Il treno della memoria conduce a una liberatoria sinfonia di Mozart
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Douglas Gordon
con Avri Levitan, Roi Shiloah.
Genere Documentario
produzione Gran Bretagna, Francia,
2010.
Durata 67 minuti circa.
K.364 è un esercizio di ritrattistica, in questo senso seguito ideale di Zidane: A 21st Century Portrait, realizzato in collaborazione tra Gordon e l'artista francese Philippe Parreno. Questa volta oggetto del ritratto non sono un calciatore e un evento sportivo, ma un brano e una performance musicali. Il film segue il viaggio di ritorno di Avri Levitan and Roi Shiloach - musicisti di origine ebrea-polacca - verso la terra da cui i loro genitori fuggirono nel 1939. Accompagniamo i musicisti mentre lasciano Berlino a bordo di un treno, e attraversano la città di Poznan, dove la vecchia sinagoga è diventata una piscina. Il viaggio termina a Varsavia, per l'esecuzione della "Sinfonia concertante K. 364" di Mozart, eseguita da Levitan e Shiloach insieme alla Polish National Chamber Orchestra.
Diario di viaggio festivaliero di un cineasta alla ricerca di un ritratto socio-politico del mondo
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di José Luis Guerín
Genere Documentario
produzione Spagna,
2010.
Durata 130 minuti circa.
Durante la promozione di un suo film in diversi festival del mondo, un regista vaga con una piccola cinepresa alla ricerca di un motivo o di un personaggio per la sua prossima opera. Sotto forma di un diario di viaggio, Guest presenta le riprese del regista. Nell’intreccio apparentemente casuale di ognuna di queste note di viaggio pulsa un film: la situazione, il conflitto, il personaggio che lo potrebbero generare. “Ciò che si osserva” si manifesta come il primo, essenziale e infinito stadio del cinema.
Il film, come l'infanzia, è un viaggio iniziatico
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Catherine Breillat
con Carla Besnaïnou, Kérian Mayan, Julia Artamonov, David Chausse.
Genere Fiabesco
produzione Francia,
2010.
Durata 82 minuti circa.
C’era una volta… In un castello, lontano, tanto tempo fa…
La fata Carabosse taglia il cordone ombelicale di una neonata, una bambina di nome Anastasia. Appaiono tre giovani fate sbadatelle, rosse in viso per la corsa…
Troppo tardi, dice Carabosse, al compimento del sedicesimo anno di vita la bambina si pungerà la mano e morirà. Le giovani fate scoppiano a piangere! Il loro ritardo non meritava una tale punizione.
Ora dovranno mitigare l’incantesimo fatale…
Riescono solo a predire che invece di morire, Anastasia si addormenterà per cento anni.
Dormire per un secolo intero è noiosissimo, le concederanno allora di girovagare in lungo e in largo in sogno durante questi cent’anni di sonno…
Viaggio suggestivo fra miti antichi e moderni della cultura cinese
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Isaac Julien
con Maggie Cheung, Zhao Tao, Wang Ping, Benedict Wong, Yang Fudong, Gong Fagen.
Genere Drammatico
produzione ,
2010.
Durata 55 minuti circa.
Better Life è un installazione a 9 schermi attraverso cui Isaac Julien intreccia una serie di storie che legano il passato e il presente della Cina. I lavori esplorano lo spostamento delle persone attraverso i continenti e insistono sui viaggi rimasti incompiuti in modo da indurre lo spettatore a riflettere sulle migrazioni umane a livello mondiale.
Personaggi del passato investono di responsabilità la società contemporanea
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Pasquale Scimeca
con Antonio Ciurca, Giuseppe Firullo, Omar Noto, Doriana La Fauci, Greta Tomasello, Roberta Zitelli, Elena Ghezzi, Naceur Ben Hammouda, Andrea Paternostro, Giovanni Calcagno, Vincenzo Consolo.
Genere Drammatico
produzione Italia,
2010.
Durata 94 minuti circa.
