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Roma FILM FEST 2009 - Giornata di lunedì 19 ottobre 2009Guida alla IV Edizione del Festival internazionale del Film di Roma - 15 / 23 ottobre 2009 |
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lunedì 19 ottobre 2009
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Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo: oltre lo specchio
lunedì 19 ottobre 2009 di Marzia Gandolfi
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La sua visionaria ostinazione, pari solo a quella di Parnassus e di Don Chisciotte, gli ha permesso di guardare la realtà con altri occhi e di leggere la poesia dove c'era il dramma, la vita dove trionfava la morte. Come l'hidalgo spagnolo che si sognava cavaliere nella Mancia di Cervantes così Terry Gilliam ha immaginato che il suo ragazzo dai riccioli d'oro e la mascella morbida calcasse ancora e per sempre il palcoscenico del Dottor Parnassus, attraversando il magico specchio dell'Imaginarium. Alla sopraggiunta morte di Heath Ledger, il regista americano ha trasformato il suo film in un omaggio, "facendo in tre" il suo protagonista. Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell, in rigoroso ordine di apparizione, si sono sostituiti e avvicendati generosamente dentro lo schermo e oltre lo specchio. Sospesi sulla soglia, tre sono tornati e uno è restato, dondolando come Giocasta "stretto nel nodo". Era troppo curioso il Tony di Heath Ledger, fin dall'inizio, fin dalla soglia. E ora è da qualche parte, oltre l'arcobaleno, in un mondo capovolto, in un paese delle meraviglie o nella terra di Oz, dove il cielo è sempre azzurro e i sogni impossibili diventano realtà. Solo da questa parte dello specchio il lieto fine non è mai garantito. |
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Fino all'ultimo respiro e fino all'ultimo biglietto per vedere ieri a Roma l'attore cult degli anni Ottanta, Richard Gere, gigolò per una stagione e buddista per sempre. Ultimo dei romantici, si è confessato davanti a una sala appassionata e impressionata dalla sua quiete bellezza spirituale, che ha sopportato il passaggio degli anni con la meditazione e lo slow life, senza ricorrere agli stridori pacchiani di trucchi e ritocchi. Amante impetuoso nei "giorni del cielo" di Malick, antidivo per Altman, pigmalione per Garry Marshall, maldestro giornalista di città, innamorato in "autunno", primo cavaliere, colpevole fino a prova contraria, ginecologo texano o marine incazzato, è da sempre alle prese con l'universo femminile, invitato a ballare o (r)accolto sulla Walk of Fame. Filantropo in abito grigio e a piedi nudi nel parco, Richard Gere ha fatto sentire la sua pretty woman meno puttana e la sua psichiatra molto innamorata, diventando il volto indiscusso e smaltato della commedia sentimentale convenzionale, sospesa occasionalmente per gestire "affari sporchi" o "amori infedeli". Preferibilmente nudo negli Ottanta, abbottonato negli anni Novanta, Gere con Pretty Woman invertì il segno ma non il senso: Julian Key si faceva pagare dalle donne, Edward Lewis le pagava. Molti film e reincarnazioni dopo, Gere si emancipa dalla banalità glamorous e si accompagna sullo schermo e in passerella ad un cucciolo, seminando quello che raccoglierà nella prossima vita (artistica).
L'auditorium di Roma ospita l'università della Southern California per gettare un occhio sulle nuove leve dell'animazione made in Usa. Sedici cortometraggi di diploma che serviranno agli studenti come biglietto da visita per tentare il sogno di lavorare alla Pixar o dare loro l'opportunità di impiegarsi subito in qualche produzione che ha bisogno di ricorrere agli effetti speciali. Un anno di lavoro per ogni film, la massima dell'autarchia come stella polare (si lavora all'interno della scuola, con musicisti della scuola), il circuito dei festival internazionali come termometro extra moenia.
