lirico, umorismo, pathos e attori improvvisati accanto a divi celebri». Continua »

Richiedi il tuo invito per The Moth Diaries e The Sword Identity.

MYmovies per Venezia 2011

martedì 6 settembre 2011 - Nicoletta Dose

MYmovies per Venezia 2011 E se dietro all'apparenza rassicurante di un'amica si nascondesse una vampira assetata di sangue? Il dubbio, alla protagonista di The Moth Diaries, viene quando si trova ad avere a che fare con una confidente avvolta nel mistero. Più si frequentano e più si indebolisce. A quel punto, i sospetti si faranno sempre più insistenti e il solido rapporto di prima comincerà a scricchiolare. Con il dramma adolescenziale The Moth Diaries (Fuori Concorso) di Mary Harron, continua l'iniziativa MYmovies per la 68. Mostra del Cinema di Venezia: i lettori potranno richiedere i biglietti omaggio per assistere alla proiezione delle ore 21.30 in Sala Darsena. Ma la possibilità di avvicinarsi al grande cinema del Lido, vedendo da vicino il cast artistico del film e il direttore Marco Müller, in sala per la presentazione ufficiale, oggi prevede anche la proiezione di The Sword Identity (Orizzonti) di Xu Haofeng in Sala Perla alle ore 23:00.

Un cast tutto al femminile, formato da Lily Cole (vista nei panni di Valentina in Parnassus di Terry Gilliam), Sarah Gadon (A Dangerous Method) e Sarah Bolger per un film dedicato ai teenager, dove il male assume le forme più svariate, tra colpe da espiare e vergogne da eliminare. La regista canadese Mary Harron, dopo aver suscitato scandalo con la trasposizione cinematografica di "American Psycho", si affida al romanzo "The Moth Diaries", ambientato negli anni Sessanta in un college prestigioso del New England. L'altro film che aderisce all'iniziativa è il cinese The Sword Identity, esordio alla regia di Xu Haofeng, co-sceneggiatore dell'ultimo film di Wong Kar-Wai, The Grandmasters.

I biglietti per gli inviti si possono richiedere su MYmovies.11 e potranno essere ritirati prima delle proiezioni all'area Club Nastro Azzurro nei pressi del Palazzo del Cinema.

Applausi e qualche timido fischio per Wuthering Heights.

In competizione le cime tempestose e dark

martedì 6 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

In competizione le cime tempestose e dark Applausi e qualche timido fischio in sala hanno accolto oggi Wuthering Heights, la personale rivisitazione del capolavoro di Emily Brontë Cime Tempestose ad opera della regista Andrea Arnold. In concorso con il cupo adattamento di uno dei romanzi più visitati dal cinema occidentale, dopo aver vinto il Premio della Giuria a Cannes nel 2009 con Fish Tank, la Arnold esordisce così in un genere, quello del film in costume, che pochi le avrebbero cucito addosso. Il risultato, del tutto originale, ha prevedibilmente generato in sala reazioni eterogenee: «L’idea dell’adattamento non mi è mai piaciuta – ha detto la regista – ma è stato come se non avessi scelta. Avevo davanti a me un libro gotico, femminista, socialista, sadomasochista, freudiano, incestuoso, violento e viscerale. Sapevo che qualsiasi tentativo avessi fatto non avrebbe mai reso giustizia a quel romanzo, ma una volta iniziato non potevo più tirarmi indietro. È stata come un’ossessione». E per complicarsi ulteriormente la vita («Film difficilissimo, a un certo punto ho pensato di essere perseguitata da una maledizione»), la Arnold ha compiuto alcune scelte radicali: un cast di attori non professionisti tra cui il protagonista James Howson, un solo volto noto strappato alla fiction Skins (quello dell’attrice Kaya Scodelario), e una decisione rivoluzionaria. Quella di affidare il ruolo del bianco Hitcliffe a un attore afroamericano: «Hitcliffe è braccato, è perseguitato, in mezzo agli altri personaggi spicca come un alieno. Dargli un colore di pelle diverso mi è sembrato l’unico modo per rafforzare questa sensazione». Continua »

La presentazione del libro di Paola Dei, su Venezia, Roma e Walt Disney.

Cinematerapia alla Mostra del Cinema

martedì 6 settembre 2011 - a cura della redazione

Cinematerapia alla Mostra del Cinema Il Centro Studi di Psicologia dell’Arte e Psicoterapie Espressive che da anni si occupa di Cinematerapia e prescrive film è presente alla 68. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia con il quarto libro della serie “Cinematerapia Veneziana”, "Cinematerapia del lutto fra Venezia, Roma e Walt Disney" a cura di Paola Dei, che quest’anno si allarga anche al Festival del Cinema Roma, a Walt Disney ed al Festival del Film di Locarno e propone un affascinante viaggio fra vittime martiri, eroi, guerrieri e pellegrini diretti verso terre inimmaginabili. Mentre, partendo da Freud e Jung, attraversa momenti di grande poesia per arrivare alle ultime ricerche sulle neuroscienze dove arte e scienza si toccano e si intersecano creando affascinanti arabeschi.
Un'occasione di confronto con il pubblico per scoprire che il mistero non si trova al di sopra, al di fuori ed al di là ma molto più vicino e in basso: nelle profondità della psiche di ognuno di noi. L’Evento è ospitato presso lo Spazio della Regione del Veneto nell’ambito della 68° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Interverrà Giorgio Pressburger, intellettuale di fama internazionale, scrittore e regista, presente alla Mostra del Cinema 2011 con il film Dietro il buio, tratto da un romanzo di Claudio Magris, con Sarah Maestri e Gabriele Geri.

   

Con La Talpa arrivano al Lido gli 007 di Alfredson.

Dalla Svezia con furore

lunedì 5 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Dalla Svezia con furore Gli 007 svedesi piacciono, eccome, alla Mostra di Venezia. Accolto da un lungo applauso in sala stampa, il regista di Stoccolma Tomas Alfredson e il produttore Tim Bevan hanno portato oggi in concorso Tinker, Taylor, Soldier, Spy (in Italia a gennaio con il titolo La Talpa), che lo sceneggiatore Peter Straughan ha tratto dal romanzo capolavoro sul mondo delle spie di John Le Carré. Già adattato per il piccolo schermo nel 1979 in una miniserie in 7 puntate, La Talpa ha portato al Lido anche un cast di altissimo livello: Colin Firth, John Hurt, Benedict Cumberbatch, Mark Strong e Gary Oldman, che nel film di Alfredson veste i panni del personaggio interpretato trent’anni fa da Alec Guinness nella miniserie tv. «Se Guinness potesse vedere la prova d’attore di Oldman – ha detto il regista – sarebbe il primo a fargli una standing ovation». Continua »

Il regista americano presenta al Lido il suo Dark horse.

Todd Solondz, la mina vagante del concorso

lunedì 5 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Todd Solondz, la mina vagante del concorso Nel cinico linguaggio delle corse il “dark horse” è il cavallo di razza indefinita, la bestia meticcia su cui è difficile piazzare le puntate, perché scommettere sulla sua prestazione è più rischioso. Traslato alla politica, il cui linguaggio è notoriamente ancor più spietato, il “dark horse” è l’outsider, la mina vagante, la scheggia impazzita che può far saltare ogni previsione sulle elezioni. Un’espressione idiomatica, insomma, che non ha proprio nulla di tenero né gentile, e che non a caso Venezia scopre oggi nel titolo del film in concorso di Todd Solondz, Dark Horse appunto, al Lido insieme agli attori Selma Blair, Jordan Gelber e al produttore Ted Hope. Un film molto atteso e molto applaudito, ma con riserva: ritenuto da parte della stampa il film più dolce della carriera dell’amaro Solondz, per molti qui al Lido è già diventato il “dark horse” del prossimo totoleone. Continua »

Premio Guglielmo Biraghi per l'attrice toscana.

Chiara Francini, mini-tsunami di energia e parole

lunedì 5 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Chiara Francini, mini-tsunami di energia e parole La pelle è bianchissima, come se l’estate le fosse scivolata senza afferrarla. La verve è quella di sempre, nonostante l’afa torbida che imbozzola il Lido e lo rende una spugna di calore e di umidità. Lei è Chiara Francini, mini-tsunami di energia e parole.
Laureata in Lettere con tesi in ermeneutica, scoperta come conduttrice da Marco Giusti in “Stracult”, Chiara si è fatta conoscere dal grande pubblico per il personaggio di Bea in Tutti pazzi per amore. Ha appena vinto il premio Guglielmo Biraghi, intitolato al critico del “Messaggero” che fu direttore della Mostra del cinema negli anni ’80. E, in un pomeriggio veneziano di cielo grigio topo, vagamente apocalittico, Chiara racconta il suo presente e il suo futuro. Continua »

In concorso la seconda opera di Steve McQueen.

Shame, film scandalo a Venezia

lunedì 5 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Shame, film scandalo a Venezia Da dove viene questo personaggio? Nel mondo di oggi, è facile avere delle ossessioni. Dei comportamenti compulsivi, dipendenze da droga, alcol, gioco. O sesso. Abbiamo la libertà, oggi. Ma è facile che tanta libertà diventi una prigione. Questo personaggio è così: un esempio di come tanta libertà possa diventare una prigione".
Si chiama Steve McQueen, e giusto per quelli che possono sobbalzare a questo nome, è un artista visuale, ha quarant’anni, è nato in Inghilterra, è di colore. Insomma, niente a che vedere con l’ "altro" Steve McQueen. Questo è un autore di videoinstallazioni, un fotografo e scultore, un re delle gallerie d’arte. Uno che ha anche fatto film minimalisti, nello stile di Andy Warhol, per poi esordire nel cinema vero e proprio due anni fa, con Hunger. E vincere subito la Caméra d’or a Cannes.
In Shame, presentato a Venezia in concorso, racconta con lunghi piani sequenza assorti, quasi alla Antonioni, la vicenda di un trentenne newyorkese ossessionato dal sesso. Prostitute, masturbazioni nella doccia, pornografia sul computer, webcam erotiche, donne guardate per un attimo in un locale o in metropolitana e spesso “consumate” subito dopo; persino sesso omosessuale con sconosciuti. Però, quando trova una a cui vuole bene, non riesce a farci l’amore.

