|
|
|
| Kids | iPhone | Scrivere di Cinema | La bocca del lupo new! | | |||||
|
|||||
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
|
|
|||
L'antidoto
Un film di Vincent De Brus.
Con Christian Clavier, Jacques Villeret, Agnès Soral, Annie Grégorio, François Levantal, Alexandra Lamy, François Morel.
continua»
Titolo originale L'antidote.
Commedia,
durata 107 min.
- Francia 2005.
uscita venerdì 14 luglio 2006.
|
Accedi
|
Registrati
|
|||||||||
|
||||||||||
|
|
|
|
||||
![]() A cena con l'orsacchiotto
Marzia Gandolfi
|
|
Jacques-Alain Marty è un brillante uomo d’affari a capo della Vladis Enterprises, uno dei maggiori gruppi industriali francesi. Il suo diretto e acerrimo concorrente è Steven Brickman, che gli ha dichiarato guerra per l’acquisto di un gigante dell’editoria, la Stardust. Complice lo stress e la pressione a cui è sottoposto, Marty comincia a somatizzare e a mostrare sintomi curiosi: sudorazione eccessiva e appestante ma soprattutto attacchi inopportuni di balbuzie nel corso di riunioni, assemblee generali o interviste alla televisione. Un noto psichiatra attribuisce le sue crisi a un trauma infantile che soltanto un antidoto può correggere. L’antidoto si rivelerà presto essere un mite contabile, il piccolo azionista del gruppo Vladis, André Morin. L’uomo non soltanto ha le fattezze rassicuranti dell’orsacchiotto perduto dell’infanzia di Marty, ma esibisce un’abilità da speculatore finanziario. Il suo intervento restituirà loquacità a Marty e liquidità all’azienda. Con la commedia di Vincent De Brus la Francia, almeno quella del cinema, torna a sorridere e fare sorridere. La risata, intelligente e sottile, ce la strappa una coppia di attori straordinari come Christian Claver e Jacques Villeret, recentemente scomparso. Claver e Villeret sono al centro del film e a loro riconduce il resto della rappresentazione. Asterix e “miserabile” al fianco di Gérard Depardieu, il primo, “francese medio” e otto volte interprete per Claude Lelouch,il secondo, la loro interpretazione produce senso e comicità inesauribile. Nelle prime battute L’antidoto è girato come un telefilm degli anni ’70, con un uso burlesco dello split screen, espediente estetico che divide lo schermo e contrappone i due industriali, Marty versus Brickman, come due giocatori di un videogioco, giocato però sul mercato mondiale. Il giallo aziendale si stempera poi in un’esilarante commedia degli equivoci che perde in verosimiglianza e cresce in vis comica. La stagione (cinematografica) estiva ha prodotto il suo antidoto, un film rasserenante come l’orsacchiotto dell’infanzia. Non resta che vederlo e guarire dal ridere. |
|
|||||
|
|
di Mauro Gervasini Film TV
Non è neanche colpa sua. Del film, intendiamo. Che è la tipica, innocua, commediola francese basata sugli opposti elementari (il ricco capitalista squalo e il piccolo-borghese comunista onesto e pignolo), resi con sicuro mestiere da due interpreti di rango (nella fattispecie Christian Clavier e il compianto Jacques Villeret). Non è quindi colpa degli attori, degli sceneggiatori Eric e Jacques Besnard e Arnaud Lemort o del regista Vincent De Brus se L'antidoto non si può guardare. Vorremmo tanto parlare del film, raccontarvi del buon Villeret che solo può salvare le spregiudicate manovre di acquisizione di un network satellitare da parte di Clavier, di come il testo confermi quella ricerca di "buonismo" ideologico e di "marineria" morale che la commedia francese recente è orgogliosa di veicolare. » |
Furbetto del quartierino in salsa francese
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Commedia alla francese con anticapitalismo da new deal, con innesti psico-parodistici alla Woody (Lermitte fa lo strizzacervelli) e la complementare coppia di comici bravi e popolari in patria, Christian Clavier (ex Asterix) e Jacques Villeret, borghese medium, taglia large, extra tonto (vedi Cena dei cretini). Il primo è un bluffista, furbetto del quartierino che vorrebbe essere un magnate dei media ma gli mancano i soldi e farfuglia pazzamente. Ci vuole l' antidoto, dice Freud. Viene in aiuto il contabile Villeret, fa le pulci nei consigli d' amministrazione: con lui, che combina più guai di Sellers-Closeau, lo «squalo» non balbetta, ma il problema è l' imbarazzo di portarselo appresso. » |
|
|
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Lorraine Bracco, la strizzacervelli di Tony Soprano, si aggiudicò qualche anno fa la medaglia dell'Associazione Psicoanalitica americana per la terapeuta più credibile vista in una fiction. Se la merita. Al cinema, i suoi colleghi fanno quasi sempre magrissime figure. La dottoressa Melfi sa come comportarsi quando la regola del "dica tutto, ma proprio tutto, quel che le viene in mente" cozza con l'omertà mafiosa. Il Billy Crystal di Terapia e pallottole fa fronte con qualche tremore alla minaccia di Robert De Niro "io frocio, tu morto". » |
||