Festival di Venezia 2009

Guida alla 66ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - 2 / 12 settembre 2009

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Venezia66: Lebanon conquista il Leone d'oro
sabato 12 settembre 2009 di Letizia della Luna

Come da giorni si vociferava il Leone d'oro è andato a Lebanon di Samuel Maoz: "dedico il premio" ha dichiarato il regista "a quelle migliaia di persone in tutto il mondo che sono tornate dalla guerra come me, apparentemente sani e salvi, persone che camminano, si sposano, fanno figli, ma dentro di loro il ricordo rimarrà infisso nelle loro anime. Migliaia di persone che hanno imparato a vivere e a sorridere con il dolore. La morte alimenta la guerra. Quando smetteremo di uccidere smetteremo di fare le guerre. Mi sembra ingegnuo ma mi piace credere che il film che ho fatto possa aprire le menti delle persone".
Il Leone d'argento per la migliore regia è stato consegnato all'iraniana Shirin Neshat per il film Women Without Men, una pellicola che la regista ha definito un vero e proprio "progetto d'amore, un film che è un vero e proprio messaggio di libertà e di democrazia, un film che parla anche al governo dell'Iran: io prego il governo iraniano di dare al popolo quello che dovrebbe avere: diritti umani di base".
Il premio speciale della Giuria è andato a Soul Kitchen di Fatih Akin, già acclamato autore di importanti film (da La sposa turca a Crossing the Bridge).
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile è andata a un'emozionatissima Ksenia Rappoport (La doppia ora di Giuseppe Capotondi), mentre quella per l'intepretazione maschile è stata consegnata a Colin Firth per A Single Man di Tom Ford: "sei uno dei registi migliori con cui potevo sperare di lavorare" ha detto l'attore rivolgendosi dal palco al regista "un vero artista; non vedo l'ora di vedere il prossimo film che farai, ma terrò libera l'agenda se mi vorrai anche solo per fare la comparsa".
È stato consegnato anche il Premio Mastroianni per il miglior attore emergente: Jasmine Trinca, composta seppure visibilmente emozionata, per Il grande sogno di Michele Placido.
Il premio De laurentiis per la migliore opera prima, consegnato dal vincitore dello scorso anno Gianni Di Gregorio (Pranzo di ferragosto), è stato assegnato a Engkwentro di Pepe Diokno perché "incarna il coraggio, l'ardire e lo spirito del leone stesso. Un film con una grande capacità di osare nell'affrontare un argomento difficile".
Il Premio Osella per la miglior sceneggiatura è andato a Todd Solondz per Life During Wartime, mentre l'Osella per il miglior contributo tecnico è andato alla scenografa Sylvie Olive per Mr. Nobody di Jaco Van Dormael.
Carlo Lizzani ha premiato per la sezione Controcampo italiano: il vincitore è Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli, mentre ha ricevuto una menzione speciale il documentario Negli occhi di Francesco Del Grosso e Daniele Anzellotti.
La cerimonia di premiazione della 66° edizione della Mostra del Cinema di Venezia si è infine conclusa con la consegna del premio Jaeger-LeCoultre a Sylvester Stallone.

Un verdetto non facile in mancanza del 'grande' film.

Giuria di Venezia: le premiazioni della 66° edizione

sabato 12 settembre 2009 - Giancarlo Zappoli

Giuria di Venezia: le premiazioni della 66° edizione Ang Lee, che ormai deve avere casa a Venezia perché quando non vince è presidente della Giuria del Concorso Ufficiale, ha coordinato il lavoro dei suoi giurati conducendo a un esito destinato a non scontentare (quasi) nessuno e a fare contenta (molto contenta) una distribuzione italiana. Prendiamo le mosse proprio dai premi 'italiani'. Già escluso per eccesso di vetrina Baarìa Medusa ha fatto l'asso pigliatutto per quanto riguarda le attrici con, in più, un eccesso di 'emergenza'. Come già accadde con Emanuele Crialese che venne, con Nuovomondo, gratificato del termine 'rivelazione' dopo che tutto il mondo lo aveva già conosciuto (e apprezzato) a Cannes con Respiro. Quest'anno è toccato a Jasmine Trinca, attrice davvero versatile che però è un po' difficile definire 'emergente' considerata la sua già non proprio secondaria carriera artistica. Ma tant'è e la brava Jasmine, dopo essere stata due anni fa già selezionata nelle 'Shooting Star' di Berlino, si ritrova di nuovo ad 'emergere'.
Medusa evidentemente presta particolare attenzione alle attrici che scrittura e così porta a casa anche il premio per la migliore interpretazione femminile con Xsenia Rappoport protagonista de La doppia ora.
Per quanto riguarda gli altri premi non c'è molto da rilevare anche perché quest'anno alla Mostra non c'era un film che esplodesse sullo schermo come era accaduto lo scorso anno con The Wrestler. Ecco allora che il carro armato israeliano, spazio concentrazionario e microcosmo simbolico di Lebanon può benissimo fregiarsi del Leone d'Oro. Così come il vibrante e vitale Soul Kitchen di Fatih Akin si ritrova con un premio speciale che fa da contraltare al dramma bellico.
Il premio al film iraniano Women Without Men è marcatamente 'politico' che però va a un film apprezzabile. Todd Solondz e Jaco Van Dormael si trovano un po' stretti nei due riconoscimenti 'tecnici' assegnati alle loro opere (Life During Wartime sceneggiatura e Mr. Nobody scenografia). Chiudiamo questa breve riflessione 'a caldo' con due considerazioni e una nota a margine. La prima considerazione va ai film 'sorpresa' che tanto sorprendenti non sono stati, perlomeno per la giuria visto che non li ha considerati per i premi. Va poi notato che un regista presente in Concorso con due opere (caso più unico che raro) come Werner Herzog torna a casa a mani vuote. Non è un dato da sottovalutare.
La nota a margine va al Premio per la sezione Controcampo: il riconoscimento a Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli non può che essere condiviso. Pur con le inevitabili (e necessarie) note acerbe dell'opera prima il film ha ampiamente meritato un riconoscimento che è anche un incentivo a proseguire in un mondo (quello del cinema) che non abbonda di sguardi al femminile.

   

Oggi A Single Man e Mr. Nobody.

Mostra di Venezia: La doppia ora convince. O no?

venerdì 11 settembre 2009 - Lisa Meacci

Mostra di Venezia: La doppia ora convince. O no? Mentre ci avviciniamo alla conclusione di questa 66esima edizione della Mostra di Venezia, qua e là c'è già chi trae i primi bilanci, soprattutto sulla nostra Italia. Ieri la kermesse ha visto proprio l'ultimo italiano in gara, con l'esordiente (a sorpresa) Giuseppe Capotondi che ha presentato La doppia ora con Filippo Timi e Ksenia Rappoport. I giudizi sui giornali sono contrastanti, basta dare un'occhiata ai titoli delle news e capita di trovare "La doppia ora convince" ma anche "La doppia ora delude". Il regista comunque appare sereno: "Essere a Venezia è una sensazione mista di orgoglio e paura. Sono grato a Marco Müller e ai selezionatori che mi hanno voluto qui, ma non sono certo al livello di Herzog. Per il mio film mi sono ispirato al cinema di Polanski, Dario Argento e Lucio Fulci per quanto riguarda le atmosfere thriller, a Cassavetes per il lavoro con gli attori", ha dichiarato.

Oggi è una giornata importante al Lido, gli ultimi due film in gara sono pronti per fare la loro parte. Vanno in scena A Single Man di Tom Ford, racconto di un professore che si ritrova improvvisamente solo dopo la morte del compagno, e Mr. Nobody di Jaco Van Dormael che narra di Nemo Nobody, un uomo speciale che vive in differenti momenti del 20esimo e del 21esimo secolo.

Soul Kitchen scopre il lato comico del regista di La sposa turca.

La cucina dell'anima di Fatih Akin

venerdì 11 settembre 2009 - Gabriele Niola

La cucina dell'anima di Fatih Akin Non è stupido Fatih Akin e conosce bene i meccanismi dei festival. Non a caso ha insistito molto con Marco Muller per ottenere che il suo Soul kitchen fosse programmato nella seconda settimana, perché dopo tanto cinema impegnato e in media raramente efficace una commedia può conquistare con poco i favori del pubblico. In più Soul kitchen può anche contare parecchie frecce al suo arco!
Dotata di un umorismo curioso che incrocia comicità fisica con gag dal grande ritmo sporcate di grottesco, il film riflette la personalità del suo autore: "Mi divertono i classici ma anche il vostro Adriano Celentano o Bud Spencer. Volevo fare un calderone di tutto ma non sapevo se avrebbe funzionato". Funziona e come! Ondeggiando tra Amburgo ("la mia città Natale, il luogo la cui vita volevo mostrare davvero") e la musica black ("Tutti gli immigrati e specie i turchi si identificano con la musica black, da qui il titolo. La musica identifica gli immigrati e Amburgo è la città della black music") per raccontare una storia tra musica e cucina.

Ferrara risponde alla polemiche dei giorni scorsi sul remake del film Il cattivo tenente.

Napoli, Napoli, Napoli: il documentario partito dal carcere femminile

venerdì 11 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Napoli, Napoli, Napoli: il documentario partito dal carcere femminile La pellicola di Abel Ferrara è nata come un documentario che è partito per volere del regista dal carcere femminile di Pozzuoli, per raccontare attraverso le donne non il carcere ma l'umanità e la città. Durante questo percorso Ferrara ha deciso di allargare il progetto aggiungendo delle piccole fiction sceneggiate da Peppe Lanzetta, Maurizio Braucci e Gaetano Di Vaio.

È stato semplice avere a disposizione questi racconti, c'è stato un casting della vita, come sono andate le cose?

Gaetano di Vaio: Abel conosceva un po' il mio percorso di vita e ha fatto si che il contatto e la mediazione con le persone recluse avvenisse soprattutto attraverso me, diciamo che sono stato uno strumento positivo di Abel.
Giovanna Di Tonno, ex carcerata: Io stavo a Pozzuoli, dove mi hanno intervistato. Parlando della mia storia mi fa male ancora, quando ero là dentro è venutq a mancare mia mamma, poi ho perso mio padre, ora sono sola e vado avanti.
Gaetano di Vaio: Abel ha voluto dare voce in maniera forte, oserei dire anche in modo prepotente a un'umanità, in cui abbiamo voluto capovolgere questo tipo di situazione. Il tentativo è stato di fare incontrare queste Napoli, di confrontarci e di costruire qualcosa di positivo.

Intervista al regista.

