Non si può dire che il Festival di Roma sia partito con il botto. Il film d'apertura, The Lady, sembra infatti essere stato scelto più per l'importanza dei nomi coinvolti (il regista Luc Besson, attori come Michelle Yeoh e David Thewlis) che per il valore della pellicola, anche ricordando che è già passato ai festival di Toronto e Busan. Sarebbe falso dire che la pellicola sia stata stroncata (e d'altronde a Roma non c'è la stessa ferocia del Lido nel fischiare i titoli che passano, se non forse quelli italiani), solo che, a parte un flebile applauso, la proiezione è passata senza lasciare grande entusiasmo nei presenti. Ovviamente, tutti d'accordo sul sostegno al tema (come non esserlo?), la storia del premio nobel Aung San Suu Kyi, l'attivista birmana che da decenni si oppone alla dittatura di quel Paese, ma decisamente meno convinti sui mezzi utilizzati per raccontarlo.
Ma ieri era soprattutto la giornata de Le avventure di Tintin: il segreto dell'unicorno, presentato con una leggerissima anteprima rispetto all'uscita in sala. Purtroppo, oggi in conferenza stampa ci sarà solo Jamie Bell e quindi non si potrà chiedere a Steven Spielberg della sua collaborazione con Peter Jackson per questo titolo e magari delle difficoltà di lavorare anche a War Horse. Prima delle proiezioni, un dubbio ormai classico per i giornalisti: perché c'è un servizio antipirateria per una pellicola in 3D e in originale (quindi, niente audio italiano da registrare e utilizzare), quando da oggi chi vuole lo riprenderà nelle sale 2D di mezzo mondo? Probabilmente, chi riuscisse a rispondere a questa domanda affiancherebbe Aung San Suu Kyi come vincitore di un Nobel.
Comunque, l'adattamento di ben tre storie di Tintin ha convinto abbastanza il pubblico presente in sala, anche se l'impressione è che gli spettatori siano rimasti ammirati da un motion capture finalmente solare (ditelo a Zemeckis, non deve essere scuro per forza) più che conquistati da un giornalista un po' saccente e da un capitano (quasi) sempre ubriacone (sarà interessante vedere come verrà accolto dalle famiglie un personaggio così poco edificante, anche se va reso merito a Spielberg e Co. di non aver fatto modifiche buoniste alle descrizioni di Hergé).
È difficile collocare l'importanza dell'invenzione del vibratore nella storia, (anche perché la scienza ufficiale avrà altro a cui pensare), ma al Festival di Roma è arrivato un film che ci prova. Hysteria rappresenta perfettamente quel cinema d'autore più commerciale e che strizza l'occhio al grande pubblico senza inventare nulla di nuovo o prendersi rischi veri, ma con una bravura tipicamente inglese nel riuscirci con classe, mettendo assieme risate e impegno sociale con un pizzico di pepe e un filo di ovvia retorica.
Magari, anche perché con una confezione impeccabile e qualche personaggio stravagante, si trova il tempo di descrivere un paio di sorelle che sembrano uscite da Incantesimo di George Cukor. Classico prodotto che alla platea dei festival, preoccupata di dover vedere tanti prodotti complessi/noiosi, piace sempre. Infatti, anche in questo caso numerose risate durante la proiezione e caldo applauso finale, che passa anche sopra a una macchiettistica cantante d'opera italiana...
E oggi italiani in gara
Non è esattamente una giornata frenetica e piena di titoli attesissimi, ma di sicuro utile per vedere lo stato del cinema italiano, che presenta ben due film in concorso,Il mio domanie Il paese delle spose infelici. Inoltre, da segnalare la proiezione di A Few Best Men (pellicola fuori concorso), che con i suoi interpreti si presenta al pubblico romano anche con il red carpet, come avverrà per Hysteria e Le avventure di Tintin: il segreto dell'unicorno.
Dopo qualche minuto in cui sta sul palco, un dubbio sorge spontaneo: ma è rimasto nel personaggio? Jamie Bell, al festival di Roma per presentare Le avventure di Tintin: il segreto dell’unicorno, ogni tanto dà l'impressione di sentirsi un po' disperso e di aver bisogno anche lui di Milù che lo viene a salvare. Per esempio, quando si scorda ripetutamente quello che gli è stato chiesto (ma in effetti, con una serie di tre domande di fila, non è semplicissimo) o quando la moderatrice gli pone una domanda e lui scruta in platea, non rendendosi conto che l'autore del quesito sta accanto a lui. Più comprensibile lo stupore di vedere un giornalista straniero in platea (in effetti, sono proprio pochi).