I Malavoglia sono una famiglia di Pescatori. Il nonno, Padron ‘Ntoni vive nella casa del Nespolo, con la figlia Maruzza e suo marito Bastianazzo e i loro 3 figli, il ventenne ‘Ntoni e i più giovani Mena, Lia e Alessi. Presto Alef, detto Alfio, un tunisino immigrato clandestinamente, si unisce a loro, grazie alla generosità del giovane ‘Ntoni, che lo raccoglie al momento dello sbarco dalla nave dei profughi e gli trova lavoro nelle serre. Ma un giorno, la barca dei Malavoglia, la Provvidenza, fa naufragio: Bastianazzo muore e Maruzza perde il senno. Un secondo naufragio porta loro via la casa, ammala il cuore del nonno e riduce ‘Ntoni a bere per dimenticare, ma sarà sua l’idea di trascrivere la voce del nonno che recita i suoi proverbi su una traccia musicale che diverrà il brano dell’estate e gli permetterà di ricomprarsi la casa del Nespolo e rimettere in mare la Provvidenza.
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Esercizio di stile fra idea documentaria e arte concettuale sul concetto di apparenza
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Olivier Zabat
Genere Documentario
produzione Francia,
2010.
Durata 58 minuti circa.
Un istituto dove circolano due giovani guardiani notturni e un uomo, di quelli che s’usa definire «erranti». Davanti ai nostri occhi come nel cuore dei personaggi, si presentano la paura, le visioni notturne, con l’aggiunta d’emozione e indignazione davanti a tutte le esclusioni.
Un assemblato di vedute statiche della campagna inglese racconta il viaggio di un arguto saggista esploratore
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Patrick Keiller
Genere Documentario
produzione Gran Bretagna,
2010.
Durata 101 minuti circa.
Dopo London (presentato alla Berlinale nel 1994) e Robinson In Space (1997), è la voce di Vanessa Redgrave a sostituirsi a quella di Paul Scofield per raccontarci il nuovo viaggio nell’Isola (Inghilterra) di Robinson. Robinson è l’invisibile erudito professore che ostinatamente scruta la realtà, esamina segni e tracce, strade banali o monumenti celebri, accumulando documenti, testi e citazioni. Facendo man mano diventare infernali immagini apparentemente innocui, un’analisi implacabile della crisi del 2008.
Cronaca di un dramma esistenziale nella realtà dominicana
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Laura Amelia Guzmán, Israel Cárdenas
con Jean Remy Genty.
Genere Drammatico
produzione Repubblica dominicana, Messico, Germania,
2010.
Durata 84 minuti circa.
Haiti, il professor Jean Remy Genty è sempre in viaggio, in cerca di lavoro. Una figura elegante che si staglia tra la folla; un cristiano modello. Nei suoi viaggi vediamo la trasformazione della città, il suo sviluppo eccessivo. Per i disoccupati di Haiti un cantiere edile è un’opportunità di lavoro, ma Jean non se la sente, si considera troppo vecchio e debole. Ritenendosi un intellettuale, cerca qualcosa di più adatto a lui. E così passa anni a cercare un lavoro degno di una persona istruita come lui. Jean comincia a perdere le speranze; sente il bisogno naturale di crescere, avere una casa, una moglie. I suoi desideri e pensieri diventano confusi. Emozioni negative cominciano a crescere in lui, rendendo distorta la sua percezione della vita quotidiana.
Una ricerca sul campo che finge di indagare nelle possibilità del sesso
Consigliato: Assolutamente No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Mauro Andrizzi
con Luis Machín, Sergio Boris, Lorena Damonte, Carlos Defeo, Debora Dejtiar, Andres Irusta, Felix Quadros, Jazmin Antar, Gabriel Lima, Cecilia Czornogas, Casandra Da Cunha.
Genere Documentario
produzione Argentina,
2010.
Durata 52 minuti circa.