Spiace, ma la temperatura che si è misurata a Roma è bassa, il paziente, che pareva godere di ottima salute nel momento della presentazione -poiché il corto d'apertura, The Intruder di Alessandro Ceglia, è tanto semplice nell'ideazione quanto riuscito nell'esecuzione e apprezzabilissimo alla fruizione- comincia immediatamente a dar segni di cedimento, risollevandosi in rare occasioni (The Gloaming di Andrei Huang batte strade già troppe volte percorse; El sabor del peligro di Greg Araya è gradevole ma nulla più), magari quando la storia è così forte che per rovinarla occorrerebbe impegnarsi non poco (ed è questo il caso di di Jan Pfenninger, tratto da Wilde, che lavora sulla danza della protagonista e dunque sul sonoro e sul movimento). L'episodio finale, Gemini Max & The Glowing Goddess di Ben Shalom è una lunga agonia: il corto si snatura in un'operetta senza giusta misura, perdendo di brio e di senso. Per quest'anno non si intravedono nuovi Lucas o Spielberg all'orizzonte.
È vero. Premetto che ho solo 31 anni ma ho già capito una cosa e cioè che la vita è estremamente complicata e non ci sono risposte precise. Credo che molte delle storie degli uomini siano state raccontate e molte delle storie delle donne non lo siano ancora state e sono sempre stato attratto dalle donne sveglie e brillanti, come mia moglie, d'altronde, ma mi rendo conto che quella di oggi in America è una generazione di donne con un problema di difficile risoluzione, donne che hanno tra i 35 e i 40 anni e hanno lavorato sodo per la loro carriera e amano i loro lavori ma un giorno si svegliano e realizzano che però vorrebbero anche una famiglia, dei figli. È la prima generazione post-femminista. Volevo ritrarre queste donne e l'ho fatto tramite le due figure di Alex e di Nathalie: una 34enne piuttosto disillusa e una 23enne che crede di sapere già come sarà la sua vita futura. Ho immaginato un dialogo tra loro una notte che ero a letto con mia moglie e le ho chiesto, se avesse potuto parlare con se stessa a 18 anni, cosa avrebbe detto di cercare in un uomo allora e cosa cercherebbe invece ora e ho trascritto quel che lei ha detto e costruito la scena.
Le storie di Radu Mihaileanu, rumeno di origini ma cosmopolita di sostanza, sono desideri di fuga che accettano la simulazione, che invitano all'imbroglio. Per il regista di Train de vie e Vai e vivrai, fuggire significa ritrovare una libertà personale o un'identità collettiva, e poco importa essere onesti quando si è animati da oneste aspirazioni. Dopo il villaggio di ebrei alla guida di un finto treno nazista in fuga dalla Shoah e l'avventura attraverso tre continenti di un ragazzo etiope che si finge ebreo per cercare rifugio nello stato di Israele, Le concert racconta di un gruppo improvvisato di musicisti russi e gitani che si sostituiscono all'orchestra del teatro Bolshoi in cerca di rivalsa dopo che i dettami culturali di Brežnev e la politica antisemita del regime sovietico li ostracizzarono dal panorama musicale.
L'indissolubile legame che stringe finzione, fuga e libertà, passa questa volta attraverso la musica classica e in particolare le partiture popolari (e per questo avversate dai gerarchi del comunismo) di Cajkovskij. Ma si manifesta anche attraverso una vena umoristica che non risparmia tanto il gruppo di chiassosi slavi quanto gli affettati francesi, tanto i nostalgici del comunismo quanto gli ebrei affaristi. Un insieme di due linguaggi universali, quella fra musica e ironia, capace di risvegliare ambizioni artistiche messe violentemente a tacere e riaprire segreti sepolti nel passato . Ma soprattutto, intenzionata a riconoscere nelle simmetrie fra immagini visive e immagini sonore, un'armonia suprema di strumenti musicali e di culture differenti.
C'è un ospite d'eccezione tra il cast di Alza la testa ed è Giorgio Colangeli che qui a Roma è stato premiato come miglior attore per L'aria salata nella prima edizione del festival. E proprio lui prende la parola per primo per fare un elogio della prestazione di Sergio Castellitto in questo film concludendo con l'auspicio che la giuria ne tenga conto al momento di assegnare i premi. E chissà forse lo farà visto che realmente il modo in cui Castellitto ha trasfigurato se stesso ha dello straordinario.
