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Il destino di un guerriero

Un film di Agustín Díaz Yanes. Con Viggo Mortensen, Elena Anaya, Eduardo Noriega, Javier Cámara, Jesús Castejón, Antonio Dechent Titolo originale Alatriste. Azione, durata 145 min. - Spagna, Francia, USA 2006. - Medusa uscita venerdì 22 giugno 2007.
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
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Trailer Il destino di un guerriero
Il film: Il destino di un guerriero
Uscita: venerdì 22 giugno 2007
Anno produzione: 2006
Un film storico che racconta la Spagna del diciassettesimo secolo: un regno distrutto dagli intrighi e dalla corruzione, il potere sostenuto dalla sacra Inquisizione.
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primo piano
Un film di cappa e spada, incapace di disancorarsi dal passato, che si prende troppo sul serio
Marianna Cappi     * * - - -

Corre il XVII° secolo e l'impero spagnolo manda i suoi soldati a difendere le frontiere conquistate col sangue. Diego Alatriste è un soldato coraggioso e fedele; persino quando sa che un'impresa è un suicidio la compie comunque, perché l'unica cosa che possiede è la sua reputazione di valente spadaccino e, per il resto, al mondo non ha niente e nessuno da perdere. Almeno fino a quando il compagno di battaglie Balboa non finisce vittima di un'imboscata nelle gelide Fiandre e non gli raccomanda suo figlio Iñigo, perché lo cresca e gli eviti di divenire un soldato.
Al ritorno a Madrid, però, Alatriste incontra un impero in rapido declino: la corruzione è legge e gli intrighi di corte trovano un saldo alleato nella Santa Inquisizione. Tradimenti, morti e violenze si consumano in nome del "Re Nostro Signore", un sovrano indifferente, pericolosamente elevato al rango di un dio.
Quando, nel corso di una missione mercenaria, risparmierà le vittime predestinate intuendo la presenza di un imbroglio (si scoprirà che non sono eretici ma nobili d'Inghilterra), finirà per condannarsi a morte con le sue mani. È solo questione di tempo. Ed è proprio in questo arco di tempo che si srotola il plumbeo affresco del Siglo de Oro, dipinto dal regista di "Nessuna notizia da Dio", Agustín Díaz Yanes, a partire da cinque racconti di Arturo Pérez-Reverte.
Tra poche grazie e ben più numerose disgrazie, guardiamo i destini di Diego e Iñigo procedere allineati e poi urtarsi, riscattarsi, distruggersi entrambi per mano femminile e, a fatica, risollevarsi. Il dispiegamento di mezzi è notevole, crude ed efficaci le ricostruzioni delle imprese belliche. Una menzione speciale va anche alla fotografia di Paco Feménia, decadente come il potere che ritrae, apprezzabile tentativo di omaggiare il citato Velàzquez. Ma –ahi noi- l'encomio finisce qui.
Per il resto Alatriste manca del quid in grado di riscattarlo dallo status di cine-polpettone, si limita a mettere in scena un debole conflitto tra grandezza (morale) e grandeur (imperiale) e senza il suo protagonista, Viggo Mortensen, si può scommettere non si reggerebbe in piedi. Gli abiti infangati di questo novello Zorro, solo più povero e spregiudicato, calzano su Mortensen come fossero nati per lui e il castigliano gli esce fluente di bocca, grazie ai nove anni trascorsi in Argentina da bambino. Sfigura, al confronto, l'italiano Enrico Lo Verso nei panni del mercenario palermitano Malatesta, forse inserito come rimembranza del cinema glorioso di Freda e Cottafavi.
Come il protagonista al suo sovrano, il regista ha peccato di cieca fedeltà al genere: realizzando un film di cappa e spada che si prende troppo sul serio, omaggia il crisma del romanticismo sventurato e segue l'eroe di turno fino all'ultimo mortal sospiro, Augustin Dìaz Yanes non ha realizzato un classico ma piuttosto un film risorto dal passato, incapace di disancorarsi da esso.

