Edmond

Film 2005 | Thriller 82 min.

Regia di Stuart Gordon. Un film con William H. Macy, Julia Stiles, Joe Mantegna, Rebecca Pidgeon, Bai Ling, Russell Hornsby. Cast completo Genere Thriller - USA, 2005, durata 82 minuti. Uscita cinema venerdì 13 aprile 2007 distribuito da Fandango. - MYmonetro 2,96 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Edmond
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Abbandonata la moglie e la sua piatta esistenza, Edmond, mediocre impiegato di mezza età, decide di tuffarsi nella pericolosa notte metropolitana. In Italia al Box Office Edmond ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 54,3 mila euro e 24,4 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,96/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,69
PUBBLICO 2,90
CONSIGLIATO SÌ
Grottesco noir metropolitano "tutto in una notte".
Recensione di Chiara Renda
Recensione di Chiara Renda

Edmond, una vecchia piece teatrale di David Mamet, è l'inquietante script "tutto in una notte" che sorregge questo grottesco film diretto da Stuart Gordon, amico di vecchia data del drammaturgo, e autore del cult gore anni '80 Re-animator. La storia è quella di una sanguinosa discesa negli inferi dell'orrore mentale che nasce da una semplice constatazione: «Ogni paura nasconde in realtà un desiderio».
Questa è l'idea che guida la parabola morale di Mamet, autore da sempre affezionato al noir e alla notte, territorio misterioso nel quale vengono proiettati incubi, frustrazioni e desideri repressi.
Il protagonista del film, Edmond, è un insignificante impiegato di mezza età che una sera, dopo aver lasciato la moglie, abbandona la sua scialba e abitudinaria esistenza per immergersi nella pericolosa notte metropolitana. Ma i tarocchi letti da un'indovina prevedono solo sventure, e così sarà.
Comprato un coltello risalente alla prima guerra mondiale, l'uomo darà sfogo in ogni modo, con cameriere e prostitute incontrate lungo la via, ai suoi istinti repressi e al razzismo a lungo taciuto, concludendo il suo viaggio notturno nel letto di un carcere, accanto a un energumeno afroamericano che lo ha appena sodomizzato.
Una sorta di viaggio iniziatico verso l'ironica ed esorcizzante scoperta di un'omosessualità fino ad allora repressa perché temuta, e quindi - secondo Mamet - desiderata.
Brillantemente interpretato da William H. Macy, represso per eccellenza del cinema d'autore americano (Boogie Nights, Magnolia, Fargo), qui affiancato da una galleria di attori mametiani (che va da Joe Mantegna a Denise Richards, fino ad arrivare alla moglie del drammaturgo Rebecca Pidgeon), Edmond è un grottesco noir metropolitano che, come l'inquietante notte Fuori orario di Scorsese, trova la sua forza in una struttura vertiginosa e incalzante che non lascia tregua dall'inizio alla fine.
Un film angosciante e mostruoso, che ha il merito di svelare, senza moralismi e con una buona dose di feroce ironia, come l'odio e il razzismo siano le malattie civili del nostro secolo.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 10 agosto 2010
Marco Glerean

William H. Macy  non è il divo da tappeto rosso e blockbuster e non lo sono nemmeno i suoi personaggi. In questo film è il protagonista, assoluto. Edmond è lo stereotipo del cittadino medio dalla vita senza infamia e senza lode. Impiegato di mezza età scialbo e apatico, un tranquillo matrimonio con una donna a lui affine per caratteristiche.

martedì 13 ottobre 2015
gianleo67

In seguito alle parole di una veggente, l'impiegato 47 enne Edmond Burk decide di dare una svolta alla propria vita, lasciando il lavoro e la moglie e vagabondando per le strade di New York in cerca di sesso e violenza. Responsabile e succube degli eventi che si susseguono in una notte di trasgressioni e follie, la sua personale discesa agli inferi lo condurrà dalla prigione sociale da [...] Vai alla recensione »

sabato 2 gennaio 2010
ultimoboyscout

W.H. Macy, attore sottovalutatissimo, in un ruolo forte e difficile. Promosso a pieni voti secondo me. Un buon noir, storia discreta che appassiona, poich quasi quasi il povero Macy ci commuove anche. Il finale lascia abbastanza perplessi.