L'attore esprime suo il suo amore per Tintin. "Mi ha cambiato la mia vita e non lo dico perché lo interpreto. Da ragazzino mi sentivo molto isolato, anche perché ero impegnato in un'attività come il ballo, che non è molto praticata dagli uomini, così Tintin mi faceva evadere e mi portava in giro per il mondo. Non è solo un personaggio dei fumetti, ci sono tanti temi morali in discussione, come la corruzione dei politici. Io volevo essere eroico come lui e la mia storia preferita è "Tintin in Tibet". È il volume più amato da tutti gli appassionati e questo dipende anche dal fatto di essere stato scritto in un momento particolare della vita di Hergé. Si possono chiaramente capire le emozioni di Tintin, che in questo caso appare stranamente vulnerabile". Continua »
Regia di Tanya Wexler con Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Jonathan Pryce, Rupert Everett, Ashley Jensen, Sheridan Smith, Felicity Jones, Kate Linder.
Genere Commedia rosa
produzione Gran Bretagna, Francia, Germania,
2011.
Durata 100 minuti circa.
Londra 1880. Il giovane Mortimer Granville è un dottore che lotta per far passare le nuove scoperte scientifiche negli ambulatori e negli ospedali gestiti da vecchi medici fedeli a convinzioni errate ed obsolete. In cerca di un nuovo impiego dopo l'ennesimo licenziamento, lo trova presso il dottor Dalrymple, specializzato nella cura "manuale" dell'isteria che affligge buona parte delle signore di Londra e si manifesta variamente con tristezza, irritabilità, pianto frequente o incontenibile rabbia. Innamorato della seconda figlia di Dalrymple, Emily, e osteggiato dalla primogenita Charlotte, che lo vorrebbe dedito a malattie più serie, Mortimer si ritroverà letteralmente fra le mani l'idea del secolo, durante una visita al suo amico e benefattore Edmund, un appassionato di congegni elettrici.
Regia di Marina Spada con Claudia Gerini, Raffaele Pisu, Claudia Coli, Paolo Pierobon, Lino Guanciale, Enrico Bosco.
Genere Drammatico
produzione Italia,
2011.
Durata 88 minuti circa.
Monica è una consulente impiegata presso una società di formazione aziendale. Single e 'amante' del suo capo, vive a Milano e frequenta nel tempo libero un corso di fotografia. Ogni fine settimana non manca di fare visita al suo vecchio padre, fervente cattolico che vive aspettando soltanto di morire. Nella bassa padana risiedono anche il nipote, un adolescente sensibile e depresso, e la sorellastra, figlia illegittima di una scappatella materna. Dentro una città in trasformazione e a quattro anni dall'Expo, si muove muta e uguale a se stessa la vita di Monica, incapace di vedere il mondo e di vedersi. Almeno fino a quando il padre viene a mancare e con lui il legame con un passato rimosso e doloroso.
Regia di Juhn Jaihong con Kye Sang Yoon, Gyu-ri Kim, Ha-bok Yu, Choi Moo-Seong, Kim Jong-soo, Han Gi-Joong, Nak-jun Lee, Yong-geun Bae, Jeong-seok Kim, Jo Jae-Ryong, Kim Yeong-Hoon, Other credited cast listed alphabetically.
Genere Azione
produzione Corea del sud,
2011.
Durata 121 minuti circa.
Lo chiamano Poongsan, perché è aggressivo e implacabile come il Poongsan Dog e fuma sempre sigarette Poongsan. È un uomo misterioso e silenzioso, capace di attraversare la DMZ che divide Nord e Sud della Corea in tre ore anche solo per far passare dei filmati di anziani amanti separati dal filo spinato e desiderosi di vedersi, benché in video, un'ultima volta. Inviato per recuperare una donna del Nord e portarla al Sud, però, avviene l'imprevisto e tra i due comincia a farsi strada l'amore. Complicando ancor più la situazione. L'antica tradizione del film di spionaggio che vedeva protagonisti i terribili Russi e gli agenti dell'Occidente è da tempo sulla via dell'estinzione, per ovvie ragioni storiche e politiche.
Regia di Emmanuelle Millet con Christa Theret, Johan Libéreau, Anne Le Ny, Laure Duthilleul, Maud Wyler, Jean-François Malet, Cyril Gueï, Nina Meurisse, Nicolas Marié, Myriam Bella, Emilie Chesnais.
Genere Drammatico
produzione Francia,
2011.
Durata 85 minuti circa.