Accanto ai due attori anche l'esordiente Gabriele Campanelli, nel film il figlio di Castellitto, tutti tenuti sotto l'ala del regista Angelini che subito sintetizza tutto il flim così: "È la storia di un uomo che cada e si rialza, il rapporto padre figlio è solo un spunto. È uno sguardo diverso rispetto a quello di L'aria salata, lì era da figlio a padre, qui invece è un papà che guarda il figlio e che nel farlo sconfina in altri ruoli come quello dell'allenatore o anche della madre, anche se vivendo in un ambiente virile occuparsi del figlio con uno sguardo femminile non va molto bene".
Poco meno di 120 film da attrice in 48 anni tra televisione e cinema diretta da alcuni dei più grandi registi di una stagione tra le migliori del cinema italiano. Eppure per Stefania Sandrelli non è abbastanza e così adesso passa dietro la macchina da presa con Christine, film d'esordio atipico al quale dice la stessa Sandrelli potrebbe non seguire un'altra pellicola: "Non mi considero in fondo una vera regista sono più come un direttore d'orchestra che si occupa di mettere insieme i singoli elementi e correggerli se stonano". Però intanto un film l'ha fatto.
La produzione non è stata delle più facile, il budget esiguo per essere un'opera in costume (circa 2 milioni e mezzo di euro), per fortuna però ad aiutarla sono arrivati diversi amici e parenti, in primis la figlia Amanda, poi Alessio Boni e l'amico Alessandro Haber che hanno interpretato tutti i ruoli cruciali. Piccolo ruolo ma fondamentale invece per Roberto Herlitzka.
La storia è quella di Christine de Pisan, poetessa del '400, italiana vissuta in Francia, madre sola di due figli che passò da ricchezza a povertà e dovette lottare tutta la vita per affermare la sua idea di componimento troppo rivoluzionaria per l'epoca.
Da fumetto giapponese a cartone animato americano la strada è lunga e ancora di più lo è da opera di nicchia anni '50 a blockbuster del 2009. I rischi legati ad Astro Boy sono tantissimi, molti dei quali risiedono anche nel doppiaggio italiano come sa bene chi ha visto straordinari lungometraggi d'animazione massacrati dall'edizione italiana.
A prestare le loro voci in questo caso ci sono (tra i noti) Silvio Muccino, Carolina Crescentini e il Trio Medusa. Non tutti loro sono o sono stati appassionati di animazione giapponese ma sentono comunque la gravità del peso di portare oggi e in Italia un classico che conta moltissimi appassionati. Gravità che li ha portati in molti casi ad un lavoro molto particolare sulla voce che tenga conto del fatto che non si tratta solo di un cartone per bambini ma di una vera opera per tutti.
| Alice nella città |
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programma completo |
Dear Lemon Lima |
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(mymonetro: 3,50) |
Regia di Suzi Yoonessi con Vanessa Marano, Melissa Leo, Elaine Hendrix, Meaghan Jette Martin, Beth Grant, Shayne Topp, Zane Huett, Chase Wright Vanek, Kari Nissena, Emma Noelle Roberts, Eleanor Hutchins, Savanah Wiltfong, Bob McCracken, Elaine Lee, George Bass, Maia Lee, Rick Turner.
Genere Commedia
produzione USA,
2009.
Durata 87 minuti circa.
Quando Vanessa Lemor, una solitaria ragazza eschimese, viene lasciata dal suo grande amore, l'iperintellettuale Philip Georgey, trascorre l'estate ossessionata dalla propria straziante tragedia, contando i giorni che mancano all'inizio del semestre alla Nichols School, una scuola dalla mentalità ristretta a Fairbanks, in Alaska. La sua nuova vita è un incubo: mentre Philip diventa sempre più popolare, lei viene relegata a vita con i "supersfigati". Come se non bastasse, Vanessa è la sola ad essere nominata capitano delle matricole nella temuta gara scolastica Snowstorm Survivor, una manifestazione che fa il verso alle tradizioniali Olimpiadi degli indiani nativi dell'Alaska. Vanessa è però convinta che la vittoria nella gara sia il solo modo per riconquistare il cuore di Philip, per questo raduna alla svelta un'assurda squadra di disadattati sociali.
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Prinsessa |
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(mymonetro: 2,00) |
Regia di Teresa Fabik con Zandra Andersson, Moa Silén, Anastasios Soulis, Maria Lundqvist, Thomas Hedengran, Grete Havnesköld.
Genere Commedia
produzione Svezia,
2009.
Durata 91 minuti circa.