Applausi con polemiche per il lavoro di Emanuele Crialese, primo film italiano in concorso.

La terra trema sotto Terraferma

lunedì 5 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

La terra trema sotto Terraferma Terraferma, primo film italiano in concorso, oggi si è presentato al Lido con una conferenza affollata, attesa, puntuale ma inquinata da un leggero e palpabile nervosismo. Con un regista sul piede di guerra, Emanuele Crialese, ostinatamente deciso ad evitare il binomio "film e immigrazione", un produttore, Riccardo Tozzi, unico a tenere lucidamente il timone della situazione, e una platea che, pur avendo applaudito il film in sala, non ha saputo nascondere qualche piccola perplessità sulla (eccessiva?) correttezza politica del soggetto – che con il "problema" immigrazione, con buona pace di Crialese, ha davvero molto a che fare. La stampa straniera, all'angolo, non ha rivolto al regista nessuna domanda. Quasi muto anche il cast di attori, con la timida eccezione di Donatella Finocchiaro e Beppe Fiorello, che pure del progetto sono stati tra i più grandi sostenitori: «Crialese mi ha fatto un regalo – ha detto Fiorello più tardi, in un incontro più disteso a margine della conferenza stampa – mi ha ridato fiducia in me stesso scardinando la convenzione che vorrebbe gli attori televisivi legati per sempre al piccolo schermo. Come attore, per me è stata una seconda rinascita». Continua »

Erik Montanari, fan numero 50.000 su Facebook, consegna a Venezia il premio Kinéo.

MYmovies premia il cinema italiano

lunedì 5 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

MYmovies premia il cinema italiano Cenare accanto agli attori in un ristorante da attori, uno di quelli con mille portate, altrettante posate e parecchie mani da stringere tra il primo e il dolce. Curiosare tra le strade del Lido, aspettando d'incontrare Viggo Mortensen proprio fuori dal suo albergo, e poi entrare in sala a vedere un film in prima mondiale. Entrare con scioltezza in una di quelle feste dove essere ammessi è una questione di biglietti da visita e conoscenze, ignorando buttafuori e code di questuanti, per consegnare dal palco con autorità un premio prestigioso, con tanto di vallette d'ordinanza. Alla Mostra di Venezia con MYmovies, ospite della serata del Premio Kinéo - Diamanti al Cinema Italiano, per Erik Montanari la trasferta al Lido è stata «un'esperienza unica, da augurare a tutti almeno una volta nella vita». Bolognese, 35 anni, impiegato al Comune di Bologna, la sua avventura è cominciata con un click sulla pagina Facebook di MYmovies: «Ho chiesto l'amicizia a MYmovies, e dopo un po' sono andato sulle pagine del sito per dare un'occhiata alla recensione di The Social Network. È stato così che ho scoperto quasi per caso di aver vinto il viaggio a Venezia... senza saperlo, ero l'amico numero 50.000 della pagina e mi spettava il premio». Impeccabile anche in veste istituzionale, Montanari ha consegnato al regista Aureliano Amadei il Premio MYmovies Miglior Opera Prima per Venti sigarette, «per il coraggio di raccontare un'esperienza vera, dolorosa e centrale nella storia del paese». Sul palco con l'attore Vinicio Marchioni, Amadei ha ringraziato calorosamente per il riconoscimento di MYmovies, capitato in una giornata molto speciale: «È un premio che arriva alla fine di un anno incredibile – ha detto – perché il 5 settembre scorso, alle 11, proprio dal Lido il mio film iniziava il suo percorso. Sono felice, ed emozionato, di festeggiarne così il compleanno». Molti i premiati della serata, presentata da Laura e Silvia Squizzato al Lancia Café dell'Hotel Excelsior: tra gli altri Valentina Lodovini, che ha ritirato il premio come Migliore attrice non protagonista per Benvenuti al Sud in fascinosa versione dark, il neo papà Kim Rossi Stuart Miglior attore protagonista per Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido, Giuseppe Battiston Miglior attore non protagonista per La passione di Carlo Mazzacurati e Mario Martone (a Venezia anche in qualità di giurato) vincitore con il Miglior film italiano nel mondo Noi credevamo. La serata, che ha visto avvicendarsi sul palco anche Fausto Brizzi, Donatella Finocchiaro, la regista Cinzia T.H. Torrini, il produttore Riccardo Tozzi e l'attrice Preity Zinta, ha anticipato di poco la grande festa dedicata al film di Emanuele Crialese Terraferma, primo italiano in concorso presentato ieri in una delle giornate più convulse della Mostra. Continua »

Fuori concorso con Wilde Salomè, viene accolto dal pubblico con una standing ovation.

Al Pacino, il mito in mostra

domenica 4 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Al Pacino, il mito in mostra Standing ovation e un applauso lunghissimo oggi per salutare Al Pacino, insignito al Lido di un premio alla carriera e fuori concorso con il suo Wilde Salomé: a nulla sono serviti i richiami della sicurezza per sedare la platea esaltata dalla presenza dell'attore. Lui, abbronzato ed elegante, ha ringraziato con un piccolo inchino, ha regalato molti sorrisi, e per un istante, molto breve e colto solo dalle prime file, ha dato quasi l'impressione di essere emozionato per davvero. Una piccola esitazione di fronte al microfono, l'incertezza negli occhi davanti alla platea che non smetteva di applaudire, un «Grazie» sussurrato qualche secondo prima dell'ingresso in sala stampa del Direttore Marco Müller e della bellissima attrice scelta da Pacino per il suo film, Jessica Chastain. «Gli artisti hanno sempre bisogno di sperimentarsi in altri campi – ha aperto l'incontro Müller - e per questo siamo orgogliosi di avere al Lido l'opera più ambiziosa e complessa mai realizzata dal grande Pacino».

Oggi Lido in musica, tra Sigur Rós e Velvet aspettando Patti Smith.

Soderbergh contagia Venezia

domenica 4 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Soderbergh contagia Venezia Dopo l’improvvisa apparizione di Nanni Moretti e della sua misteriosa compagna, avvistati venerdì notte alla festa del film Scialla, il regista e la bionda più ricercata dalla stampa italiana sono stati il tormentone della giornata di ieri al Lido, in attesa dell’arrivo (oggi) di Al Pacino con la fidanzata argentina Lucila Sola, 31 anni, di 40 anni più giovane di lui. Giornata intensa ieri in Mostra con gli applausi al paranoico Contagion di Steven Soderberg (fuori concorso) e con l’esordio alla regia di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud con Pollo alle Prugne, Amélie iraniano felicemente accolto dalla stampa italiana: «Il film è una fiaba, è l’evocazione di un’epoca ormai lontana, un Iran sparito per sempre – ha detto la regista, al Lido con gli attori Maria De Medeiros e Mathieu Amalric - Per noi è un omaggio al cinema degli anni ‘50, non ci siamo posti limiti alla libertà della fantasia, se non quelli di budget e di tempo». Applausi e risate in sala anche per Cose dell’altro mondo di Francesco Patierno con Valentina Lodovini e Diego Abatantuono, sull’improvvisa sparizione degli immigrati nel Nordest trepidamente atteso dalla stampa leghista sul piede di guerra, ma più innocuo del previsto: opera «antiveneta» secondo il Corriere del Veneto, racconto di «un Nordest antipatico e razzista» per La Nuova Venezia, Cose dell’altro mondo ha attraversato il Lido senza colpo ferire in una giornata animata più dagli strali della CGIL (ieri al Lido l’annuncio della manifestazione il 6 settembre contro i tagli alla cultura) che dai lamenti dei padani. Serata “alternativa” con Sal, il film da regista di James Franco sugli ultimi giorni di vita dell’attore Sal Mineo presentato a tarda notte in Orizzonti, e con il film-concerto Inni di Vincent Morisset, tributo psichedelico alla band islandese dei Sigur Rós, presente quasi al completo in sala Perla per rispondere alle domande dei fan. Continua »

Presentato Cut nella sezione Orizzonti.

Amir Naderi, a Venezia il mio Giappone iraniano

domenica 4 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Amir Naderi, a Venezia il mio Giappone iraniano A più di 60 anni ormai il regista iraniano Amir Naderi è una vera istituzione. Vive a New York dalla fine degli anni '80, ma la sua fama non ha nulla a che vedere con le passerelle, i tappeti rossi o le star. Autore indipendente di una ventina di film, undici dei quali realizzati in Iran prima di abbandonare il paese (senza più tornarvi), Naderi è portavoce di un cinema visionario e antinarrativo, tenuto in vita dalla lungimiranza dei festival, dall'attenzione dei musei (nel 2006 il Museo Nazionale del Cinema di Torino gli ha dedicato una completa retrospettiva e una mostra fotografica, "Bullshit Walks Money Talks"), dai saggisti e dai cinefili che alla Mostra, dove ha presentato nella sezione Orizzonti il suo Cut, lo accolgono con l'emozione e il rispetto che si deve a un Maestro: code interminabili alla proiezione del suo film, due giorni di fitti incontri, e durante le interviste il rito degli autografi e della foto con il divo involontario, che si lascia scorrere addosso sereno tutto questo improvviso rumore mediatico. Continua »

   

Alla Mostra si discute del ruolo degli schermi cinematografici.