In quella casa lui ci abitava. Tante volte ha guardato il cielo attraverso quella finestra; tante volte è andato su e giù per quelle scale di legno. Ora è un fantasma. Un fantasma che si aggira per lo spazio, ascoltando i suoni delle generazioni che sono venute dopo di lui. È parte del passato, ma è anche il futuro.
Un episodio della Resistenza spagnola raccontato per attese e primi piani
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Lluís Galter
con Lluís Soler, Aina Calpe, Domènech Bautista, Andreu Carandell, Carles García.
Genere Storico
produzione Spagna,
2010.
Durata 98 minuti circa.
Dopo la presa di potere di Franco in Spagna, l'organizzazione anarchica CNT entra in clandestinità, i suoi militanti (rifugiati in Francia) varcano i Pirenei per azioni di sabotaggio. Quando la CNT, di fronte al fallimento di queste azioni decide di rinunciare alle attività sul territorio spagnolo, Ramon Vila, alias Caracremada, decide di continuare, da solo. Il riferimento stilistico del film è certo Robert Bresson, ma non va sottovalutato l’apporto della conoscenza intima, da parte del regista, dei paesaggi e della storia della sua regione, la Catalogna.
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Le memorie di un sicario, incredibili ma vere
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Gianfranco Rosi
Genere Documentario
produzione Italia, Francia,
2010.
Durata 80 minuti circa.
La stanza anonima di un motel. Un uomo con il viso nascosto da un velo nero. Un quaderno dove l’uomo traccia schemi e organigrammi. L’uomo è messicano. Il racconto di una biografia di sangue al servizio dei cartelli dei narcotrafficanti.
L'arte visiva dei Provmyza ricerca la forza primitiva del movimento ma coinvolge solo l'occhio e non l'anima
Consigliato: No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Galina Myznikova, Sergey Provorov
Genere Sperimentale
produzione Russia,
2010.
Durata 45 minuti circa.
Lungo un fiume e le sue rive si muovono compatte, a testa bassa, misteriose figure umane. I colori dei loro abiti si confondono con il verde dei cespigli e il marrone limaccioso dell'acqua e del fango. Gesti e coreografie tra i loro corpi e gli elementi della natura scandiscono lo scorrere lento del tempo. Potente, inquietante e indecifrabile, con una straordinaria cura tecnica e formale, il nuovo video della coppia di artisti russi Myznikova e Provorov (insieme si firmano Provmyza) è un nuovo capitolo nella loro creazione una dimensione primitiva o apocalittica, in cui l'umanità e i suoi rituali sembrano tornare visibili per la prima volta, e Uomo e Natura celebrano il rituale della loro riunione.
Nella natura generosa del Messico, una carrellata di storie ingrate
Consigliato: Assolutamente No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Nicolás Pereda
con Teresa Sánchez, Gabino Rodríguez, Oscar Zaavedra Miranda.
Genere Docu-fiction
produzione Messico, Canada,
2010.
Durata 76 minuti circa.
Golia avrebbe ucciso la fidanzata, lo dicono tutti nel villaggio, anche i bambini. Una moglie è stata abbandonata dal marito, due soldati seminano il terrore. Con incredibile vigore narrativo, documentario e finzione si uniscono in un impercettibile, raro e riuscito connubio capace di esprimere la violenza del quotidiano come quella di un’intera società.
La vita quotidiana di una comunità buddista, tra preghiere e assistenza
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Huang Wenhai
con Master Liao Guo, Master Shao Yun.
Genere Documentario
produzione Cina,
2010.
Durata 78 minuti circa.
Reconstructing Faith documenta con tenerezza, emozione e speranza come una comunità buddista provi a inventare altri rapporti sociali ed altri modi di organizzazione, cominciando dal prendersi cura dei deboli, dei malati e di chi scompare nell’indifferenza.
E se il mondo finisce, io lo fotografo
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Isabella Sandri, Giuseppe M. Gaudino
con Federico Tolardo, Emanuele Buganza.
Genere Documentario
produzione Italia,
2010.
Durata 90 minuti circa.