In una piccola cittadina, in un luogo non precisato della lunga e stretta Svezia, vive Maja. Diciotto anni. Capelli lunghi. Occhi chiari. Da sempre sogna di diventare un'attrice e di essere ammirata da tutti per la sua bellezza. Peccato però, che non abbia il physique du role… Obesa, goffa e impacciata, durante l'ultimo trimestre al liceo, Maja s'impegna per realizzare il proprio sogno, perseguitata dai pregiudizi nei confronti di chi ha l'immagine "sbagliata". Nonostante tutto, lei seguita a impegnarsi, cercando la forza e l'autostima necessarie a raggiungere il centro della scena.
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| Concorso |
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programma completo |
Plan B |
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(mymonetro: 2,00) |
Regia di Marco Berger con Damián Canduci, Lucas Ferraro, Manuel Vignau, Ana Lucia Antony, Carolina Stegmayer, Antonia De Michelis, Ariel Nuñez Di Croce.
Genere Drammatico
produzione Argentina,
2009.
Durata 103 minuti circa.
Bruno viene lasciato dalla sua ragazza; dietro l'espressione calma e indifferente, la sua mente progetta una fredda e dolce vendetta. Lei, una ragazza dalla mentalità moderna e aperta, continua a vederlo ogni tanto, ma ha un altro ragazzo, Pablo. Bruno diventa amico di Pablo, con l'intento di logorare la coppia, forse presentandogli un'altra donna. Ma, strada facendo, si presenta la possibilità di un piano B, ben più efficace, che finirà per mettere in dubbio il suo cinismo e la sua sessualità.
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Regrets |
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(mymonetro: 4,00) |
Regia di Cédric Kahn con Yvan Attal, Valeria Bruni Tedeschi, Arly Jover, Philippe Katerine, François Negret, Lisbeth Wagner, Franck Mercadal, Vincent Berger, Gurvan Cloatre, Laurent Lévy, David Tissot, Emmanuelle Lepoutre.
Genere Drammatico
produzione Francia,
2009.
Durata 104 minuti circa.
L'architetto quarantenne Mathieu è felicemente sposato. Quando la madre si ammala, torna nella cittadina d'origine per starle accanto. Solo e in stato di choc per le condizioni della donna, rivede Maya, il suo primo amore. Il tempo non ha cancellato l'attrazione tra i due che tornano a frequentarsi, precipitando in un disperato amour fou che trascina l'uomo verso la pazzia.
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| Fuori Concorso |
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programma completo |
The Warrior and the Wolf |
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(mymonetro: 1,50) |
Regia di Tian Zhuangzhuang con Maggie Q, Jô Odagiri, Chung Hua Tou.
Genere Drammatico
produzione Cina,
2009.
Durata 104 minuti circa.
Duemila anni fa, l'Imperatore Han invia il suo esercito all'estremo confine occidentale della Cina, oltre il Deserto del Gobi, per sottomettere le tribù ribelli. La zona, pericolosa e inospitale, al giungere dell'inverno, è popolata solo di lupi. Dopo battaglie cruente e spargimenti di sangue, il Comandante Lu e i suoi uomini iniziano la ritirata, trovando rifugio dalle bufere in un villaggio della tribù maledetta degli Harran, che vivono sottoterra e di cui la leggenda racconta si tramutino in lupi. Un 'amore bestiale' legherà Lu ad una misteriosa, inquietante vedova.
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Christine Cristina |
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(mymonetro: 2,38) |
Regia di Stefania Sandrelli con Amanda Sandrelli, Alessio Boni, Alessandro Haber, Paola Tiziana Cruciani, Blas Roca-Rey, Naomi Marzullo, Nicholas Marzullo, Sara Bertelà, Stefano Molinari, Antonella Attili, Paolo De Vita, Mattia Sbragia, Roberto Herlitzka, Ted Rusoff.
Genere Drammatico
produzione Italia,
2009.
Durata 92 minuti circa.