La centralità della sala: è ancora così?

domenica 4 settembre 2011 - Robert Bernocchi

La centralità della sala: è ancora così? La centralità della sala nell'industria cinematografica è stata l'argomento discusso in un incontro al Festival di Venezia. A partecipare alla conferenza, dopo i saluti di Paolo Baratta (presidente della Biennale di Venezia) e Paolo Protti (presidente Agis), produttori come Andrea Occhipinti (Lucky Red) e il direttore generale MIBAC Nicola Borrelli.
Alcuni numeri aiutano a capire meglio la situazione. Per esempio, 1.209 monosale presenti sul territorio, fondamentali per sostenere un certo tipo di pellicole, ma che faticano molto a sopravvivere nel panorama cinematografico attuale. Impressiona il fatto che complessivamente le 121 multisale con 8 o più schermi diano vita a un numero pressoché identico di sale, 1.262, tanto per capire quanto ancora sia elevato il numero delle monosale. Continua »

   

La Mostra applaude Contagion.

Soderbergh, un paranoico film sulla pandemia

domenica 4 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Soderbergh, un paranoico film sulla pandemia I blog non sono giornali. Sono graffiti con la punteggiatura». Applaudito fuori concorso, il paranoico film di Steven Soderbergh sulla pandemia, Contagion, ha già vinto un primato: quello della battuta più ripetuta, e amata, dall’inizio della Mostra. Al Lido con un gruppo che più che una delegazione pareva una famiglia, al fianco del suo attore feticcio Matt Damon, degli interpreti Gwyneth Paltrow e Laurence Fishburne e dello sceneggiatore, amico e collaboratore di lunga data Scott Z. Burns, Soderbergh ha partecipato a una delle conferenze stampa più inquiete degli ultimi giorni, minata da una sottile e inconfessata paranoia. Perché è bastato un colpo di tosse in sala stampa perché il regista, divertito, affondasse sadico il colpo: «Quanta gente credete che abbia toccato quel microfono? Vi sentite davvero sicuri qua dentro?». E Burns, a rincarare la dose: «Quasi ogni settimana viene scoperto un nuovo virus. Significa che, ogni anno, ci sono 52 proiettili caricati in un fucile e puntati contro la razza umana».Continua »

In diretta o in differita, tutti alla Mostra del Cinema di Venezia.

Nel giorno di Cronenberg è sorpresa Coppola

sabato 3 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Nel giorno di Cronenberg è sorpresa Coppola Vasco usa Facebook per dire ai fan che non potrà essere a Venezia, Baglioni usa la posta ordinaria e affida il suo pensiero a Massimo Ciavarro, al Lido per annunciare in tandem con il cantante la prossima edizione del festival "Il Vento del Nord". Francis Ford Coppola, invece, ricorre al videomessaggio. E irrompe a sorpresa nella giornata veneziana salutando dallo schermo del Teatro Marinoni i pasionari romani che lo hanno appena occupato, ovvero i ribelli del Teatro Valle in missione a Venezia per riaccendere i riflettori sulla loro causa: "Ciao a tutti, un saluto al Teatro Valle e agli artisti lavoratori di questo programma politico", ha detto il Maestro. "Buona fortuna, evviva il Teatro Valle!".
Entrata nel vivo con la fortunata proiezione di A dangerous method di David Cronenberg e con i primi applausi all'italiano Scialla di Francesco Bruni (nella sezione Controcampo), la Mostra conferma un ritrovato magnetismo: in differita, per posta o per videomessaggio, in incognita o allo sbaraglio, l'importante è farci (almeno) un salto. Non resiste alla tentazione Nanni Moretti, in sala per Bruni, ci prova anche Maria Grazia Cucinotta applaudita al suo primo lavoro da regista con il cortometraggio Il Maestro, trasmesso sul canale Diva Universal a ridosso della kermesse: "Credo che continuerò su questa strada", ha detto la regista-produttrice-attrice, ospite nel pomeriggio di ieri dello spazio Nastro Azzurro, "perché la regia è come una droga, ti abitua a renderti conto delle piccole cose che normalmente, nel frastuono della vita quotidiana, ti passano davanti agli occhi senza più provocare emozioni". Reginetta di una giornata particolarmente crudele con le attrici italiane (vedi alla voce Monica Bellucci), la Cucinotta non ha nascosto la soddisfazione per un successo per niente scontato: "Essere qui a Venezia con il mio debutto è una grande vittoria e gli applausi mi soddisfano molto, sento di aver convinto anche gli scettici. Certo non mi fermo qui, a ottobre vado in Cina per un film che produco e interpreto, È sempre un perché, una coproduzione Italia-Cina che sarà anche un omaggio alla mia Sicilia attraverso una commedia brillante dai mille risvolti". Continua »

Il regista canadese presenta tra gli applausi il suo A Dangerous Method.

A Venezia la terapia Cronenberg

venerdì 2 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

A Venezia la terapia Cronenberg Ha 68 anni nel 68º anniversario della Mostra, aperta da un film, Le Idi di Marzo, «che guarda caso è proprio il giorno del mio compleanno». Chissà se David Cronenberg crede alle coincidenze o resiste alla tentazione, come nel suo A Dangerous Method ripete più volte (e sempre meno convinto) il protagonista Carl Jung. Applaudito stamattina dalla stampa, a conferma del trend positivo dei film programmati nelle prime mattine del concorso, Cronenberg è stato accolto al Lido come una star, scortato dal supercast del film (Viggo Mortensen, Keira Knightley, Michael Fassbender, Vincent Cassel e Sarah Gadon) in uno stato di particolare grazia e armonia. «Tutto merito della psicanalisi – scherza il Maestro – costringerli a girare un film su Freud e Jung è stato un modo dolce per curarli dalla pazzia». Continua »

Todd Haynes presenta alla Mostra la sua Mildred Pierce.

Il ruggito della tv nella tana del leone

venerdì 2 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Il ruggito della tv nella tana del leone Per la terza volta a Venezia, in concorso nel 2007 con I'm Not There e nel 2002 con Far From Heaven, il regista Todd Haynes si aggira per il Lido con la serenità che solo un giurato della Mostra può ostentare. Accompagnato da Kate Winslet, Guy Pearce ed Evan Rachel Wood, Haynes si è goduto oggi anche il piccolo, miracoloso e trasgressivo trionfo della televisione proprio nel cuore del tempio del cinema: trasmessa fuori concorso nelle prime giornate della kermesse, la sua miniserie in cinque parti Mildred Pierce, basata sull'omonimo romanzo di James M. Cain e già adattata sul grande schermo nel 1945 (Il romanzo di Mildred, Oscar per la protagonista Joan Crawford), è stato infatti l'unico evento capace di metter d'accordo la critica al Lido, compatta nell'esaltare il pregio di una produzione di altissimo livello, che in Italia sarà trasmessa da Sky a partire dal 14 ottobre, che non ha nulla da invidiare ai cugini del grande schermo.

Dopo un romanzo e un film per il cinema, perché portare Mildred Pierce anche in tv?
Haynes: Ho letto il romanzo nell'estate del 2008, quando i mercati cominciavano a crollare, e il fatto che la storia si svolgesse negli anni della Grande Depressione mi ha illuminato. C'era un collegamento alla vita attuale, dunque la storia di Mildred era di nuovo adattabile. E poi molti nodi del racconto erano stati esclusi dal primo film, c'era tantissimo materiale tutto da esplorare.Continua »

Dopo gli applausi per Polanski e Scialla, è il turno di Cronenberg.

Fischi a Bellucci, flash per Madonna

venerdì 2 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Fischi a Bellucci, flash per Madonna La fila più lunga, quella di ieri mattina per Carnage di Polanski: per molti, dopo un'attesa di più di un'ora, non c'è stata nemmeno la speranza di entrare. La folla più grande, circa cinquecento persone, se l'è invece accaparrata come da previsioni Madonna: tiepidamente applaudita in sala con W.E., la star del pop è stata accolta ieri sera da un'ovazione sul tappeto rosso. Peccato che per i fan la soddisfazione sia stata poca, nonostante fosse serpeggiata incontrollata la voce di un suo (im)possibile arrivo a piedi sul tappeto rosso: scortata dall'auto di rappresentanza, la diva non ha concesso nessun contatto e nessun autografo, tenuta dai bodyguard a giusta distanza dagli appassionati ammiratori. Affollato tappeto rosso ieri nella giornata più pop della Mostra, dominata dalle star e dalla processione (mai così sobria) delle prime stelline nazionali. Avvistate alla corte di Polanski Asia Argento e Carolina Crescentini, in sala con Madonna Valentino Garavani, a spasso per il Lido l'immancabile Valeria Marini e per il terzo giorno consecutivo erano in Laguna anche Stefano Accorsi accompagnato dalla figlia e l'allegro presenzialista Filippo Timi, entrambi volti di Ruggine di Daniele Gaglianone (presentato oggi nello Spazio Nastro Azzurro). In vetrina anche Riccardo Scamarcio e Valeria Golino, la coppia più paparazzata dagli italiani, presenti accanto al Presidente di Emergency Cecilia Strada per sponsorizzare il progetto Reverso for Emergency, e ancora Valeria Solarino madrina delle Giornate degli Autori e Maria Grazia Cucinotta, che oggi presenterà il cortometraggio Il maestro, suo esordio alla regia. E per l'Italia, che a partire da oggi comincerà inesorabilmente a riprendersi la Mostra, arrivano i primi fischi e le prime soddisfazioni: clamoroso insuccesso per Monica Bellucci in concorso ne Un été brulant di Philippe Garrel, fischiato e pesantemente deriso in proiezione, applausi della stampa per Scialla con Fabrizio Bentivoglio e Barbora Bobulova, esordio alla regia di Francesco Bruni in programma oggi per il pubblico e già dato per favorito vincitore della sezione Controcampo. Continua »

Richiedi il tuo invito per The Sorcerer and The White Snake e Le Petit Poucet.

