Festival di Venezia 2008Guida alla 65ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia - 27 agosto / 6 settembre 2008 |
| mercoledì 27 | giovedì 28 | venerdì 29 | sabato 30 | domenica 31 | lunedì 1 | martedì 2 | mercoledì 3 | giovedì 4 | venerdì 5 | sabato 6 |
Come previsto dagli ultimi pronostici è il film di Aronofsky The Wrestler a vincere questa 65^ edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il wrestler sconfitto di Mickey Rourke, dopo anni costretto a lavorare in un grande magazzino praticando il wrestling nelle palestre dei licei, ha conquistato la Giuria presieduta da Wim Wenders. All'interno di un festival che negli ultimi anni ha privilegiato l'Oriente, è stato forse proprio merito del regista tedesco ormai naturalizzato americano se a spuntarla quest'anno è stato un film targato USA. Il regista Aronofsky, che già nel corso della sua non lunghissima carriera aveva esplorato il tema del fallimento, ha stavolta dato prova (dopo il troppo sperimentale L'albero della vita, a Venezia due anni fa) di saper raccontare gli angoli più bui dell'animo di un uomo decaduto.
Se il Premio Speciale per la Regia è andato al russo Paper Soldier di Aleksei German jr. (vincitore anche dell'osella per la miglior fotografia), e il Gran Premio della Giuria a Teza di Haile Gerima (anche osella per la miglior sceneggiatura), il cinema italiano è riuscito a portare a casa due premi: la Coppa Volpi come miglior attore protagonista a Silvio Orlando (per il film di Pupi Avati Il papà di Giovanna) e Il Premio De Laurentiis miglior opera prima alla rivelazione Pranzo di ferragosto di Gianni Di Gregorio. La Coppa Volpi come miglior attrice protagonista è andata invece a Dominique Blanc per il film L'Autre di Patrick Mario Bernard e Pierre Trividic, anche se molti avrebbero preferito la "ragazza interrotta" Anne Hathaway per il Rachel Getting Married.
A Nuit de chien di Werner Schroeter è andato il Leone speciale per l'insieme dell'opera, mentre alla giovane Jennifer Lawrence del film di Arriaga (The Burning Plain) è andato il Premio Mastroianni come miglior emergente.
Vista la difficoltà nel concordare i premi tra i membri della giuria, Wim Wenders ha chiesto di riconsiderare le regole di premiazione, che proibiscono la sovrapposizione tra i tre premi maggiori. Il suo era un riferimento all'impossibilità di premiare Mickey Rourke con la Coppa Volpi.
A Venezia è ritornato l'eroe. Quello ormai apparentemente vinto dalla vita e dal nemico che porta in sé e che va ad affrontare l'ultima sfida per completare il suo ritrovarsi Uomo. Il Leone d'Oro della 65^ Mostra d'arte Cinematografica di Venezia è andato a The Wrestler di Darren Aronofsky e di Mickey Rourke. Sì perché Wim Wenders, presidente della Giuria, lo ha fatto capire chiaramente annunciando il premio e poi lo ha sottolineato col discorso di chiusura invitando la Mostra a cambiare regolamento: il premio per il migliore attore era di Rourke ma non è possibile premiare il protagonista del film che vince il massimo riconoscimento. O l'uno o l'altro. Questo dispiace perché colloca la Coppa Volpi andata a Silvio Orlando nella lista dei figli di un dio minore in maniera esplicita. Ma era chiaro a tutti che fosse così: con quattro film in competizione l'Italia doveva portare a casa almeno un premio e quello all'interpretazione di Orlando in Il papà di Giovanna (simile a molte altre sue) di certo era la soluzione migliore. Per il resto possiamo constatare il lavoro di bilanciamento con ben due riconoscimenti (fotografia e Leone d'Argento) andati al film veterorusso Paper Soldier e con una Coppa Volpi al femminile scippata ad Anne Hathaway perché già si era dato un premio come miglior attrice emergente a Jennifer Lawrence di The Burning Plain e non ci si poteva allargare troppo con il cinema americano. Per il resto i due premi all'intenso Teza sono inattaccabili ma resta ancora un forte dubbio sul cinema italiano. Se il Premio alla miglior opera prima è andato al cinquantanovenne Gianni Di Gregorio c'è da chiedersi: ma i giovani cineasti italiani dove sono?
L'ultimo film presentato in concorso ieri a Venezia è stato Il seme della discordia di Pappi Corsicato. Il regista ha sfilato con l'intero cast sul tappeto rosso: Caterina Murino, la ex Bond girl protagonista del film, radiosa in abito lungo nero, Isabella Ferrari (accompagnata dai figli), Alessandro Gassman, Martina Stella in rosa, Lucilla Agosti e tutti gli altri. Una sfilata spiritosa e divertente, all'insegna della spensieratezza del film, una commedia dai toni surreali che rappresenta il ritorno al cinema dopo 7 anni del regista napoletano. Un film vivace, colorato, all'insegna dell'estetica anni '50 e '60 soprattutto nel look delle dive.
