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Festival di Berlino 2010 - NewsGuida al 60° Festival di Berlino 2010 dall'11 al 21 febbraio 2010. Tutte le recensioni dei film in rassegna, commenti del pubblico, locandine, foto, trailer e anticipazioni. |
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Festival di Berlino 2010 - News
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Giuria in cui si legge l'impronta del presidente Werner Herzog quella che ha decretato i premi della sessantesima edizione della Berlinale. Dopo il tourbillon dei dieci giorni di festival, mentre rileviamo con rinnovato orgoglio la vittoria nella prestigiosa sezione Forum de La bocca del lupo, proviamo a visitare questi premi con degli estratti dalle recensioni che chi scrive ed Edoardo Becattini hanno pubblicato su MyMovies in questi giorni. Mi sembra sia il modo migliore per commentare le decisioni della Giuria (lasciando poi a chi legge l'opportunità di leggere la recensione nella sua integralità).
Orso d’oro per il miglior film Bal di Semih Kaplanoglu.
“Il film procede con grande lentezza facendoci percepire il tempo dilatato che avvolge la vita del bambino modificato solo dalla vita scolastica alla quale però partecipa con fatica e dolore senza inserirsi nei giochi dei compagni. Va quindi rispettato il lavoro di ricerca che il regista compie su aspetti di vita appartati della realtà sociale turca.
Resta però il dubbio di un eccesso di compiacimento nei confronti di un estetismo che in più di un'inquadratura prolungata finisce con il risultare fine a se stesso indebolendo così la tenuta complessiva di un film che ha nella straordinaria bravura del piccolo protagonista un elemento di indubbia forza.”
Orso d’argento Premio della Giuria If I Want to Whistle I Whistle di Florin Serban e
Premio Alfred Bauer per un’opera particolarmente innovativa
“La nouvelle vague rumena pare rifrangersi anche sulle nuove generazioni senza portare grandi sconvolgimenti o nuove conformazioni. Dopo la sanzione nei festival internazionali dei vari Cristian Mungiu, Corneliu Porumboiu e Catalin Mitulescu (autore della pièce dal quale è desunto questo film), pare già possibile rinvenire una struttura standard che accomuna questi autori. L'assunto si concentra su un tema socialmente rilevante, si focalizza su un personaggio protagonista o testimone privilegiato della situazione da denunciare e si mette in scena la sua vita pedinandolo e standogli sempre appresso, come se fosse la camera a piegarsi ai movimenti del personaggio e al corso delle sue azioni, come se la finzione del cinema non potesse che star dietro alla forza dei personaggi reali.”
Orso d’argento al miglior regista Roman Polanski L'uomo nell'ombra.
“Roman Polanski potrebbe, a buon diritto, farsi aggiungere il nome di Alfred dopo questo suo thriller che si rifà al grande Hitchcock con una consapevolezza della classicità che pochi possono vantare senza scadere nel rifacimento privo di originalità. Il regista ha sempre privilegiato nel suo cinema l‘ambiguità del vivere, sia che si trattasse di giovani donne in attesa del figlio del demonio che di fanciulli costretti a rubare nell'Inghilterra dickensiana. Approda ora al thriller con risvolti spionistici grazie a un romanzo che rispetta profondamente e a un Ewan McGregor che ricorda senza perdere nulla in modernità (Al Qaeda e soprattutto Cia sono sempre minacciosamente presenti) i Cary Grant e James Stewart di un tempo.”
Orso d’argento alla migliore attrice Shinobu Terajima per Caterpillar.
“Si direbbe che per Wakamatsu la natura dei legami gerarchici fra uomo e donna è un mezzo, una sineddoche, per intendere l'identità di ogni belligeranza fra varie nazioni o culture. Il contrasto diviene quindi la forma privilegiata per veicolare il racconto: contrasto fra immagine sonora e immagine visiva (con i fieri bollettini di guerra delle radio giapponesi che si accompagnano alle immagini di violenza di Kurokawa sulle contadine cinesi), ma anche contrasto fra logica militare e desideri del nucleo familiare. Da questo punto di vista, non c'è differenza fra uomo e donna per Wakamatsu: Kurokawa è un uomo che, nonostante la sua condizione di quadriplegico, intende mantenere sulla moglie la sua figura dominante, mentre Shigeko trova nell'esposizione del corpo e delle medaglie del marito una forma di vendetta nei suoi confronti e di adulazione da parte degli altri membri del villaggio.”