MYmovies per Venezia 2011

venerdì 2 settembre 2011 - Nicoletta Dose

MYmovies per Venezia 2011 É una principessa dai grandi valori e dall'affascinante bellezza. Ma le sue sembianze sono quelle di un serpente bianco. Il film The Sorcerer and the White Snake di Tony Ching Siu-tung (Fuori Concorso), è il primo lungometraggio dell'iniziativa MYmovies per la 68. Mostra del Cinema di Venezia: i lettori potranno richiedere i biglietti omaggio per assistere alla proiezione delle ore 24.00 in Sala Grande. Ma la possibilità di avvicinarsi al grande cinema di Venezia, vedendo da vicino il cast artistico del film e il direttore Marco Müller, presente in sala per la presentazione ufficiale, oggi prevede anche la proiezione di un film di Orizzonti, Le Petit Poucet di Marina de Van delle ore 23.00 in Sala Perla.

Una favola della tradizione popolare cinese diventa il soggetto spettacolare di The Sorcerer and the White Snake, diretto dal maestro visionario Tony Ching Siu-tung, mentre "Pollicino", la celebre fiaba di Charles Perrault, dopo numerose trasposizioni cinematografiche, ritorna sul grande schermo grazie a Marina de Van, sceneggiatrice e regista di Le Petit Poucet.

I biglietti per gli inviti si possono richiedere su MYmovies.11 e potranno essere ritirati prima delle proiezioni all'area Club Nastro Azzurro nei pressi del Palazzo del Cinema.

Stati generali sulla nostra industria a Venezia, molte proposte e qualche ombra.

Cinema italiano, è il momento di fare

venerdì 2 settembre 2011 - Alessandro De Simone

Cinema italiano, è il momento di fare In Italia c'è una grande paura della modernità. È Riccardo Tozzi ad affermarlo, presidente dell'Anica, da poco insediato, che ha già dato un indirizzo chiaro della sua politica a capo dell'associazione, come dimostrato dallo spazio all'interno dell'Excelsior del Lido dove per tutta la durata della Mostra si susseguiranno incontri mirati alla discussione dei molti temi caldi della nostra cinematografia.
Il primo appuntamento, dall'emblematico titolo "Cinema e futuro", ha visto anche la collaborazione in sede organizzativa di Biennale stessa, come evidenziato dalla presenza e dalla moderazione dell'incontro da parte di un propositivo Paolo Baratta.
"Dopo tanto dibattere" ha dichiarato il Presidente "è arrivato il momento dei fatti, mirando a una reale politica industriale di settore, sempre privilegiando il rapporto con il pubblico che deve essere uno dei requisiti necessari, ma non l'unico". Per questo uno dei punti cardine dell'incontro che ha visto al tavolo, oltre a Tozzi e Baratta, il presidente dell'Agis Paolo Protti, il direttore generale per il cinema del Ministero per i beni e le attività culturali (accompagnato dal sottosegretario Riccardo Villari) Nicola Borrelli, il presidente di Cinecittà Luce Roberto Ciccutto, il presidente delle Film Commission italiane Maurizio Gemma, il produttore Angelo Barbagallo e, in rappresentanza dei Centoautori, Stefano Rulli, è stata la centralità della sala cinematografica. Continua »

   

Così l'attrice parla di Un été brûlant.

Bellucci, mio nudo un generoso abbandono

venerdì 2 settembre 2011 - a cura della redazione

Bellucci, mio nudo un generoso abbandono Quella scena è stata una generosità verso il film. Avevo partorito da un mese e mezzo ed ero in un momento fragile come donna, ma ero felice di essere stata scelta da Garrel''. Così Monica Bellucci commenta la scena di nudo integrale nel film Un ete brulant di Philippe Garrel, in concorso a Venezia, in cui ha un marito di 19 anni più giovane di lei (interpretato da Louis Garrel). Il film nella proiezione riservata è stato accolto da fischi: 'Anche Godard li prendeva', ha commentato il regista.

   

L'attrice parla di Un été brulant e della sua italianità.

Monica Bellucci, il mio nudo per Garrel

venerdì 2 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Monica Bellucci, il mio nudo per Garrel “Perché ho fatto quel nudo? Quando accetti di lavorare con un regista ti affidi totalmente a lui. Philippe Garrel ha un suo universo, che si può amare o meno, ma che è indiscutibilmente suo. E io ho deciso di fare parte del suo universo”. Monica Bellucci commenta così il suo nudo integrale all’inizio di Un été brulant, presentato ieri in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. E accolto da diversi fischi, e un po’ di ilarità.

Che cosa la ha convinta a fare quel nudo, Monica?
Un attore deve abbandonarsi alla visione del suo regista. Io ero in un momento molto fragile del mio essere donna, avevo partorito da un mese appena. Ho deciso di affidarmi a Garrel. E mi sono sentita protetta e rispettata, anche in quella scena.

Che effetto vi hanno fatto quei fischi?
Risponde Louis Garrel, il figlio del regista, nonché il protagonista del film, e della storia d’amore sullo schermo con Monica Bellucci. “Mio padre fa film da tutta la vita, e sempre divide il pubblico. Ho visto su youtube uno spezzone di quando lui aveva diciotto anni: metà sala lo fischiava, e metà sala gli diceva ‘bravo!’. Ecco, è sempre stato così. Quando un artista esce dal conformismo, viene sempre attaccato da una parte del pubblico”. Continua »

L'attore perugino interpreta in Ruggine un cinico pedofilo.

Filippo Timi, il fascino del cattivo

venerdì 2 settembre 2011 - Giovanni Bogani

Filippo Timi, il fascino del cattivo “Questo personaggio così negativo, vuoi sapere se ha lasciato strascichi dentro di me? Sì, ma al contrario: con le mie nipotine sono così affettuoso che devono dirmi: zio, basta per favore con tutte queste coccole!”.
Anche a Venezia, dove tutti sono continuamente preoccupati di dire e fare la cosa giusta, Filippo Timi riesce a mantenere la voglia di giocare. Protagonista – insieme a Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea e Valeria Solarino – di Ruggine di Daniele Gaglianone, che passa oggi alle Giornate degli Autori, Filippo Timi racconta con humour anche un personaggio scomodo, come quello che interpreta in questo film, che parla di violenza sui bambini. Continua »

La Mostra applaude il regista, bloccato in Svizzera dai noti guai giudiziari.

Carnage, il Lido ai piedi di Polanski

giovedì 1 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Carnage, il Lido ai piedi di Polanski Bloccato in Svizzera dall’accusa di aver abusato ormai 33 anni fa di una minorenne, e impegnato a sfuggire alla temuta estradizione in America, Roman Polanski non era al Lido oggi per assistere al piccolo trionfo del suo film, Carnage, applaudito con calore dalla stampa e accompagnato in passerella da un cast entusiasta ed orfano della sola Jodie Foster. Evocato, lusingato, nominato dagli attori (Christoph Waltz, John C. Reilly, Kate Winslet) e dalla sceneggiatrice Yasmina Reza (autrice della piéce da cui è tratto il film) con il rispetto che si deve al genio, Polanski è stato il convitato di pietra della mattinata: su di lui, sul suo confino forzato e sulle gravi conseguenze delle sue gravi azioni, nessuna domanda, nessuna allusione, nessuna pur spinosa riflessione. Per lui, di lui, ha parlato solo il film: una commedia nera sulla famiglia e sui rapporti umani che ha convinto la stampa, divertito il pubblico e suggerito l’idea di un uomo, nascosto dietro al genio, che nonostante tutto continua a guardare al suo futuro con ostinato, incredibile ottimismo. Continua »

Ma negli applausi tributati al suo W.E c'è molta forma e poca sostanza.

Lady Madonna, Imperatrice al Lido

giovedì 1 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Lady Madonna, Imperatrice al Lido Niente fotografie, una domanda alla volta, guai ad avvicinarsi troppo al punto in cui Madonna e il cast del suo W.E., accolto tiepidamente dalla stampa stamattina, si sono materializzati con sorprendente puntualità per ricevere un applauso più di forma che di sostanza. In una sala conferenze piena fino al limite, sospesa in un silenzio incuriosito rotto solo da bisbigli, non sempre eleganti, sul perfetto stato di conservazione della signora, Lady Madonna Ciccone ha dominato con piglio da imperatrice rispondendo a (quasi) tutte le domande sulla sua personale visione della storia d’amore tra Enrico VIII e la Duchessa di Windsor. Elegante in bianco e nero, con i capelli lunghi e sciolti sulle spalle, la diva ha regalato pochi sorrisi, amministrato con parsimonia le risposte, socchiuso con eleganza gli occhi nel ricevere lusinghe e complimenti da un cast evidentemente succube del suo indiscusso carisma. «Essere diretti da Madonna è un’esperienza commovente, difficile, fantastica., è troppo – ha detto estatica la sua attrice-feticcio, Andrea Riseborough - troppo in tutti i sensi. Con chiarezza, e purezza, lei è riuscita a produrre una bellissima, grande opera d’arte». Continua »

Dopo gli applausi per Clooney, oggi è il giorno di Madonna e Polanski.

