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I diavoli volanti
Un film di A. Edward Sutherland.
Con Stan Laurel, Oliver Hardy, Jean Parker, Reginald Gardiner.
continua»
Titolo originale The Flying Deuces.
Comico,
b/n
durata 69 min.
- USA 1939.
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Giovanna Grassi
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Durante la temporanea separazione dal produttore Hal Roach, i due comici girano questo esilarante film per la Rko, diretto da un ottimo regista quale Edward Sutherland. La pellicola si propone di essere un remake del secondo lungometraggio interpretato dalla coppia, ossia Beau Hunks (I due legionari, 1931) di James W. Horne, ed offre due Stan e Oliver davvero scoppiettanti. La trama è la seguente: Stan e Oliver risiedono in un caratteristico alberghetto parigino, e quest'ultimo si è innamorato di Giorgetta, la figlia dell'albergatore, che però lo rifiuta, essendo già sposata con un ufficiale della Legione Straniera. Respinto, decide di annegarsi nella Senna e trascina con se anche lo sprovveduto Stan. Lo stesso marito di Giorgetta, gli consiglia di non fare quel gesto avventato e di arruolarsi nella Legione Straniera per dimenticare. I due seguono il consiglio e si arruolano. Una volta arrivati cominciano subito a combinare guai, e per questo vengono subito destinati alla lavanderia e alle prese con una montagna di indumenti sporchi. Decisi ad andarsene scappano, ma incontrano Giorgetta giunta in aereo per raggiungere il marito, mentre Ollio invece pensa di essere lui il motivo del viaggio. Spassosissima la scena in cui i due si stanno preparando in camera e Stan cerca invano di non sbattere la testa su una parte bassa del soffitto, sotto la quale vi è un comodino con il catino con l’acqua; la scena in cui Oliver vuole suicidarsi e convince Stan a fare lo stesso. E poi tutta la parte ambientata Legione Straniera, quando Oliver cerca di dimenticare Giorgetta, la donna per cui ha sofferto così tanto da decidere di arruolarsi trascinando il povero Stan, ma finisce che questi gli ci fa pensare sempre; oppure la sequenza in cui i due comici sono in prigione e Stan prende la rete metallica della branda e la suona come un’arpa, sotto lo sguardo attonito di Oliver, ed infine l’esilarante scene in aereo, con i due che si sbracciano per cercare di pilotarlo. Eccellente poi la scena finale: Ormai l’amico è morto dopo l’incidente aereo e Stan girovaga per le campagne, quando si sente chiamare, si gira e vede un cavallo in bombetta e baffetti che gli dice: «Well, here’s another nice mess you've gotten me into» («Bene, ecco un altro bell’imbroglio in cui mi hai cacciato»). È il caro Oliver, reincarnato nel suo animale preferito, e Stan lo abbraccia. I due "stupìdi" sono finalmente riuniti! Durante la lavorazione del film, Oliver Hardy conobbe una deliziosa segretaria di edizione, Virginia Lucille Jones, che sposò l'anno seguente e con la quale sarebbe vissuto felicemente fino alla morte |
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| Oliver Hardy a Stan Laurel | |
| Lo so, Stanlio, non ne hai colpa se sei stupìdo. | |
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| Oliver Hardy muore e si reincarna un cavallo. per restare sempre insieme all'amico Stan Laurel finale | |
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Ehi Stanlio! Stupido Sono qui! Non mi vedi? Non riconosci il tuo vecchio compagno? Ollio... Sei proprio tu! E come? Ne dubiti? Oh, sei tornato! Finalmente riuniti! |
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| Oliver Hardy, disperato in amore, e l'eterno compagno Stan Laurel | |
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Io sento un grande vuoto nella mia vita: sento che tutto mi manca, che tutto è finito senza speranza. Mi manca la sostanza, mi manca la tenerezza. Perché non provi una bella bistecca tenera? È piena di sostanza: ti riempirebbe il vuoto. |
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