Far East Film Festival 2009 - NewsTulle le news del Far East Film Festival 2009. |
Tra applausi, primi cenni di malinconia e grandi orsi di peluche, si è conclusa ieri sera l'undicesima edizione del Far East Film Festival. Dopo l'ultima giornata di proiezioni che ha visto, tra gli altri, la presenza di Yatterman, accolta in sala con grande affetto da tutti gli appassionati della famosa serie animata di fine anni Settanta, è arrivato l'atteso momento della premiazione. Il primo premio ad essere consegnato sul palco del teatro è stato il MYmovies Award, andato al piccolo film giapponese One Million Yen Girl di Tanada Yuki, storia di una ragazza in 'permanent vacation', in fuga dal mondo e dalla famiglia. Apprezzato dagli addetti al lavoro, il premio assume un significato particolare, se consideriamo che è stato messo in luce un film minore ma di qualità che è riuscito a superare giganti rivali come il premio Oscar Departures di Takita Yojiro. Quest'ultimo si è aggiudicato invece i favori della giuria popolare dell'Audience Award che lo ha voluto primo in classifica, così come anche quelli dei votanti del Black Dragon Audience Award. Sul podio dell'Audience Award è andato anche, in seconda posizione, la commedia coreana Scandal Makers, seguita poi dall'indonesiano The Rainbow Troops. Diversa la classifica dei Black Dragon che hanno consegnato la seconda posizione all'horror tailandese 4bia e la terza al film di Hong Kong Connected.
Dalla giornata di ieri abbiamo imparato che alle mostre d'arte bisogna tenere gli occhi aperti. Gli horror sono solo dei film, è tutta finzione. Però spesso ci dicono qualcosa sulla nostra vita reale e, a sentire le voci orientali del Feff, pittura e scultura sono un modo per indagare nell'animo umano, senza aver paura di scoprire ciò che andrebbe tenuto nascosto. Così ci ha insegnato il primo film della carrellata 'spaventosa' dell'Horror Day, A Bloodthirsty Killer, un classico della cinematografia coreana che, seppur mostrando i limiti del budget a disposizione (soprattutto la qualità della pellicola e il minimalismo delle ambientazioni), è riuscito, con grande raffinatezza, a portare avanti una storia inquietante e drammatica, dove i rapporti tra moglie e marito non sono così facili, soprattutto se lei è un fantasma vendicativo. Passi calmi e cadenzati nel mondo del soprannaturale hanno caratterizzato invece il percorso complicato del protagonista di Rule #1, alle prese con una storia poliziesca intrisa di atmosfere paurose, un mix che non ha convinto il pubblico del Feff, lasciandolo stordito e disorientato. Il pomeriggio ha lasciato spazio ai bambini, prima con il tailandese Rahtree Reborn, poi con l'indonesiano Takut: Faces of Fear, film a episodi che ha presentato sei storie diverse per stile e soggetto, dando punti di vista variegati su infanticidi, riti di magia nera, zombies e possessioni demoniache. La vera sorpresa di quest'anno è The Forbidden Door di Joko Anwar, dove l'integrità psicologica di uno scultore viene messa a dura prova, dopo aver scoperto un albergo segreto dove vengono proiettati snuff movies, e dopo aver ricevuto numerose richieste d'aiuto da parte di un bambino perseguitato dai genitori. Il film omaggia i simbolismi di Lynch con grande cura, assemblandoli con intelligenza al gusto della vicenda, un mix di generi, dall'horror puro allo splatter, dal thriller al demenziale, che ci mostra una delle cene di Natale più sanguinose di tutti i tempi. E non solo per spaventare. Passato senza clamore, il tailandese 4bia è stato proiettato poco prima di Coming Soon, riflessione amara e tragica sulla forza mistificatrice del cinema. Le luci si accendono, il film è finito. Ma è proprio così o siamo ancora dentro la finzione?