giovedì 19 novembre 2009
giancojazz

E' un film significativo, che fa riflettere, non direi che sia poco credibile, può succedere benissimo. C'è un'analisi psicologica del personaggio molto profonda, inoltre due temi si intrecciano molto bene: la noia dell'eccesso e l'accettazione della propria persona. Alla fine Edmond ancora non ha capito che non c'entra il destino e così è ancora insicuro ed inetto come all'inizio, perchè i cambiamenti [...] Vai alla recensione »

Frasi
Sai cos'è la pazzia? Essere indulgenti con se stessi.
Una frase di Edmond Burke (William H. Macy)
dal film Edmond
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

«Vivi una vita che non è la tua», dice una veggente a Edmond Burke (William H. Macey) verso l'inizio di Edmond (Usa, 2005, 82'). È venerdì, e già il piccolo impiegato sa che cosa gli toccherà fare in ufficio lunedì. Entrando in ascensore, sì è sorpreso a invidiare due sconosciuti legati in un bacio molto carnale. E ora quella donna legge nei tarocchi qualcosa che lui già sospetta.

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Stuart Gordon ha un corposo passato da regista horror. Forse per questo suona perfetto per la messa in scena di Edmond, testo teatrale di David Mamet, ora divenuto film. Perché di orrore si tratta. Un po' come guardarsi più a fondo e scoprirsi improvvisamente rivoltanti. Siamo tutti un po' Edmond. Un uomo qualunque. Lavoro, moglie, casetta e una rancore sordo che cova sotto la tranquillità.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Peccato che l’aggettivo “inquietante” sia così inflazionato, perché calza a pennello a un film come Edmond, parabola scritta da Davld Mamet e diretta da Stuart Gordon che riporta d’attualità il tema espressionista del borghese demoniaco. L’Edmond del titolo è uno scialbo impiegato di mezza età (lo interpreta benissimo William H.Macy) il quale pianta la routine di sempre e, comprato un coltello, si [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Chissà se David Mamet pensava al personaggio espressionista del "borghese demoniaco" quando concepì la versione teatrale di Edmond, che ora ha riscritto per lo schermo dando origine a un film autenticamente perturbante? L'Edmond del titolo è uno scialbo impiegato coniugato di mezza età (lo interpreta benissimo William H. Macy) il quale, da un momento all'altro, previa visita alla chiromante, pianta [...] Vai alla recensione »

Maurizio Porro
Il Corriere della Sera

Anche se ci fosse solo lui, ma c' è ben altro che circola in questa pazza notte, ne varrebbe la pena: lui è il 57enne William H. Macy, grande attore in lista di attesa per la fama. Insomma, il cinema indipendent americano, baciato qui dalla firma del bravo drammaturgo, ma anche sceneggiatore e regista, David Mamet che ha offerto una sua commedia anni ' 80 ma sempre attuale.

Serafino Murri
XL

Il viaggio nella paranoia di un uomo mediocre, che per superare la frustrazione si tuffa negli istinti più brutali (sesso droga & rock'n'roll), e in una notte di infernali vagabondaggi affronta, a muso duro e coltello in mano, paure e pregiudi (razziali e sessuali). Grazie al retrogusto ironico infuso dallo sceneggiatore Mamet, Edmond ha il pregio di rappresentare la violenza come auto-terapia degli [...] Vai alla recensione »

Marta Barber
The Miami Herald

Con i suoi dialoghi originali e imprevedibili, qualche colpo di scena disseminato lungo la sceneggiatura e un personaggio principale che si trasforma via via che la trama si dipana, Edmond è la quintessenza del cinema di David Mamet (autore della sceneggiatura e anche della pièce da cui è tratta): intelligente, divertente e coinvolgente. E il regista Stuart Gordon fa del suo meglio per sganciare il [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Luca Zingaretti è il cuoco-artista che non vorremmo mai incontrare. Fa tutto men che stare ai fornelli. Celebra la materia prima sotto forma di sale cubano che sa di tabacco, si fa chiamare chef, filosofeggia sul fatto che diabolicamente lavora con il fuoco, le armi da taglio e maneggia carne morta, tiene più all'estetica dei piatti che alla soddisfazione degli ospiti, battezza le sue mini-porzioni [...] Vai alla recensione »