L’ostinazione, l’eccesso, i patimenti nella vita e nelle opere dell’esploratore cineasta e fotografo Alberto Maria De Agostini (1883-1960) arbitrariamente reinventate. Partito a ventisei anni da un paesino del Piemonte come missionario, raggiunse nel 1910 la Patagonia e la Terra del Fuoco. Scalò montagne, scoprì fiordi ed esplorò ghiacciai dando loro i nomi. Di fronte allo struggimento e al dolore della scomparsa degli ultimi indios, non seppe usare altre parole che quelle impressionate sulle sue lastre fotografiche o sui fotogrammi del suo bellissimo film Terre Magellaniche. Tutto questo finisce in un immaginario e caotico magazzino della memoria, in mezzo a tristi residui accatastati della “civiltà dei bianchi”, dove due ragazzi frugano alla ricerca di tracce dell’artista
La follia di un fatto vero letto in modo grottesco e gore per attaccare la nuova società giapponese
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Sion Sono
con Asuka Kurosawa, Mitsuru Fukikoshi, Tetsu Watanabe, Megumi Kagurazaka, Denden, Hikari Kajiwara.
Genere Thriller
produzione Giappone,
2010.
Durata 144 minuti circa.
Shamoto gestisce un negozio di pesci tropicali. La seconda moglie non va d’accordo con la figliastra Mitsuko. Un giorno, sorpresa a compiere un furto in un supermercato, Mitsuko viene salvata dal signor Murata, un uomo che svolge la stessa professione del padre e che le offrirà di lavorare con lui. Avrà così inizio un viaggio nell’orrore – ma il film è anche una riuscitissima commedia satirica sul Giappone della corsa al successo.
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La vita di un ragazzo dopo un grave lutto esplorata in toni da commedia
Regia di Josh Safdie, Ben Safdie
con Benny Safdie, Jordan Valdez, Dakota Goldhor, Juan Waters.
Genere Commedia
produzione USA,
2010.
Durata 21 minuti circa.
Il corto si addentra nella vita di John dopo che questo viene colpito dal grave lutto della morte di sua madre. Imbocca una cattiva strada iniziando a vendere oggetti online, truffando negozi, non prendendosi più cura della sua casa. John ha bisogno del calore degli amici ma si accontenta di perfetti sconosciuti; questa situazione lo catapulterà prematuramente nella crudele desolazione del mondo che lo circonda. È circondato da persone che non parlano la sua lingua e immerso nella sua grotta esistenziale ignora i tesori culturali ammassati nel suo appoartamento, pensando solo a poterne ricavare denaro tramite le vendite online. Il suo stordimento, l' "essere andato" deriva da qualcosa di molto sinistro e perduto.
Come diventare pirati contemporanei grazie al ‘plutex’
Consigliato: No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di João Nicolau
con Mike Biberstein, José Mário Branco, Luís Miguel Cintra, Alice Contreiras, Tiago Fagulha, Pedro Faro, Ligia Soares, Manuel Mesquita, Joana Cunha Ferreira, Hugo Leitão, Luís Lima Barreto, Nuno Pino Custódio, Mariana Ricardo.
Genere Commedia
produzione Portogallo, Francia,
2010.
Durata 145 minuti circa.
Manuel dice addio alla sua vita abitudinaria a Lisbona e si imbarca su una caravella portoghese del XV secolo, dove vigono ancora le leggi della pirateria. Una volta a bordo, un tradimento scatena una serie di avvenimenti terribili che il protagonista cerca di superare senza venire meno ai propri principi morali. Un grande film di avventure marinare, una sorprendente commedia dell’assurdo.
Cinema di poesia per ricordare l'immigrazione in Gran Bretagna, nel dopoguerra
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di John Akomfrah
Genere Documentario
produzione Gran Bretagna, Ghana,
2010.
Durata 90 minuti circa.
