Stanze proibite, omicidi a sangue freddo e spettri cattivi
Il festival si avvicina alla conclusione con un mix di generi cinematografici, dalla commedia nera al dramma sociale.
giovedì 30 aprile 2009 - Nicoletta Dose
Dalla giornata di ieri abbiamo imparato che alle mostre d'arte bisogna tenere gli occhi aperti. Gli horror sono solo dei film, è tutta finzione. Però spesso ci dicono qualcosa sulla nostra vita reale e, a sentire le voci orientali del Feff, pittura e scultura sono un modo per indagare nell'animo umano, senza aver paura di scoprire ciò che andrebbe tenuto nascosto. Così ci ha insegnato il primo film della carrellata 'spaventosa' dell'Horror Day, A Bloodthirsty Killer, un classico della cinematografia coreana che, seppur mostrando i limiti del budget a disposizione (soprattutto la qualità della pellicola e il minimalismo delle ambientazioni), è riuscito, con grande raffinatezza, a portare avanti una storia inquietante e drammatica, dove i rapporti tra moglie e marito non sono così facili, soprattutto se lei è un fantasma vendicativo. Passi calmi e cadenzati nel mondo del soprannaturale hanno caratterizzato invece il percorso complicato del protagonista di Rule #1, alle prese con una storia poliziesca intrisa di atmosfere paurose, un mix che non ha convinto il pubblico del Feff, lasciandolo stordito e disorientato. Il pomeriggio ha lasciato spazio ai bambini, prima con il tailandese Rahtree Reborn, poi con l'indonesiano Takut: Faces of Fear, film a episodi che ha presentato sei storie diverse per stile e soggetto, dando punti di vista variegati su infanticidi, riti di magia nera, zombies e possessioni demoniache. La vera sorpresa di quest'anno è The Forbidden Door di Joko Anwar, dove l'integrità psicologica di uno scultore viene messa a dura prova, dopo aver scoperto un albergo segreto dove vengono proiettati snuff movies, e dopo aver ricevuto numerose richieste d'aiuto da parte di un bambino perseguitato dai genitori. Il film omaggia i simbolismi di Lynch con grande cura, assemblandoli con intelligenza al gusto della vicenda, un mix di generi, dall'horror puro allo splatter, dal thriller al demenziale, che ci mostra una delle cene di Natale più sanguinose di tutti i tempi. E non solo per spaventare. Passato senza clamore, il tailandese 4bia è stato proiettato poco prima di Coming Soon, riflessione amara e tragica sulla forza mistificatrice del cinema. Le luci si accendono, il film è finito. Ma è proprio così o siamo ancora dentro la finzione?
Regia di Wing-cheong Law con Simon Yam, Maggie Siu, Suet Lam, Samuel Pang, Chi-yin Wong, Vincent Sze, Yung-cheng Chang, King-Kong Lam, Kwok Shing Lau, Kwok-Lun Lee, Teddy Lin, Luk Man Wai.
Genere Azione
produzione Hong Kong,
2009.
Durata 91 minuti circa.
Due PTU (Police Tactical Unit), squadre speciali in competizione, sono costretti a mettere da parte le loro differenze per riuscire in un obiettivo comune: catturare un gruppo di rapinatori.
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Il lato oscuro dell'amore
Regia di Mouly Surya con Ladya Cheryl, Donny Alamsyah, Aty Cancer, Egy Fedly, Rina Hasyim, Inong, Kinaryosih, Jose Rizal Manua, Soultan Saladin.
Genere Thriller
produzione Indonesia,
2008.
Durata 90 minuti circa.
Alisha (Ladya Cheryl) è la figlia di un ricchissimo e assente uomo d’affari che probabilmente ha accumulato la sua fortuna durante gli anni della dittatura di Suharto, quand’era alto ufficiale nell’esercito. La ragazza ha appena terminato gli studi e vorrebbe entrare nel mondo del lavoro, come creativa, ma rifiuta le “spinte” dell’iperprotettivo genitore. Di notte, Alisha rivive nei suoi sogni la tragica morte della madre, che si suicidò quand’era incinta di un secondo figlio. Quando un giovane attraente (Donny Alamsyah) sostituisce per un paio di giorni l’anziano impiegato per la pulizia della piscina presso la villa di famiglia (e ruba dalla casa delle statuette di coniglietti in ceramica), la ragazza decide di seguirlo… fino a trasferirsi nell’appartamento di fianco al suo… Bari, questo è il suo nome, è un aspirante scrittore e vive con la fidanzata Renta.