Debutto cinematografico promettente che combina l'eccezionale interpretazione di Christa Theret (Il
cacciatore di teste, Lol, Ruiflec, Village of the shadow), nei panni di una giovane donna accanitamente
indipendente, con il senso della narrazione della scrittrice-regista Emmanuelle Millet. Un giorno Sarah
(Christa Théret), durante uno stage in una galleria d'arte, in seguito a un malore, scopre di essere incinta
di sei mesi. In un primo momento non lo accetta, poi pensa all'aborto come unica soluzione, ma alla fine
decide di far nascere il bambino per darlo in adozione. Troppo orgogliosa per confidarsi con sua madre
che vive in un'altra città, senza lavoro e senza casa, è costretta a ricoverarsi nella clinica locale, piena
di donne nelle sue condizioni, tranne che per una sola sostanziale differenza: queste vogliono il loro
bambino. Gli incontri, la realtà della nascita, scuoteranno, in un crescendo appassionante, la sua
inflessibilità. Un soggetto d'intensa energia emotiva ed una protagonista in stato di grazia ne fanno un
debutto cinematografico fulminante.
Regia di Tania Hermida P. con Eva Mayu Mecham Benavides, Markus Mecham Benavides, Juana Estrella, Martina Leòn.
Genere Drammatico
produzione Ecuador,
2011.
Durata 100 minuti circa.
Estate del 1976. Manuela (Eva Mayu Mecham Benavides) è una bambina di 9 anni dallo sguardo vivo
da cui traspare un'energia potente, quasi fisica. Con suo fratello minore Camilo (Markus Mecham
Benavides) trascorre le vacanze nella fattoria dei nonni nella valle delle Ande dell'Ecuador, insieme ai
suoi cugini, dove la nonna cattolica conservatrice (Juana Estrella) insiste che porti il nome che tutte le
prime figlie femmine della famiglia portano da generazioni. Decisa a difendere le idee del padre, ateo e
socialista, affronta fieramente i comportamenti privi di gesti di cura dei suoi parenti, decisa a non perdere
il senso della propria integrità. La disputa intorno al suo nome oltre a cambiare per sempre le relazioni
con il suo ambiente, la porta a confrontarsi con due mondi a loro modo convenzionali: il cattolicesimo ed
il socialismo. Un ritratto vivido e realista costruito intorno ad una figura che fa venire in mente certi
personaggi femminili delle fiabe. Le fiabe vere, quelle dove un personaggio deve essere abbastanza
straordinario da attraversare alcuni secoli senza un graffio.
Regia di Jonathan Newman con Maurice Cole, Toni Collette, Ioan Gruffudd, Hayley Mills, Richard E. Grant, Anne Reid, Daisy Beaumont, Richard James, Kenneth Collard.
Genere Commedia
produzione Gran Bretagna,
2011.
Durata 91 minuti circa.
Zooey e Alec Morrisono sono una coppia sposata che non riesce a superare la perdita del figlio di cinque anni, avvenuta due anni prima. Non riuscendo a concepire altri bambini, dopo una breve visita in un'agenzia deputata, i Morrison si rendono disponibili per un affidamento. Ed ecco che, poco dopo, appare alla loro porta un bambino di sette anni, Eli, che dice di essere stato mandato dall'agenzia. Il ragazzino mostra una maturità inaspettata, aiuta Alec a superare le difficoltà di lavoro e Zooey a sentirsi di nuovo mamma e felice. Quasi fossero più i Morrison ad aver bisogno di lui che non Eli ad aver davvero bisogno di loro...
Regia di Steven Spielberg con Jamie Bell, Andy Serkis, Daniel Craig, Simon Pegg, Nick Frost, Gad Elmaleh, Toby Jones, Mackenzie Crook, Sebastian Roché, Daniel Mays, Tony Curran, Mark Ivanir, Phillip Rhys, Sonje Fortag, Joe Starr, Enn Reitel, Kim Stengel, Ian Bonar.
Genere Animazione
produzione USA, Nuova Zelanda, Belgio,
2011.
Durata 107 minuti circa.
Tintin è un giovane reporter col vizio dell'avventura che non disdegna nel tempo libero cose meno straordinarie, come passeggiare per i mercatini, fermarsi per un ritratto o per acquistare il modellino di una nave che nasconde un immancabile segreto. Un segreto che l'infido Sakharine vuole sottrargli a tutti i costi e con tutti i mezzi. Ma a difenderlo e ad affiancarlo ci pensano i maldestri Thomson e Thompson e l'impavido Snowy, un candido fox terrier amabile con gli amici e implacabile coi nemici. Derubato del prezioso veliero Tintin si mette sulle tracce del ladro finendo prigioniero sul cargo dell'ebbro Capitan Haddock e libero nella più grande delle avventure.
Regia di Tristan Patterson con Josh 'Skreech' Sandoval.
Genere Documentario
produzione USA,
2011.
Durata 73 minuti circa.