Valhalla Rising: una pellicola sui vichinghi che si ispira alla science fiction

venerdì 11 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Valhalla Rising: una pellicola sui vichinghi che si ispira alla science fiction Dopo Bronson, presentato al Festival di Berlino e distribuito nelle maggiori città europee, torna Nicolas Winding Refn con Valhalla Rising, una pellicola molto diversa dalle opere dirette finora.

Ci può raccontare la genesi di questo progetto?
Nicolas Winding Refn: Ho sempre voluto fare un film sui vichinghi, non so perché, visto che non sono veramente interessato ai vichinghi. Ma avevo questa idea di un film sci-fi, avevo anche pensato ad un viaggio in America nel periodo in cui è ambientata la pellicola, quasi fosse un viaggio spaziale. Ho contattato Roy Jacobson per parlare di questa storia, una possibile storia vera: negli anni trenta in Lowa è stata trovata una rovina di pietra in un campo di grano ma non si sa come questa pietra di origini vichinghe sia arrivata lì, visto che si sa di sbarchi dei Vichinghi in Canada e non fino in America. È stato scoperto che la rovina era in realtà un avviso: i Vichinghi avevano rapinato degli altri Vichinghi, quello era il loro territorio.
Questa cosa mi ricorda una storia che mia madre mi raccontava quando ero piccolo, di un padre e un figlio che viaggiano sulla luna e trovano una bara fatta da esseri umani, ma non rammento come finisce la storia e così da allora sono rimasto ossessionato dal viaggiare nel mondo dell'ignoto. Di questo ho parlato con Roy con cui ho litigato negli ultimi due anni su come fare un'interessante film sui vichinghi.

Intervista a Werner Herzog.

My son, my son, what have you done: il secondo film di Herzog in concorso

venerdì 11 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

My son, my son, what have you done: il secondo film di Herzog in concorso Werner Herzog: La pellicola è basata su un vero caso d'omicidio avvenuto a San Diego, per questo abbiamo girato in quella città. L'uomo condannato per omicidio era un attore di talento in un'opera teatrale di Sofocle nella parte di Oreste, che uccise nella realtà la madre. Fu condannato a un manicomio in stato di massima sicurezza, dopo diciott'anni e mezzo è stato rilasciato e dichiarato sano di mente e io l'ho incontrato in un campeggio, dove aveva una piccola e decrepita roulotte vicino a Riverside in California. Mi rendevo conto che era ancora in qualche modo pericoloso, veramente pazzo, ma quello che mi ha veramente spaventato è quando ho visto in un angolo di questa piccola roulotte un poster di Ghédé con una candela accesa sotto. Dopo quell'incontro non l'ho mai più chiamato per incontrarci. Il progetto è nato e all'improvviso è diventato realtà, ancora è misterioso il modo in cui sia accaduto. Vorrei spiegare come è avvenuto il coinvolgimento di Lynch: rispettiamo reciprocamente il nostro lavoro, nonostante siamo molto diversi. Mi sono seduto con David ed abbiamo parlato dei costi di produzione. Lui ha detto: "Perché non lo facciamo? Hai un progetto?", io ho risposto di sì. Lui mi ha chiesto quando avrei potuto iniziare ed io ho detto: "Domani!" Non è stato il giorno dopo, ma alla compagnia di produzione con cui David ha fatto molte collaborazioni negli ultimi decenni, ha detto cosa voleva far parte del progetto e alla fine abbiamo fatto un accordo affinché diventasse produttore esecutivo. "Potrai facilmente vendere il tuo film in Francia", mi disse. David non è stato coinvolto direttamente ma è venuto al casting e mi ha chiesto chi erano i migliori fra i migliori e mi è venuto subito in mente Michael Shannon, che avevo invitato a far parte del film Il cattivo tenente in cui ha questa piccola parte, sfortunatamente non ce n'era una più grande e poi abbiamo avuto Willem Dafoe, Chloë Sevigny, Udo Kier.

A Women Without Men il premio dell'Unicef.

Capitalism: A Love Story si aggiudica il Leoncino d'Oro

venerdì 11 settembre 2009 - a cura della redazione

Capitalism: A Love Story si aggiudica il Leoncino d'Oro Il film di Michael Moore, Capitalism: A Love Story si è aggiudicato il Leoncino d'Oro Agiscuola per il Cinema, assegnato dai 24 ragazzi membri della giuria con la seguente motivazione: “Non accade spesso che un film riesca ad accumunare le opinioni di una giuria così giovane, così numerosa e con gusti cinematografici così vari; quest'anno è successo. Il pregio di questo film è stato quello di affrontare in maniera coraggiosa e diretta problemi attuali, riuscendo a strappare, nonostante gli argomenti trattati, più di una risata al pubblico. Dissacrante, pungente ma al tempo stesso impegnato, il film mette lo spettatore di fronte alla gravissima situazione in cui versa la società moderna, sollecitando una concreta presa di coscienza”.
A Women Without Men di Shrin Neshat è andato il premio dell'UNICEF come film che meglio trasmette ivalori e gli ideali dell'UNICEF. Questa è la motivazione: “Attraverso la narrazione di quattro storie private, rappresentate con grande poesia e sottile raffinatezza, il film racconta il dramma dell'essere umano privato dei propri diritti fondamentali. L'artista dipinge uno spaccato sociale, geograficamente e storicamente determinato, che assume il valore di una parabola universale. Esaltando il coraggio di sfidare le regole per riconquistare la propria libertà, il film dona una scintilla per un'auspicata presa di coscienza”.

   

Oggi in concorso il nostro Giuseppe Capotondi.

Venezia66: Il grande sogno di Placido conquista il pubblico

giovedì 10 settembre 2009 - Lisa Meacci

Venezia66: Il grande sogno di Placido conquista il pubblico Se ancora la critica pondera le recensioni e non si sbilancia più di tanto in commenti, il pubblico non ha dubbi: i 15 minuti di applausi con tanto di standing ovation della Sala Grande del Palazzo del Cinema, testimoniano che Il grande sogno di Placido ha colto nel segno. Presenti all'anteprima c'erano quasi tutti: regista, molti membri del cast tecnico, l'amministratore delegato di Medusa Film, e i due protagonisti Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio...peccato per il grande assente Luca Argentero, impegnato a Roma sul set di Mangia, prega, ama (con Julia Roberts).

Oggi il Lido volta pagina, e fa posto ad altri tre film in concorso: è il turno di un altro italiano, il regista Giuseppe Capotondi che ci presenta La doppia ora, un avvincente thriller con Filippo Timi e Ksenia Rappoport. Dalla Germania arriva Soul Kitchen di Fatih Akin, una commedia sulle difficoltà che emergono durante la gestione di un ristorante, mentre dall'Egitto arriva The Traveller di Ahmed Maher, che racconta lo scorrere di tre giorni fondamentali della vita di Hassan.

Romero ha deciso di ambientare la pellicola su un'isola.

Survival of the Dead: il papà degli zombie in concorso

giovedì 10 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Survival of the Dead: il papà degli zombie in concorso Non lo so, ma quando una cosa va bene dal punto di vista finanziario, si vuole fare un altro film. Ho moltissime idee. Penso che se cercassi di fare dei film seri non ne sarei capace, preferisco fare pellicole sugli zombie e divertirmi allo stesso tempo.
Perché ha scelto un'isola? La storia non si poteva svolgere sulla terraferma?
Sembra che un'isola sia il posto più sicuro per vivere perché circondato da acqua, quella è stata una delle prime idee che mi è venuta in mente. I personaggi vanno su un'isola e si ritrovano bloccati li, non c'è una ragione metaforica. L'aver scelto l'isola, è qualcosa che serve alla storia.

Mario Capanna dà la sua opinione sulla pellicola di Placido.

Il grande sogno: il terzo film italiano in concorso a Venezia

mercoledì 9 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Il grande sogno: il terzo film italiano in concorso a Venezia Il grande sogno uscirà in Italia venerdì prossimo, l'11 settembre, in 450 copie ed è il primo progetto di collaborazione tra la Tao2 e la Medusa. La lavorazione del film è durata due anni tra scrittura, preparazione, e montaggio.

Lei ha ripreso la famosa scena di Valle Giulia, sulla quale ci fu l'intervento di Pasolini a favore dei poliziotti. In che modo lei ha vissuto e sentito quella situazione quando ha saputo della lettera di Pasolini?
Michele Placido: Io ho raccontato la mia storia, di Michele Placido, la storia di una ragazza che in qualche modo tiene alla memoria del signor Pasolini e il personaggio di Argentero che in qualche modo appartiene alla memoria del mio amico torinese. Quindi sono tre storie vere, certo ci possono essere delle mancanze di carattere politico od ideologico ma la visione è di un poliziotto, di un ragazzo che viene dal sud. Ed è proprio lì la chiave per chi la vuole intendere. Pasolini scrive quella lettera su quei ragazzi, io non sono d'accordo con Pasolini perché quei ragazzi sono stati i miei primi insegnanti. Io volevo fare l'attore, venivo da un paesino del sud, non eravamo così colti e preparati. Nella prima parte manganellavo i ragazzi, ma alla fine del '68 mi sono trovato dall'altra parte all'accademia nazionale di arte drammatica e soprattutto quei ragazzi mi hanno insegnato a vedere il mondo con occhi diversi. Da allora è cominciato il mio percorso come attore e come uomo. La passione, il partecipare a qualcosa non è una questione ideologica, ogni volta serve a qualcosa, questo vuol significare il film, spero che ai ragazzi arrivi qualcosa.

Il regista di Training day torna al poliziesco.

Brooklyn's finest: la cosa più vicina a un possibile Training Day 2

mercoledì 9 settembre 2009 - Gabriele Niola

Brooklyn's finest: la cosa più vicina a un possibile Training Day 2 A uno piace la polizia e il lato più oscuro di questo mestiere mentre l'altro solitamente interpreta criminali e nella vita privata ha da poco avuto dei guai con la giustizia. Si parla di Antoine Fuqua e Wesley Snipes, rispettivamente regista e interprete di Brooklyn's finest, film presentato fuori concorso alla mostra e atteso ritorno del regista di Training day al cinema poliziesco.
"Non sono eccessivamente innamorato del genere in sé ma mi interessano molto le storie su pubblici ufficiali che perdono la strada, è una contraddizione stimolante", non ne è innamorato ma intanto con il poliziesco si sente a casa, dopo tante variazioni infatti ci ritorna con gioia e grazie all'Italia: "Non ci crederete ma ho deciso di fare questo film qui in Italia quando qualche anno fa un giornalista mi chiese perché non facevo un altro film come Training Day. Quella cosa mi ha fatto riflettere e capire che dovevo tornare a fare le cose che mi piacciono e non solo i film che mi impongono gli studios". Intanto Snipes, con il suo fare sardonico annuisce silenzioso…

Oggi tocca a Placido, Romero e Shirin Neshat.