Roberta Ronconi
Liberazione

Basta vedere i cartelloni pubblicitari di Edmond per capire molte cose. Primo nome, a corpo maggiorato anche rispetto al regista (Stuart Gordon), risulta quello dello sceneggiatore David Mamet. Un nome che da trent'anni risplende nelle nicchie più prestigiose del cinema (ma prima ancora, del teatro) americano, sorta di Harold Pinter oltre l'Oceano che ci ha aiutato più volte a perorare la causa della [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Edmond, di Stuart Gordon, ha La struttura di un incubo. Un inizio apparentemente banale, un piccolo, impercettibile segno di disagio, e poi, inesorabilmente, La discesa in un meccanismo che non si può arrestare. E un impiegato, Edmond, un normalissimo impiegato americano. La segretaria gli consegna un biglietto, annunciandogli (o sLittamento di un appuntamento preso in precedenza.

Federico Gironi
Rumore

David Mamet decide di portare al cinema una sua piece dei 1982, affidando la regia dell'operazione a Stuart Gordon. Probabilmente l'autore americano sperava che il regista, specialista horror, sarebbe stato in grado di far emergere gli orrori tutti esistenziali del racconto: purtroppo però Gordon non pare a suo agio con materiale e temi, che tra l'altro denunciano abbondantemente i loro venti e passa [...] Vai alla recensione »

Sasha Carnevali
Ciak

Edmond esce silenzioso dall'ufficio, va da una chiromante che gli dice «questo non è il tuo posto», torna a casa e di punto in bianco lascia la moglie. «Ne ho avuto abbastanza» è la sua spiegazione. Il motivo? Edmond si sente evirato, morto, soffocato dalle responsabilità dell'uomo bianco, invidia i negri eppure li detesta, odia i froci ma finisce per diventare l'amante di un negro.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Lo scialbo uomo d'affari di Chicago proietta le sue più ancestrali paure razziali nei confronti della comunità black, percepita come minacciosa, criminale, ma anche vitale. In rotta con la moglie, stanco a 47 anni di sentirsi «avvolto nella nebbia», Edmond si immerge nella notte metropolitana con un unico desiderio: farsi «una scopata». Ma i tarocchi letti da un'indovina promettono solo sventure, [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

«Non amo i gay, perché odiano le donne», dice Glenna. «Non piacciono neanche a me», replica Edmond, uomo d'affari di provincia dall'orribile completino più cravatta gialla, che, sul finire di una notte tentacolare nella Manhattan d'oggi, tra peep show deludenti e truffatori maneschi, è riuscito a portarsi a letto una cameriera bionda, eccentricamente espansiva.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Dal 1982 in cui andò in scena per la prima volta a Chicago, Edmond di David Mamet è diventato un piccolo classico del teatro postmoderno, da poco ripreso sulle scene londinesi in un applaudito allestimento di Kenneth Branagh. Questa vibrante e sintetica versione filmica di Stuart Gordon (durata un'ora e dieci) ha l'avallo del drammaturgo stesso, che per l'occasione ha apportato scarni e sapienti ritocchi [...] Vai alla recensione »

Pier Maria Bocchi
Film TV

Dopo secoli di giacenza nel listino, la Fandango s'è finalmente decisa a distribuirlo. Anche se non si capisce con quale tempestività. Edmond è diretto da un regista horror cult, è tratto da una pièce di un autore cult (David Mamet), e avrebbe voluto tanto diventare un (piccolo) cult. Ma il breve film di Gordon perisce sotto i colpi della filosofia spicciola di un testo teatrale predicatorio, semplicistico [...] Vai alla recensione »

Violetta Bellocchio
Rolling Stone

Edmond Burke è un uomo noioso. Una sera, tanto per provare una cosa diversa, si fa leggere il futuro da una cartomante. Responso: «Non sei nel luogo giusto...». Lascia la moglie e inizia a girovagare nel sex district della grande città, in cerca di qualcuno che lo faccia scopare. Prima dell'alba avrà trovato un posto dove merita di stare. Peggio per lui.

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