Vestiti da Febbre da fieno

Come una caccia al tesoro: Gianluca Falaschi racconta il divertente lavoro di ricerca dei costumi.

 
Matteo e Franki usano tranquillamente cappotti e giacconi che vanno dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, collezioni di magliette, spille, sciarpe, con cui celarsi o cercarsi. Sono stilosi nel tentativo di darsi un tono, e genuini nello svelarsi semplicemente al mondo e nel loro tentativo di raccontarsi, come i ragazzi sanno fare.
Matteo e Franki usano tranquillamente cappotti e giacconi che vanno dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta, collezioni di magliette, spille, sciarpe, con cui celarsi o cercarsi. Sono stilosi nel tentativo di darsi un tono, e genuini nello svelarsi semplicemente al mondo e nel loro tentativo di raccontarsi, come i ragazzi sanno fare.
giovedì 27 gennaio 2011 di Gianluca Falaschi

Febbre da Fieno è una commedia romantica, ed è anche un viaggio sentimentale tra le memorie degli oggetti. È ambientato in un second-hand shop, Twinkled, tra persone che vivono ricercando negli oggetti la loro seconda opportunità, spesso messi loro stessi di fronte a una seconda chance. È un film che ha richiesto un'attenzione particolare per far rivivere anche nell'abbigliamento di questo insolito e romantico popolo che lo abita la passione per la narrazione e la stratificazione di significati che gli abiti vintage portano con sé.
In questo caso ho avuto la fortuna di poter utilizzare la collezione di abiti vintage dalla sartoria Farani, messa insieme in anni di appassionata ricerca da Pietro Farani e Giuti Piccolo, i due direttori che si sono succeduti alla guida della ditta, sommandola poi ad altri pezzi presi da altri magazzini vintage sparsi in giro per l’Italia, o in altre sartorie, oltre qualcosa di nuovo che abbiamo recuperato in negozietti desueti o in grandi magazzini come H&M o Zara. Un divertente lavoro di ricerca che a momenti sembrava una caccia al tesoro.

Matteo (Andrea Bosca) e Franki (Giulia Michelini) in compagnia di Stefano (Giuseppe Gandini), proprietario del Twinkled.


Resta che la maggior parte dei cappotti, dei pantaloni e delle giacche sono vestiti con almeno vent’anni di vita addosso, spesso anche mai utilizzati ed ancora con le targhette dei negozi dell’epoca, e che sono stati solidi alleati, insieme ai miei collaboratori Giovanni Lipari e Tamara Ventrice, per comporre i guardaroba del film. Abbiamo cercato di cogliere la libertà e la passione di tutte queste persone che amano le cose vecchie con uno sguardo giovane ed ironico. Cercando di rendere evidente la gioia del pezzo unico che pervade tutti gli acquirenti che si affacciano nel film.

Matteo (Andrea Bosca) prende un tè con la sua ex ragazza (Camilla Filippi) di cui è ancora molto innamorato.


Stefano, il proprietario del negozio, e i due commessi, Franki e Matteo, sono i portatori primi di questa partecipazione emotiva.

Per Stefano si è cercato di comporre un guardaroba che rispecchiasse il suo animo un po’ naif, tra completi realizzati su misura con vecchi tessuti tartan trovati nei fondi di magazzino dei negozi di stoffe, e magliette con stampe punk che ne rivelassero la parte più sognata del suo essere eterno adolescente.

Questi scozzesi si riflettono anche su gran parte degli abiti che i due ragazzi portano addosso, quasi influenzati dal loro capo, ma al tempo stesso liberi - come solo i ventenni sanno essere - di mischiare ed inventare il proprio stile affondando le mani nel passato. E allora, accanto ad oggetti di uso comune come i jeans Levi’s, i pantaloni Adidas e le sneakers, Matteo e Frankie usano tranquillamente cappotti e giacconi che vanno dagli anni ’50 agli anni Ottanta, collezioni di magliette, spille, sciarpe, con cui celarsi o cercarsi. Sono stilosi nel tentativo di darsi un tono, e genuini nello svelarsi semplicemente al mondo e nel loro tentativo di raccontarsi, come i ragazzi sanno fare. Maglioncini della Marlboro o della Walt Disney, vecchi capospalla di storiche sartorie assemblati a maglioni tricottati a mano, buffi cappelli, e così via. Questa “febbre” di Vintage coinvolge tutti i visitatori del “Twinkled”, e persino Camilla, che invece è la nostra protagonista femminile, finita quasi per caso a lavorare tra di loro, ne resterà coinvolta.

Camilla (Diane Fleri) a fianco a un enorme pupazzo di Betty Boop all'interno del negozio vintage Twinkled.