Mostra di Venezia: il debutto della nuova coppia Clooney-Canalis

mercoledì 9 settembre 2009 - Lisa Meacci

Mostra di Venezia: il debutto della nuova coppia Clooney-Canalis E anche questa è fatta: lei ci sarà o non ci sarà, lui è gay o non è gay? Elegantissimi, bellissimi, e mano per la mano tutto il tempo, George Clooney e la nostra Elisabetta Canalis, hanno sfilato senza lasciare più dubbi sul red carpet della Mostra di Venezia (un bel debutto per lei), dando vita a un mezzo show. I fotografi sono letteralmente impazziti, e come biasimarli? Un classico smoking per lui, capelli sciolti e abito verde cobalto by Cavalli per lei, entrambi circondati da quell'aurea che solo i divi sanno avere. E alla faccia di chi arriva, fa un salutino veloce e se ne va, loro sul tappeto rosso proprio ci volevamo restare e per più di mezz'ora hanno sorriso e firmato autografi.
Decisamente più in ombra, con loro hanno sfilato il regista e il cast di The Man Who Stare at goats, tra cui un mai sorridente Ewan McGregor.

Oggi in concorso, è il turno del nostro Michele Placido che presenta Il grande sogno, la storia della ribellione e della contestazione studentesca che attraversò il nostro Paese nel Sessantotto. Nel cast troviamo Luca Argentero, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Laura Morante e Silvio Orlando. Dal Canada arriva poi l'horror Survival of the Dead diretto da George A. Romero, dove morti viventi continuano a minacciare i vivi. Infine, arriva Women Without Men di Shirin Neshat che inscena un bellissimo e poetico romanzo della scrittrice iraniana Shahrnush Parsipur.

L'attore a Venezia per il suo nuovo film The men who stare at goats.

Ewan McGregor guarda le capre

mercoledì 9 settembre 2009 - Gabriele Niola

Ewan McGregor guarda le capre Di tanti che interpretano The men who stare at goats gli unici due che sono venuti a Venezia sono Ewan McGregor e George Clooney (Jeff Bridges e Kevin Spacey sono rimasti a casa). Uno di questi due poi è inavvicinabile se non avete fatto la velina a Striscia la notizia, quindi a parlare del film c'era praticamente solo l'ex Jedi Obi-Wan Kenobi che in questo nuovo film di Grant Heslov curiosamente si sente di nuovo dire che la forza in lui è grande.
Si tratta di una commedia esilarante basata su un fatto vero, cioè che l'America per decenni ha sperimentato la possibilità di allenare i propri soldati a sviluppare poteri paranormali definendoli Jedi. "Si è tutto vero!" conferma McGregor davanti allo stupore generale "Jon Ronson [lo scrittore del libro da cui è tratto il film] ha anche realizzato un documentario su questa storia percui tutti noi abbiamo potuto vedere le persone che poi abbiamo interpretato".
Un fratello militare, un passato da Obi-Wan e una passione per i viaggi hanno fruttato a McGregor la possibilità di avere il ruolo da protagonista anche se americano mentre lui, com'è noto, viene dalla Scozia. Ma gli accenti per gli attori non sono un problema…

George Clooney torna come produttore a Venezia.

The Men Who Stare at Goats: una commedia nera per Ewan McGregor

mercoledì 9 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

The Men Who Stare at Goats: una commedia nera per Ewan McGregor Giampaolo Letta: Il film uscirà in Italia il 4 dicembre, il titolo lo dovremmo scegliere ma non è facile come potete immaginare, anzi, se avete delle idee ce le potete anche suggerire. L'autore del libro, Jon Ronson ci ha suggerito 'Capre di guerra', vedremo se funziona.
Ewan, come è successo che un ex cavaliere jedi è finito in un film dove non sa che cosa sono i cavalieri jedi?
Ewan McGregor: Ci sono delle persone che non conoscono Guerre stellari e gli jedi e il mio personaggio nel film è uno di loro.

Il presidente del Venezuela sbarca al Lido.

Hugo Chavez alla Mostra: un'inattesa, discussa, passerella trionfale

martedì 8 settembre 2009 - a cura della redazione

Hugo Chavez alla Mostra: un'inattesa, discussa, passerella trionfale Giacca scura, camicia bianca e cravatta rossa: il regista Oliver Stone e (a sorpresa) il Presidente del Venezuela Hugo Chávez, sono apparsi così ieri sul red carpet della Mostra, in occasione della premiere del loro film South of the border. Presentato fuori concorso alla kermesse, la pellicola documenta le trasformazioni del Continente latinoamericano a partire dalla vicenda politica dello stesso Chávez. Nonostante nel mondo riceva pareri discordanti, da alcuni è osannato come rivoluzionario, da altri è considerato dittatore, ieri una folla di persone lo ha applaudito e accolto in modo trionfale: "Visto? Non sono il diavolo", parola di Hugo Chavez.

Oggi in concorso Italia e Israele.

Venezia66: Clooney-Canalis? Meglio Chavéz

martedì 8 settembre 2009 - Lisa Meacci

Venezia66: Clooney-Canalis? Meglio Chavéz Gli amanti del gossip festivaliero saranno felici di sapere che non ci sono più dubbi: George Clooney stasera si presenterà sul red carpet della Mostra a fianco della neo fidanzata Elisabetta Canalis per presentare il suo ultimo film The Men Who Stare At Goats. Proprio ieri, l'attesa coppia è sbarcata al Lido mano per la mano, dopo un bel viaggetto in elicottero, mettendo così a tacere tutte le chiacchiere sulla "stabilità" della loro relazione.
A dire il vero, però, i due piccioncini non hanno avuto tutte le attenzioni che si pensava (e che speravano?): il pezzo forte del giorno è stato l'arrivo di Oliver Stone e del discusso Presidente del Venezuela, Hugo Chávez, in occasione della premiere del loro film South of the border.
Oggi al Lido va in scena la nostra Francesca Comencini con Lo spazio bianco, la storia drammatica di una madre che lotta per salvare sua figlia. Sempre in concorso, troviamo poi Lebanon di Samuel Maoz, un film su quattro giovani soldati israeliani che si ritrovano intrappolati da una guerra eterna.

Dizionario ragionato per sopravvivere alla 66^ Mostra del Cinema di Venezia

   

George Clooney e Ewan McGregor a Venezia.

The Men Who Stare At Goats, photo call

martedì 8 settembre 2009 - a cura della redazione

The Men Who Stare At Goats, photo call Eccoli i due protagonisti del film fuori concorso, The Men Who Stare At Goats, George Clooney e Ewan McGregor, che questa sera assisteranno alla prima del film diretto da Grant Heslov. Di certo, si attende più la passerella con la nuova diva Elisabetta Canalis che il film, e questo è testimoniato dalla conferenza stampa del pomeriggio, dove i giornalisti si sono sbizzarriti in quanto a domande personali. Per fortuna al bel Clooney non manca l'ironia, tanto che dopo l'ennesima domanda "È o no gay?", ha dichiarato sorridendo "Non so cosa rispondere a questa domanda".

Un progetto in lavorazione da sette anni vede finalmente la luce.

The Informant: l'ultimo progetto della Sectionade

martedì 8 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

The Informant: l'ultimo progetto della Sectionade S teven Soderbergh: Era il 2001 e avevamo appena finito di girare il primo Ocean's, l'ho chiamato e gli ho detto che doveva leggere questo libro. La cosa positiva è che abbiamo impiegato così tanto a fare il film che quando abbiamo iniziato a girare Matt aveva ormai la stessa età del personaggio.
Matt, per te è stato difficile mettere su tutti quei chili?
Matt Damon: È stato molto, molto facile mettere su peso, molto, molto divertente. Probabilmente il periodo più divertente che abbia mai avuto lavorando perché ad esempio non dovevo andare in palestra dopo il lavoro. Praticamente ho mangiato tutto quello che potevo.
George Clooney è produttore esecutivo del film, qual è stato il suo contributo?
Steven Soderbergh: Questo progetto ci è venuto tra le mani nel 2001, ci è voluto così tanto tempo per iniziare il film che Sectionade ormai non esisteva più come compagnia. Era un gruppo di persone vicine e secondo me era appropriato che George avesse il suo nome nel film perché quando il progetto era stato sviluppato, lui faceva parte della squadra che stava lavorando sul materiale. Questo era l'ultimo film della Sectionade e volevo che il suo nome fosse presente come testamento di tutti gli anni che abbiamo trascorso lavorando insieme.

Il nuovo film del maestro francese.

Questione di punti di vista: Sergio Castellito torna a lavorare con Jacques Rivette

martedì 8 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Questione di punti di vista: Sergio Castellito torna a lavorare con 
Jacques Rivette Dopo un'assenza di quindici anni Kate (Jane Birkin) torna a lavorare al circo, per salvare la tournée estiva dopo che il padre, proprietario e fondatore della struttura, è morto improvvisamente.
Vittorio, incuriosito dalla personalità di Kate, decide di seguirli per un po', inserendosi nella compagnia fino ad arrivare a partecipare allo spettacolo. Nel frattempo, cercherà di scoprire i motivi che molti anni prima spinsero Kate ad abbandonare quel mondo.
Il personaggio di Castellitto è un misterioso salvatore che libera una principessa dai suoi sortilegi, dal suo dolore, dal suo passato, che piange sconsolata sulla tomba del suo amore defunto.

Castellitto il clown.

Questione di punti di vista, il red carpet

martedì 8 settembre 2009 - a cura della redazione

Questione di punti di vista, il red carpet

Una commedia sulle lotte di classe e l'ostilità tra il socialismo e il comunismo.

Cosmonauta: un musicarello sui comunisti

martedì 8 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Cosmonauta: un musicarello sui comunisti S usanna Nicchiarelli: Ero al museo della cosmonautica di Amburgo e c'era una bacheca con i titoli delle prime pagine dei giornali francesi e italiani. La prima pagina dell'Unità nel giorno del lancio del primo sputnik diceva 'La tecnologia sovietica sconfigge la forza di gravità' e ho trovato così poetico che la posta in gioco fosse la sconfitta della forza di gravità, la conquista del cosmo. Una battaglia sicuramente dimenticata che ho pensato di far diventare una commedia perché è secondo me il contesto perfetto.

Intervista a Valeria Parrella e Francesca Comencini.

