Complici del silenzio

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Un film di Stefano Incerti. Con Alessio Boni, Giuseppe Battiston, Florencia Raggi, Jorge Marrale, Víctor Hugo Carrizo.
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Drammatico, - Italia 2008. uscita venerdì 17 aprile 2009. MYMONETRO Complici del silenzio * * * - - valutazione media: 3,33 su 21 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
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3,33/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
Cronaca di un amore sotto la dittatura militare di Jorge Videla.
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Cronaca di amore e resistenza sotto la dittatura militare di Jorge Videla
Marzia Gandolfi     * * 1/2 - -

Argentina, 1978. Maurizio Gallo, giornalista sportivo italiano, viene inviato a Buenos Aires per seguire i Campionati mondiali di calcio. Accompagnato dal collega fotoreporter, Maurizio farà visita ai parenti argentini, integrati e 'collusi' con uno dei bracci del regime di Videla, Pablo Pere, marito altero della cugina. Partito dall'Italia col cuore infranto e deciso a dimenticare il perduto amore tra una punizione e un calcio di rigore, il giornalista finisce per innamorarsi di Ana, ex moglie di un amico e membro clandestino di una formazione guerrigliera, che si oppone al regime militare. Sospettato suo malgrado di propaganda rivoluzionaria, rimane vittima della dittatura, patendo detenzione e tortura e condividendo il destino della donna amata.
Cosa rende diverso Complici del silenzio da tutte le altre opere che negli anni recenti hanno descritto i soprusi e le (s)torture della dittatura argentina? Forse niente. Abbiamo già sofferto con i film di Bechis (Garage Olimpo e Figli) o con le sconvolgenti immagini della Notte delle matite spezzate. Sembra però che il cinema argentino e quello italiano abbiano ancora bisogno di fare i conti con il proprio passato drammatico e criminale, di ricostruire a posteriori, di indagare un'assenza, quella di trentamila persone svanite nel nulla. Questo e altri film dimostrano che la profonda ferita aperta alcuni decenni fa e denunciata dalle coraggiose madri di Plaza de Mayo, è lontana dall'essere rimarginata.
Attraverso una storia d'amore e una suspense intensa e persecutoria, Stefano Incerti torna sulle violenze impietose degli aguzzini e sull'invasività ottusa del potere, per denunciare una volta di più una delle pagine più nere del nostro vissuto. Ambientato durante i Mondiali del settantotto, il calcio nel film non viene mai giocato dal vivo ma trasmesso in televisione o commentato alla radio, dimostrando che quella manifestazione sportiva si impegnava a legittimare la dittatura militare di Videla, a recuperare prestigio agli occhi dei paesi esteri, a infondere l'orgoglio nazionale tra la stessa gente che perseguitava, a occupare l'immaginario, a dissimulare i massacri, a insabbiare l'orrore, spegnendo i dissensi dietro una combine combinata con la nazionale peruviana.
Complici del silenzio individua due tendenze e distingue due tensioni: la prima parte del film è "fuori", è "leggera" e coincidente con lo sguardo innamorato del protagonista sull'oggetto del suo desiderio e sulla terra che lo ospita. Gli occhi "in amore" di Alessio Boni vedono parzialmente e riflettono il suo conoscere parziale. Il secondo periodo è "dentro", è un dramma carcerario e insieme la cronaca di ciò che non resta, di una pagina mai scritta sugli 'scomparsi' dimenticati dai loro governi e ignorati dalla patria di accoglienza. Lo sguardo soggettivo di Boni cede il passo a uno sguardo esterno, artificioso e funzionale a mostrare la violenza fisica (i volti battuti, lividi e tumefatti) e quella dei sentimenti e delle emozioni (il terrore, la rabbia, l'impotenza), che straziano il corpo vittima della tortura, il corpo attoriale chiamato a interpretare la vera vittima. Incerti sacrifica il rigore cinematografico a vantaggio della "godibilità" con l'intento evidente di rivolgersi a un pubblico giovane che del regime videlista conosce poco o nulla. Un dilemma etico-estetico su cui sospendiamo il giudizio, a fronte di un cinema (della memoria) e di una Storia (quella dei desaparecidos) che combattono per trovare una riconoscibilità.

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Premi e nomination Complici del silenzio

premi
nomination
Nastri d'Argento
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1
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Il silenzio uccide!

venerdì 24 luglio 2015 di ANDREA GIOSTRA

Venerdì 17 maggio 2013, all’età di 87 anni, colpito da malore, moriva uno dei peggiore, più spregevoli e terribili dittatori della storia dell’Uomo, Marcos Vileda. Governò col sangue l’Argentina dal 1976 al 1981, dopo il golpe del ’76 che organizzò per cacciare Isabelita Peron. L’intera diplomazia internazionale lo fece fare, senza batter ciglio!, e nel 1978 gli concesse, addirittura, di organizzare i mondiali di calcio. Abile copertura continua »

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Uscire dal cinema e non riuscire a parlare

martedì 28 aprile 2009 di merion68

Il cinema è una mia grande passione, ma è la prima volta che sento la necessità ed il dovere di scrivere qualcosa. Vedere questo film mi ha fatto sentire un'osservatrice privilegiata di una storia, mostrata con estrema lucidità e senso realistico, da noi non molto conosciuta a causa del doloso silenzio degli organi di informazione. Silenzio altrettanto doloso anche nella pubblicità che è stata fatta a qesto film. C'è un messaggio che il regista trasmette in modo forte (fin dal titolo della pellicola): continua »