Si è conclusa anche la rassegna dei cortometraggi al Festival di Venezia. Il Leone Corto Cortissimo è stato assegnato al film del messicano Carlos Armella Tierra y Pan con la seguente motivazione: "In pochi minuti e in un unico spazio l'autore ha saputo raccontare una storia drammatica di miseria e solitudine, sfruttando appieno le possibilità narrative dell'immagine cinematografica". In effetti il lavoro del regista si costruisce come una furtiva indagine sulle vicende di una famiglia che abita una desolata zona, in cui il vento scandisce le giornate. La cinepresa, e con essa lo spettatore, osserva da lontano l'accadere di un dramma: la morte del nascituro che la madre porta in grembo. Nessun dialogo, solo i suoni, sempre più lontani dall'obiettivo che zooma e si distacca dalle atroci vicende. Tremendo il finale dove il figlio viene seppellito, e come natura vuole, rientrerà nella catena alimentare attraverso il cane. Lo spirito del regista e della sua patria traspaiono dai campi lunghissimi e dai colori; il dramma familiare viene vissuto con una capacità introspettiva resa originale dalle scelte fotografiche. Interessante quindi la scelta di premiare questo lavoro che, da un punto di vista narrativo, sta con un piede nel cinema e con l'altro nella video arte.
Con Tierra y Pan sono stati premiati anche Vacsora (The Dinner) di Karchi Perlmann con una Menzione Speciale e De Onbaatzunchtigen (The Altruists) di Koen Dejaegher con il PRIX UIP per il miglior cortometraggio europeo. Il primo film è la storia di una famiglia grottesca e colorata della campagna ungherese. In un'unica giornata questi personaggi si confronteranno con la morte del marito e dell'anziana nonna: quest'ultima, trascina tutto il corto con la sua ironia sempliciotta e goffa. La sua sordità e il distaccamento dal reale che i suoi anni le hanno imposto, la porteranno a scegliere il suicidio dolce da lei tanto desiderato, piuttosto che una vita limitata dalle fatiche degli anni. Molto più splatter invece la morte del marito...divorato dagli abitanti del porcile.
Tendenzialmente sci-fi invece The Altruists, che racconta di un mondo in cui le famiglie vengono costruite con un mercato dei componenti, che si vendono li uni con gli altri allo scopo di aumentare il prestigio del nucleo familiare stesso. Si ride a denti stretti e si riflette sulla vita tramite gli spunti realistici di questa rappresentazione visionaria, dove i fratelli si vendono a vicenda e i figli comprano madri nuove.
| Fuori concorso |
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programma completo |
Vida en sombras |
Regia di Lorenzo Llobet Gracia con Fernando Fernán Gómez, María Dolores Pradera, Isabel de Pomés, Alfonso Estela, Arturo Cámara, Mary Santpere.
Genere Drammatico
produzione Spagna,
1948.
Durata 90 minuti circa.
Carlos, appassionato di cinema all'inverosimile, vive un forte complesso di colpa per aver lasciato sua moglie morire per mano dei repubblicani mentre lui era in giro per le strade di Madrid a filmare le rivolte stradali del 18 luglio (inizio della Guerra civile spagnola). Alcuni anni dopo, mentre è al cinema a vedere "Rebecca" di Alfred Hitchcock, ha un'epifania e decide di redimersi impegandosi a diventare un affermato regista cinematografico.
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Kettô Takadanoba |
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(mymonetro: 3,00) |
Regia di Masahiro Makino con Tsumasaburo Bando, Tokuma Dan, Takashi Shimura, Ryosuke Kagawa.
Genere Commedia
produzione Giappone,
1937.
Durata 64 minuti circa.
Yasubei è un ronin decaduto che vive ai margini della città di Edo assieme a straccioni e ubriachi. Solo le minacce lanciate da dei criminali ad un suo zio sapranno far riscattare Yasubei e gli permetteranno di ritrovare tutta la sua incredibile destrezza di samurai.
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Orfeo 9 |
Regia di Tito Schipa Jr. con Tito Schipa Jr., Renato Zero, Edoardo Nevola, Eva Axen, Loredana Berté.
Genere Musicale
produzione Italia,
1973.
Durata 82 minuti circa.
La storia di un moderno Orfeo che deve salvare la sua Euridice dall'inferno della droga. Il film è concepito come opera lirica "beat" totalmente scritta e musicata da Tito Schipa jr., una delle personalità più originali del panorama musicale italiano. Rappresentato al teatro Sistina di Roma, prima di essere trasposto in questa versione cinematografica, nel 1970, l'opera di Schipa jr. è stata sviluppata parallelamente, se non addirittura in precedenza, al famoso Tommy degli Who.