Lo spazio bianco: regista e autrice sulla stessa lunghezza d'onda

martedì 8 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Lo spazio bianco: regista e autrice sulla stessa lunghezza d'onda V aleria Parrella: Tra me e Francesca Comencini c'è stata subito un'empatia molto forte, io volevo che da questo libro uscisse un film e lei voleva fare un film dal mio libro. Ci siamo incontrate con una voglia, il termine deve essere preso così com'è, una voglia nuda di capirci, e abbiamo fatto i primi sopralluoghi insieme quando non sapevamo se il film sarebbe veramente stato fatto. Quando poi ho visto questo pre-montato, sono rimasta un pò in silenzio, l'ho guardato e ho visto che c'era la poetica di Francesca, però ho visto che questa poetica non solo aveva assordito la fabula del libro ma anche quello che il libro portava, cioè tutta l'emotività che avevo messo io, avevo dovuto ristrutturare e ricostruire con la lingua, lei l'aveva fatto con le immagini.

Grande giornata a Venezia per la Pixar.

Il Leone che passa da Lucas a Lasseter è il riconoscimento più bello degli ultimi anni

lunedì 7 settembre 2009 - Gabriele Niola

Il Leone che passa da Lucas a Lasseter è il riconoscimento più bello degli ultimi anni Li ha paragonati ad una bottega rinascimentale "dove intorno ad una mente ispiratrice si riuniscono e crescono diversi talenti", li ha voluti premiare con un Leone d'oro alla carriera per la prima volta collettivo e ha voluto che a consegnarlo fosse un altro pilastro dell'industria digitale del cinema, George Lucas. Marco Muller quest'anno con il riconoscimento alla Pixar ha sancito uno dei fenomeni più impressionanti e importanti della storia del cinema autoriale e commerciale. Un gruppo di registi, autori che partiti dalla totale indipendenza hanno realizzato qualcosa di totalmente nuovo con mezzi nuovi inanellando per più di 15 anni un successo dopo l'altro senza cedere mai, conquistando ogni volta i botteghini e la critica nella sua totalità. Mai nessuno così. La Pixar è il simbolo stesso della devastante potenza innovatrice e liberatrice che l'uso virtuoso della tecnologia (e cioè di nuovi strumenti) può portare.
Per l'occasione i leoni sono stati 5, come i pilastri dello studio. Uno grande per il creatore, John Lasseter, e quattro piccoli per Andrew Stanton, Brad Bird, Lee Unkrich e Pete Docter. E loro per ricambiare hanno portato le nuove versioni in 3D di Toy Story e Toy Story 2, più un'anteprima di Toy Story 3, il successo annunciato dell'anno prossimo.

La fotogallery del pomeriggio più colorato della Mostra.

Venezia66: Leone d'oro alla Pixar

lunedì 7 settembre 2009 - a cura della redazione

Venezia66: Leone d'oro alla Pixar Un Leone d'Oro davvero speciale quello di ieri alla Mostra: John Lasseter, e agli altri registi della Pixar, Andrew Stanton, Brad Bird, Pete Docter e Lee Unkrich hanno ricevuto il prestigioso premio a Venezia (per la prima volta collettivo).
Il vecchio palazzo del cinema è stato letteralmente invaso da bambini inebriati dai palloncini colorati, dalla musica a tutto volume, da pupazzi e mega pupazzi a misura d'uomo…il tutto per festeggiare la carriera dei maghi dei cartoon che da diversi anni ormai fanno sognare grandi e piccini.

Oggi in scena, Francia e Sri Lanka.

Festival di Venezia: tournée circensi e guerre civili

lunedì 7 settembre 2009 - Lisa Meacci

Festival di Venezia: tournée circensi e guerre civili Inizia la seconda settimana alla Mostra di Venezia. Il coloratissimo e divertente pomeriggio di ieri, trascorso in compagnia dei cartoon e del team Pixar (che ha ricevuto il Leone d'Oro alla carriera), si è contrapposto alle immancabili polemiche scatenate dal film di Michael Moore, Capitalism: a love story. Il regista americano è sbarcato al Lido per presentare la sua teoria sulla crisi economica, e per portare in Italia uno dei suoi messaggi (ovviamente politici): "Cercate di risolvere il problema Berlusconi e fatelo in fretta, perché non ci state facendo una bella figura, come italiani".

Ma critiche e denuncie a parte, il Festival procede a pieno ritmo e oggi ci presenta altri due film in concorso. È tempo del cingalese Between Two Worlds, la pellicola diretta da Vimukthi Jayasundara che mostra scene di stupri e violenze della guerra civile in Sri Lanka. Ma arriva anche Questione di punti di vista, del francese Jacques Rivette che torna sui grandi schermi per raccontare la vicissitudini di una tournée estiva circense. Nel cast del film compare anche il nostro Sergio Castellitto.

   

Uno scroscio di applausi per l'esordio della regista.

Mostra di Venezia: intervista a Susanna Nicchiarelli

lunedì 7 settembre 2009 - Gabriele Niola

Mostra di Venezia: intervista a Susanna Nicchiarelli Accolto alla Mostra da una lunga sessione di applausi il primo film di Susanna Nicchiarelli doveva in realtà essere la sua opera seconda. Troppo difficile, troppo complicato e troppo delicato per un'opera prima, così era stato giudicato il soggetto dalla Fandango, quindi la proposta è diventata di fare insieme un altro film, magari più personale, e poi realizzare questo film.
Invece si sbagliavano. Perchè Cosmonauta non è così lontano dalla sua autrice la quale, sebbene non sia nata negli anni in cui si svolge il film, lo stesso intrattiene con la protagonista più d'un punto in comune.
"Ho avuto dei produttori molto attenti e molto presenti che mi hanno fatto fare il mio film, come volevo io. Anche in fase di scrittura il punto era tirare fuori da me quello che volevo fare", così Susanna spiega il rapporto di totale libertà che la Fandango ha lasciato a lei, esordiente dopo una lunga militanza nei corti ma soprattutto introduce la caratteristica base del film: rifiutare la visione comune degli anni '60 e ripudiare ogni forma di nostalgia.

Michael Moore e la crisi economica.

Venezia66: Capitalism: A love story, un documentario per spingere la gente a farsi valere

lunedì 7 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Venezia66: Capitalism: A love story, un documentario per spingere la gente a farsi valere Moore: Abbiamo deciso di parlare della crisi economica, di non spaventarci di niente, di dire le cose che dovevano essere dette. Abbiamo cercato di fare un buon film, per far divertire le perone che vanno a vederlo il venerdì sera.

Il sogno americano è stato usato come una propaganda e per questo motivo siamo in questa situazione?
Moore: La bella cosa del sogno americano è credere agli Stati Uniti democratici ed alla giustizia. Credo che sia difficile chiamare una cosa "democrazia" quando l'economia controlla le vite della gente, non c'è niente di democratico. Le persone non posso dire che l'economia sia sbagliata e non sanno che cosa faccia la democrazia, forse votare ogni tre quattro anni fa una democrazia? Perché quando vai a lavorare ogni giorno, nel momento in cui timbri, vieni automaticamente privato dei tuoi diritti costituzionali. La libertà nella democrazia non ha alcun senso per me.
Penso che il sogno americano deve far parte di ogni aspetto della nostra vita, non è solo votare. Sono personalmente colpito dalle brave persone in America che combattono e lavorano sodo mentre la loro vita viene rovinata dalle decisioni di persone che non hanno a cuore i loro migliori interessi. Spero che questo film sia un'occasione per raccontare le loro storie negli Stati Uniti e in tutto il mondo.

Estratti in esclusiva alla Mostra.

Venezia66: in anteprima Toy Story 3 e La principessa e il ranocchio

lunedì 7 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Venezia66: in anteprima Toy Story 3 e La principessa e il ranocchio Prima di vedere in anteprima mondiale Toy Story 2 in 3D, vi mostreremo qualcosa che nessuno nel pianeta ha ancora visto: una scena di Toy Story 3. E noi amiamo tantissimo i personaggi di Toy Story 3: Woody, Andy e Buzz Lighter sono veramente personaggi che rappresentano noi, siamo noi. Volevamo fare questo film sin da quando abbiamo finito Toy Story 2 nel 1999 e siamo molto molto contenti di esserci riusciti.
Lee Unkrich presentando la clip ha detto: "Non voglio svelarvi troppo della storia, ma posso dire, come alcuni di voi già sanno, che in Toy Story 3 Andy, l'amato proprietario di Woody e Buzz Lighter e degli altri giocattoli, è cresciuto ed ha diciotto anni. Sta per andare al college, deve partire da lì a tre giorni ma ha passato tutta l'estate senza fare le valige, mentre sua mamma gli ha chiesto di continuo di sistemare la stanza. Quando la mamma gli dice: "Andy devi fare le valige perché tra tre giorni parti per il college e tutto quello che non porterai finirà nell'attico o nel bidone della spazzatura", Andy va verso la cesta del suoi vecchio giocattoli, la apre e dopo aver pensato per un lungo momento cerca di decidere cosa fare. Qui è dove comincia la clip ancora in lavorazione".
Dopo l'anteprima di Toy Story 3, John Lasseter ha presentato in anteprima anche un estratto de La principessa e il ranocchio.

   

Soi Cheang mette il suo stile al servizio di Johnnie To.

Accident: meccanismi action perfetti

domenica 6 settembre 2009 - Emanuele Sacchi

Accident: meccanismi action perfetti Soi Cheang, uno dei maggiori talenti della scena di Hong Kong – un titolo per tutti, Dog Bite Dog - mette il suo stile iconoclasta al servizio di Johnnie To e della sua Milkyway, marchio di qualità dell'action di Hong Kong. La storia di Accident è quella di The Brain, un artista geniale della messinscena di finti "incidenti" (ma veri delitti perfetti) che non riesce ad accettare l'idea che sia stato un purissimo incidente, totalmente frutto del caso, ad aver ucciso prima la moglie e poi uno dei suoi compari (Lam Suet). Un film sull'ossessione, che spinge il protagonista a trovare la sua nemesi in un agente assicurativo, spiandone le mosse in maniera maniacale. Meccanismi action perfettamente oliati con una macchina da presa che osserva come un occhio onnisciente le vicende di piccoli uomini schiacciati dalle proprie fobie.

I registi della Disney Pixar ricevono l'ambito premio.