Pochi conoscono il nome di Cristina da Pizzano. Eppure Cristina è stata una figura esemplare nella storia della letteratura. Italiana, vissuta in Francia nel momento del passaggio dalla notte del Medioevo all'alba dell'Umanesimo, fu la prima donna a vivere soltanto grazie alla propria penna, cioè scrivendo e pubblicando opere poetiche. Poeti si nasce o si diventa? Nel caso di Cristina fu precisamente una conquista. Precipitata da un'agiata condizione nella miseria più nera, con due figli piccoli, nell'imperversare delle lotte tra Armagnacchi e Borgognoni, Cristina ha un solo imperativo: sopravvivere. Ci riuscirà grazie alla scoperta di un dono che portava dentro di sé senza saperlo: il talento poetico. Quella di Cristina è una poesia che parla dell'anima semplice delle cose, vicina ai deboli e alle donne, in contrapposizione con la cultura del tempo esclusivamente maschile. Peripezie, battaglie intellettuali, palpiti sentimentali, gli elementi e i momenti della sua narrazione che, edificata su basi drammatiche, ha tuttavia i toni della commedia.
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| L'Altro Cinema |
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programma completo |
Bancs Publics (Versailles Rive Droite) |
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(mymonetro: 3,50) |
Regia di Bruno Podalydès con Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni, Mathieu Amalric, Emmanuelle Devos, Josiane Balasko, Pierre Arditi, Thierry Lhermitte, Bernard Campan, Julie Depardieu, Micheline Dax.
Genere Commedia
produzione Francia,
2009.
Durata 110 minuti circa.
Un drappo nero con su scritto "uomo solo" sventola a una finestra di un condominio parigino. Uno scherzo o una richiesta d'aiuto? E' ciò che si chiedono gli impiegati dell'ufficio di fronte. Mentre si preoccupano di indagare, in una piazza di Versailles si intrecciano conversazioni di ogni tipo e in un supermarket di bricolage, impiegati e utenti si scambiano malumori e assurdità. Una prestigiosa divisione d'attori francesi (tra cui Mathieu Amalric, Pierre Arditi, Josiane Balasko, Catherine Deneuve, Chiara Mastroianni) popola questa commedia bizzarra e lunare, fatta di musica e fughe surreali. Un festoso carillon gremito di facce di cinema, che alterna dolci cantilene a gustosa satira.
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Fratelli d'Italia |
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(mymonetro: 3,25) |
Regia di Claudio Giovannesi con Alin Delbaci, Masha Carbonetti, Nader Sarhan.
Genere Documentario
produzione Italia,
2009.
Durata 90 minuti circa.
Tre adolescenti stranieri, o meglio, italiani di seconda generazione, porgono alla videocamera, senza cautele, aspirazioni, affetti, humour e rabbia. L'attesa, il risentimento, il sogno e anche l'ironia o l'isolamento come difesa: un laboratorio multiculturale a cielo aperto dove la cadenza rumena, i riti islamici e un fidanzato in Ucraina scandiscono un vissuto a cavallo tra mondi remoti e incombenti il cui unico spazio di sintesi è la vita e il corpo di un teenager. Tutti frequentano lo stesso istituto tecnico di Ostia, dove l'occhio mobile e fiancheggiatore del film costruisce, con scattante curiosità e alcun pregiudizio, la scena viva e cruciale dell'identità e dell'integrazione.
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Tokyo Ningen Kigeki |
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(mymonetro: 2,00) |
Regia di Koji Fukada con Eriko Nemoto, Kanji Furutachi, Koutaro Shiga, Makoto Adachi.
Genere Drammatico
produzione Giappone,
2009.
Durata 140 minuti circa.
Tre episodi intrecciati da un filo tenue e indistruttibile, tre storie di vita ordinaria, con i quali un giovane autore nipponico rende omaggio a Rohmer e al cinema francese con la stessa dedizione con la quale un pittore potrebbe rifare Vermeer e Rembrandt. Al centro, il rapporto tra noi e gli altri e l'incapacità di prevederne gli esiti in amore, nell'amicizia e nella società. Una conoscenza occasionale, la mostra fotografica di una dilettante, un doloroso incidente d'auto spingono ogni protagonista a mettere in gioco lo sguardo sulla propria esistenza. Lo stile controllato e impassibile scava però a inaudite profondità dei personaggi mostrandoci una Tokyo inedita per il cinema e a tratti irriconoscibile.
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| Occhio sul mondo |
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programma completo |
Baobabu No Kioku |
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(mymonetro: 4,00) |
Regia di Seiichi Motohashi con .
Genere Documentario
produzione Giappone,
2008.