La Mostra cala i primi assi. Americani

giovedì 1 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

La Mostra cala i primi assi. Americani Primo giorno di lavoro ieri per i paparazzi impegnati nella caccia a Lady Madonna Ciccone, nascosta al Lido per depistare i curiosi in uno dei cinque alberghi prenotati dal suo staff (una delegazione di 120 persone) e in attesa di presentare stasera fuori concorso la sua opera seconda da regista W.E. Primo giorno di lavoro anche per i fotografi mondani, dal pomeriggio di ieri alle costole di George Clooney, che dopo aver incassato l'apprezzamento della stampa per il suo Le Idi di marzo ha festeggiato l'apertura della Mostra cenando sulla spiaggia dell'Hotel Westin Excelsior per poi fuggire nel suo tradizionale rifugio della Giudecca. Primo giorno di lavoro per cinefili e critici, per gli spettatori intrappolati nei labirinti del cantiere («Il buco? C'è e si vede – ha detto ieri Paolo Baratta - ma sarebbe ancora più profondo se le istituzioni non reagissero e non trovassero il modo di risolvere la situazione»), per i giurati che guidati dal Leone d'oro Darren Aronofsky hanno gettato benzina sul fuoco di una competizione tra le più incandescenti degli ultimi anni: «Questo Festival è come le montagne russe - ha tuonato il Presidente Aronofsky - può essere crudele come fantastico. E lo dico a ragione, perché ci sono stato quattro volte». Continua »

In concorso a Venezia Seediq Bale, epopea cinese prodotta da John Woo.

Azione e valori, una storia di Taiwan

giovedì 1 settembre 2011 - Gabriele Niola

Azione e valori, una storia di Taiwan Un grande racconto epico cinese (per la precisione si parla di Taiwan), valori virili e grande azione. John Woo non può essere lontano. E infatti per il nuovo film di Te-Sheng Wei, che reduce dal successo di Cape n.7 (il film che ha incassato di più in Cina dopo Titanic) è ora in concorso al festival di Venezia, Woo è produttore e a sorpresa durante le interviste al regista si palesa anche lui, il re dell’action asiatico.
Warriors of the rainbow: Seediq Bale, racconta la storia della clamorosa rivolta contro i coloni giapponesi che le tribù Seediq Bale misero in piedi nel 1930, dopo anni di dominio. Una rivolta impari che nasceva sapendo di essere destinata alla sconfitta ma che mostrò lo spirito e l’orgoglio delle tribù native del luogo.
Una storia sconosciuta in Occidente che per questo arriva al festival e nei paesi in cui ha già una distribuzione (Regno Unito e Francia) tagliata per stare in un film unico, mentre in patria sarà un’opera in due parti. Una scelta commerciale? Continua »

Fuori concorso a Venezia il film del regista italo-svizzero.

I giochi d'estate di Rolando Colla

giovedì 1 settembre 2011 - Giovanni Bogani

I giochi d'estate di Rolando Colla È stato presentato fuori concorso, oggi a Venezia, Summer Games. Giochi d’estate. Quello di un gruppo di ragazzini, nella campagna toscana, in Maremma. Giochi che fanno presto a diventare proibiti. E soprattutto, violenti. Ma più quelli dei genitori, che quelli dei bambini. Ad orchestrare tutto quanto un regista italo-svizzero, Rolando Colla. E il film è una coproduzione italo-svizzera, con la Classic di Amedeo Pagani, la tv svizzera ed Eurrimages.
Nato a Sciaffusa, da genitori italiani, 53 anni fa, Rolando Colla ha scelto, come set del suo film, Marina di Grosseto, Follonica, Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Orbetello, Porto Santo Stefano e l’Argentario. Clicca qui per vedere le foto

George Clooney presenta al Lido il suo Le Idi di Marzo.

Shakespeare ai tempi di Obama

mercoledì 31 agosto 2011 - Ilaria Ravarino

Shakespeare ai tempi di Obama Verrebbe da dire che è nata una stella. Perché nonostante tutto, nonostante la fama da sciupafemmine e la presenza costante sulle pagine dei tabloid, nonostante la recente fine di una chiacchierata relazione (con Elisabetta Canalis) e il chiacchierato inizio di un altrettanto nebuloso flirt (con l’attrice Stacey Keibler), nonostante da vent’anni la sua vita privata faccia ombra e rumore intorno al suo talento, George Clooney questa volta è venuto a Venezia da vero, e apprezzato, Autore. Senza l’elicottero con cui si presentò al Lido a fianco dell’ex fidanzata velina, senza l’occhiale scuro e strafottente da compagno di merende di Brad Pitt, ma con un impegnato film da regista sulla politica americana, lungamente applaudito stamattina in Sala Darsena, Le Idi di marzo, e un cast di stelle cui il pubblico ha tributato sui titoli di coda un rinnovato e caloroso omaggio: Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, tutti presenti all’appello al Lido tranne il protagonista Ryan Gosling, assente giustificato per motivi di lavoro. Se già nel 2005 con Good Night, and Good Luck Clooney aveva dimostrato di esser qualcosa di più di un bel faccino destinato a invecchiare sul palco, con Le Idi di marzo si è tolto al Lido una gran bella soddisfazione: quella di essere applaudito per la prima volta più dai critici in conferenza stampa che dalle fan, per la verità pochissime, sul tappeto rosso. E tra i cronisti, anche questa è una novità, nessuno è parso interessato ai più torbidi dettagli della sua vita sentimentale. Continua »

La pre-apertura con Box Office 3D e l'attesa per il varo.

Mostra del Cinema di Venezia, al via la 68. edizione

mercoledì 31 agosto 2011 - Ilaria Ravarino

Mostra del Cinema di Venezia, al via la 68. edizione Transenne e lastre di compensato ammucchiate accanto alle aree ristoro in costruzione, muletti che attraversano frenetici i corridoi del Movie Village e falegnami e carpentieri al lavoro ai margini di quel che, con un tocco di cinismo, per le strade del Lido, è già stato ribattezzato il Ground Zero della Mostra: la voragine di cemento e amianto aperta nel cuore delle fondamenta del nuovo Palazzo del Cinema, blindata come l'Area 51, inaccessibile e incombente, che è l'enorme vuoto intorno al quale gireranno i dieci giorni di kermesse. Con un'atmosfera da cantiere cyberpunk (e la topografia di un livello di "Doom") si è pre-aperta, in un clima vagamente postmoderno, la 68. edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, battezzata dalla proiezione di Box Office 3D di Ezio Greggio e inaugurata nella notte, nell'Arena di Campo San Polo, dall'anteprima nazionale di Impardonnables del regista e giurato André Téchiné.

L'attesa per Le idi di marzo di George Clooney
Scarso il livello di mondanità della giornata, con la festa di Greggio disdetta all'ultimo minuto e la tradizionale cena della Medusa Film a favorire le prime strette di mano tra addetti ai lavori. Numerosi gli arrivi eccellenti: ospiti rintanati negli alberghi, per conservarsi a miglior vita nei giorni a venire, come i giurati Darren Aronofsky, David Byrne e Todd Haynes in attesa che il cast di Le idi di marzo si decida a lasciare la villa comasca di George Clooney in tempo per partecipare alla prima del film. Grande attesa oggi per il "vero" lancio della Mostra con i primi due film in concorso, la regia di Clooney ad aprire e Seediq Bale del giapponese Wei Te-Sheng a chiudere la giornata, e Vivan las Antipodas! del documentarista russo Victor Kassakovsky proiettato in prima mondiale fuori competizione. Ai nastri di partenza anche Giornate degli Autori e Settimana della Critica con proiezioni fino alle 19.00, ora in cui la Mostra si fermerà per qualche istante in occasione della cerimonia ufficiale d'apertura in Sala Grande: davanti a un paio di leoni alati sopravvissuti alla diaspora imposta dal cantiere, e affiancato dalla giuria al completo, Marco Müller darà così il via al secondo e ultimo mandato della sua carriera di Direttore. Continua »

Per il regista piacentino già in cantiere un film su Eluana.

Marco Bellocchio, Leone d'oro alla carriera che verrà

mercoledì 31 agosto 2011 - Giovanni Bogani

Marco Bellocchio, Leone d'oro alla carriera che verrà A Venezia, il primo Leone d’oro è già assegnato. È quello alla carriera, che andrà a Marco Bellocchio. Una vita, e una carriera, a schiena dritta. Iniziata con la rabbia dei Pugni in tasca, e proseguita sempre con coraggio, con la capacità di raccontare ogni cosa in modo personale. I matti, il sesso, la seduzione, la violenza, il terrorismo, la religione, Mussolini, la morte. E tra poco, Bellocchio inizierà a girare un film sulla vicenda di Eluana Englaro.
A consegnargli il Leone sarà Bernardo Bertolucci. Suo compagno di pianura, di età, di cinema. Bertolucci nato nel ’40 a Parma, Bellocchio tre mesi prima, a pochi chilometri da Piacenza. E per tutti e due, il cinema come rivoluzione. Intima, stilistica, sociale. Si erano incontrati ventenni, prima ancora di battere un solo ciak. Poi, Bertolucci confessa che I pugni in tasca gli erano arrivati dritti allo stomaco. “Da allora – rivela – abbiamo preso strade diverse pur ‘guardandoci’ passo dopo passo”.
Tra poco, a Venezia, si ritrovano. E nella festa per Bellocchio, ci sarà anche la rinascita di un suo film di quarant’anni fa, Nel nome del padre. Che verrà proiettato in una nuova versione, un “director’s cut”, insolitamente più breve rispetto alla prima edizione: 80 minuti al posto dei 105 originali. Continua »

   

Greggio e il suo Box Office 3D aprono la 68. Mostra del Cinema.

È lui o non è lui? Certo che è lui!

mercoledì 31 agosto 2011 - Ilaria Ravarino

È lui o non è lui? Certo che è lui! È lui o non è lui? È proprio lui, Ezio Greggio, in smoking al centro della Sala Grande a ricevere applausi da un pubblico più o meno affezionato, più o meno convinto, più o meno turbato. E a un sedile di distanza ci sono proprio loro, Marco Müller e Paolo Baratta, rispettivamente Direttore del festival di cinema più antico d’Europa e Presidente della Biennale d’Arte, stravaccati sulla poltroncina della sala fresca di restauro con due paia di grossi occhiali per il 3D, indossati con l’entusiasmo dei bambini. Bizzarra pre-apertura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con il ritorno alla regia di Greggio, dopo 16 anni, con Box Office 3D: parodia a episodi (11) dei kolossal americani, da Il signore degli anelli ad Avatar, con attori di scuderia italiana, da Gigi Proietti ad Anna Falchi, da Biagio Izzo ad Antonello Fassari e i cameo dei televisivi Biscardi, Pizzul, Giurato e Buonamici. Nelle sale, per tutti, dal 9 settembre in 300 copie. Continua »

Ecco gli otto film a cui prestare particolare attenzione.