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il MORANDINI
* * 1/2 - -
Incassi Il destino di un guerriero
Primo Weekend Italia: € 197.000
Incasso Totale* Italia: € 506.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 2 settembre 2007
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Recensione completamente fuori bersaglio!

domenica 1 luglio 2007 di ramaja

Pessima recensione, scritta da chi evidentemente al cinema ci va solo per "staccare il cervello e divertirsi. Ma il cinema non è (o non dovrebbe essere, suo magrado) limitatio a questo. Il cinema è il teatro dei greci, catartico, da cui si può uscire a pezzi ma con la sensazione di avere "imparato qualcosa". L'eroe del film può essere anche antieroe, può essere anche un "Don Rodrigo" qualunque, un assassino, un analfabeta, uno che non da molto importanza alla vita altrui. Questo film non è continua »

* - - - -

Senza capo nè coda, noioso come pochi...

giovedì 5 luglio 2007 di Blackie 17

Sinceramente, credo che questo sia un vero flop. Un film noioso, un insieme di fattarelli assolutamente non collegati, pesante ed esageratamente tragico. Non potendo contare su una trama avvincente, si incentra TOTALMENTE sul protagonista, il sex symbol (???) Viggo Mortensen, che viene troppo enfatizzato come bello e impossibile, triste e misterioso ma esageratamente serio. Tornando a parlare della trama, questo film non si puo nemmeno definire come storia della vita di Diego Alatriste, in quanto continua »

* * - - -

Dietro il costume niente

martedì 26 giugno 2007 di schwyzer

Dopo avere visto il trailer ed essendo appassionato di storia, in particolare militare, mi sono deciso ad andare a vedere il film. Aspettative totalmente deluse. Per quanto le ricostruzioni sceniche non siano prive di un qualche interesse si nota che troppo smaccatamente aspirano ad avvicinarsi alla vetta visiva del Barry Lindon di Kubrick senza averne i mezzi ed il talento. Troppo povero il budget. Gli esterni di Madrid sono sempre e solo angusti vicoli, mai una visione a volo d'uccello o un panorama continua »

* * - - -

Si poteva fare di molto meglio...

lunedì 25 giugno 2007 di lucamarini

Diciamolo subito. Il film è una delusione. Il regista ha voluto strafare trasportando tutti (?) insieme i romanzi della serie di Alatriste sullo schermo in un unica pellicola, mentre avrebbe benissimo potuto tirarne fuori un film da ciascuno. Così, questo enorme riassunto, ha appunto le caratteristiche di un riassunto con storielle ridotte a fattarelli slegati tra di loro e i personaggi appena abbozzati. Nessuno spazio alla interpretazione degli attori, per i quali non è possibile dare un voto. La continua »

Diego Alatriste
Va sempre a finire che noi poveri diavoli ci ammazziamo tra di noi…
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Inigo
non era l' uomo più onesto ne il più caritatevole del mondo ma era un valoroso si chiamava Diego Alatriste e aveva combattuto quei vecchi battaglioni di fanteria, nelle Fiandre quando lo conobbi tirava a campare a Madrid, facendosi assoldare per quattro maravedì per lavori poco onorevoli soprattutto come spadaccino da gente che non aveva ne l' abilità ne il coraggio necessario
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Conte Duca di Olivares
Senza la Fiandre non c'è niente, capitano.Ci serve questo inferno.
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DVD | Il destino di un guerriero

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 21 novembre 2007

Cover Dvd Il destino di un guerriero A partire da mercoledì 21 novembre 2007 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il destino di un guerriero di Agustín Díaz Yanes con Viggo Mortensen, Elena Anaya, Eduardo Noriega, Javier Cámara. Distribuito da Medusa Home Entertainment, il dvd è in lingue e audio italiano, Dolby Digital 5.1 - spagnolo, Dolby Digital 5.1. Su internet Il destino di un guerriero (1 DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 10,96 €
Prezzo di listino: 12,90 €
Risparmio: 1,94 €
Aquista on line il dvd del film Il destino di un guerriero

NEWS | L'ex Aragorn torna a vestire i panni di un guerriero letterario nel film di Agustín Díaz Yanes in uscita il 22 giugno.