Grandi temi sociali, raccontati con uno stile a metà strada tra dramma e commedia, sono stati i protagonisti della giornata di ieri. Se la mattina ha dato spazio ad una tragedia del passato con Baler, sullo sfondo della guerra di indipendenza dei filippini contro gli spagnoli, e a un melodramma intimista, in viaggio con i due amanti di My Dear Enemy, la programmazione del pomeriggio ha allentato la presa con la commedia Desires of the Heart. Il film della cinese Ma Liwen si è concentrato sull'intreccio di cinque storie al femminile, dove le protagoniste non sono altro che esempi diversi di donne alle prese con l'amore. I toni sono allegri, le vicende non annoiano ma sembra tutto già visto, incontrato in qualche episodio di Sex and the City, o letto in un libro di chick lit. Abbandonando i crucci femminili alla 'Kinsella', abbiamo visto uno tra i film più curiosi e interessanti del festival, The Way we Are di Ann Hui che ha concluso nobilmente la retrospettiva a lei dedicata. Gli spostamenti quotidiani di una vedova, il giovane figlio e un'anziana vicina di casa tra il luogo di lavoro e il piccolo appartamento alle porte di Hong Kong, rappresentano uno spaccato della frenesia orientale, a tratti molto simile a quella occidentale. Sul freddo andamento della vita, si inseriscono i sentimenti, gesti dolci e generosi che dimostrano ancora una volta come si possa fare poesia al cinema. Malgrado la pioggia e la stanchezza, gli affezionati del Feff non demordono e, all'ora di entrare in sala per vedere il premio Oscar Departures, si accalcano alle porte per mettersi in fila.
Il teatro così pieno non si era mai visto, c'è molta curiosità attorno al film del giapponese Takita Yojiro, ed è un interesse che trova risposta nell'intreccio, elegante, discreto e commovente, tra i primi a regalare forti emozioni in sala. L'insolita amicizia tra un violoncellista fallito e un becchino orgoglioso del suo lavoro mette in luce i veri valori della vita e regala bei momenti di raffinatezza stilistica alla pratica della deposizione, di solito resa o in termini estremamente comici o terribilmente tragici. La giornata si è poi conclusa con lo stimolante Rough Cut, scritto e prodotto da Kim Ki-duk, un po' troppo stiracchiato nella parte conclusiva ma comunque una buona occasione per riflettere su quanto la vita vera influenzi quella finta di chi recita per mestiere; e con l'erotico e ironico The Forbidden Legend – Sex and Chopsticks, dove le esplicite scene di sesso hanno dato una buonanotte allegra agli spettatori.
Sesso sfrenato, erotismo lussurioso e il sentimento romantico e platonico tra due ingenui innamorati. Nella giornata di ieri abbiamo visto tutte le sfaccettature dell'amore, a cominciare con quelle particolarmente originali del filippino My Only ü, dove gli equivoci provocati dal protagonista maschile per conquistare la sua bella sono le espressioni impacciate di un amore strozzato dalle convenzioni sociali. Alla fine i due però si avvicineranno per poi riallontanarsi in un'altalena di sentimenti che affronta con una buona dose di cinismo anche il lato egoistico e possessivo dell'amore. Il sesso legato alla droga e al rock'n'roll è stato invece il successo di Radit & Jani dove la cultura punk fa da padrona all'impossibile e distruttiva storia tra i due giovanissimi protagonisti, parenti stretti degli occidentali Sid e Nancy di Alex Cox. Succede di tutto nel film della giovanissima Upi (regista coraggiosa e indipendente, se consideriamo che proviene dall'Indonesia, un paese musulmano che difficilmente lascia spazio alla creatività femminile), si ruba al supermercato, gli impieghi lavorativi durano al massimo una settimana, si rasenta la criminalità ma la passione tra i due rimane intatta. Poco ruvido, forse un po' troppo patinato, il film è comunque un'operazione sfrontata che toglie barriere e prova ad indagare nel torbido. Per finire, il divertimento del pink movie Love Master 3 ha allietato gli spettatori del teatro, con incontri sessuali talmente insoliti da far scappare spesso una risata. D'altra parte invece la programmazione ha scelto la strada dell'action movie, così Nakamura Yoshihiro ci ha portato per mano nelle corsie d'ospedale di The Triumphant General Rouge, ma la vera emozione è arrivata con il mantello da eroe del divo di Taiwan Takeshi Kaneshiro, conosciuto anche in occidente per le interpretazioni di film importanti come Hong Kong Express o La foresta dei pugnali volanti. Infine Connected, remake di Cellular si è rivelato un buon film in pieno stile Hong Kong anni Ottanta, una rarità per le nuove generazioni che hanno accolto con favore un film singolare, estraneo alle tradizioni.