Orso d’argento al miglior attore ex aequo How I Ended This summer film di Alexei Pogigrebski attori Grigori Dobrygin e Sergei Puskepalis e Orso d’argento al miglior contributo artistico How I Ended This summer fotografia Pavel Kostomarov film di Alexei Pogigrebski
“Il deficit più grave, quello che in definitiva rende il film soltanto un tentativo malriuscito (per quanto formalmente affascinante) di ricreare fra i poli un'epopea alla Herzog, riguarda il passaggio dal contesto all'azione, dal ghiaccio dei paesaggi al fuoco del delirio: il racconto per ellissi costruisce una serie di situazioni disgiunte, frazionate, che, oltre a non agevolare la comprensione di quel che sta accadendo, non danno sufficiente respiro né a far emergere la paura e la natura degli istinti di sopravvivenza, né a sviluppare una tensione dal racconto. Tutte le pulsioni viscerali e ferine è come se si scatenassero in modo innaturale, come le emissioni controllate di un geyser artificiale".
Orso d’argento alla migliore sceneggiatura Apart Together.
“Le diverse generazioni sono ben rappresentate con le loro aspettative e con i loro differenti punti di vista che vanno dall'umano risentimento (il figlio allora neonato che è quello che tratta nel modo più scortese il suo vero padre) al genero businessman di Qiao. Wang Qu'an riesce però a trattare il tutto con grande levità seguendo da un pranzo all'altro (quanto è importante l'abbondanza di cibo per chi in passato ha patito la fame) l'evolversi di una situazione degna del miglior Eduardo De Fillippo.”
Oltre al premio miglior opera prima. Babak Najafi Sebbe (Generation) un Premio speciale è stato attribuito a Yoji Yamada per About Her Brother.
“Il regista giapponese ci dimostra che è ancora possibile passare in due ore dalla commedia al dramma raccontando un microcosmo familiare senza vergognarsi dei cosiddetti ‘buoni sentimenti’. Nella storia dello ‘zio matto’ (nulla a che vedere con quello di Amarcord) confluiscono infatti i temi del vivere con decoro, delle relazioni madre/figlia e nuora/suocera nonché il progressivo irrompere della modernità in un mondo non preparato ad affrontarne i lati negativi. La breve scena in cui il genero medico racconta alla suocera in cerca di spiegazioni perché ‘non ha tempo’ per parlare con la neosposa è emblematica di un mutamento negativo apparentemente irreversibile. Ma Yamada non crede al pessimismo e anche quando mira alla commozione cerca la soluzione positiva. Facendo un cinema che in Occidente si finisce col trattare con il sopracciglio alzato.”
Presentata ieri in concorso, la pellicola diretta da Lisa Cholodenko, The Kids Are All Right, si è guadagnata subito gli applausi della critica e del pubblico, nonostante la tematica dell'omosessualità, da sempre portatrice di discussioni e divisioni. Nel film, Julianne Moore e Annette Bening sono una coppia gay che vive serenamente con i figli adolescenti (Mia Wasikowska e Josh Hutcherson), nati dall'inseminazione artificiale. Tutto scorre lineare e normale nelle loro vite, almeno fin quando i figli decidono di scoprire chi sia il loro padre.
"L'amore? È il tempo passato insieme" ha spiegato la Moore ai giornalisti, "Gli anni passati insieme lasciano il segno, non solo negativamente".
Oggi al Festival è il turno di L'Autre Dumas con Gérard Depardieu, presente nella sezione Berlinale Special, mentre in concorso troviamo On the Path, Jud Süß e Puzzle.
Ecco le foto delle dieci Shooting Stars 2010, le dieci giovani stelle del cinema continentale che ieri sono state premiate al Festival di Berlino. A rappresentare l'Italia c'era l'attore Michele Riondino, apprezzato per le sue interpretazioni in Il passato è una terra straniera, Dieci inverni, Fortapàsc e Marpiccolo.