Josh "Skreech" Sandoval è una piccola leggenda dello skateboarding. A differenza di altri suoi amici, forse non possiede la disciplina necessaria per far diventare la sua passione anche un lavoro. Galleria stilizzata e diario pop di uno skater di talento, si divide tra le piscine vuote delle villette sfitte per la crisi dove si allena con lo skateboard, un bambino remoto di cui è padre e una ragazza secchiona addicted di crack come lui.
Regia di Davis Guggenheim con Bono, The Edge, Adam Clayton, Larry Mullen jr..
Genere Documentario
produzione USA,
2011.
Durata 90 minuti circa.
Immaginate un quartiere dove in ogni casa c'è una famiglia spezzata: la miseria, il divorzio, o peggio. Questo è il terreno sfortunato dei gruppi rock. Implosione o esplosione è inevitabile. Gli U2 hanno sfidato l'attrazione gravitazionale verso la distruzione.
Regia di Liz Garbus con Stefano Scialotti.
Genere Documentario
produzione Italia,
2011.
Durata 53 minuti circa.
Un documentario realizzato per un progetto che vuole riconoscere e valorizzare il ruolo delle donne in Africa e proporre per loro il Premio Nobel per la Pace (una proposta del CIPSI, coordinamento di 48 associazioni, e di ChiAma l'Africa).
Regia di Francesco Zippel con .
Genere Documentario
produzione Italia,
2011.
Durata 45 minuti circa.
Prima ancora di diventare il vero scopritore di James Dean (ha contribuito più di qualsiasi altro alla costruzione di quel mito epocale e ribelle), Ray è stato l'autore capace di portare nella finzione hollywoodiana la verità dei sentimenti: collera e tenerezza, solitudine e affetto disperato innervano i personaggi di noir, melodrammi, gangster film che lo renderanno forse uno dei registi più amati da critici e intellettuali europei da Godard a Wenders.
Regia di Frederic Jardin con Tomer Sisley, Joey Starr, Serge Riaboukine, Julien Boisselier, Laurent Stocker, Samy Seghir, Birol Ünel, Adel Bencherif, Dominique Bettenfeld, Lizzie Brocheré.
Genere Thriller
produzione Francia, Belgio, Lussemburgo,
2011.
Durata 99 minuti circa.
Un colpo di pistola rompe il silenzio la mattina presto per le strade di Parigi. Due uomini in passamontagna intercettano una vettura che trasporta droga. Nella rapina uno degli autisti viene colpito. L'altro fugge, ma non prima di vedere uno scorcio di uno degli uomini mascherati.
Il giorno dopo, per un equivoco, si scopre che i ladri sono veramente poliziotti.
Regia di Jack Clayton con Anne Bancroft, Peter Finch, James Mason, Richard Johnson, Maggie Smith, Janine Gray, Cedric Hardwicke, Rosalind Atkinson, Alan Webb, Eric Porter, Cyril Luckham.
Genere Drammatico
produzione Gran Bretagna,
1964.
Durata 110 minuti circa.
Dotata di grande temperamento ma anche di molte insicurezze, madre di otto figli vede avvicinarsi la fine del suo terzo matrimonio: il marito è troppo farfallone e sottaniere. Ma combatte con le unghie. Una memorabile interpretazione della Bancroft in un complesso personaggio, scrittole su misura da Harold Pinter (da un romanzo di Penelope Mortimer). Ottimi caratteristi.
Regia di Terence Davies con Rachel Weisz, Tom Hiddleston, Simon Russell Beale, Ann Mitchell, Sarah Kants.
Genere Drammatico
produzione USA, Gran Bretagna,
2012.
Durata 96 minuti circa.
Rachel Weisz interpreta Hester Collyer, la moglie trofeo di un giudice (Simon Russel Beale) della corte suprema, di mezza età, che si innamora di un ex-pilota (Tom Hiddleston) della RAF, che ha combattuto durante la seconda guerra mondiale e che oggi, diventato un alcolizzato, le dà il suo primo orgasmo. Quando lui la lascia, l'ormai innamorata Hester tenta di uccidersi.
Regia di Luca Verdone con Massimo Ranieri, Elisabetta Rocchetti, Orso Maria Guerrini, Sonia Aquino.
Genere Commedia drammatica
produzione Italia,
2011.
Durata 91 minuti circa.
Il film, diretto e scritto da Luca Verdone
con la collaborazione di Massimo Biliorsi, e
interpretato da Massimo Ranieri, parte dal sogno di
un bambino che, prima di andare a letto, scopre
nella soffitta un baule con vecchi giocattoli. Un
circo, dei cavallerizzi di piombo e un libro sulla vita
del leggendario Franconi. Il film propone le imprese
di questa mitica figura che desiderava realizzare
uno spettacolo costruito con tutte le forme
rappresentative sino ad allora conosciute.
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