Gli outsider di Venezia 68.

lunedì 29 agosto 2011 - Robert Bernocchi

Gli outsider di Venezia 68. Come sempre in ogni Festival, ci sono le pellicole più attese, quelle firmate da registi di fama internazionale e magari in attività da decenni. Per quanto riguarda la rassegna di Venezia che sta per iniziare, non c'è bisogno di parlare di Polanski e Cronenberg, tanto per fare due nomi che sono noti a tutti gli appassionati. Ci sono invece opere firmate da realizzatori importanti, ma non così conosciuti, sia perché non hanno una lunga filmografia alle spalle o magari perché i loro lavori non sono stati distribuiti in Italia. Così come ci sono pellicole che rischiano di farsi notare e provocare forti discussioni, per un motivo o l'altro. Ecco 8 titoli che difficilmente passeranno inosservati.

La talpa di Tomas Alfredson (Concorso)
Lasciami entrare è forse il miglior esempio di horror innovativo uscito fuori negli ultimi anni. Forse, perché è più di questo, considerando che racconta due adolescenti con la sensibilità di un Truffaut e quindi non rientra esattamente nei canoni moderni di questo genere. Ora, Tomas Alfredson si ritrova ad adattare La talpa, dall'omonimo romanzo di Le Carrè e i trailer finora apparsi in Internet ci hanno fatto capire tre cose. Primo, gli attori coinvolti (Gary Oldman, Colin Firth, Tom Hardy, John Hurt, Toby Jones e tanti altri) sembrano tutti perfettamente in palla e in grado di ottenere qualche riconoscimento dalla giuria. Secondo, il clima di tensione non è inferiore a quello di Lasciami entrare. Terzo, Alfredson non sembra proprio una meteora.

Alps di Yorgos Lanthimos (Concorso)
Dogtooth di Yorgos Lanthimos era riuscito in un paio di imprese sorprendenti. La prima, dar vita a una pellicola più inquietante di quelle di Michael Haneke, ultimamente poco incisivo. La seconda, ottenere quella che forse è la candidatura a un Oscar più strabiliante nella storia di questo premio, ovviamente nella categoria miglior film straniero. Per questo, l'attesa per vedere se è stato un fuoco di paglia o se Lanthimos diventerà uno dei maggiori talenti europei è forte. Di sicuro, la trama fa pensare che le discussioni su Dogtooth potrebbero essere replicate, visto che al centro della pellicola c'è un gruppo di persone che, a pagamento, si sostituiscono ai defunti su commissione di familiari o amici.

Shame di Steve McQueen (Concorso)
Hunger rappresenta uno dei maggiori pugni sullo stomaco inflitti allo spettatore da una pellicola negli ultimi tempi. All'inizio e alla fine, scene insostenibili di violenza inflitta dai poliziotti o provocata direttamente a se stessi da chi digiuna, con dialoghi pressoché ridotti a zero. In mezzo, un'infinita discussione tra due personaggi da cui è impossibile staccare gli occhi, ammirati per la loro prova. Shame replica l'accoppiata Steve McQueenMichael Fassbender, ormai diventato uno dei maggiori attori viventi, che peraltro viene affiancato da Carey Mulligan. Molti hanno parlato delle scene di nudo maschile, la speranza è che si possa acclamare un film potente come il suo predecessore...

Himizu di Sion Sono (Concorso)
L'anno scorso, il direttore del Festival Marco Müller si lamentava della pigrizia dei quotidianisti, prendendo come pietra dello scandalo la totale disattenzione verso il film di Sion Sono presentato nella sezione Orizzonti. Per evitare un nuovo caso del genere, la soluzione escogitata quest'anno è semplice: mettere in concorso il suo nuovo lavoro. Himizu affronta nuovamente il tema degli adolescenti e dei loro problemi, dopo quello che forse è il suo film più famoso e controverso, Suicide Club. La storia di un quattordicenne con poche ambizioni e di una coetanea innamorata di lui sembra poter piacere anche alla critica più togata. Riconcilierà il direttore del Festival con i giornalisti?

Eva di Kike Maillo (Fuori concorso)
La Spagna è il Paese europeo che sta offrendo i migliori titoli di genere da una quindicina di anni a questa parte. Normale quindi fare attenzione quando arriva un altro prodotto di un esordiente, che ha già ricevuto i consensi anche di Guillermo Del Toro. La storia vede impegnato un ingegnere cibernetico che deve creare un robot bambino. Intanto, la figlia di suo fratello stringe con lui un legame speciale. Ma qual è il segreto di questo rapporto? Il fatto che ci sia già un distributore per questa pellicola, la Videa, sembra confermare le potenzialità artistiche e commerciali di questo prodotto.

Would You have sex with an arab? (Orizzonti)
Non si può certo dire che il conflitto tra israeliani e mondo arabo non sia stato affrontato nel mondo del cinema. Eppure, c'è sempre qualcuno che trova il modo di sorprendere. È il caso di Yolande Zauberman, che affronta i rapporti tesi tra questi popoli dove non ce lo aspetteremmo: in night club, bar, rave e spiagge. È in queste occasioni che persone che dovrebbero odiarsi in realtà convivono tranquillamente e senza limitazioni. Ma è tutto così semplice? O i pregiudizi esistono comunque?

Twilight Portrait di Angelina Nikonova (Giornate degli autori)
Non è il caso di consigliare Twilight Portrait a chi si è divertito a cercare i film scandalo della Mostra, puntando il dito sulle varie scene di nudo che vedremo. Forse sarà questo il titolo scandalo della Mostra, ma certo c'è ben poco di pruriginoso, visto che nei primi venti minuti della pellicola assistiamo a due stupri. E non è detto che non facciano più discutere i successivi 85 minuti e le scelte della protagonista, interpretata da Olga Dihovichnaya, un'attrice che rischia seriamente di uscire da confini russi dopo questa prova. L'anno scorso le Giornate degli autori hanno lanciato un titolo come Incendies, sfuggito malamente al concorso generale. Il caso potrebbe ripetersi anche nel 2011 grazie a questo film, altrimenti il titolo a sensazione potrebbe essere...

Présumé Coupable di Vincent Garenq (Giornate degli autori)
Se vedere sullo schermo il caso di un uomo accusato ingiustamente di un crimine orrendo (la pedofilia) non è facile, cosa si prova a sapere che si tratta di un fatto realmente avvenuto? La vicenda Outreau rappresenta una delle pagine più tristi della giustizia francese, paragonabile al caso di Enzo Tortora da noi. Infatti, nel 2001 alcune persone vengono arrestate con una motivazione orribile: abuso su diversi bambini. Col passare del tempo, si scopre che le prove dell'accusa sono molto deboli e dopo alcuni anni, al processo d'appello, diversi testimoni ritrattano. Così, decine di esistenze sono state massacrate, mentre una persona accusata è morta in prigione. La pellicola si concentra su Alain Marécaux, un ufficiale giudiziario che si ritrova a passare da una vita normale all'inferno della galera, additato da tutti come un mostro. Insomma, impossibile rimanere indifferenti…

A pochi giorni dalla Mostra l'attrice fiorentina racconta le sue emozioni.

Vittoria Puccini, madrina entusiasta e fatalista

venerdì 26 agosto 2011 - Giovanni Bogani

Vittoria Puccini, madrina entusiasta e fatalista “Venezia è speciale. Non è un festival come gli altri. È il cinema che celebra la sua festa, sono registi e attori internazionali per strada. Un paio di anni fa, mi sono trovata a chiacchierare di cinema con John Turturro, così, come per caso. E quindi, essere la madrina di questa festa del cinema è un sogno”.
Vittoria Puccini è felice, a pensare che hanno scelto lei per aprire e chiudere la manifestazione di cinema più antica del mondo. E anche, diciamolo, per svecchiarne l’immagine. Una madrina di neppure trent’anni, con gli occhi da gatta e le lentiggini da ragazzina. Sarà lei a presentare, il 31 agosto, il film di apertura, Le idi di marzo, scritto e diretto da George Clooney. Continua »

   

Marco Müller non ha dubbi e ci racconta i nuovi cigni in concorso.

Quale sarà il nuovo Black Swan?

venerdì 29 luglio 2011 - Robert Bernocchi

Quale sarà il nuovo Black Swan? L'anno scorso, ad aprire il Festival di Venezia c'era Il cigno nero di Darren Aronofsky. Il passaggio a Venezia si è chiuso con un premio minore (miglior giovane attrice per Mila Kunis), ma ha aperto la strada a uno straordinario successo di pubblico e all'Oscar per la protagonista Natalie Portman. Quest'anno, chi potrebbe ricalcare queste gesta? Alla domanda, risponde il direttore della Mostra Marco Müller.
"A noi sembra che ci siano parecchi potenziali Il cigno nero, soprattutto in concorso. Ovviamente, non avremmo messo Le Idi di Marzo come titolo di apertura se non fossimo molto fiduciosi, ma voglio ricordare anche un film sorprendente come A Dangerous Method. Cronenberg vuole raccontare, oltre a quei personaggi storici fondamentali, anche il nostro presente. La cosa più importante è che ci sono tanti film che mostrano decisamente quello che siamo oggi. Per esempio, Carnage, il film di Roman Polanski, ci dice come siamo nelle nostre case e nei nostri salotti, buoni o meno buoni". Continua »

   

La cerimonia il 9 settembre al Palazzo del cinema.

