Fuga dal Call Center

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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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Trailer Fuga dal Call Center
Il film: Fuga dal Call Center
Uscita: venerdì 17 aprile 2009
Anno produzione: 2008
   
   
   
Il film racconta la vita e le vicende sentimentali di Gianfranco, giovane precario dei giorni nostri, catapultato dalla gioia di una laurea a pieni voti in vulcanologia direttamente in un call center.
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primo piano
Un esperimento a tinte forti, di certo sopra le righe, per un tema scottante
Paola Monticelli     * * - - -

Federico Rizzo confeziona un altro lungometraggio in digitale restando in un territorio che gli è caro: la denuncia sociale. Da sempre espressione di quella realtà milanese che conosce a fondo, questa volta racconta "l'universo call-center", il grado massimo del precariato italiano.
Gianfranco, vulcanologo fresco di laurea con tanto di lode, in attesa del lavoro della vita, accetta un posto in un call-center. Quando la sua donna, Marzia, studentessa di giornalismo che si paga gli studi rispondendo a una linea erotica, vede che i conti di fine mese non tornano, Gianfranco trova un secondo lavoro come "uomo" delle pulizie per una famiglia di filippini. Ma l'annichilimento di un angusto lavoro, la perdita di ogni aspirazione professionale, mettono in crisi anche la coppia più innamorata e l'idea di mettere su famiglia naufraga miseramente.
Fuga dal call center è un po' film e un po' documentario. Le scene della vita di Gianfranco, infatti, si mescolano a spezzoni d'interviste di veri precari di call-center, appunti di film in bianco e nero che sono stati per Rizzo lo spunto da cui partire. Se da un lato questi volti e racconti sanno di realtà, le vicende di Granfranco e Marzia, dall'altro, sono così esasperate, da sfiorare il nonsense. Il mondo del precariato forse è così folle e privo di regole, se considerato come la base da cui partire per alimentare aspirazioni e portafogli, che non resta altro che esprimerlo attraverso una favola nera, grottesca e surreale, in cui fantomatici scommettitori puntano sul cavallo da call-center più produttivo e strani supereroi in calzamaglia compaiono ai dipendenti più stanchi. Quando il protagonista parla della sua vita dicendo che la vorrebbe con una trama forte e non come un insieme di episodi che non hanno senso, sembra stia descrivendo il film più che se stesso. Sarà per gli inframezzi delle interviste o per le apparizioni nonsense, ma la trama a volte procede a singhiozzi, risultando episodica e frammentata. Alcuni dettagli della vita dei protagonisti non trovano l'incastro perfetto, altri non sono messi a fuoco abbastanza per arricchire la storia di nuovi spunti di riflessione, specialmente nella seconda parte del film e nel finale, un po' troppo debole dopo cotanta denuncia. Ma questo non vuol dire che manchino idee originali e personaggi decisamente singolari: fra tutti il comico di Zelig, Natalino Balasso, nel ruolo del "motivatore" dei nuovi assunti e Tatti Sanguineti nelle vesti dello psicologo aziendale.
In fondo bisogna sempre ricordare che il film non si muove sui binari cinematografici tradizionali: dall'uso della semplice telecamera digitale, che entra nella vita dei protagonisti con maggiore discrezione e insicurezza, alla sperimentazione nata dalla commistione di generi diversi usata dal regista, passando per la produzione low-cost del progetto che ha trovato nel Comune di Milano e nella CGIL Lombardia alleati significativi.
Gianfranco e Marzia sono una coppia al singolare, ma diventano volti di tanti nell'Italia di oggi. Federico Rizzo è l'autore di un esperimento a tinte forti, di certo sopra le righe, per un tema scottante visto il suo orribile realismo. Sconsigliata la visione ai pessimisti e ai neo-laureati.

Incassi Fuga dal Call Center
Primo Weekend Italia: € 1.500
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Un film fresco e piacevole che stupisce

lunedì 20 aprile 2009 di SimoBirilli

Ho visto il film e mi è piaciuto molto. Il film racconta la vita di due giovani ragazzi precari e della loro difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro per poter costruire la loro vita di coppia. All'interno del racconto ci sono anche le vere testimonianze di persone intervistate per la realizzazione del film. E' proprio l'incastro tra la trama e le interviste che rende il film fresco e originale. La storia contiene momenti davvero divertenti alternati a situazioni grottesche e sono proprio questi continua »

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Il grottesco che rivela la realtà

lunedì 20 aprile 2009 di dieci63

Bravo il regista a creare un film diverso... Un azzardo nel nostro piattume televisivo Mi è piaciuta questa storia semplice , piccola eppure con una verità esplosiva. Tutto è davanti ai nostri occhi eppure non riusciamo a vederlo. Questo film mi svela la grande truffa , e io ci sono dentro... Bravi ragazzi laureati truffati a ripetizione. L'ingenuità dei protagonisti è disarmante .. Sembra incredibile che solo da questa ingenuità possa nascere il gesto più coraggioso, rischiare tutto per costruire continua »