È una conferenza stampa ricca di presenze quella di Cosa voglio di più, il film di Silvio Soldini presentato nella sezione Berlinale Special Gala. Sono infatti presenti, oltre al regista, il produttore Lionello Cerri, la co-produttrice Ruth Waldburger, gli sceneggiatori Doriana Leondeff e Angelo Carbone e gli attori Alba Rohrwacher, Pier Francesco Favino e Teresa Saponangelo.
È un Soldini decisamente rilassato e disponibile quello che apre l'incontro affermando che questo film nasce da una riflessione approfondita scaturita dopo Giorni e nuvole osservando le reazioni del pubblico. Ciò che gli interessava era tornare a raccontare una storia vicina alle vicende che le persone vivono quotidianamente nella realtà. Tanto che la fonte di ispirazione sono state in questo caso le confidenze di un'amica che stava vivendo una storia simile a quella dei protagonisti. Il desiderio era anche quello di non dimenticare un contesto di crisi economica che rende sempre più complesse le scelte di relazione. Dichiara di non aver voluto giudicare i personaggi anche se confessa una certa propensione per Domenico, ritenendo Anna non in grado di saper aspettare la maturazione di una scelta da parte dell'uomo. Chiarisce poi che la scelta di passare da una situazione all'altra con dei secondi di schermo nero è nata in sede di montaggio e non è stata solo finalizzata al voler fornire allo spettatore il senso del trascorrere del tempo. In realtà gli si vuole consentire una sorta di respiro che gli lasci lo spazio per riflettere.
Soldini è tornato a girare a Milano (una Milano peraltro poco riconoscibile) e dichiara di averlo fatto dopo lungo tempo quasi per costrizione. Potendo avrebbe scelto un altro luogo.
Dopo l'attesa anteprima del film di Scorsese, il primo weekend della Berlinale si è concluso con l'arrivo di Ben Stiller che ha presentato il suo Greenberg. Diretto dal regista de Il calamaro e la balena, Noah Baumbach, il film è tra le pellicole in concorso al Festival e racconta di un uomo in piena crisi di mezza età che tenta di rimettere insieme i pezzi della sua vita. La sfida oggi continua con Caterpillar di Koji Wakamatsu, A Somewhat Gentle Man di Hans Petter Moland e The Robber di Benjamin Heisenberg mentre, tra la sezione Berlinale Special, è il turno del nostro Silvio Soldini che presenta il suo Cosa voglio di più.
Ancora un nucleo familiare e un mucchio di tensioni latenti e segreti stridenti a minare l'equilibrio degli affetti. A cambiare, nel nuovo lavoro di Ferzan Ozpetek, sono soprattutto i toni, che passano dal dramma intimista alla commedia e al divertissement puro, e le location che per la prima volta si allontanano dagli appartamenti borghesi di Roma per spostarsi nelle ville salentine e nei vicoletti di Lecce. Le Mine vaganti del titolo sono alcuni membri della famiglia Cantone, proprietaria di uno storico pastificio salentino. In particolare è una mina pronta ad esplodere Tommaso, il più giovane membro della famiglia benpensante, rientrato da Roma solo per dichiarare alla famiglia i suoi desideri di giovane letterato e soprattutto i suoi gusti sessuali poco inclini al machismo pugliese. Non ci saranno violenze, lutti improvvisi o parabole cristologiche per loro, ma una ricerca esasperata del perbenismo di facciata, nel nome di una vita che può anche essere vissuta pericolosamente, ma il più possibile in silenzio e mantenendo intatta la propria forma.
Presentato ieri al Festival di Berlino Shutter Island, il nuovo film della coppia Scorsese/DiCaprio. Tratto da L'isola della paura di Dennis Lehane è incentrato sull'indagine dell'agente Teddy Daniels (DiCaprio), recatosi sull'isola del titolo alla ricerca di un paziente scomparso.