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La passione ai tempi di videla

domenica 19 aprile 2009 di marezia

Pellicola che pur riprendendo apparentemente senza grosse sorprese l'arcinota storia della dittatura del regime di Videla ha un grande pregio: quello di far vivere allo spettatore un clima insieme di festa e di terrore come un magma di sensazioni sempre fluente, silenzioso ma inarrestabile. La politica c'è, si insinua fin dalle prime battute, fin dall'arrivo in aeroporto e scava pian piano un solco intorno alle sue vittime che accerchia e a cui presenta alla fine il conto, molto, molto salato della continua »

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Intenso, commovente, per ricordare i desaparesidos

giovedì 23 settembre 2010 di Jayan

Ancora un film sui 30000 desaparesidos - scomparsi, uccisi - argentini della dittatura di Vidal. Si chiede Marzia Gandolfi perché... Primo perché non è mai sufficiente ricordare quei tragici eventi, perché non avvengano più né in Argentina né - ce n'è purtroppo il timore - in un prossimo futuro in Italia (se non a quel livello ma, in forma più sottile e nascosta si). Secondo, ed è ancora più importante, perché continua »

Florencia Raggi
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SOUNDTRACK | Complici del silenzio

La colonna sonora del film

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INCONTRI | Arriva in sala il nuovo film di Stefano Incerti, cronaca di un amore sotto la dittatura militare di Jorge Videla.

Cronaca di una dittatura

martedì 7 aprile 2009 - Marzia Gandolfi

Complici del silenzio: cronaca di una dittatura Buenos Aires, 1978. Maurizio Gallo è un giornalista sportivo inviato in Argentina in occasione del Mondiale di calcio. Partito dall’Italia col cuore infranto, incontrerà Ana, ex moglie di un amico e membro clandestino di una formazione guerrigliera, che si oppone al regime militare di Videla. Invaghitosi della donna, e per questo sospettato di propaganda rivoluzionaria, finirà per condividerne il destino, patendo detenzione e tortura. Cosa rende diverso Complici del silenzio da tutte le altre opere che negli anni recenti hanno descritto i soprusi e le torture della dittatura argentina? Forse niente.

Love story argentina tra Mundial e dittatura

di Alberto Castellano Il Mattino

Dopo lo svelamento delle «verità nascoste» sul primo pentito di mafia in «L'uomo di vetro» con «Complici del silenzio» ispirato da un soggetto del giornalista Rocco Oppedisano, Stefano Incerti riapre una pagina drammatica della storia argentina. La tragedia dei desaparecidos sotto la dittatura Videla è riproposta dall'autore napoletano in tutta la sua crudeltà da genocidio nazista in stridente contrasto con lo sfondo dei Mondiali di calcio 1978. Le immagini di migliaia di argentini uccisi, torturati e arrestati acquistano un'ulteriore forza emotiva per lo stridente contrasto - ottenuto grazie a un sapiente montaggio alternato - con quelle della festa di popolo scatenata a Buenos Aires dalla vittoria dell'Argentina. »

Golpe: responsabilità della società e della stampa

di Silvana Silvestri Il Manifesto

Stefano Incerti ha certamente pensato alla contemporaneità per il suo nuovo film: qual è oggi quel paese dove il calcio impera e invade tutto lo spazio mentale, mentre in silenzio si tolgono uno dopo l'altro gli spazi della libertà? Possiamo leggere il suo film come un segnale di attenzione. Il film parla dell'Argentina ai tempi della dittatura. «Nunca mas», mai più, non è solo un modo di dire, ma una direttiva elaborata dallo scrittore Ernesto Sabato grazie al quale furono messi sotto processo 15 alti esponenti delle forze armate. »

La stampa internazionale fu complice del silenzio?

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Alessio Boni è un cronista sportivo italiano che nel ' 78 viene inviato a Buenos Aires (con il fotografo Giuseppe Battiston) per seguire i mondiali di calcio. Ha da consegnare del denaro a una donna, che si rivelerà una guerrigliera, per incarico di un argentino che vive in Italia, e ha parenti ex emigranti ora arricchiti a casa dei quali conosce un pezzo grosso dell' apparato repressivo. All' inizio inconsapevole di tutto, Maurizio Gallo matura la propria presa di coscienza trovandosi faccia a faccia con la tragedia che, dietro i riflettori accesi sulla festa sportiva, si sta consumando sotto la feroce dittatura del generale Videla. »

Argentina 1978, banalità dell'orrore

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Gli anni più bui della dittatura argentina, quelli delle torture e dei desaparecidos, visti con gli occhi di un testimone involontario: un giornalista sportivo italiano che arriva a Buenos Aires nel 1978 per i mondiali di calcio (Alessio Boni). E si ritrova impigliato in un amore con la giovane cui porta una lettera e soldi da parte dell'ex-marito italiano, che si scoprirà essere una combattente clandestina (Florencia Raggi, talento e bellezza che meriterebbero un film tutto per sé). Il resto si può immaginare. »

Complici del silenzio | Indice

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Marzia Gandolfi
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  1° | andrea giostra
  2° | merion68
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