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Due soldi di speranza
Un film di Renato Castellani.
Con Maria Fiore, Vincenzo Musolino, Gina Mascetti
Commedia,
Ratings: Kids+13,
b/n
durata 95 min.
- Italia 1951.
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Un disoccupato di Boscotrecase (NA) impara l'arte del sopravvivere, facendo molti mestieri (anche il donatore di sangue) finché sposa una ragazza povera e vitale come lui. Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in “napoletano universale” da Titina De Filippo, c'è una forte componente letteraria. Con Umberto D rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di De Sica-Zavattini corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1° premio a Cannes 1952 ex aequo con Othello di O. Welles) del film di Castellani nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. Carmela “è, con la Maddalena di Bellissima, il personaggio femminile più vivo e autentico del nostro cinema” (G. Aristarco). Il film divise la critica e fu considerato il capostipite del “neorealismo rosa” che ebbe i suoi risultati più significativi in Pane amore e fantasia e nella serie Poveri ma belli. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 5 0 |
Festival di Cannes 1 0 |
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di Mario Gromo La Stampa
Un nostro produttore intelligente, che mai sfornò film qualsiasi, dopo avere anni or sono esordito con una non facile riduzione del pirandelliano Il fu Mattia Pascal, si è in questi ultimi tempi alleato a un nostro regista non meno intelligente, il Castellani. Dal loro binomio sono nati Sotto il sole di Roma ed È primavera, due film che hanno dovunque avuto un vivo successo, con buona pace di quanti ancora si ostinano a non credere nelle fortune che il nostro cinema ha in ogni Paese. Ora è la volta di Due soldi di speranza, parecchio atteso. » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
I personaggi cari a Renato Castellani dalla fine della guerra ad oggi sono noti a chiunque. Sentimentali e bonari in Mio figlio professore, spregiudicati e cordiali in Sotto il sole di Roma, incoscienti e selvatici in È primavera, tutti pur nella loro apparenza umanissima, rivelavano ogni tanto un sospetto di intellettualismo. Con Due soldi di speranza, invece, ogni ombra, sia pur remota, di artificio, definitivamente scompare e la spontaneità, la genuinità, la freschezza più autentiche prendono limpidamente il sopravvento su ogni costruzione letteraria. » |
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di Gian Piero dell'Acqua
Patetiche traversie di due promessi sposi d’un paesino nel Napoletano: lui è disoccupato e la famiglia di lei è poverissima. In fine, contravvenendo alle consuetudini, Antonio si prende Carmela “come mamma l’ha fatta”, senza dote né altro, con la sola fiducia nella vita e nella provvidenza”. Commedia popolaresca e dialettale, accortamente frenata e stilizzata da Casteliani nella colta ed elegante - ma anche squisitamente antirealistica -misura a lui propria. » |
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