Leone d'oro alla carriera a John Lasseter

domenica 6 settembre 2009 - a cura della redazione

Leone d'oro alla carriera a John Lasseter Si svolge oggi pomeriggio dalle 16.30 nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia la speciale cerimonia di premiazione per il Leone d'oro alla carriera che verrà consegnato a John Lasseter e ai registi della Disney Pixar Brad Bird, Pete Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich.
Un riconoscimento importante per il cinema d'animazione e per le nuove tecnologie: "Questo è un momento straordinario per i Pixar Animation Studios, perché festeggiamo l'uscita del nostro decimo lungometraggio, Up, e le prossime prime mondiali di Toy Story e Toy Story 2 in Disney Digital 3D" ha dichiarato Lasseter quando ha saputo del premio "Sono orgoglioso dei team di registi che abbiamo sia alla Pixar, sia ai Disney Animation Studios, e della loro capacità di spingersi oltre i confini del cinema raccontando sempre storie nuove e originali, e creando personaggi memorabili per gli spettatori di tutto il mondo".
Proprio oggi si terrà la maratona cinematografica Pixar con la proiezione delle versioni 3D di Toy Story e Toy Story 2 e la proiezione di Alla ricerca di Nemo, Up e Gli Incredibili.

   

Nicolas Cage ed Eva Mendes protagonisti di serata.

Il cattivo tenente: il red carpet

sabato 5 settembre 2009 - a cura della redazione

Il cattivo tenente: il red carpet Quella di ieri sera è stata una serata movimentata al Lido, durante la quale Eva Mendes e Nicolas Cage, protagonisti del film Il cattivo tenente di Herzog, hanno saputo conquistare il pubblico. Momenti d'imbarazzo per la bella attrice quando, entrando nel Palazzo del Cinema, è inciampata ed è stata soccorsa da Nicolas Cage il quale, pochi minuti dopo, è corso ad abbracciare una fan disabile che invocava il suo nome. Tra gli ospiti della serata anche Paris Hilton che aveva annunciato tramite Twitter la sua presenza al Lido. L'ereditiera più famosa d'America era accompagnata dal suo ultimo fidanzato, il giocatore di baseball Doug Reinhardt.

Presentato in concorso My Son, My Son, What Have Ye Done.

Festival di Venezia: è di Herzog il film a sorpresa

sabato 5 settembre 2009 - a cura della redazione

Festival di Venezia: è di Herzog il film a sorpresa Novità assoluta per il Festival di Venezia: il regista tedesco Werner Herzog sarà in concorso con due film. Dopo Il cattivo tenente, remake dell'omonimo film di Abel Ferrara, presentato ieri, oggi tocca a MY Son, My Son, What Have Ye Done, primo dei due film a sorpresa presenti alla rassegna veneziana. Ispirato a una storia vera, il film, prodotto da David Lynch, racconta la storia di un uomo che, pensando di essere in una tragedia di Sofocle, uccide la madre con una spada.
Tra gli altri appuntamenti di giornata, da segnalare, sempre in concorso, Persécution di Patrice Chéreau con Charlotte Gainsbourg e Romain Duris e, per gli amanti delle atmosfere orientali, Tetsuo the Bullet Man di Shinya Tsukamoto che torna a Venezia a tre anni di distanza da Nightmare Detective.
Fuori Concorso segnaliamo il documentario Prove per una tragedia siciliana con il quale John Turturro racconta la vita e le usanze della terra delle sue origini. Sul versante italiano è la giornata di Cosmonauta, presente nella sezione Controcampo italiano e di prossima uscita al cinema, e di Dieci inverni. Il film di Valerio Mieli, oltre ad avere come protagonisti i giovani Michele Riondino e Isabella Ragonese, si avvale della presenza, in un breve cameo di Vinicio Capossela.

   

Il mondo dell'affettività omosessuale nel film di Stefano Consiglio.

L'amore e basta: una pellicola narrata da Luca Zingaretti

sabato 5 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

L'amore e basta: una pellicola narrata da Luca Zingaretti La pellicola di Stefano Consiglio nasce da un suo precedente lavoro, Il futuro comizio infantile, un film sui bambini tra i 10 e i 13 anni, il cui titolo rievocava il film di Pasolini, Comizi d'amore.
Il futuro comizio infantile cercava di raccontare l'immaginario dei bambini parlando della guerra, della religione, della scuola, del denaro e anche del sesso. A un certo punto Consiglio ha chiesto ai bambini cosa significasse la parola omosessuale e loro hanno bypassato la parola sesso ed hanno risposto che si trattava di persone che si vogliono bene. L'episodio ha colpito moltissimo il regista.
Nasce così un documentario girato in diverse città europee che racconta la vita di coppia di gay e lesbiche.

Valerio Mieli racconta come è nata l'idea del film e come sono state scelte le location.

Dieci Inverni: una Venezia insolita

sabato 5 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Dieci Inverni: una Venezia insolita Durante la conferenza stampa del film Dieci Inverni, una pellicola co-prodotta dall'Italia e dalla Russia, è stato annunciato che l'opera prima di Valerio Mieli, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, è stata selezionata per il Tokyo Film Festival.
Dieci Inverni è un prologo lungo dieci anni che inizia nell'inverno del 1999 con un vaporetto che attraversa la laguna di Venezia. Camilla, una studentessa arrivata nella città per studiare letteratura russa, scorge un ragazzo tra la folla, anche lui ha con sé una valigia. I due iniziano a guardarsi e il giovane decide di seguirla per le calli. Comincia così l'avventura dei due ragazzi che non si perdono mai del tutto, diventando nemici, amici, conoscenti, innamorati, vicini e lontani.

Oggi arriva Il cattivo tenente.

Festival di Venezia: dopo Baarìa arriva la dipendenza di Nicolas Cage

venerdì 4 settembre 2009 - Lisa Meacci

Festival di Venezia: dopo Baarìa arriva la dipendenza di Nicolas Cage In questo terzo giorno di Mostra, al Lido si continua a parlare soprattutto del kolossal di Tornatore. A distanza di qualche ora dalla proiezione, emergono le prime riflessioni "metabolizzate", ma i pareri rimangono contrastanti. C'è chi gli assegna già un Oscar come miglior film straniero e chi lo considera incompleto e troppo breve, il tutto mentre si fa vivo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (e non per parlare di Videocracy) che dichiara: "Baarìa è un'opera che sarà difficilmente eguagliabile, il capolavoro di un grande regista. È la storia dei nostri ultimi 70 anni, la storia di Bagheria, ma anche dell'Italia intera, attraverso le vicende di varie generazioni di una stessa famiglia".
Di minor impatto, ma comunque molto applaudito in quel di Venezia anche Life during wartime di Todd Solondz, che riceve una prima candidatura ai premi di prestigio di questa edizione. Finalmente è stato svelato il mistero di un film avvolto dal silenzio, presentato dal regista come una sorta di sequel del suo Happiness: "Non so perchè sono tornato a personaggi di Happiness, mi sono voluto semplicemente sentire libero di giocare con questi personaggi, senza essere legato alla letterarietà di ciò che già esisteva. In qualche modo mi sono sentito libero di esplorare cosa è accaduto in questi dieci anni ai quei personaggi. In questo caso il film che ne è uscito è sicuramente più politicizzato rispetto al precedente, i personaggi sono commoventi perché allegri e al contempo tristi. Questa è la mia chiave di lettura".

Oggi in concorso farà da padrone il cinema americano, con Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans che vede protagonisti Nicolas Cage ed Eva Mendes. Il regista Werner Herzog porta sul grande schermo un ispettore della squadra omicidi del dipartimento di polizia di New Orleans che viene promosso tenente per aver salvato un detenuto. A causa di un forte dolore alla schiena, viene prescritto all'uomo un forte analgesico che diventerà, insieme al sesso e alla cocaina, un fattore di dipendenza.
Dalla Cina, arriva poi Prince of Tears di Yonfan, un film sulla Taiwan degli anni Cinquanta, all'epoca del "Terrore Bianco", mentre dall'Austria giunge la 36enne Jessica Hausner con il suo Lourdes.

   

Alla ricerca del significato della vita.

Venezia 66: Walter Salles ritira il premio Bresson

venerdì 4 settembre 2009 - a cura della redazione

Venezia 66: Walter Salles ritira il premio Bresson Oggi il regista brasiliano Walter Salles ha ritirato, presso lo spazio dell'Ente dello Spettacolo all'Hotel Excelsior del Lido, il premio Bresson, giunto quest'anno alla sua decima edizione. Il regista di I diari della motocicletta, già vincitore dell'Orso d'Oro a Berlino, ha dato una testimonianza importante per sincerità e intensità del cammino difficile che domina la ricerca del significato spirituale nella vita. ll Premio è stato consegnato dal Presidente della Fondazione, Dario Edoardo Viganò, di fronte a monsignor Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

Nicolas Cage ha lavorato sopratutto sulla fisicità del suo personaggio.

Il cattivo tenente, un film estremo per Werner Herzog

venerdì 4 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Il cattivo tenente, un film estremo per Werner Herzog Questa sera verrà proiettato uno degli ultimi film di Werner Herzog, Il cattivo tenente, il remake della pellicola omonima di Abel Ferrara, che il regista tedesco ha confessato di non aver mai visto. Herzog ha amato molto la sceneggiatura ma alla fine ha cambiato molte cose come l'inizio e la fine e ha aggiunto nella pellicola iguane, lucertole e coccodrilli, perché le ha trovate assurde, stupide e bizzarre.
Un tenente della polizia di New Orleans dopo essere rimasto ferito alla schiena nel salvataggio di un prigioniero durante l'uragano Katrina, viene promosso alla carica di tenente e gli vengono prescritti degli antidolorifici. Un anno dopo McDonagh è diventato dipendente dal Vicodil e dalla cocaina. Quando una famiglia di immigrati africani viene uccisa, decide di farsi assegnare il caso per dimostrare che è la persona giusta per risolvere l'omicidio commesso da uno spacciatore, Big Fate, che ha l'abitudine di far uccidere i testimoni.

Come è stato il lavoro di adattamento da Cormac McCarthy.

The Road: perché Viggo Mortensen ha scelto di fare questo film

venerdì 4 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

The Road: perché Viggo Mortensen ha scelto di fare questo film Viggo Mortensen: Dan Alcott mi ha mandato gentilmente la sceneggiatura e mi ha offerto la possibilità di interpretare il ruolo, poi ho letto il libro, e ho visto che si trattava di una bellissima storia d'amore, difficile da vedere e ancora più difficile da raccontare. Ma penso che John Hillcoat abbia impostato molto bene la storia anche se è abbastanza difficile fare un buon adattamento di un racconto che molte persone conoscono, leggono e amano. Non è stata una decisione facile, in quel momento ero stanco e non ero sicuro di voler fare un altro film ma quando ho letto il libro non ho avuto più dubbi. Poi c'era Cody e anche dei grandi attori: l'avere un tale cast è stato un bonus.

