Daratt

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Un film di Mahamat-Saleh Haroun. Con Ali Barkai, Youssouf Djoro, Aziza Hisseine, Djibril Ibrahim, Fatimé Hadje, Khayar Oumar Defallah Drammatico, durata 96 min. - Ciad, Francia, Belgio, Austria 2006. uscita venerdì 25 maggio 2007. MYMONETRO Daratt * * * - - valutazione media: 3,40 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
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3,40/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * 1/2 -
Trailer Daratt
Il film: Daratt
Uscita: venerdì 25 maggio 2007
Anno produzione: 2006
Un giovane uomo trova l'assassino di suo padre, ucciso mesi prima della sua nascita. Un film sul desiderio di vendetta, ma anche sulla possibilità del perdono.
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primo piano
Un film sincero, semplice, prezioso sul dilemma tra vendetta e perdono
Marzia Gandolfi     * * * - -

Ciad, 2006. Dopo l'amnistia accordata a tutti criminali di guerra, Atim, un adolescente orfano di padre, viene incaricato dal nonno di vendicare il suo assassinio. Giunto a N'Djamena scopre che l'ex criminale gestisce una panetteria e ha sposato una giovane donna. Nassara, ignorando le reali intenzioni del ragazzo, lo accoglie come garzone nella sua panetteria per insegnargli il mestiere del fornaio. In un crescendo di silenzi e sentimenti inespressi la relazione tra i due uomini evolverà fino a esplodere in un drammatico confronto finale. Nel deserto e sotto un solo accecante, Atim deciderà il destino di Nassara e il proprio.
Il regista africano Mahamat-Saleh Haroun, sopravvissuto alla guerra civile in Ciad, gira un film pervaso da temi universali, odio e amore, guerra e pace, vendetta e perdono, con l'impegno di chi vuole scuotere e denunciare. Nel suo film, tragico ed essenziale, si muovono due uomini in cerca di vendetta o di redenzione dopo la "stagione secca", il daratt del titolo, che segue quella delle piogge. Nell'intervallo meteorologico che va da maggio a novembre si svolge il percorso formativo e vendicativo di un giovane uomo in cerca di giustizia. Quella negata dall'amnistia, un'ipotesi assurda di pacificazione che ha dimenticato di compensare la perdita di 40.000 vite umane, provocando il desiderio di vendetta privata. Atim e Nassara sono il prodotto speculare, umano e doloroso del Ciad insanguinato di Hissène Habré: il ragazzo ha ereditato dal nonno un lutto da vendicare e una tradizione da onorare, il panettiere, che affamava e annullava letteralmente chi adesso sfama e cresce col pane, è l'espressione incarnata di un'ingiustizia. Dentro immagini precise e assolate, il regista conduce la sua indagine politico-sociale e confronta fino allo scontro due ragioni impersonificate, quella dell'odio e quella del perdono, che non hanno voce ma soltanto immagini lente di momenti lirici e di violenza implosa. Daratt conduce lo spettatore a percorrere tragitti poco indagati, dentro un conflitto che è anche generazionale e che proprio per questo non sa parlarsi e comprendersi (l'afonìa di Nassara è in questo senso esemplare). Pluripremiato a Venezia, il film di Mahamat-Saleh Haroun supera le barriere dell'odio e interrompe, almeno nell'arte, la spirale della violenza.

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DVD | Daratt

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 23 luglio 2013

Cover Dvd Daratt A partire da martedì 23 luglio 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Daratt di Mahamat-Saleh Haroun con Ali Barkai, Youssouf Djoro, Aziza Hisseine, Djibril Ibrahim. Distribuito da CG Entertainment, il dvd è in lingue e audio originale, Dolby Digital 2.0 - stereo. Su internet Daratt. La stagione del perdono (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film Daratt

Ciad, fuga dai ricordi della guerra civile

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Nel Ciad, dice il regista, la guerra civile dura dal 1965, e fa migliaia di vittime. Sotto la dittatura di Hissène Hobrè, 40.000 persone sono state uccise o sono scomparse. Anche il regista ha dovuto lasciare il Paese e andare in esilio; ogni volta che torna nel Ciad, racconta, gli capita di incontrare gente che conosceva, che ha ucciso, violentato, bruciato, saccheggiato. I carnefici di ieri sono diventati dei potenti indistruttibili. La cosa più temibile nelle guerre civili, dice Haroun, «è che vengono legittimati tutti i crimini; tutti i responsabili di atrocità alla fine vengono assolti. »

di Roberto Silvestri Il Manifesto

Daratt, l'opera africana, in forma di sonata per strumento solista, massimo per «duetto», è il quarto lungometraggio di un intenso regista (e acuto giornalista) del Ciad, Mahamat Saleh Haroun, 45 anni, ed è prodotta nell'ambito delle manifestazioni viennesi dedicate a Mozart da Peter Sellars. Si basa sulle conclusioni di sedicenti tribunali della «verità» e della «giustizia» di N'Djamena che, sul modello di quelli davvero innovativi sperimentati in Ruanda dopo il megamassacro disumano di tutsi, troppo teleguidato da un mai processato Occidente, o dal Sudafrica per elaborare un'ipotesi di pacificazione nazionale dopo 50 anni di neo-nazismo apartheid, hanno concluso i lavori, ispirandosi più alla Caf italica, con una amnistia bipartizan per i 40 mila morti, dal 1965 durante il regno di Habré. »

di Luca Barnabé Ciak

Ciad, 2006: il governo accorda l'amnistia a tutti i criminali di guerra. Atim ha sedici anni e una pistola. L'arma gli serve per vendicare il padre. ucciso durante la guerra civile, e trovare giustizia da sé. L'assassino è Nassara, panettiere. L'uomo. che non conosce Atim e ne ignora le intenzioni omicide, assume il ragazzo come garzone. Daratt. ovvero stagione secca. di Saleh Haroun. era tra i migliori film in concorso all'ultima Mostra di Venezia e al recente, ottimo, Festival del Cinema Africano di Milano. »

Una vendetta che brucia

di Dario Zonta Rolling Stone

Per una volta è stata Venezia, e non Cannes, a scoprire e premiare un nuovo regista della cinematografia terzomondista. Capita di rado. All'ultima edizione del festival lagunare era infatti presente in concorso (non accadeva dal 1992) un film africano, Daratt, il terzo del ciadiano Mahamat-Saleh Haroun, che ha raccolto il Premio Speciale della Giuria. Sette anni prima, sempre a Venezia, l'allora esordiente Haroun portò Bye Bye Africa, e prese il premio come Opera prima. Tra il primo e il terzo, Abouna passò inosservato a Cannes. »

Daratt | Indice

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