Con la discrezione richiesta dalle circostanze insolite, la Berlinale presenta uno dei titoli di punta, L'uomo nell'ombra di Roman Polanski. Il regista polacco, da qualche mese agli arresti domiciliari in Svizzera per un abuso sessuale commesso negli Stati Uniti più di trent'anni fa, è la presenza-assenza più evidente di questi primissimi giorni di festival. Un corpo fantasma che dal domicilio coatto manda in concorso un thriller politico che parla degli "scrittori-fantasma", biografi e specialisti che agiscono all'ombra dei più importanti politici e ne determinano concretamente la popolarità e la credibilità retorica. Dopo due parentesi più accademiche, Il pianista e Oliver Twist, Polanski torna così al suo antico amore per i misteri e la suspense e, con la complicità dello scrittore Robert Harris, rivolge il suo sguardo alla politica estera contemporanea e agli effetti più illeciti della guerra al terrorismo delle potenze occidentali.
La 60esima edizione della Berlinale si è aperta ufficialmente ieri sera con il regista cinese Wang Quan'an che ha presentato il suo Apart Together, storia di un ex soldato che ritrova l'amore della sua vita cinquant'anni dopo essere fuggito da Shangai per Taiwan. Sul tappeto rosso, oltre il cast del film, ha sfilato anche Renée Zellweger, membro della giuria guidata da Werner Herzog.
Una manciata di ore e anche la 60esima edizione del Festival di Berlino avrà il suo inizio, una rassegna importante quest'anno se si considera soprattutto il prestigioso anniversario. Le opere in mostra provengono da più di venti paesi, e questo va a confermare ancora una volta lo spirito cosmopolita della capitale tedesca e del suo fare cinema. In programma dall'11 al 21 febbraio, la kermesse si inaugura con la proiezione integrale e restaurata di Metropolis, il capolavoro del cinema muto diretto da Fritz Lang e accompagnato per l'occasione dalla Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino. A dare il via invece alla competizione sarà il film Apart Together del cinese Wang Quanan (vincitore dell'Orso d'Oro nel 2007 con Il matrimonio di Tuya), il quale, nel corso del Festival, si contenderà l'Orso d'oro con L'uomo nell'ombra di Roman Polanski (attualmente nei guai con la legge) con Ewan McGregor, l'attesissimo Shutter Island di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Greenberg di Noah Baumbach con Ben Stiller, The Killer Inside Me di Michael Winterbottom. A presiedere la giuria ci sarà il regista Werner Herzog, che a Berlino ha vinto l'Orso d'argento nel 1968 con Segni di vita, accompagnato dalla nostra Francesca Comencini.
A differenza delle passate edizioni, la Berlinale quest'anno ospita una nutrita schiera di opere italiane, anche se nessuna compare in concorso: si ricordano Mine vaganti di Ferzan Ozpetek (sezione fuori concorso), Cosa voglio di più di Silvio Soldini (sezione Berlinale Special), Non è ancora domani (La Pivellina) di Tizza Covi e Rainer Frimmel (sezione Generation), Due vite per caso di Alessandro Aronadio (sezione Panorama), Io sono l'amore (In the Food of Love) di Luca Guadagnino nella (sezione Culinary Cinema), La bocca del lupo di Pietro Marcello (sezione Forum).
I Film Fuori Competizione
A metà dicembre era stato comunicato che Shutter Island di Martin Scorsese e L'uomo nell'ombra di Polanski facevano parte dei sette film in Competizione alla sessantesima edizione del Berlino International Film Festival diretta da Dieter Kosslick.
Oggi sono state rivelate le ultime diciotto pellicole che faranno parte del programma ufficiale. Altre dodici anteprime mondiali si aggiungono alle sei precedentemente annunciate. Dal Sundance arriveranno Howl di Rob Epstein e Jeffrey Friedman, Please Give di Nicole Holofcener, The Kids Are All Right di Lisa Cholodenko, il documentario e opera prima dell'artista di strada Banksy, Exit Through the Gift Shop e The Killer Inside Me di Michael Winterbottom. A questi si aggiunge la premiere mondiale di Greenberg del regista Noah Baumbach.