Elementi civili e morali si uniscono a un comunismo vicino allo Stato.

venezia66: Tornatore e Morricone parlano di Baarìa

giovedì 3 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

venezia66: Tornatore e Morricone parlano di Baarìa In occasione dell'ultimo film di Giuseppe Tornatore, Baarìa, a Bagheria si terrà un evento speciale che durerà due giorni intitolato "Aspettando Bagheria" che prevede una mostra fotografica del set con ambienti scenografici, un concerto dell'Orchestra Sinfonica Siciliana e l'anteprima del film a cui parteciperà il cast.
La pellicola presentata ieri al pubblico del festival racconta di una famiglia siciliana in un arco temporale che va dagli anni Trenta agli anni Ottanta nella provincia di Palermo attraverso tre generazioni. Durante gli anni del fascismo Cicco è un modesto pecoraio che ama leggere; durante la seconda guerra mondiale il figlio Peppino si imbatte nell'ingiustizia e scopre la politica e la pellicola si chiude con il mondo visto dagli occhi di Pietro il nipote di Cicco.

La definizione di 'Riformista' nel film, si adatta all'oggi o è un modo di pensare il riformismo in cui sono contenute alcune colpe della sinistra?
Tornatore: Spero che sia una definizione cinematografica naturalmente, ma semplice, e quindi spero che possa essere utile e possa servire quanto meno a porre una riflessione anche sull'oggi per quanto riguarda il ruolo della sinistra. Penso che sia pertinente. Il protagonista del film cerca di spiegarlo ad un ragazzino che non ha mai sentito quella parola e trova quindi un concetto molto facile ed incisivo. Talvolta cercare di ottenere subito tutto in modo drastico ed eccessivo non porta bene e spesso non ha mai portato bene. Rincorrere obiettivi in modo ragionevole è spesso l'unica strada specialmente per un'epoca in cui è importantissimo accettare la convivenza tra persone che la pensano diversamente. All'epoca questo era difficile perché il mondo era spaccato in due e non si poteva neanche salutare chi la pensava diversamente da come la pensavi tu. Ecco, oggi fortunatamente questo non c'è più ma forse ancora si fatica ad accettare questo modo più semplice più giusto di fare politica. Naturalmente parlare di questo in un momento in cui le faccende della politica in Italia vanno come vanno, può sembrare folle però lo è soltanto in apparenza.

Il regista vince il Premio Bianchi.

Le ombre rosse: Citto Maselli spiega il cambio del titolo e la sua visione della sinistra

giovedì 3 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Le ombre rosse: Citto Maselli spiega il cambio del titolo e la sua visione della sinistra Oggi pomeriggio in Sala Grande è stato premiato il regista di Le ombre rosse, Citto Maselli, con il premio Pietro Bianchi dal sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici.
La pellicola racconta di un intellettuale di fama mondiale che, colpito dal fermento che anima un centro sociale, ha un'idea rivoluzionaria: che da questi luoghi giovanili così vitali possano svilupparsi delle realtà socialmente e culturalmente innovative. Ma il fermento viene stravolto dalla sinistra.

Il film è nato per rispondere alle curiosità del pubblico.

Festival di Venezia: [REC]2, i registi non faranno un terzo capitolo

giovedì 3 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Festival di Venezia: [REC]2, i registi non faranno un terzo capitolo Ieri sera si è tenuta la proiezione di [REC]2, sequel di [REC], sempre scritto e diretto dai registi Jaume Balaguerò e Paco Plaza.
Il seguito riprende la storia del primo film e inizia quindici minuti dopo che Angela Vidal, ultima sopravvissuta della misteriosa epidemia che ha infestato l'edificio, è stata colpita dal virus. In questo secondo film si moltiplicano i punti di vista della pellicola: seguiamo una squadra delle forze speciali tipo SWAT e un gruppo di ragazzini che per curiosità riesce ad entrare nell'edificio e ne rimangono chiusi dentro. I registi confessano di essersi ispirati al mondo dei videogames e dei social network.

La realtà televisiva italiana che spaventa il regista Erik Gandini.

Videocracy: un documentario creativo non politico

giovedì 3 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Videocracy: un documentario creativo non politico Stasera verrà trasmesso in collaborazione tra le giornate degli autori e la settimana della critica il film-documentario Videocracy diretto da Erik Gandini.
La pellicola sebbene non sia ancora uscita nelle sale italiane, ha già provocato alcune polemiche nei giorni scorsi quando prima la televisione di stato, la RAI, e poi quella commerciale, Mediaset, si sono rifiutate di trasmettere il trailer del film. Videocrazia parla di come Silvio Berlusconi abbia costruito il suo potere intorno al media televisivo e di cosa succede alle persone in una società dove tutto viene improntato sulla televisione.

Quale è stata la molla principale a fare un film sull'Italia visto che ormai vive in Svezia da molti anni?
Erik Gandini: Questo mondo mi fa paura, la televisione ha un potere su questo paese che è pazzesco. Come sapete tutti quanti, da trent'anni a questa parte, ha invaso l'immaginario collettivo di questo paese che è uno dei pochi casi al mondo in cui il potere politico e la televisione sono totalmente inscindibili. Questo mi interessava. Io sono nato e cresciuto in Italia, mi ricordo l'inizio di questa epoca, e si vedono nel film questi primi esperimenti di televisione. Se qualcuno mi avesse detto che questo sarebbe stato l'inizio di una nuova epoca, di un nuovo impero mediatico e di un nuovo ordine politico avrei riso di questa cosa. Ci sono una serie di motivi per cui ho fatto questo film: ogni volta che torno in Italia e accendo la televisione divento molto triste, ho addirittura paura. I miei amici in Svezia quando parlano di televisione italiana ridono, si ride molto di Berlusconi. Mi da un po' fastidio questa prospettiva quasi da commedia. Questo è un mondo che comunica con noi sopratutto in modo unilaterale, in realtà noi dovremmo stare solo lì seduti a guardare, ad assorbire, il mio lavoro da documentarista è quello che mi dà forza e mi permette di non fare lo spettatore passivo bensì di entrare in questo mondo, in questi argomenti e raccontare il mio punto di vista.

Oggi The Road e Life During Wartime.

Festival di Venezia: Tornatore conquista il pubblico, ma non la critica

giovedì 3 settembre 2009 - Lisa Meacci

Festival di Venezia: Tornatore conquista il pubblico, ma non la critica La 66esima Mostra di Venezia ha aperto dunque i suoi battenti nel segno del cinema italiano, con l'atteso Baarìa di Tornatore, che ormai è stato visto sia dalla stampa che dal pubblico. Se la prima pare non aver molto gradito, il pubblico ha stra-apprezzato il nuovo lavoro del regista siculo, applaudendo in sala per oltre cinque minuti. Tutti sorpresi invece, e qui non ci sono discordie, sul numero di presenze al red carpet: super ospiti a parte (come la fotografatissima Eva Mendes), 40 erano solo gli attori del cast giunti al Lido (tra cui Francesco Scianna e Margareth Madè, ma anche Leo Gullotta, Beppe Fiorello, Nicole Grimaudo, Luigi Lo Cascio, Giorgio Faletti, Enrico Lo Verso, Nino Frassica e Raoul Bova).

Oggi è il turno di altri due film in concorso: The Road del regista inglese John Hillcoat e Life During Wartime di Todd Solondz. Il primo è tratto dall'omonimo romanzo di Cormac McCarthy e racconta il viaggio di un padre e del suo giovane figlio che, dopo essere sopravvissuti a un cataclisma, sono costretti ad attraversare un'America desolata e piena di pericoli. Nel cast troviamo Viggo Mortensen, Guy Pearce, Robert Duvall e la bella Charlize Theron, che però non sarà a Venezia.
Molto più misterioso è il film di Todd Solondz del quale sappiamo poco e nulla: il regista infatti, ha preferito rivelare pochissimo del suo film Life During Wartime dichiarando solo che si tratterà di un folle sequel del suo capolavoro Happiness.

   

Foto, cambi d'abito e messaggi pro-gay: la Cucinotta 15 anni dopo.

Festival di Venezia: il fenomeno Cucinotta

mercoledì 2 settembre 2009 - Lisa Meacci

Festival di Venezia: il fenomeno Cucinotta Pare che la bella attrice sicula, Maria Grazia Cucinotta, ci abbia preso proprio gusto a fare la madrina del Festival: non solo spuntano come funghi le sue foto (con ripetuti cambi d'abito, ovvio) ma approfitta del proprio ruolo per parlare di sé e per rilasciare messaggi pro-gay.
Proprio ieri, ha espresso il suo disappunto per il cinema italiano che, a suo avviso, "la snobba" e in una intervista a Gayin.tv ha dichiarato il suo impegno a favore della comunità omosessuale italiana: ''Il mondo è pieno di deficienti, l'amore tra due persone consenzienti va rispettato. Porterò a Venezia questo messaggio". Ha poi aggiunto: ''A me dispiace molto leggere certe cose sui giornali. Purtroppo il mondo è pieno di deficienti e questo non lo possiamo evitare".

Questa sera la 66° Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia inaugura con Tornatore.

Festival di Venezia: si parte

mercoledì 2 settembre 2009 - a cura della redazione

Festival di Venezia: si parte La pre apertura è avvenuta ieri sera all'Arena di Campo San Polo con la proiezione della versione restaurata de La grande guerra, alla presenza del maestro Monicelli: "Non faccio più film, ne ho fatti già abbastanza" ha dichiarato il regista 94enne, lasciando così la strada aperta ai numerosi giovani cineasti italiani ma affermando contemporaneamente "non voglio essere uno che la scia eredi, gli autori italiani possono creare le proprie opere senza appoggiarsi ad altri".
Dopo l'evento di ieri sera oggi la kermesse veneziana prende ufficialmente il via per dare vita a un'edizione in cui il cinema italiano, insieme a quello americano, pare proprio fare la parte del leone. E, dopo ben vent'anni, sarà proprio un film della produzione nostrana ad inaugurare la Mostra: il grande kolossal di Giuseppe Tornatore Baarìa verrà presentato questa sera in anteprima mondiale: con un cast stellare (che va da Luigi Lo Cascio a Monica Bellucci, da Raoul Bova a Laura Chiatti), la pellicola sarà presentata nella sala grande della Sala del Cinema questa sera, accompagnata da un red carpet anch'esso altrettanto importante, con nomi internazionali e italiani dello show biz e non solo.
Una mostra che si preannuncia ricca di titoli notevoli, dalle tematiche varie e forti, dalla politica al sesso, dalla guerra alla droga: e proprio Marco Muller, direttore della Mostra, ha annunciato che sicuramente le emozioni non mancheranno anche se il timore principale è quello di aver selezionato titoli dallo scarso appeal per il pubblico. Un dato gioca però sicuramente a suo favore: la vendita on line dei biglietti è già raddoppiata rispetto allo scorso anno: 4 mila biglietti, contro i 2 mila del 2008.