A vent’anni dalla partenza per la guerra di Troia, Ulisse non ha ancora fatto ritorno a Itaca. Il figlio Telemaco decide quindi di mettersi alla ricerca del padre. Inizia così l’Odissea di Omero, punto di riferimento narrativo per l’originale produzione di John Akomfrah: una storia che parla di destino, caso e redenzione, sfuggendo a qualunque classificazione di genere. Strutturato come una favola allegorica e vagamente ispirato alla fantascienza esistenziale, The Nine Muses racconta in maniera insolita la storia dell’immigrazione di massa in Gran Bretagna nel dopoguerra, leggendola attraverso la lente del poema omerico. Il film è suddiviso in nove capitoli musicali, nei quali le scene girate tra USA e Regno Unito si fondono con un’ampia selezione di materiale d’archivio.
La riproduzione in quadri viventi delle opere di un miniaturista indiano del XVIII secolo.
Consigliato: No*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Amit Dutta
con Manish Soni, Nitin Goel, Sriniwas Joshi.
Genere Documentario
produzione India, Svizzera,
2010.
Durata 80 minuti circa.
Nainsukh (1710–1778), nato in una famiglia di pittori, figlio minore del Pandit Seu, che viveva a Guler, in una regione collinare dell’India settentrionale. Intorno al 1740 entra al servizio del raja Balvant Dev Singh di Jasrota e vi rimane fino alla morte del raja, nel 1763. In quell’anno Nainsukh si reca in pellegrinaggio a Hardwar, dove erano state portate anche le ceneri del raja per immergerle nel Gange. Qui scrive una nota informativa molto lunga sul registro dei preti, con un piccolo squisito disegno. Intorno al 1765 si trasferisce a Basohli, dove rimane forse fino alla morte. Tra i suoi dipinti, ritratti del raja, il più famoso dei quali è "Raja Balwant Singh che uccide una tigre", ritratti di altre figure della corte, oltre a un autoritratto dipinto prima che avesse vent’anni, e ritratti del padre e del fratello maggiore Manaku. Influenzato dalla pittura mughal, Nainsukh rimane tuttora il più famoso pittore pahari (lett. “di montagna”)
Il manicomio in Egitto: un luogo in cui isolare la diversità
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Marianne Khoury, Mustapha Hasnaoui
Genere Documentario
produzione Egitto, Francia,
2010.
Durata 90 minuti circa.
Cronache da un manicomio. La città è Il Cairo, le pareti sono scrostate, il degrado è ottundente quanto lo è la dondolante quotidianità dei pazzi che lo abitano. I registi osservano con doloroso rigore una realtà sconosciuta e, per molti versi, sconvolgente. La follia - sembrano suggerire - è parto amaro della mancanza d’amore e della repressione sociale. Le parole “folli” spesso sono espressioni di represse verità.
Enigma irrisolvibile che aggira la narrazione e penetra l’inconscio.
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di François-Jacques Ossang
con Guy Mc Knight, Elvire, Diogo Dória, Lionel Tua.
Genere Drammatico
produzione Francia, Portogallo,
2010.
Durata 93 minuti circa.
Risvegliandosi dal coma, dopo un incidente di sci d’acqua nel quale è rimasta uccisa la fidanzata Délie, Stan van der Decken apprende di essere l’erede del misterioso Professor Starkov. Si imbarca quindi verso il paese di Las Estrellas, dove viene accolto da Jon, un supposto amico d’infanzia, e dal dottor Lisandro Ewers. Il professor Starkov, che potrebbe essere il padre di Délie, ha messo a punto un procedimento soprannominato “Doppio genetico”. Che Stan e Délie siano stati le cavie dello strano esperimento del geniale farmacologo?
Minuziosa ricostruzione della militanza nel Partito Comunista Libanese
Regia di Maher Abi Samra
Genere Documentario
produzione Libano, Francia, Emirati Arabi Uniti,
2010.
Durata 85 minuti circa.