Il Direttore della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia Marco Müller sarà al Visionario di Udine domani, 28 aprile, per partecipare a TIES THAT BIND (Legami che uniscono), il workshop di formazione intercontinentale per il cinema e l'audiovisivo organizzato dal Centro Espressioni Cinematografiche e Friuli Venezia Giulia Film Commission – Fondo Regionale per l'Audiovisivo in occasione dell'11^ edizione di Far East Film Festival (24 aprile – 2 maggio).
Il workshop, iniziato domenica 26 aprile e promosso da Eave (European Audiovisual Entrepreneurs), vede confrontarsi professionisti del settore cinematografico provenienti da Oriente e Occidente, al fine di favorire e intensificare i rapporti di produzione tra i due continenti. Marco Müller parteciperà in qualità di produttore cinematografico alla giornata conclusiva, con un intervento sul tema "Tendenze e influenze reciproche del cinema europeo e asiatico" (European and Asian Cinema Respective Influences and Trends). All'incontro, che si terrà al Visionario di via Asquini 33, dalle ore 14.30 alle ore 16.00, verrà eccezionalmente ammesso il pubblico come uditore.
L'edizione 2009 di Ties That Bind, finalizzata allo sviluppo di progetti di co-produzione e collaborazione internazionale, ha coinvolto un numero chiuso di partecipanti precedentemente selezionati, produttori e autori provenienti dal continente europeo e da quello asiatico.
Eave, strumento chiave del programma MEDIA dell'Unione Europea, nel corso di oltre vent'anni ha istituito programmi di formazione e sviluppo in collaborazione con i principali festival e mercati del panorama internazionale. Il programma europeo EAVE ideato per Udine si intitola Europe/Asia Co–Production Forum e si colloca come primo importante strumento di sviluppo, scambio e integrazione tra le due industrie cinematografiche.
Ormai in piena corsa, il Far East Film Festival continua la sua traversata in oriente. All'urlo dell'enorme scritta "Yeaaahh!" che sovrasta all'entrata del teatro, le presentazioni degli ospiti sul palco, così come i film proiettati sono un'appassionata celebrazione della cultura pop. Colori sgargianti, luci psichedeliche e le sonorità elettroniche di Theo Teardo hanno accompagnato la visione dei film del primo fine settimana. Accolto in sala con un benvenuto commosso, il film thai action Ong Bak 2 ha accontentato i fan di Tony Jaa, ormai mito di fama internazionale, che, tra un combattimento e l'altro, ha cavalcato enormi elefanti, lottato contro un uomo-corvo e difeso la sua dignità. Il tutto con un gran dispendio di energia atletica che rende spettacolari le scene di battaglia, prevaricando sulla sceneggiatura quasi inesistente. Di altro stile è stata invece la vicenda dello sfortunato protagonista di Crazy Racer, una sorta di Paperino cinese, accolto in sala da applausi lunghi e affettuosi. Le giornate successive all'inaugurazione hanno dichiarato amore per le donne, con lo splendido One Million Yen Girl della giovanissima regista giapponese Tanada Yuki, e con il più banalotto All About Women di Tsui Hark, versione orientale dell'americano Sex and the City. La riflessione sull'animo femminile è proseguita poi con Chocolate, dove la venticinquenne JeeJa Yanin ha catalizzato le attenzioni del pubblico sulle sue capacità acrobatiche, disegnando un ritratto del gentil sesso molto duro, con poca profondità psicologica ma grandi coreografie marziali. Nella giornata di sabato lo sguardo è andato anche ad alcune riflessioni sull'importanza della bellezza esteriore con il brillante The Handsome Suit, e non sono mancate le tensioni tipiche del cinema di Dante Lam con il thriller poliziesco Beast Stalker. Domenica invece abbiamo visto le innovazioni rotoscopiche del live action Life Is Cool, ma il più importante filo conduttore della giornata è stato senz'altro l'amore: prima con If You Are The One del cinese Feng Xiaogang, seguito poi dall'intrigante storia di potere e lussuria di Frozen Flower, entrambi conditi con una buona dose di comicità, a tratti anche involontaria.