Durata 102 minuti circa.
Quanto è importante la vita di un baobab pluricentenario posto in un villaggio a 30 kilometri a ovest di Dakar, per l'esistenza dei suoi abitanti? Le sue foglie nutrono gli animali, con i suoi rami caduti alimentano i falò, la sua polpa è la base di medicinali e tutti coloro che vi vivono vicini sentono di condividere con lo spettacolare arbusto lo spirito dei morti che vi abita. Da un autore giapponese specializzato in ieratiche ma toccanti esplorazioni ambientali, un ritratto di una umanità che ha conservato con la natura un legame che ci è ormai estraneo.
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| Proiezioni |
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programma completo |
Popieluszko |
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(mymonetro: 2,75) |
Regia di Rafal Wieczynski con Adam Biedrzycki, Zbigniew Zamachowski, Marek Frackowiak, Joanna Szczepkowska, Radoslaw Pazura, Wojciech Solarz, Jan Englert, Andrzej Fedorowicz, Beata Fido, Józef Glemp, Bartosz Glogowski, Mateusz Grydlik, Teresa Bielinska, Witold Bielinski, Katarzyna Boguslawska, Grzegorz Bonski, Kazimierz Borowiec, Artur Balczynski.
Genere Storico
produzione Polonia,
2009.
Durata 149 minuti circa.
Jerzy Popieluszko è soltanto un giovane sacerdote inviato per caso dagli scioperanti di Danzica. Per questo viene però associato agli operai e ai sindacalisti di Solidarnoc che si oppongono al regime comunista in Polonia. I sermoni di Padre Jerzy denunciano le menzogne del governo e descrivono il malessere della popolazione minacciata dalla legge marziale e dai carri armati nelle strade. I servizi segreti si infiltrano tra le persone più vicine al sacerdote per poi rapirlo, torturarlo e ucciderlo. Migliaia di polacchi partecipano al suo funerale e, da quel momento in poi, non hanno più paura di esigere la verità. Uno dei protagonisti della recente storia della Polonia, raccontato da Rafal Wieczynski, giovane autore di documentari e film per cinema e televisione.
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L'uomo dalla bocca storta |
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(mymonetro: 2,50) |
Regia di Emanuele Salce, Andrea Pergolari con .
Genere Documentario
produzione Italia,
2009.
Durata 59 minuti circa.
Testimonianze e materiali di repertorio per riscoprire Luciano Salce, un modello straordinariamente moderno nell'usare tutti i media nella loro specificità (dallo spettacolo dal vivo al grande schermo, dalla radio al varietà televisivo). Da attore, insieme con Franca Valeri, Alberto Bonucci e Vittorio Caprioli, è stato uno dei "Gobbi", storica formazione del teatro leggero; come regista di teatro, fu tra i primi a dirigere Vittorio Gassman in chiave comica. Nel cinema si rivelò una personalità assai più complessa di quanto la critica ammise all'epoca, dirigendo la maschera italiana di maggior successo dell'Italia contemporanea (Fantozzi) e raccontando in forma di commedia la vera Storia del paese (Il Federale). In TV, infine, si dimostrò intrattenitore televisivo abilissimo nel catturare l'occhio delle telecamere con il suo humor.
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| Retrospettive |
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programma completo |
Un grido nella notte |
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(mymonetro: 3,25) |
Regia di Fred Schepisi con Sam Neill, Charles Tingwell, Meryl Streep, John Howard, Brian James, Nick Tate, Dennis Miller, Sally Cooper, David Bradshaw, Caroline Gillmer, Lewis Fitz-Gerald, Tim Robertson, Reg Evans, Bill McCluskey, Gary Files, Ian Gilmour, Jim Holt, Neil Fitzpatrick, Steve Dodd, Marion MacKenzie, Sandy Gore, David Hoflin, Maurie Fields, Alan Hopgood, Dale Reeves, Michael Wetter, Nicolette Minster, Dorithy Alison, Debra Lawrance, Peter Hosking, Brendan Higgins, Kevin Myles, Edgar Metcalf, Kane Barton, Lauren Shepherd, Alison O'Connell, Warwick Moss, Brenda Addie, Emma Crapper, Pintapinta, Alice Nampitjimpa, Yuyuya Nampitijimba, Bruce Venables, Peter Sardi, Frank Holden, Patsy Stephen, Johnny Quinn, Bill Garner, Pat Thompson, Jason Reason, Trent Roberts, Jane Coker, Rae-Leigh Henson, Reg Gorman, Kate Gorman, Don Reid, Susan Leith, Ron Falk, Billie Hammerberg, Marvyn Drake, Mark Little, Peter Aanensen, Jon Finlayson, David Ravenswood, Roderick Williams, Bruce Myles.