Il destino di viggo mortensen

martedì 19 giugno 2007 - Tirza Bonifazi Tognazzi

Il destino di Viggo Mortensen Nato in Spagna nel 1951 Arturo Pérez-Reverte ha iniziato la sua carriera come giornalista, lavorando come reporter di guerra in alcuni dei luoghi più "caldi" del mondo come la Croazia e Sarajevo. In seguito al successo conseguito per il thriller "Il maestro di scherma", pubblicato nel 1988, Pérez-Reverte abbandona il giornalismo per diventare romanziere a tempo pieno. Nel 1996 dà alle stampe il primo di una serie di quattro romanzi storici, ambientati nella Spagna del XVII secolo ("Capitano Alatriste","Il sole di Breda", "Purezza di sangue", "L'oro del re"), che ha come protagonista Alatriste.

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Fondato sull'opera di Arturo Perez Reverte, che al personaggio del capitan Alatriste ha dedicato diversi romanzi, il film dello spagnolo Agustin DiazYanes (Alatriste) si segnala per la sua spettacolarità ricercata e non convenzionale. Siamo ai tempi del regno di Filippo IV, grosso modo 1625-45 (gli stessi dei Promessi sposi), le Fiandre sembrano inespugnabili e la guerra lì ingaggiata sembra senza fine per il già invincibile impero, la Santa Inquisizione detta legge e la corruzione dilaga sotto il governo ombra del temibile Conte Duca Olivares (stenterete a riconoscere l'ottimo Javier Camara di Almodovar). »

Alatriste, il simbolo della memoria europea

di Priscilla del Ninno Il Secolo d’Italia

Il romanzo di Arturo Pérez-Reverte ha infiammato diverse generazioni di spagnoli, ma il film, ispirato alla saga letteraria tradotta sul grande schermo da Agustin Diaz Yanel che, al guerriero, futuro re della terra di Mezzo nella trilogia de Il Signore degli anelli Aragorn-Viggo Mortensen, ha affidato l'arduo compito di prestare forza istrionica al protagonista del racconto, ha lasciato decisamente tiepida la platea della Festa del Cinema di Roma, dove la pellicola è stata presentata ieri nella sezione "Premiere". »

di Boris Sollazzo Rolling Stone

Aragorn è senza anello e senza Gollum. Catapultato nella Spagna del XVII secolo, tra Inquisizioni e guerre imperialiste. Mortensen è qui Diego Alatriste, soldato di ventura, mercenario dal cuore d'oro e dalle tasche vuote. Kolossal iberico da 10 milioni di euro, è la storia di un perdente che non conosce resa né disfatta, un veterano di troppe guerre che impara suo malgrado ad amare. Un figlio, una donna, una patria non suoi. Combatte per amicizia e per onore, non per grandi ideali o monarchie meschine. »

Avventura senza emozioni per il capitano Alatriste

di Valerio Caprara Il Mattino

Peccato. Le condizioni per realizzare un'opera degna c'erano tutte: un romanzone popolare di Pérez-Reverte, un budget fastoso come il seicentesco impero spagnolo che funge da sfondo, la fotografia rimandata d'ufficio a Velàzquez, il cliché del cattivo garantito dalla Santa Inquisizione e quello del buono da un bravo e aitante attore come Viggo Mortensen. Le produzioni europee di genere, però, devono fare i conti con un dna debole, nell'occasione addirittura distrutto dalla sceneggiatura e regia di Agustìn Diaz Yanes: al quale non bastano centoquaranta minuti di proiezione per spremere una situazione originale, un pensiero acuto, un dettaglio vivido, in una parola una sola emozione. »

Il destino di un guerriero | Indice

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