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| Orizzonti |
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programma completo |
Verso Est |
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(mymonetro: 3,00) |
Regia di Laura Angiulli con .
Genere Documentario
produzione Italia, Bosnia-Herzegovina,
2008.
Durata 70 minuti circa.
Il documentario è il risultato di un lungo percorso. Al centro la Bosnia, col suo passato ingombrante, e un presente tanto incerto quanto controverso. Tre città di quel paese - Sarajevo, Mostar, Srebrenica - , sollecitazioni diverse che si propongono nel contatto con la gente e la loro storia passata e presente. Sarajevo è la capitale. La memoria si è sostanziata con riflessi contraddittori nell’assetto politico vigente, e accende conseguenti opportunità di riflessioni e dibattito. Mostar è tutta nel vecchio ponte, simbolo ma anche cuore dal battito lento di una vita sociale e politica che non riesce a scaldare le ali periferiche della città, ancora frantumata nella realtà dei ghetti, croati e musulmani. E infine Srebrenica, la città delle donne, la città del dolore. 12.000 morti ( istituzionalmente se ne riconoscono 8.372, ma nella pratica i dispersi sono 4.000 in più), e ogni anno nell’11 luglio la grande cerimonia per la messa in terra di quelle centinaia di corpi che vengono ancora ritrovati, in fosse di nuova individuazione. È di Srebrenica Hatidza Mehmedovic’, la protagonista del film, ed è stato subito chiaro che solo a lei, nella composta e altera capacità di assunzione del lutto (nel genocidio del 1995 ha perso i due unici figli, il marito, i fratelli, il padre..), poteva essere affidata la trasmissione di un carico emotivo fortemente presente all’affettività dell’autrice-regista.
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Melancholia |
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(mymonetro: 3,00) |
Regia di Lav Diaz con Roeder Camanag, Angeli Bayani, Perry Dizon, Raul Arellano, Dante Perez, Malaya Cruz, Soliman Cruz.
Genere Drammatico
produzione Filippine,
2008.
Durata 450 minuti circa.
Nella vita, normalmente, ci si impegna per cercare di sopravvivere e allontanarsi il più possibile dalla tristezza e dalla pazzia: i protagonisti di Lav Diaz si confrontano con i fantasmi del passato e con la loro incapacità di reagire, in un drammatico affresco di un regista che si interroga sul perché esistano così tante sofferenze e la felicità venga percepita sempre più come un concetto lontano e astratto. “Che la vita sia forse solo un processo di confronto col dolore dell’uomo?” (Lav Diaz)
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| Questi fantasmi |
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programma completo |
E il Casanova di Fellini? |
Regia di Gianfranco Angelucci, Liliana Betti con .
Genere Documentario
produzione Italia,
1975.
Durata 75 minuti circa.
Documentario girato sul set del fastosissimo Casanova di Federico Fellini da uno dei suoi massimi studiosi ed estimatori, assieme a colei che per tanti anni ha rappresentato la più fedele assistente e musa del regista riminese, Liliana Betti.
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Eva Axen
(57 anni)
Data nascita: 12 Dicembre 1954 Luogo nascita: Stoccolma (Svezia)
in Fuori concorso a Venezia sabato 6 settembre con il film
Orfeo 9 di Tito Schipa Jr.
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Edoardo Nevola
(64 anni)
Data nascita: 23 Febbraio 1948 Luogo nascita: Roma (Italia)
in Fuori concorso a Venezia sabato 6 settembre con il film
Orfeo 9 di Tito Schipa Jr.
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Renato Zero
(61 anni)
Data nascita: 30 Settembre 1950 Luogo nascita: Roma (Italia)
in Fuori concorso a Venezia sabato 6 settembre con il film
Orfeo 9 di Tito Schipa Jr.
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Roeder Camanag
Data nascita:
in Orizzonti a Venezia sabato 6 settembre con il film
Melancholia di Lav Diaz
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Raul Arellano
(55 anni)
Data nascita: 13 Dicembre 1956
in Orizzonti a Venezia sabato 6 settembre con il film
Melancholia di Lav Diaz
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Angeli Bayani
Data nascita:
in Orizzonti a Venezia sabato 6 settembre con il film
Melancholia di Lav Diaz
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Malaya Cruz
Data nascita:
in Orizzonti a Venezia sabato 6 settembre con il film
Melancholia di Lav Diaz
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Tsumasaburo Bando
Data nascita:
in Fuori concorso a Venezia sabato 6 settembre con il film
Kettô Takadanoba di Masahiro Makino
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