Un cineasta torna a Beirut. Vi ritrova i suoi vecchi compagni, ex-militanti come lui del Partito comunista libanese. La guerra civile, la ricostruzione, lo sradicamento dell’oggi hanno fatto saltare le convinzioni e l’impegno. La memoria (raccontata, ricostruita, messa in scena con cura estrema) come cura contro la frammentazione in comunità religiose in conflitto tra loro e la minaccia del fondamentalismo.
Episodi surreali (licantropi, serial killer, finti supereroi) si intrecciano in una Corea surreale
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Gok Kim, Kim Sun
con Jo YoungJin, Jang Liu, Park JiHwan, Patrick Smith.
Genere Drammatico
produzione Corea del sud,
2010.
Durata 123 minuti circa.
Un affresco del malessere sociale e politico della Corea odierna, tra satirico, surreale e fantastico. Un assassino seriale che veste permanentemente una maschera antigas semina il terrore. Quattro personaggi si mettono sulle sue tracce nel giorno delle elezioni: una ragazza-lupo a guida di una setta di giovani che pianificano il suicidio collettivo, il supereroe fallito Super Bo-sik, un marine americano sull'orlo della follia e il candidato favorito per la poltrona di sindaco di Seoul, che ha ricevuto un'inquietante minaccia di morte. Ma l'assassino è ovunque o forse semplicemente dentro ciascuno di noi.
Il cineasta dell'underground newyorkese guarda alla decadenza di Long Island con due occhi da straniero
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Paul Morrissey
con Demian Gabriel, Viva Hoffman, Nicole LaLiberte, Olga Liriano.
Genere Drammatico
produzione USA,
2010.
Durata 94 minuti circa.
Un clandestino argentino a Montauk, l’estrema punta orientale di Long Island, incontra ciò che rimane del sogno americano: consumismo drasticamente impoverito e vuoto morale definitivo, in cui chiunque può essere venduto o lasciato morire su una spiaggia. Il regista di Flesh, Trash e Heat guarda con occhio attonito un mondo in cui non può riconoscersi. Dal passato emerge un disincantato testimone: la superstar warholiana Viva, che ora dipinge e discute di chirurgia plastica. Un film che tesse un filo rosso con la produzione più segreta e personale di Morrissey, quella che va da Madame Wang’s a Mixed Blood.
La ruggine del capitalismo
Consigliato: Sì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Noël Burch, Allan Sekula
Genere Documentario
produzione Paesi Bassi, Austria,
2010.
Durata 110 minuti circa.
Il mare è dimenticato finché non accade un disastro. Ma forse il maggiore disastro dei trasporti marittimi è la catena di distribuzione che porta l’economia globale verso l’abisso. Il film segue i container a bordo di navi, chiatte, treni e camion, ascoltando i lavoratori, tecnici, progettisti, politici e quelli che vengono marginalizzati dal sistema globale dei trasporti. Si tratta di visite presso agricoltori costretti ad abbandonare la propria terra in Olanda e Belgio, camionisti sottopagati a Los Angeles, marinai a bordo di mega navi che fanno la spola tra l’Asia e l’Europa e operai cinesi, i cui salari bassi sono la fragile chiave dell’intero rebus. A Bilbao, scopriamo l’espressione più sofisticata dell’idea che l’economia marittima, e il mare stesso, sono in qualche modo obsoleti.
Meta-cinema e riflessioni rohmeriane su complicate relazioni amorose
Consigliato: Nì*media giudizi di pubblico, critica e dizionari.
Regia di Sang-soo Hong
con Jung Yu-mi, Sun-kyun Lee, Moon Sung-keun.
Genere Drammatico
produzione Corea del sud,
2010.
Durata 80 minuti circa.
Ancora una trama complessa per il regista Sang-soo Hong, che divide il film in quattro capitoli, Jumuneul oeul nal (A Day for Chanting), Kiseu wang (King of Kiss), Pokseol hu (After the Snowstorm) e Ok-hui-ui yeonghwa (Oki's Movie). La storia in sé racconta le vicende, presenti e passate, di un giovane cineasta, del suo anziano professore di cinema e di Ok-hui (Oki), bella ragazza contesa tra i due.