Sembra tutto pronto per la partenza. Udine si riempie di colori, manifesti pop art e bancarelle di prodotti artigianali portati direttamente dall'oriente. All'entrata del cinema Visionario spicca la scritta "Far East Film", illuminata a dovere per risplendere e attirare l'attenzione dei passanti. Così come non si può notare l'allegro autobus verde che farà da navetta tra il centro storico e i luoghi delle proiezioni. Non manca infine la veste vintage e briosa del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, cambiato d'abito e stile per rendere omaggio alle tradizioni asiatiche, ai simboli più popolari delle terre nipponiche e al gusto culturale dell'estremo oriente. Il teatro si prepara così ad accogliere stasera i primi titoli della nuova edizione del Feff, il thai action movie Ong Bak 2, dove ritroveremo Tony Jaa, degno erede di Bruce Lee, a combattere con gli assassini dei genitori, e la commedia nera Crazy Racer, sguardo ironico sulle contraddizioni dell'economia frenetica cinese. I direttori artistici Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche presentano un'edizione da record, non solo per il gran numero di film in programma, tutti premiere (1 mondiale, 20 internazionali e 35 europee) ma anche per la grande varietà delle pellicole che vedremo: straordinari successi al botteghino, storie commoventi e drammatiche che si mescolano a intrecci umoristici, esordi eccellenti e una predilezione per gli horror, quest'anno provenienti soprattutto dalla Thailandia.
Seguire e appassionarsi al Feff, giunto ormai all'undicesima edizione, organizzato come ogni anno dal Centro Espressioni Cinematografiche di Udine, vuol dire scegliere di imbarcarsi in un viaggio verso l'oriente. Da Seoul a Tokyo, da Pechino a Hong Kong, da Jakarta a Manila, fino a raggiungere Taipei, la città-stato di Singapore e Bangkok... Un viaggio fatto per scoprire nuovi aspetti della cultura orientale e per tracciare una mappa, il più dettagliata possibile, del nuovo cinema popolare asiatico. Il Feff si concentra sull'arricchimento culturale del suo pubblico ma, come farebbe una seria agenzia di viaggi, non dimentica di coccolarlo un po' con la moltiplicazione dei luoghi da visitare e diverse iniziative finalizzate a richiamare l'attenzione sull'oriente. Si parte con la novità della "Notte gialla", che prevede l'apertura straordinaria dei negozi del centro fino alle 22.30, performance legate alla figura del noto regista giapponese Shinya Tsukamoto, musica dal vivo e dj set. Ma le novità non finiscono qui. Dal 24 al 26 aprile prenderà corpo il Far East Market con bancherelle di oggettistica tradizionale giapponese, fumetti asiatici, tè, e mobili esposti nel centro storico di Udine. Non mancheranno le storiche "Far East Nights", nottate musicali che quest'anno invadono la sala del teatro San Giorgio e la mostra d'arte al Visionario con le opere dell'artista Lucia Pescador. E per accontentare i più piccoli e tutti gli appassionati del cinema d'animazione asiatico, il Far East ha pensato anche a loro: sabato 25 aprile l'appuntamento è con "Il Giappone misterioso – Viaggio attraverso il mondo fantastico di Miyazaki", dove le immagini dei film si mescoleranno alle spiegazioni puntuali di Mami Hamada.