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Brillante

lunedì 20 aprile 2009 di ElDoge

Brillante, divertente, amaro ma con un finale di speranza: finalmente un film sul precariato in cui i precari stessi, ma non solo, si possono riconoscere. Il film mescola finzione e realtà col risultato paradossale che la realtà risulta più surreale della finzione. Un film che tutti dovrebbero vedere. Un piccolo gioiello, una dimostrazione di cosa può fare il cinema indipendente. Da non perdere. continua »

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Il divin precario

domenica 27 settembre 2015 di ARISTOTELES

Tra finzione e realtà ,anche con molta durezza,il regista racconta il dolorosissimo problema del precariato. Molti personaggi, tranne la coppia dei protagonisti, vengono rappresentati in maniera grottesca,aggiungendo originalità e sollevando la pellicola dalla depressione,visti i temi trattati. Il prodotto finale e' originale e va dritto al punto:Bisogna combattere,chi si ferma è perduto. Vista la situazione Fuga dall'Italia sarebbe stato il titolo più corretto. Forse continua »

Palma
Signorina cos'ha contro Portogruaro? E' bellissimo Portogruaro...
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Tatti Sanguineti - Psicologo del Call Center
Una volta avevamo il servizio militare, la naja, oggi un annetto al call center le farà bene giovanotto!
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Palma
la sua ascendenza veneta mi preoccupa, non vorremmo trovare... grappa!! Nelle Vene!!
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DVD | Fuga dal Call Center

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 27 agosto 2014

Cover Dvd Fuga dal Call Center A partire da mercoledì 27 agosto 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Fuga dal Call Center di Federico Rizzo con Angelo Pisani, Isabella Tabarini, Paolo Pierobon, Debora Villa. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Fuga dal Call Center (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 7,49 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,50 €
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di Valentina Castellano Chiodo Il Giornale

Una pellicola giovane, manifesto di una generazione. È «Fuga dal call center», il nuovo film di Federico Rizzo sul problema del lavoro precario, raccontato personalmente dalle voci di chi, con una cuffia sulle orecchie e perennemente al telefono con sconosciuti, si è sentito profondamente solo e sfruttato e ha smesso di sognare (forse per sempre) una vita migliore. A tratti può sembrare un documentario, ma è un film sperimentale (come il circuito nel quale verrà proiettato), che con ironia fa sorridere amaramente sui sogni infranti dei laureati trentenni d’Italia, costretti a ricorrere ad un posto di lavoro nel tanto odiato call center. »

di Stefano Lusardi Ciak

Piccola produzione indipendente, ha solo il "torto" di arrivare dopo Tutta la vita davanti di Virzì. Ma il giovane Federico Rizzo, nonostante qualche ingenuità (soprattutto nel padroneggiare le tinte del grottesco), racconta con la giusta disperata ironia le disavventure del vulcanologo (110 e lode) intrappolato nell'alienazione di un Call Center, facendo i conti con uno stipendio da 500 euro al mese, adattandosi ad un doppio lavoro, subendo l'onta di una banca che gli rifiuta un prestito e naufragando verso la crisi con la compagna pure precaria (la spontanea Isabella Tabarini). »

di Gabriele Spila VivilCinema

Guardare un film come Fuga dal call center in un periodo di recessione globale come quello attuale fa venire in mente brutti pensieri: il rischio, cioè, che la preoccupazione per il lavoro precario possa essere (ma forse è già successo) sostituita dalla realtà ancor più angosciante dei licenziamenti di massa. Eppure, la graffiante opera prima del 33enne brindisino Federico Rizzo (girata interamente in digitale e presentata con successo all'ultima edizione del Filmmaker/Doc) resta un viaggio allucinante e "allucinato" nel sottobosco del precariato giovanile, che strizza l'occhio a quanto già raccontato da Virzì con il bellissimo Tutta la vita davanti. »

Fuga dal call center ecco il cinema precario e indipendente

di Boris Sollazzo Liberazione

Tre anni in un call center e un film per non tornare più in quell'inferno surreale, sorridente e tragicomicamente umiliante. La generazione di fenomeni cresciuta con cuffia e microfono, a spacciare offerte commerciali e assistenza clienti a tempo determinato (i contratti durano settimane, le telefonate massimo 160 secondi) finalmente parla di sé. Dopo Celestini, Virzì, Amoroso un bravo esordiente come Federico Rizzo, che ci è passato, ne è uscito- siamo in pochi, è come il tunnel della droga pesante: ci si entra con facilità proporzionale alla difficoltà con cui ne esci- e ora può raccontarlo. »

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