Bertolucci consegnerà il Leone d'oro a Bellocchio

lunedì 22 agosto 2011 - a cura della redazione

Bertolucci consegnerà il Leone d'oro a Bellocchio Sarà Bernardo Bertolucci a consegnare a Marco Bellocchio il Leone d'oro alla carriera della 68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (31 agosto - 10 settembre 2011). La cerimonia si terrà venerdì 9 settembre (ore 17.00) nella rinnovata Sala Grande del Palazzo del Cinema. ''Mi onora e mi commuove che sia Bernardo Bertolucci a consegnarmi il Leone - ha dichiarato Bellocchio -. Pur percorrendo strade diverse, c'è sempre stata reciproca attenzione, stima e affetto".

   

Il regista campano sostituisce la rinunciataria Roberta Torre.

Stefano Incerti nuovo Presidente della Giuria di Controcampo

martedì 23 agosto 2011 - Luca Volpe

Stefano Incerti nuovo Presidente della Giuria di Controcampo Sarà il regista Stefano Incerti il nuovo presidente della Giuria di Controcampo italiano. L'autore campano subentra all'omologa Roberta Torre, costretta a rinunciare per sopravvenuti motivi personali.
Incerti, classe 1965, ha già partecipato due volte alla Mostra del Cinema, nel 1995 con Il verificatore, con cui ha ottenuto il Premio "Kodak-Opera prima", e lo scorso anno con il sorprendente Gorbaciof, accolto da uno straordinario successo di critica e di pubblico.
Confermati invece gli altri membri della giuria. Ad affiancare Incerti vi saranno il regista e sceneggiatore Aureliano Amadei, vincitore del Premio "Controcampo italiano" con 20 sigarette (2010) e l’attrice Cristiana Capotondi, lo scorso anno a Venezia con La passione di Carlo Mazzacurati.

   

Nel capoluogo campano saranno proiettati 18 film presenti alla Mostra del Cinema.

Il cinema esteso, Venezia chiama Napoli

lunedì 1 agosto 2011 - Fiorella Taddeo

Il cinema esteso, Venezia chiama Napoli Napoli chiama Venezia. E Venezia risponde. Anche all'ombra del Vesuvio si potranno vedere alcuni film presentati alla Mostra del cinema di Venezia di quest'anno. All'iniziativa, ancora in pieno work in progress, stanno lavorando in questi giorni a ritmi serrati il direttore Marco Müller e il neo assessore alla cultura del Comune di Napoli Antonella Di Nocera. Nel corso di due weekend, a partire dal 22 settembre, dopo dunque la chiusura del festival, il pubblico partenopeo potrà assistere alle proiezioni di circa diciotto film presenti in competizione al Lido o programmati nelle altre sezioni come "Orizzonti". La particolarità del progetto è nella scelta delle opere che saranno presentate a Napoli. Per "Il Cinema esteso – Venezia a Napoli", questo il titolo provvisorio della manifestazione, si prediligeranno quelle pellicole di più complessa distribuzione che molto spesso, negli anni scorsi, non riuscivano neanche ad arrivare nelle sale o che avevano generalmente una permanenza minima. Continua »

   

Una grandissima italiana. Di Pino Farinotti.

Il Festival di Venezia ricorderà Fernanda Pivano

lunedì 8 agosto 2011 - Pino Farinotti

Il Festival di Venezia ricorderà Fernanda Pivano A due anni dalla morte, il Festival di Venezia ricorderà Fernanda Pivano. Anzi di più, sarà una commemorazione, un giubileo, e mi si perdoni l'enfasi. Non riusciremo mai a "dare a Fernanda ciò che è di Fernanda", ha capito e agito troppo, e se mai ci riusciremo, ci vorrà del tempo. Un passo in quel senso lo compie la Mostra, che presenterà Pivano Blues – Sulla strada di Nanda, un film di Teresa Marchesi. Certo che la Pivano argomenti te ne dava. Letteratura, musica, cinema, rapporti, intuizioni e coraggio. Nel film ci sono tanti suoi amici, per affinità e per arte, anzi, arti, appunto. Non potrà esserci il suo grande amore Fabrizio De André, che musicò alcune liriche dello Spoon River di Lee Masters, da lei tradotto - introdotto nel nostro paese. Era la sua prima traduzione, correva il 1943. Nel "cast" anche Vasco Rossi che legge "Urlo", il canto di Ginsberg, recuperato recentemente dal film di Rob Epstein. E poi ancora Guccini e Jovanotti, che chiude il suo pezzo col rep "Nanda, Nanda, Nanda". A Venezia arriverà anche Patti Smith, icona del rock. Patti dedica a Fernanda la canzone "Wing". Continua »

   

Marco Müller e Paolo Baratta presentano la 68. edizione del festival.

Venezia, la mostra con il buco intorno

giovedì 28 luglio 2011 - Ilaria Ravarino

Venezia, la mostra con il buco intorno MARCO MÜLLER, i film
«Non tutte le Mostre escono col buco. A noi, invece, è riuscito benissimo». Scherza col fuoco Marco Müller durante la conferenza stampa dell'ultima edizione della Mostra di Venezia che dirigerà, causa scadenza del mandato. Si prende gioco del Buco, la ferita aperta dagli scavi interrotti del Palazzo del Cinema, non ha paura di andarsene lasciandosi alle spalle la vergogna di un cantiere mollato a metà. A raccontare, spiegare, tamponare la voragine ci penserà il Presidente della Biennale Paolo Baratta. Anche perché quest'anno, e sarà forse proprio perché è il suo ultimo anno, Müller ha messo in piedi uno dei più bei programmi mai assemblati al Lido.
Presieduta dal regista Darren Aronofsky, e composta dalla video artista Eija-Liisa Ahtila, dal musicista David Byrne, dai registi Mario Martone, André Techiné e Todd Haynes e dall'attrice Alba Rohrwacher, la giuria di Venezia 68 avrà a che fare con 22 lungometraggi in concorso, per la prima volta nella storia della Mostra dal dopoguerra a oggi tutti in prima visione mondiale. Tra i 22 lungometraggi un'opera prima, 5 opere seconde, 5 film americani e tre italiani: impossibile, secondo Müller, trovare un fil rouge che leghi insieme le pellicole. «L'unica caratteristica comune è che sono film belli, che catturano, fanno sognare e pensare. Perché dobbiamo ogni volta trovare un tema? Se proprio serve, allora potremmo dire che è la mostra degli extraterrestri, per via del film di Gipi e di quello dei Manetti Bros. fuori concorso. Oppure la Mostra dei fumetti, grazie alla presenza degli autori Gipi, Satrapi e Sono, che l'anno scorso era in Orizzonti con Pesce freddo e quest'anno si ripresenta con l'adattamento di un manga popolarissimo in Giappone». Continua »

Una sezione all'incrocio con gli altri linguaggi espressivi.

Orizzonti 2011, esplorare il cinema contemporaneo

mercoledì 27 luglio 2011 - a cura della redazione

Orizzonti 2011, esplorare il cinema contemporaneo Dopo il successo di pubblico e stampa della selezione 2010 (e la sua successiva, vasta diffusione internazionale), il programma di Orizzonti 2011 si (ri)presenta come esplorazione dei modi del cinema contemporaneo, all'incrocio con gli altri linguaggi espressivi.
Gli spettatori della 68a edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia potranno intraprendere un viaggio in compagnia di corti medi e lungometraggi, per affrontare la questione del racconto cinematografico senza negarne la dimensione emotiva e sensuale.
La Giuria internazionale di Orizzonti sarà presieduta dal regista, produttore e sceneggiatore cinese Jia Zhang-Ke, uno dei protagonisti del cinema indipendente cinese, Leone d’oro alla Mostra di Venezia nel 2006 con Sanxia Haoren. Gli altri componenti sono: il curatore della sezione film della Tate Modern di Londra Stuart Comer; l’architetto francese Odile Decq; la produttrice e regista egiziana Marianne Khoury; il montatore e regista cinematografico italiano Jacopo Quadri. Continua »

   

I ragazzi del Vittorio Veneto Film Festival voteranno 10 titoli selezionati da Müller.

Venezia 68, la parola ai giovani

giovedì 11 agosto 2011 - a cura della redazione

Venezia 68, la parola ai giovani Dopo 68 anni, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia apre la proiezione dei film a una giuria di giovanissimi, tra cui anche i ragazzi minorenni del Vittorio Veneto Film Festival - Festival Internazionale di Cinema per Ragazzi, per un giudizio insindacabile su 10 titoli della selezione dei film in concorso, scelti appositamente dal Direttore Artistico della Mostra. Un evento voluto fortemente dal Direttore Artistico dott. Marco Müller con il plauso del Presidente della Biennale dott. Paolo Baratta.
Questa novità dà un segnale preciso: avere fiducia nelle nuove generazioni. È essenziale permettere ai giovani di vedersi partecipi ad uno degli eventi più emozionanti della storia del cinema e far sentire loro uno scopo in relazione ad esso. Far spazio ai giovani significa investire nel sapere contemporaneo: non solo computer e tecnologia, piattaforme digitali e satelliti, ma soprattutto arte, cultura, invenzione, genialità. E dopo 68 anni dare un segnale così forte - visto l’interesse che il mondo politico, economico e sociale ha verso le nuove generazioni - pensiamo possa essere fondamentale anche per la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
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Radici, violenza e giustizia i temi dell'ottava edizione.