Genere Drammatico
produzione Australia, USA,
1988.
Durata 121 minuti circa.
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La mia Africa |
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(mymonetro: 4,20) |
Regia di Sydney Pollack con Meryl Streep, Robert Redford, Klaus Maria Brandauer, Michael Kitchen, Malick Bowens, Joseph Thiaka, Stephen Kinyanjui, Michael Gough, Suzanna Hamilton, Rachel Kempson, Graham Crowden, Leslie Phillips, Shane Rimmer, Mike Bugara, Job Seda.
Genere Drammatico
produzione USA,
1985.
Durata 160 minuti circa.
Nel 1914 la danese Karen Dinesen arriva nel Kenya per occuparsi di una piantagione di caffè, acquistata dal marito (e cugino), il barone svedese Bror von Blixen-Finecke che, dopo averla contagiata di sifilide, la trascura. Divorziata, s'innamora di Denys Finch-Hatton, inglese avventuroso, che muore in un incidente aereo.
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Il mostro [1] |
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(mymonetro: 3,13) |
Regia di Luigi Zampa con Johnny Dorelli, Sydne Rome, Renzo Palmer, Renato Scarpa, Yves Beneyton, Enzo Santaniello, Gianrico Tedeschi, Orazio Orlando, Clara Colosimo, Angelica Ippolito, Mauro Vestri, Renzo Rinaldi, Salvatore Baccaro, Guerrino Crivello.
Genere Drammatico
produzione Italia,
1977.
Durata 105 minuti circa.
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Letti selvaggi |
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(mymonetro: 1,75) |
Regia di Luigi Zampa con Monica Vitti, Michele Placido, Ursula Andress, Sylvia Kristel, Orazio Orlando, Laura Antonelli, Roberto Benigni, Enrico Beruschi.
Genere Commedia
produzione Italia,
1979.
Durata 100 minuti circa.
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Cuori senza frontiere |
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(mymonetro: 2,75) |
Regia di Luigi Zampa con Gina Lollobrigida, Raf Vallone, Cesco Baseggio, Erno Crisa, Ernesto Almirante, Gianni Cavalieri, Tullio Kezich, Enzo Staiola, Antonio Catania, Gino Cavalieri.
Genere Drammatico
produzione Italia,
1950.
Durata 90 minuti circa.
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Processo alla città |
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(mymonetro: 3,50) |
Regia di Luigi Zampa con Paolo Stoppa, Mariella Lotti, Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini, Carlo Pisacane, Nino Vingelli, Turi Pandolfini, Ada Colangeli, Tina Pica, Gualtiero Tumiati, Agostino Salvietti., Rino Genovese, Dante Maggio, Franco Interlenghi, Irene Galter, Eduardo Ciannelli, Franca Tamantini, Calisto Calisti, Ugo D'Alessio, Mario Passante, Vittoria Crispo.
Genere Giallo
produzione Italia,
1952.
Durata 98 minuti circa.
Liberamente ispirato ai fatti del processo Cuocolo (qui Ruotolo) – dal nome dei coniugi assassinati nel 1905 a Napoli dalla camorra – racconta come un giudice istruttore scopra nelle indagini legami e corruzioni che investono non soltanto la camorra, ma tutta la città.
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Gente di rispetto |
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(mymonetro: 2,50) |
Regia di Luigi Zampa con Claudio Gora, James Mason, Orazio Orlando, Franco Nero, Jennifer O'Neil, Franco Fabrizi, Carla Calò, Aldo Giuffré, Giuseppe Pellegrino, Gino Pagnani.
Genere Drammatico
produzione Italia,
1975.
Durata 115 minuti circa.
Una giovane e anticonformista maestrina viene destinata a una scuola di Ragusa.Tutti gli uomini che si avvicinano a lei vengono trovati uccisi.
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