Si è cercato di narrare questi ragazzi non per quello che vogliamo sembrino, con la facilità di un jeans ed una maglietta qualunque, ma per quello che sono, tra neo-punk e piccoli ribelli, nell’atto di rappresentarsi e di raccontarsi attraverso oggetti portatori di una storia, in maniera poco archeologica ma il più possibile vitalistica ed emotiva.
Vestirsi per loro è un atto di coraggio, di ribellione, di passione, e di gioia, con cui colorano le proprie esistenze e quelle altrui. La sfida è stata cercare di renderli il più possibile autentici nella loro unicità. Di capire chi è giovane, anche solo dentro, senza voler essere giovanilistici.

La caratteristica del Twinkled è che tutto l'arredo, compresi il bancone e la cassa, è costituito da oggetti un po' datati.


Febbre da Fieno racconta anche un altro popolo, molto diffuso per quanto segreto, di appassionati ammiratori che tendono a vestirsi citando le loro passioni. Da questo punto di vista ci siamo particolarmente divertiti, citando vecchie serie televisive come Laverne e Shirley, o i Chips, o i vecchi Batman televisivi, e vecchie mode legate alla musica, come il mondo mods o il punk della Westwood prima maniera, per dare un respiro più ampio possibile all’affresco di questo mondo. Per mettere insieme un guardaroba da Febbre da Fieno, Roma, Milano, Firenze e Bologna sono pieni di negozi “twinkled” Style. Che in gran parte ci sono venuti utili per colmare ed integrare il lavoro che stavamo svolgendo.

Alle spalle di Matteo (Andrea Bosca) e Franki (Giulia Michelini) si notano delle originali decorazioni formate da vecchi vinili.


A Roma, per le giacche anni Settanta ed Ottanta, ed i vecchi maglioni di lana grossa, è consigliabile un giro tra le botteghe storiche di via del Governo Vecchio. Omero e Cecilia, al numero 68; Cinzia al numero 45, più dedicata al glam e al punk. A Monti, in via Panisperna c’è God Save the Look, in cui la selezione degli abiti è rigorosamente fatta sulla qualità del prodotto. Poco più avanti c’è il nuovo Abito - Le Gallinelle, che accanto ad un laboratorio di abiti meravigliosamente sperimentali possiede una ricchissima collezione privata di abiti d'epoca, di cui a volte mette in vendita alcuni capi. Su via del Boschetto c’è Pifebo, orientato sugli anni Ottanta, e su via Urbana Hydra II, che mescola vintage a riproduzioni di importazione americana con un occhio alla musica e a tutte le contro-mod giovanili, dai mods agli emo, passando per punk e gothic, e che c’è stato utilissimo per gli accessori, dagli occhiali da sole alle sciarpe, dagli stivali da cowboy originali alle giacche glam rock.
Poi ci sono i mercati. A Roma, quello di Porta Portese e di via Sannio, quest’ultimo peraltro vicino ai Magazzini allo Statuto – conosciuti come M.a.s. – su via dello Statuto. Spesso ricchi di vecchi stock anni Settanta e grandi sorprese.

Tra gli strani personaggi che animano il Twinkled c'è un po' di tutto, dal punk all'emo.


A Bologna, il mercato della Montagnola. Restando in Emilia Romagna, sempre utile un giro nell’ampissima selezione di A.N.G.E.L.O., in corso Garibaldi a Lugo di Ravenna. O a Parma, presso NoLogo, in Borgo al Collegio Maria Luigia. A Torino ottima la scelta che propone Sticky Fingers, in via delle Orfane n. 24. A Milano la scelta si fa ampissima. Mi limito a segnalare Cavalli e Nastri, in via de Amicis N. 9, e Franco Jacassi, in via Sacchi n.3.
Una curiosità: proprio in questi giorni, dal 26 al 31 gennaio 2011, a Firenze, gran parte di questi negozianti saranno in Fiera, presso la Stazione Leopolda, per Firenze Vintage Selection. Un ottimo modo per farsi un'idea del mercato enorme del vintage che c’è al momento in Italia.

In foto Giulia Michelini, la stralunata Franki, innamorata di personaggi irraggiungibili a cui scrive lettere appassionate.

Andrea Bosca e Diane Fleri, rispettivamente Matteo e Camilla, sdraiati su un tappeto di foglie secche.

Camilla (Diane Fleri) in compagnia di Matteo (Andrea Bosca) e Gigio (Mauro Ursella) di fronte alla bocca della verità.

Matteo (Andrea Bosca) guarda pensieroso il mare mentre un bimbo, dietro di lui, si diverte a far volare il suo aquilone.

Camilla (Diane Fleri) appoggiata ad una porta sulla quale sono stati incollati decine di adesivi raffiguranti i personaggi Disney.

In foto i tre protagonisti del film nei loro abiti vintage multicolore.

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