Giornate degli Autori, la cultura in bottiglia

martedì 26 luglio 2011 - Ilaria Ravarino

Giornate degli Autori, la cultura in bottiglia Un gran bel nuovo poster, che inquadra una pellicola in bottiglia arenata sulla spiaggia, e un nuovo tetto per le Giornate degli Autori, storica sezione autonoma della Mostra di Venezia che da quest'anno cambia location al Lido (dalla celebre Villa alla Casa degli autori, «Uno slittamento che lascia intuire la carenza di risorse», scherza il Presidente Roberto Barzanti) ma non il contenuto della rassegna da sempre attenta al cinema indipendente, autoriale e possibilmente "contro". A presentare a Roma il programma ufficiale dell'ottava edizione, che si terrà a Venezia dal 31 agosto al 10 settembre in accordo con la 68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, c'erano il Presidente delle Giornate degli Autori Roberto Barzanti e il Delegato Generale Giorgio Gosetti. Seduto accanto a loro, muto e sibillino in sedia a rotelle, anche il regista Citto Maselli: tra il 1972 e il 1973 Maselli fu tra gli organizzatori della manifestazione antenata delle Giornate degli Autori, le Giornate del cinema italiano, sorta in contrapposizione alla Mostra allora guidata da Gian Luigi Rondi e sopravvissuta solo un paio d'anni. Altri tempi, altro cinema. Il maestro, muto, guarda dal palco la nuova generazione di autori e sorride solo un istante, quando gli viene tributato un applauso. Che lo infastidisce leggermente: «Ma che fate – dice - perché?». Continua »

Alla 68a edizione della Mostra del Cinema di Venezia la consegna ai registi.

Premio Persol 3D a Zapruder

martedì 26 luglio 2011 - a cura della redazione

Premio Persol 3D a Zapruder Il Premio Persol 3-D della 68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2011 è stato assegnato a Zapruder (David Zamagni, Nadia Ranocchi, Monaldo Moretti) con la seguente motivazione:
"il Premio Persol 3-D ha inteso premiare quest'anno Zapruder, gruppo di cineasti italiani la cui produzione si distingue per originalità e metodo ed è volta alla contaminazione tra arti visive, performative e cinematografiche. La pionieristica riscoperta e applicazione delle tecniche stereoscopiche unita ad una ricerca coerente e radicale rendono l'uso del 3D in Zapruder scelta linguistica necessaria mai accessoria, fino ad incidere sulla dimensione temporale dell'immagine. L'approccio indipendente e artigianale di Zapruder combinato con la ricerca e l'uso creativo del 3-D danno luogo a progetti di cinema espanso in cui lo spettatore è invitato ad immergersi in perturbanti abissi tattili, visivi e sonori".
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Per l'Italia due film, Là-bas e Missione di pace.

Venezia 68, presentata la Settimana della critica

lunedì 25 luglio 2011 - Ilaria Ravarino

Venezia 68, presentata la Settimana della critica È la sezione più paludata della Mostra di Venezia, è l’arena dei critici e degli sperimentatori, ed è spesso ingiustamente vissuta come sorella minore delle altre competizioni veneziane solo perché programmaticamente lontana dallo sfarzo dei tappeti rossi, dalle copertine dei giornali e dalle star.
Ma la Settimana della Critica, in programma al Lido dal 31 agosto al 10 settembre, oggi ha rivelato un cartellone decisamente anomalo, e battendo sul tempo le altre sezioni s’è finalmente conquistata un meritato pezzo d’attenzione. Perché dopo tanti anni ritorna in forze l’Italia, con due bei film uno fuori e uno dentro al concorso, perché uno dei due è una commedia («E così mostriamo quello che per noi significa quella parola», dice con una punta d’orgoglio Francesco Di Pace, Delegato Generale della Sic), perché ci sono le star di casa nostra, Silvio Orlando, Alba Rohrwacher e Filippo Timi. Perché non c’è nemmeno un titolo in lingua inglese, né britannico né americano, e il fil rouge che lega i nove film è sorprendentemente attuale: la famiglia come luogo di esplosione dei conflitti nella società. «Tutto considerato, direi che non c’è nessuna novità in negativo, anzi – dice Di Pace - Abbiamo aggiunto il premio del pubblico e continueremo a dividerci gli spazi con le Giornate degli Autori: la Sala Darsena per la proiezione ufficiale e la Volpi per stampa e repliche. Il tutto nonostante il disagio provocato dal riammodernamento dell’area». Continua »

   

La 68sima edizione amplia le categorie della sezione dedicata al cinema italiano.

Festival di Venezia: Controcampo italiano

lunedì 25 luglio 2011 - Roberta Montella

Festival di Venezia: Controcampo italiano La 68esima Mostra del Cinema di Venezia parte, quest’anno, con il cinema italiano in pole position. Le novità risiedono, in particolare, nella sezione Controcampo, che ha velocemente riscosso prestigio e successo. Giunta al terzo anno, la sezione offre visibilità ad esordi e nuove proposte del cinema nostrano che si sono distinti sia nel percorso narrativo, che in quello dei contenuti. Tre le categorie annunciate: lungometraggi, cortometraggi e documentari.
Lo scopo dell’ampliamento con due ulteriori categorie (documentari e cortometraggi) e relativi premi, è teso a “testimoniare e valorizzare l’attuale grande fermento del cinema italiano in tutte le sue forme, aprendosi ulteriormente a quelle brevi e non narrative, e cogliendo la particolare attenzione dei nostri cineasti a voler rappresentare in modo rapido e diretto la realtà contemporanea”. Continua »

   

Sarà l'attrice fiorentina ad aprire la prossima edizione del festival.

Venezia 68, Vittoria Puccini sarà la madrina

venerdì 22 luglio 2011 - Luca Volpe

Venezia 68, Vittoria Puccini sarà la madrina Una delle più importanti attrici italiane della nuova generazione, nonché una delle protagoniste indiscusse del piccolo schermo, l'attrice Vittoria Puccini, premio L'Oréal Paris per il Cinema alla 67. Mostra 2010, sarà la madrina delle serate di apertura e chiusura della 68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
La 68. Mostra si svolgerà al Lido dal 31 agosto al 10 settembre 2011, diretta da Marco Müller e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.
Vittoria Puccini aprirà la 68. Mostra nella serata di mercoledì 31 agosto, sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema), in occasione della cerimonia di inaugurazione, seguita dalla proiezione del film di apertura (in Concorso) della Mostra, The Ides of March, scritto e diretto da George Clooney.
Il 10 settembre l'attrice condurrà la cerimonia di chiusura, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi della giuria del Concorso Venezia 68. della Mostra.

   

Weerasethakul, Mazzacurati e Torre a Venezia 68.

Ecco i presidenti di Orizzonti, Venezia Opera Prima e Controcampo

mercoledì 15 giugno 2011 - Marlen Vazzoler

Ecco i presidenti di Orizzonti, Venezia Opera Prima e Controcampo Oggi sono stati annunciati i presidenti delle tre sezioni collaterali: Orizzonti, Venezia Opera Prima e Controcampo della 68a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia che si terrà dal 31 agosto al 10 settembre.
Il regista tailandese Apichatpong Weerasethakul, vincitore l'anno scorso a Cannes della Palma d'oro con il film Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti e nel 2002 del premio Un Certain Regard per il film Blissfully yours, sarà il presidente della sezione Orizzonti. Weerasethakul aveva concorso a Venezia nel 2006 con il film Syndromes and a Century, la prima pellicola di origine tailandese ad essere ammessa in Concorso nella Sezione Ufficiale. Continua »

   

Il regista de Il cigno nero designato dal Cda della biennale.

Venezia 68: Darren Aronofsky sarà Presidente di Giuria

mercoledì 27 aprile 2011 - a cura della redazione

Venezia 68: Darren Aronofsky sarà Presidente di Giuria Sarà il regista, produttore e sceneggiatore statunitense Darren Aronofsky (autore del film d’apertura della 67 Mostra, Il cigno nero, e Leone d’oro 2008 per The Wrestler) - figura chiave del cinema contemporaneo, la cui opera è in continuo dialogo con evoluzione e mutazioni dei diversi linguaggi artistici - la personalità chiamata a presiedere la Giuria Internazionale del Concorso della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (31 agosto-10 settembre 2011), che assegnerà il Leone d’oro e gli altri riconoscimenti ufficiali. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Baratta, accogliendo la proposta del Direttore della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, Marco Mueller. Continua »

   

Il nome del regista suggerito dal direttore Marco Müller.

Venezia 68, a Bellocchio il Leone d'oro alla carriera

domenica 8 maggio 2011 - a cura della redazione

Venezia 68, a Bellocchio il Leone d'oro alla carriera Sarà il regista italiano Marco Bellocchio a ricevere il Leone d'oro alla carriera assegnato in occasione della 68. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 31 agosto al 10 settembre 2011. A deciderlo è stato il Cda della Biennale, presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore della Mostra Marco Müller.
Una scelta che lo stesso Müller spiega con queste parole: "Seguire il cinema di Marco Bellocchio ti porta, in ogni suo nuovo film, sempre verso altre destinazioni da quelle che ci sembrava di aver raggiunto e scoperto. Camminatore instancabile, traghettatore di idee, esploratore del confine instabile tra se stesso, il cinema e la storia, ha utilizzato come mappa, per orientarsi, il mondo che comincia oltre i confini della realtà visibile (e nell'inconscio). E ha così trovato i modi di espressione più vitali e 'giusti' per raccontare l'urgenza di saperi, individuali e collettivi, indeboliti, o svaniti".
Dopo la cerimonia di consegna dell'onorificenza - che si svolgerà nella Sala Grande del Palazzo del Cinema - è prevista la presentazione della nuova versione di Nel nome del padre del 1971: non un restauro ma una nuova opera inedita e "attuale" che lo stesso Bellocchio, a distanza di quarant'anni, ha realizzato a partire dai materiali del film originale.

   

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MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2011 I NUMERI
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