La fotogallery dell'arrivo del regista e del cast di Baarìa.

Festival di Venezia: Giuseppe Tornatore sbarca al lido

mercoledì 2 settembre 2009 - a cura della redazione

Festival di Venezia: Giuseppe Tornatore sbarca al lido Come annunciato da tempo, questa sera il regista italiano Giuseppe Tornatore aprirà la 66esima edizione della Mostra di Venezia con il suo film Baarìa. Proprio ieri il regista e i due protagonisti del film Francesco Scianna e l'esordiente Margareth Madè sono arrivati al Lido e si sono concessi alle foto di rito.

Un premio per il miglior film 3-D stereoscopico dell'anno alla 66esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

Mostra di Venezia: esordisce il premio Persol 3-D

martedì 28 luglio 2009 - a cura della redazione

Mostra di Venezia: esordisce il premio Persol 3-D Il nuovo Premio Persol 3-D per il miglior film 3-D stereoscopico dell'anno è un premio che viene istituito per la prima volta alla Mostra di Venezia, e che verrà attribuito alla pellicola più creativa fra i film in 3-D stereoscopico prodotti fra il settembre 2008 e l'agosto 2009.
Il Premio Persol 3-D sarà assegnato al lungometraggio che meglio incarna l'esplorazione di questa nuova frontiera del linguaggio cinematografico, che sta attirando l'enorme interesse creativo di cineasti e produzioni, nonché il forte gradimento del pubblico.
Il 3-D stereoscopico di ultima generazione rappresenta una modalità di visione che sta riportando la sala cinematografica al centro dell'attenzione, e che ha fatto parlare di una svolta decisiva nella storia del cinema, una "terza rivoluzione cinematografica" (dopo il suono e il colore).
Il premio verrà assegnato, con una cerimonia in Sala Grande, nel corso della 66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica (2-12 settembre 2009), diretta da Marco Müller e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta.
I membri della Giuria del Premio Persol 3-D, selezionati dalla direzione della Mostra, sono la regista italiana 3-D Nadia Ranocchi, il critico Scott Foundas (USA), lo storico del cinema Dave Kehr (USA).
Il Premio si lega a Persol, per il quarto anno sponsor della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

   

Una storia d'amore tra passato e futuro raccontata nel primo film di fantascienza cinese.

Chengdu, wo ai ni: chiuderà la 66° edizione del Festival di Venezia

martedì 28 luglio 2009 - Marlen Vazzoler

Chengdu, wo ai ni: chiuderà la 66° edizione del Festival di Venezia C hengdu, wo ai ni conosciuto anche con il nome Chengdu I love you, è nato come una collaborazione tra il regista coreano Jin-ho Hur, quello di Honk Kong Fruit Chan e quello cinese Jian Cui. Il progetto era quello di omaggiare la città di Chengdu attraverso tre storie d'amore, in memoria del terremoto di Sichuan del 12 maggio del 2008 di magnitudo 8 della scala Richter, che uccise almeno sessantottomila persone. La città situata ad ovest della Cina è famosa per il suo stile di vita, sebbene infatti sia uno dei più importanti centri economici, di trasporto e comunicazione del sud della Cina, è conosciuta per il suo stile spensierato. Qui si trovano infatti più case da tè e bar di Shangai, nonostante la popolazione sia meno della metà e gli abitanti hanno una reputazione per avere un atteggiamento rilassato e per saper conoscere come godere della vita. Nonostante i suoi cittadini siano dei grandi lavoratori il loro modo di vivere ricorda quello di un posto più piccolo nel quale la gente spesso si incontra per giocare a Mahjong e a bere tè.
Ma a tre mesi dall'annuncio degli attori protagonisti di ogni segmento il regista Jin-ho Hur ha deciso di trasporre il suo episodio che doveva essere ambientato nel 2008 in un lungometraggio dal nome Season Of Good Rain, che fa riferimento al poema della Tang Dynasty, in cui racconta la storia d'amore tra uno studente di architettura e un suo vecchio amico, che si rincontrano a Chengdu e che scoprono che una volta erano innamorati e questo sentimento ri-sboccia nei loro cuori.

Presentato il programma delle Giornate degli Autori, a Venezia dal 3 al 12 settembre.

Venezia: il programma delle Giornate degli Autori

martedì 28 luglio 2009 - Marianna Cappi

Venezia: il programma delle Giornate degli Autori Quindici anteprime mondiali, quattro opere prime, dodici racconti di finzione e sei documentari, quindici provenienze nazionali differenti: questi i numeri delle "Giornate degli Autori", dirette da Giorgio Gosetti, che giungono quest'anno alla loro sesta edizione. Il presidente della manifestazione, Roberto Barzanti, conferma la fedeltà alla formula originale, che però allarga quest'anno il suo sguardo oltre i confini europei e si arricchisce del progetto "100+1" a cura di Fabio Ferzetti. L'entusiasmo non gli impedisce, in ogni caso, di esprimere preoccupazione per il momento di crisi che i lavoratori dello spettacolo stanno vivendo nel nostro paese e dunque per ricordare che lo spazio della Villa degli Autori è aperto e deputato al confronto, al dibattito, persino alla protesta.

I giurati che affiancheranno Ang Lee nell'assegnazione dei premi ufficiali.

Venezia 66°: la giuria internazionale

mercoledì 29 luglio 2009 - Marlen Vazzoler

Venezia 66°: la giuria internazionale Sono stati finalmente comunicati i nomi dei cinque giurati che affiancheranno il regista due volte Leone d'Oro Ang Lee nell'assegnazione dei premi ufficiali dei film in concorso alla 66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
A far parte della Giuria Internazionale Venezia 66 ci saranno: l’attrice Sandrine Bonnaire protagonista del film Leone d’oro Sans toit ni loi (Senza tetto né legge, 1985) di Agnès Varda, e Coppa Volpi nel 1995 per La cérémonie (Il buio nella mente) di Claude Chabrol; la regista Liliana Cavani, cineasta e intellettuale di riferimento del cinema italiano e protagonista più volte a Venezia fin dagli esordi con Primo piano: Philippe Petain, processo a Vichy (Premio Leone di San Marco per il miglior teledocumentario, 1965) e col primo lungometraggio Francesco d'Assisi (1966); il regista statunitense Joe Dante, grande innovatore anticonformista del cinema hollywoodiano e maestro del cinema fantastico (The Howling-L’ululato, Gremlins, Small Soldiers) e nel 2004 “padrino” della retrospettiva veneziana “Italian Kings of the Bs”; il regista e sceneggiatore Anurag Kashyap, fra i massimi esponenti del cinema indiano contemporaneo (Black Friday e Dev D); il cantautore, scrittore e regista Luciano Ligabue autore nel 1998 del film-culto fra i giovani Radiofreccia, presentato a Venezia e vincitore di tre David di Donatello e due Nastri d'Argento.
Nella serata conclusiva della Mostra (12 settembre 2009), la Giuria Internazionale Venezia 66 assegnerà ai lungometraggi in concorso i seguenti premi: il Leone d’Oro per il miglior film, il Leone d’Argento per la migliore regia, il Premio Speciale della Giuria, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente, l’Osella per il miglior contributo tecnico, l’Osella per la migliore sceneggiatura.
Negli ultimi anni le giurie del concorso hanno premiato con il Leone d’Oro: Il segreto di Vera Drake (Vera Drake) di Mike Leigh (2004), I segreti di Brokeback Mountain (Brokeback Mountain) di Ang Lee (2005), Still Life (Sanxia haoren) di Jia Zhang-ke (2006), Lussuria - Seduzione e tradimento (Se, Jie) di Ang Lee (2007) e The Wrestler (2008) di Darren Aronofsky.

   

Herzog, Moore, Placido, Romero e Tornatore concorrono per il Leone d'Oro.

Venezia 66: usciti i film della sezione ufficiale

giovedì 30 luglio 2009 - Marlen Vazzoler

Venezia 66: usciti i film della sezione ufficiale Il Presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore Marco Müller hanno da poco presentato a Roma i film che saranno presenti alla 66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica che si svolgerà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre.
Nella sezione Venezia 66 sono presenti i film italiani: La doppia ora (Giuseppe Capotondi), Lo spazio bianco (Francesca Comencini) con Margherita Buy, Il grande sogno (Michele Placido) con Riccardo Scamarcio, Luca Argentero e Silvio Orlando, vincitore l'anno scorso della Coppa Volpi e Baarìa (Giuseppe Tornatore) con Raoul Bova, Enrico Lo Verso, Michele Placido e Monica Bellucci che aprirà la mostra. Altra presenza importante è quella francese di cui ci sono ben quattro titoli in gara: Persécution (Patrice Chéreau), White Material (Claire Denis) con Isabelle Huppert, Mr. Nobody (Jaco Van Dormael) con Jared Leto e Diane Kruger, 36 Vues du pic Saint Loup (Jacques Rivette) con Sergio Castellitto.
Imponente anche la selezione americana: A single man (Tom Ford) con Colin Firth e Julianne Moore, Bad Lieutenant: Port of call New Orleans il remake diretto da Werner Herzog con Nicolas Cage e Val Kilmer, l'atteso The Road (John Hillcoat) con Charlize Theron, Viggo Mortensen e Robert Duvall, il nuovo documentario diretto da Michael Moore, Capitalism: A love story, Survival of the dead di George Romero, Life During Wartime (Todd Solondz) con Charlotte Rampling. Infine saranno presenti film provenienti dalla Germania, dalla Cina, dall'Austria, dallo Sri Lanka, dall'Egitto, dall'Israele e dal Giappone che presenterà Tetsuo the bullet man diretto da Shinya Tsukamoto.

L'attore riceverà il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker.

