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Voce del verbo amore
Un film di Andrea Manni.
Con Giorgio Pasotti, Stefania Rocca, Cecilia Dazzi, Simona Marchini, Tony Kendall.
continua»
Commedia,
durata 92 min.
- Italia 2007.
uscita venerdì 27 aprile 2007.
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![]() Una sceneggiatura banale e una regia di stampo televisivo annacquano ogni possibilità di approfondimento psicologico
Paola De Rosa
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Ugo e Francesca, 35enni, sono sposati da dieci anni e hanno due figli. La frenesia della vita moderna, la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro e soprattutto la routine di coppia li allontanano. Finché giunge inevitabile, e lì per lì senza grossi traumi, la separazione. Voce del verbo amore, opera seconda di Andrea Manni, prende avvio proprio da qui, dal momento in cui le strade dei protagonisti si dividono. Ma il destino è bizzarro: scommettiamo che scopriranno di amarsi ancora? |
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Costanzo trascina manni verso il basso
martedì 1 maggio 2007
di Rutilant
Andrea Manni aveva esordito con Il Fuggiasco, un bel film, almeno per essere un opera prima. Sembrava un autore interessato a certi temi etici, politici, sociali. Quest'ultimo film, invece, e'...semplcemente imbarazzante, riesce difficile persino parlarne male data la sua assoluta inconsistenza. La sceneggiatura semplicemente non c'e', sono situazioni banali attaccate tra loro alla rinfusa, non c'e' progressione inizio/fine, non c'e' la storia. Gli attori sono male assortiti, in particolare Pasotti continua » |
Una bella coppia
martedì 1 maggio 2007
di elisa
é un film reso bello dalla bravura dei protagonisti (anche se io avrei fatto fare alla Dazzi la parte di moglie di Pasotti) perché sono belli,anche insieme (come coppia sono credibili,Pasotti è riuscito a svecchiarla,a renderla più dolce,sbarazzina) e interpretano con grande naturalezza le battute di un copione che racconta in modo realistico e attuale la vita di una coppia con 2 bambini.Ho letto da qualche parte di sesso selvaggio di Pasotti con la danese,di un supermarket come luogo di perdizione,ma continua » |
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| Cecilia Dazzi | |
| Secondo te qual è la differenza tra voler bene e amare? La differenza è che se tu vuoi bene a qualcuno puoi farne a meno ma se ami qualcuno non puoi vivere senza. | |
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| Tony Kendall | |
| Se trovi una persona che ti conosce come le sue tasche e nonostante questo ti ama, te la tieni stretta, no? Questa è la differenza tra voler bene e amare! | |
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DVD | Voce del verbo amoreUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 19 settembre 2007
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SOUNDTRACK | Voce del verbo amoreLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 27 aprile 2007
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Fusa e litigi tra Pasotti e la Rocca in una sfilza di banalità assortite
di Pedro Armocida Il Giornale
Cento ne fa e una ne pensa il multiforme Maurizio Costanzo. Peccato che quell'una, a volte, non sia una gran pensata. Basta vedere la loffia commedia sentimentale Voce del verbo amore, di cui ha scritto soggetto e sceneggiatura, affidandone la regia ad Andrea Manni, già autore del passabile Il fuggiasco. In verità scappare dalla sala è una tentazione irresistibile per lo spettatore meno paziente, presto arcistufo dei tiramolla tra Giorgio Pasotti e Stefania Rocca. Siamo a Roma, Ugo è un rampantissimo architetto, Francesca una floricultrice, che si tiene i due (insopportabili) bambini dopo l'amichevole separazione a dodici anni dalle nozze. » |
L'amore fra idee e leggerezze
di Roberta Bottari Il Messaggero
L'amore è un'invenzione o senza amore non si può vivere? Difficile capire ma, di certo, l'amore fiancheggia la nostra vita. Ed essendo un sentimento fra umani è, di fatto, instabile. Compreso quello fra Ugo (Giorgio Pasotti) e Francesca (Stefania Rocca). Inizia infatti con il loro addio Voce del verbo Amore di Andrea Manni, da un'idea di Maurizio Costanzo. Un addio senza insulti urlati, perché si vuole dare un segnale di speranza tipo "non è mai finita quando è finita". L'idea c'è, ma il risultato è un'opera leggera leggera. » |
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di Aldo Fittante Film TV
La commedia comincia dalla fine: Ugo e Francesca si sono lasciati. Hanno due figli, e continuano a frequentarsi per loro. Lui vivacchia tra una storiella di sesso e qualche cenetta con gli amici o i colleghi, lei (è una donna!) non scopa con nessuno, anche perché l'unico che le capita a tiro confessa apertamente di essersi sorpreso gay. Dopo venti minuti vorresti uscire: non c'è aria, non c'è leggerezza, non c'è empatia. Maurizio Costanzo, autore dei soggetto e co-autore della sceneggiatura, ha dichiarato di avere voluto questo film per stigmatizzare la fretta che coglie le coppie di oggi non appena gli umori familiari si spostano sulla "facile" scorciatoia della separazione. » |
di Raffaella Giancristofaro Rolling Stone
Francesca e Ugo si separano, e appena fuori dal tribunale realizzano di amarsi Uno dei tanti paradossi di questa commedia che, a metà strada tra Casomai e La verità vi prego sull'amore, tenta di definire ciò che è incasellabile (dice niente l'immagine del capriccioso Cupido?): Rocca e Pasotti molto affiatati, tira più aria di neorealismo rosa che di Ozpetek o Soldini. Lo scarto è in alcune finezze di scrittura: bambini cattivissimi, carognate tra ex amanti, uno sguardo finalmente non corretto sugli extracomunitari. » |
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