Un evento davvero clamoroso chiuderà, sabato 2 maggio, l'undicesima edizione di Far East Film: dopo la prima mondiale, avvenuta lo scorso febbraio a New York, il super-blockbuster Yatterman sarà infatti proiettato, in preview europea e per la prima volta in un festival internazionale di cinema, sul grande schermo del FEFF di Udine!
Firmato dal regista cult Miike Takashi, enfant terrible del cinema nipponico (il "Tarantino Orientale" ha firmato opere come Audition, Ichi The Killer, Graveyard Of Honor e Crows- Episode 0, visto all'ultimo FEFF), Yatterman è l'incredibile trasposizione del celebre cartone animato Yattaman, particolarmente caro alle generazione 70's e 80's. Lanciato in Giappone nel 1977, venne trasmesso in Italia nel 1983: prima su Rete 4 e poi sulle tv locali, che resero la serie popolarissima e la programmarono per anni (oltre 100 episodi)!
Miike, grazie al suo ineguagliabile talento, ne ha ricavato un film spettacolare, mantenendo integra tutta l'irruenza della fantasia, la seduzione dell'avventura e il fascino del mistero che caratterizzano il cartone. Sebbene popolato da attori in carne e ossa, Yatterman sembra appunto un'animazione da quant'è ardita la sua messa in scena: spettacoli robotici con canzoni pop, sequenze riprese dal vero sulle strade di Tokyo, scene ricostruite con effetti speciali strabilianti e, ad insaporire il tutto, anche una certa dose di sensualità ed erotismo...
I personaggi, ridisegnati da Miike e inseriti in un plot inedito, sono un duo di supereroi, composto da Takada (meglio conosciuto come Yatterman, abile costruttore di robot con i quali cerca di distruggere le forze del male) e dalla sua fidanzata, e poi un trio di ladri e truffatori capitanato dalla super-sexy Dronjo. Entrambe le gang, quella buona e quella cattiva, sono alla ricerca spasmodica della Skull Stone (negli episodi italiani Dokrostone), che garantisce a chi la possiede il potere di esaudire ogni desiderio. Cosa succederebbe al mondo se qualche malfattore la trovasse prima di... Yatterman? 111 minuti di piacere visivo, di pura goduria per gli occhi e di inebriante nutrimento cibernetico per le nostre menti!
Si svolgerà come sempre a Udine il Far East Film Festival 2009, giunto quest'anno alla sua undicesima edizione. In attesa del programma del più importante festival di cinema dedicato al lontano Oriente, ecco un "assaggio" di cultura orientale con il trailer del Festival, firmato dalla regista slovena Špela Cadež. Il Far East Film Festival 2009 si svolgerà a Udine dal 24 aprile al 2 maggio.
Tra presente e passato, la nuova edizione metterà in rilievo le novità, i trend, gli autori, i maestri di ieri, le scoperte e le rivelazioni che quest'area geografica - a livello mondiale le più vivaci e scoppiettanti - ha prodotto. Una succosa sezione di film «chiave» con una serie di incontri tematici pomeridiani ne ripercorreranno storicamente le tappe raccontando le storie, esplorando l'evoluzione dei mercati e del pubblico e soprattutto portando a Udine le personalità più illustri che da oltre dieci anni il festival ha indagato, presentato e mostrato con intenso entusiasmo e dedizione.
Più di 60 film, la maggior parte in anteprima per l'Occidente, retrospettive, focus, incontri, il tutto in una sede magica e allo stesso tempo informale come il Teatro Nuovo Giovanni da Udine e il Visionario che lo affianca per un Gran Galà di star e personalità, di capolavori e scoperte.
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