Venezia 66: verrà premiato Sylvester Stallone

mercoledì 12 agosto 2009 - Marlen Vazzoler

Venezia 66: verrà premiato Sylvester Stallone Il 12 settembre durante la cerimonia di chiusura della 66° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, verrà premiato in Sala Grande l'attore, regista e sceneggiatore Sylvester Stallone con il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker.
Il premio dedicato ad un'artista che ha lasciato un segno nel cinema contemporaneo, è stato precedentemente consegnato a Takeshi Kitano, Agnès Varda e Abbas Kiarostami. Stallone ha dichiarato “Essere premiato alla Mostra di Venezia è qualcosa che ho sempre sperato diventasse realtà, e ora che è accaduto, devo dire che è valsa la pena aspettare”. Gli organizzatori della Mostra hanno affermato “Attraverso tutti i suoi film, anche quelli che non ha diretto o sono considerati 'meno importanti', Stallone ha dato forma ai suoi personaggi con molta cura, che gli si è riflessa, dandoci così una delle più coerenti e lucide esplorazioni del cinema contemporaneo americano. Stallone ha mostrato uno sguardo originale e la determinazione di un autore. Il suo cinema è capace di tenerezza anche quando gronda di sangue”.
In occasione della consegna del premio, saranno proiettate in prima mondiale alcune sequenze del nuovo film scritto, diretto e interpretato da Sylvester Stallone, The Expendables, con Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren e Mickey Rourke. “The Expendables è una storia sull’eroismo e sul prezzo che la gente paga per salvare gli altri. È un grande intreccio di azione e insieme di commedia”.
Inoltre in Sala Volpi alle ore 23 verrà proiettato Rambo - Director's Cut. Il regista ha commentato “Sono molto felice, perché vorrei che il director’s cut fosse l’edizione definitiva. Il problema nel distribuire un film, è che quando lo rivedi un anno dopo o più tardi, ti accorgi delle possibilità sprecate, perché la prima volta non hai fatto attenzione a causa della fretta nel lavoro. Il nuovo montaggio nasce da una maggiore passione nel seguire la fisicità del film”.
La Mostra si terrà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre.

La Biennale renderà omaggio a Tullio Kezich.

Venezia 66: Maria Grazia Cucinotta sarà la madrina

mercoledì 19 agosto 2009 - Marlen Vazzoler

Venezia 66: Maria Grazia Cucinotta sarà la madrina Il 2 settembre Maria Grazia Cucinotta aprirà la 66° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia. Dopo la cerimonia di inaugurazione si terrà l'anteprima mondiale dell'ultimo film scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, Baarìa.
Mentre il 12 settembre l'attrice condurrà la cerimonia di chiusura, durante la quale verranno annunciati i premi ufficiali della Mostra, che verrà chiusa con la proiezione del film Chengdu, I love you.
Si tratta di un ritorno in laguna della produttrice siciliana (All the Invisible Children) che aprì l'edizione del festival veneziano del 1984 con il film di Michael Radford, Il postino, recitato accanto a Massimo Troisi. “Sono emozionata e felice! La Mostra di Venezia è stata il mio trampolino di lancio 15 anni fa verso il mondo intero, e ritornarci da madrina è un sogno diventato realtà, e per questo ringrazio di cuore la Biennale e la Mostra”. Inoltre il presidente della Biennale Paolo Baratta ha deciso di rendere omaggio al critico Tullio Kezich morto lunedì scorso, annunciando che il concorso lanciato online quest'anno per i giovani saggisti di cinema sarà intitolato al giornalista.
Kezich sceneggiò nel 1988 il film di Ermanno Olmi, La leggenda del santo bevitore, che fu premiato col Leone d'Oro ed è stato accreditato del Festival per gli ultimi 62 anni. Negli anni sessanta diventò amico di Federico Fellini, di cui scrisse la biografia “Fellini, la vita e i film” pubblicata da Feltrinelli nel 2002. “Sarà questo un modo per averlo con noi in tutte le future Mostre del Cinema di Venezia” ha dichiarato Baratta.

   

In esclusiva saranno mostrate delle sequenze di The Princess and the frog.

Toy Story e Toy Story 2 3D alla mostra del cinema di Venezia

lunedì 11 maggio 2009 - Marlen Vazzoler

Toy Story e Toy Story 2 3D alla mostra del cinema di Venezia La 66° mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, in occasione della consegna del leone d'oro al regista John Lasseter domenica 6 settembre alle 17, terrà una speciale cerimonia alla quale saranno presenti i registi della Disney e della Pixar: Brad Bird, Pete Docter (Up), Andrew Stanton (Alla ricerca di Nemo) e Lee Unkrich (Toy Story 3).
Domenica 6 settembre dalle ore 14,45 verranno mostrati in anteprima mondiale le versioni 3D di Toy Story e Toy Story 2, diretti entrambi dal regista John Lasseter. Alle 17, assieme ad altre sorprese che la mostra annuncerà più avanti, verranno mostrate in esclusiva delle sequenze del prossimo film d'animazione Disney, The Princess and the frog, la trasposizione di una favola di E.D. Baker, ambientata a New Orleans durante gli anni '20.
Durante il festival ci sarà inoltre una retrospettiva nella quale verranno proiettati Alla ricerca di Nemo, Gli Incredibili e la prima italiana del film Up. Infine il 7 settembre John Lasseter, Brad Bird, Pete Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich terranno la Disney+Pixar Animation Masterclass sulla storia della Pixar. I registi inoltre parteciperanno ad un Panel riservato a giovani animatori italiani ed europei, studenti di cinema e specialisti del settore, in cui racconteranno i loro percorsi personali, le loro particolari influenze e la loro visione sul cinema d'animazione, rispondendo alle domande dei professionisti accreditati al seminario.

   

La cerimonia si svolgerà il 6 settembre alle 16.30.

Venezia 66: Lucas consegnerà il Leone d'oro a Lasseter

giovedì 20 agosto 2009 - Marlen Vazzoler

Venezia 66: Lucas consegnerà il Leone d'oro a Lasseter Il 6 settembre alle 16,30 nella Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia si terrà la cerimonia di consegna del Leone d'oro alla carriera a John Lasseter, alla presenza dei registi Brad Bird, Pete Docter, Andrew Stanton e Lee Unkrich della Disney-Pixar.
A consegnare il premio sarà il regista George Lucas, regista e produttore famoso per aver creato la saga di Star Wars. Prima della creazione della Pixar Lasseter ha lavorato per la Lucasfilm nel team dei grafici della Computer Animation Division e ha disegnato e animato il cavaliere di vetro del film Piramide di paura, creando il primo personaggio in computer grafica per un film live action.
Lucas sarà presente per la prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia, anche se negli anni '80 sono stati presentati in prima europea L'impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi.
Domenica 6 settembre durante la cerimonia verranno presentati in anteprima mondiale delle sequenze di Toy Story 3 e la Disney organizzerà delle attività e dei giochi per i bambini e i ragazzi all'esterno del Palazzo del Cinema.

   

Quattro nuove pellicole si aggiungono alla selezione ufficiale.

Venezia 66: i titoli di due dei quattro film sorpresa

martedì 25 agosto 2009 - Marlen Vazzoler

Venezia 66: i titoli di due dei quattro film sorpresa Sono stati svelati due dei quattro film sorpresa che fanno parte rispettivamente della sezione fuori concorso e orizzonti della 66° edizione della Mostra del Cinema di Venezia: Green Days e The Movie Orgy-Ultimate Version.
Verrà proiettato in anteprima mondiale Green Days di Hana Makhmalbaf che a soli quindici anni debuttò a Venezia nel 2003 col film Lezate Divanegi. Green Days è un docu-dramma con scene provenienti dai movimenti di piazza in Iran. La regista ha definito il film come una pellicola "sociologica" in cui "la cinepresa lavora come uno specchio per mostrarvi la società iraniana mentre passa attraverso una rivoluzione, con tutte le sue speranze e dubbi" .
The Movie Orgy-Ultimate Version di Joe Dante sarà invece un'anteprima internazionale, un tributo di 280 minuti ai B-movie degli anni '50 e '60 realizzato nel 1968 da Dante quando era uno studente di cinema con spezzoni di film, trailer e clip televisive, la cui durata originale è di 7 ore.
Infine sono stati aggiunti altri due titoli in anteprima mondiale: The Marriage di Peter Greenaway nella sezione orizzonti dedicato al dipinto di Paolo Veronese, Le Nozze di Cana, da cui il regista ne ha già tratto recentemente una performance dal titolo omonimo; Great Directors è invece l'opera prima di Angela Ismailos di origini greche ma che lavora a New York, dedicata ai registi del cinema moderno e contemporaneo: Bernardo Bertolucci, Catherine Breillat, Liliana Cavani, Stephen Frears, Todd Haynes, Richard Linklater, Ken Loach, David Lynch, John Sayles e Agnès Varda. Alla presentazione del film saranno presenti a Venezia Todd Haynes, Richard Linklater e John Sayles.

   

Domani pre apertura con Mario Monicelli.

Festival di Venezia: due giorni al via

lunedì 31 agosto 2009 - a cura della redazione

Festival di Venezia: due giorni al via Ufficialmente la 66 edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia inaugura mercoledì 2 settembre ma già domani si tiene la pre apertura con un grande evento.
A 50 anni di distanza dal Leone d'oro (ex aequo con Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini) ritorna alla Mostra di Venezia il capolavoro di Mario Monicelli La grande guerra, interpretato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman, nella versione lunga ricostruita con un restauro realizzato da Aurelio De Laurentiis e dalla Cineteca Nazionale, con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno.
Domani sera infatti si terrà una speciale proiezione-evento gratuita nel centro storico di Venezia (ore 21, Arena di Campo San Polo) de La grande guerra - alla presenza del Maestro 94enne Mario Monicelli, che incontrerà prima della proiezione il pubblico veneziano.
Per accedere gratuitamente alla proiezione speciale del film, il pubblico interessato potrà ritirare l'invito alle biglietterie situate in Campo San Polo nei giorni di lunedì 31 agosto e martedì 1 settembre (orari 10.00-13.00 e 15.00-18.00), semplicemente presentando i coupon pubblicati nei giorni di sabato 29, domenica 30 e lunedì 31 agosto da "La Nuova Venezia" di Venezia e Mestre. Gli inviti saranno erogati fino ad esaurimento dei posti riservati a ciascuna testata. Ciascun lettore si aggiudicherà 2 inviti.

   

La Cucinotta sarà madrina della kermesse.

Mostra di Venezia: Maria Grazia Cucinotta e Marco Müller sbarcano al Lido

martedì 1 settembre 2009 - Lisa Meacci

Mostra di Venezia: Maria Grazia Cucinotta e Marco Müller sbarcano al Lido Mentre finiscono gli ultimi preparativi, iniziano ad arrivare al Lido i primi protagonisti della 66esima edizione del Festival di Venezia. Ieri si sono concessi agli scatti dei fotografi il direttore Marco Müller e Maria Grazia Cucinotta, la quale sarà madrina delle serate di apertura e chiusura della Mostra. Non si tratta di un'esperienza nuova per la famosa attrice e produttrice italiana, visto che anche nel 1994 aprì la Mostra come protagonista de Il postino di Michael Radford, in ricordo di Massimo Troisi.

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FESTIVAL DI VENEZIA 2009 I NUMERI
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Foto
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