Fuori Competizione:
Exit Through the Gift Shop di Banksy
My Name Is Khan di Karan Johar
Otouto (About Her Brother) di Yoji Yamada
Please Give di Nicole Holofcener con Catherine Keener, Amanda Peet, Oliver Platt, Rebecca Hall, Sarah Steele, Ann Guilbert
Shutter Island di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Sir Ben Kingsley, Michelle Williams, Patricia Clarkson, Max von Sydow
The Kids Are All Right di Lisa Cholodenko con Julianne Moore, Annette Bening, Mark Ruffalo
Variety riporta oggi che Wang Quanan, vincitore dell'orso d'oro del 2007 con Il matrimonio di Tuya, aprirà la 60° edizione del Festival di Berlino, che comincerà l'11 febbraio, con il dramma cinese Apart Together. La pellicola che verrà proiettata anche nella sezione Culinary Cinema racconta una storia d'amore, che ritrae la tragedia di un paese diviso, ed è incentrata su un ex soldato che fugge dalla Cina a Taiwan nel 1949 e si ricongiunge con il suo amore perduto decenni più tardi.
All'interno del Forum, che quest'anno celebra i quarant'anni, verranno presentati 34 film che includeranno 19 premiere mondiali e 12 internazionali.
Nel programma Generation verrà invece proiettata la pellicola d'animazione Welcome to THE SPACE SHOW, creato dal team che ha lavorato alla franchise animata di R.O.D. (Read or Die) formata dal regista Koji Masunari, dal sceneggiatore Hideyuki Kurata e dal character designer Masashi Ishihama. La pellicola racconta una storia sci-fi su dei bambini che hanno sperimentato un'avventura spaziale. Il film inizia in campagna durante le vacanze estive di Natsuki Oyama, una bambina della quinta elementare. Natsuki si è appena trasferita qui a giugno, e con quattro dei suoi compagni di classe sta per imbarcarsi in un'avventura che li porterà al di là dei campi che noi chiamiamo casa.
Nella stessa sezione verrà inoltre proiettato un'altra pellicola d'animazione giapponese Summer Wars del regista Mamoru Hosoda, autore dell'acclamato film La ragazza che saltava nel tempo.
Martedì era stato comunicato che Mine vaganti di Ferzan Ozpetek è stato selezionato per la rassegna fuori concorso della 60° edizione della Berlino film Festival, aggiungendosi così ad altri due film italiani precedentemente selezionati, La Pivellina di Tizza Covi e Rainer Frimmel presente nella sezione Generation Kplus e Aspettando Godard di Alessadro Aronadio presente nella sezione Panorama.
Mercoledì è stato confermato che il film di Luca Guadagnino, Io sono l'amore, interpretato da Tilda Swinton, Edoardo Gabbriellini, Alba Rohrwacher e Pippo Delbono, dopo essere stato proiettato alla 66° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, ed essere stato selezionato per l'edizione del 2010 del Sundance Film Festival, sarà presente anche a Berlino nella sezione Culinary Cinema (Kulinarisches Kino) col nome In the Food of Love.
L'anno scorso a Berlino erano stati presentati solamente due film: Terra Madre di Ermanno Olmi e Pranzo di ferragosto di Gianni di Gregorio.
Il Berlino Film Festival si terrà dal 11 al 21 febbraio.
Dopo aver presentato ben due film nel corso dell'ultima Mostra del Cinema di Venezia (Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans e My Son, My Son, What Have Ye Done), Werner Herzog si prepara a presiedere la giuria della 60^ Berlinale, in programma dall'11 al 21 febbraio 2010.
La decisione è stata presa dalla commissione del festival berlinese in ragione dell'importanza e dell'influenza dell'opera dell'autore tedesco, "una delle personalità più significative del nuovo cinema tedesco e fonte d'ispirazione per un'intera generazione di filmaker".
A Berlino Herzog ha già presentato Segni di vita (con cui ha vinto l'Orso d'argento nel 1968) e il suo capolavoro Nosferatu (1979). L'inaugurazione di questa 60^ edizione del festival avverrà con la proiezione integrale e restaurata di Metropolis, il capolavoro del cinema muto firmato da Fritz Lang e accompagnata per l'occasione dalla Rundfunk-Sinfonieorchester di Berlino.
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