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Sei vite sessualmente estreme
Regia di Miyano Masayuki con Tomoko Murakami, Hiroki Narimiya.
Genere Commedia
produzione Giappone,
2008.
Durata 120 minuti circa.
Tratto da una raccolta di racconti del 2005 di Okuda Hideo, Lalapipo di Miyano Masayuki parla di sei vite moderne sessualmente intense - o vissute in modo estremo. Queste persone, dal viscido talent scout dell’industria porno allo scrittore freelance sociofobico, possono sembrare cartoni animati sia per l’aspetto sia per il comportamento, eppure ognuna di loro rappresenta una categoria realmente esistente nel distorto paesaggio urbano di Tokyo.
Regia di Chito S. Roño con Sharon Cuneta, John Estrada, Rica Peralejo, John Vladimir Manalo.
Genere Drammatico
produzione ,
2009.
Durata minuti circa.
Sarah è in un'insegnate che ha deciso di trasferirsi a Londra per lavorare come badante e aiutare così la propria famiglia.
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Screwball comedy sull'ossessione d'amore nell'era dei social network. Produce Park Chan-wook
Regia di Kyoung-mi Lee con Hyo-jin Kong, Eun-jin Bang, Woo-seul-hye Hwang, Jong-hyeok Lee, Woo Seo.
Genere Commedia
produzione Corea del sud,
2008.
Durata 101 minuti circa.
Nella scuola in cui insegna, Me-sook non gode di grossa simpatia, tant'è che viene rimossa dall'insegnamento in cui è specializzata, lingua russa, e viene messa ad insegnare una lingua che non conosce. L'inglese. Timida e impacciata per natura troverà la grinta necessaria per dichiararsi ad un suo collega solo quando verrà a sapere che questi ha una storia con l'insegnante che l'ha sostituita nel suo incarico.
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Uno spaghetti western ambientato in Manciuria
Regia di Kim Jee-woon con Byung-hun Lee, Kang-ho Song, Woo-sung Jung, Dal-su Oh, Lee Cheong-a, Ji-won Uhm, Byung-ho Son, Je-mun Yun, Kwang-il Kim, Song Young-chang, Seung-su Ryu, Dong-seok Ma, Seo-won Oh, Kyeong-hun Jo.
Genere Avventura
produzione Corea del sud,
2008.
Durata 120 minuti circa.
Il western manciuriano di Kim Jee-woon omaggia indubbiamente il cinema di Sergio Leone. Il titolo cambia un po' (il ‘brutto' diventa lo ‘strano') ma l'oggetto della questione, una mappa del tesoro difficile da decifrare, rimane lo stesso. La sequenza finale poi, con i tre contendenti in corsa, riprende i meccanismi usati dal maestro italiano, con la differenza che il regista coreano abbonda in inseguimenti al limite del possibile, esagera, sfonda i confini del realismo, costruendo un momento di cinema mozzafiato molto coinvolgente.
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Regia di Cao Baoping con Xun Zhou, Chao Deng, Hanyu Zhang, Baoqiang Wang.
Genere Drammatico
produzione Hong Kong, Cina,
2008.
Durata 96 minuti circa.
Li Mi, un’accanita fumatrice, fa la tassista a Kunming, nel sudest della provincia cinese dello Yunnan. La ragazza è ossessionata dal suo ex fidanzato Fang Wen che, sebbene sia sparito ormai da diversi anni, continua a scriverle una sfilza di lettere d’amore. Li Mi recita ossessivamente il contenuto di queste lettere ai suoi clienti e mostra loro le foto di Fang, nella speranza che un giorno qualcuno la aiuti a trovarlo.
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