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Good Bye, Lenin!
Un film di Wolfgang Becker.
Con Katrin Sass, Daniel Brühl, Chulpan Khamatova, Jürgen Vogel
Titolo originale .
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 118 min.
- Germania 2003.
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![]() Satira ben calibrata e originale, campione d'incassi in Germania
Giancarlo Zappoli
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1989. Christiane (Katrin Sass) vive nella Germania dell'Est ed è una socialista convinta. La donna cade in coma poco prima della caduta del muro di Berlino. Quando si risveglia, otto mesi dopo, il figlio Alex tenta di evitarle lo shock e fa di tutto per evitare che la madre scopra che il paese è "caduto nelle mani dei capitalisti". Campione di incassi in Germania. Che fare quando la storia va avanti per tenere tranquilli coloro i quali credevano di essere nel giusto? Raccontargli menzogne come gli venivano raccontate prima. Con la non secondaria differenza che a Lenin si è detto goodbye ma il futuro non è rose e fiori. Satira ben calibrata quella di questo film che i tedeschi ( e in particolare i berlinesi) hanno gradito moltissimo. Nel film non c'è un pacchetto di caffè o di sigarette che non ricordi loro un passato recente e non piacevole. |
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premi nomination |
Golden Globes 0 1 |
Altrove
venerdì 14 dicembre 2007
di FIORENTS
Senza ombra di dubbio Good bye Lenin parla di ideologie, di ideologie mai realizzate; e parla di amore, quel amore che solo un figlio può provare per la propria madre; ma più che di questo Good bye Lenin è una ricerca, la ricerca di un posto, di un luogo, che non sembra mai essere quello in cui vivono i personaggi. Il film si svolge a Berlino prima e fino a un anno dopo la caduta del muro, una madre, comunista convinta entra in coma a causa di un infarto poco prima che il muro cada, quando ne esce continua » |
Davvero bello!!!
lunedì 19 febbraio 2007
di tom
...ti prende, ti fa pensare, ti emoziona fin quasi alle lacrime, ti fa ridere...intelligente, struggente, non banale, imparziale. Il difficile passaggio da un "mondo" all'altro per un intero popolo, mondo che un ragazzo berlinese cerca di ricreare in una sola stanza per la madre ( socialista convinta) che entra in coma prima della caduta del muro e si risveglierà solo otto mesi dopo, il tutto visto e raccontatoci da un regista (Becker) in maniera intelligente e imparziale. Ricco di scene che sono continua » |
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Film davvero bello!
venerdì 11 febbraio 2005
di antonio
Good bye lenin non e' solo un film di denuncia sociale sulla fine di un regime e le promesse non mantenute dal "nuovo" che avanza. E' innanzitutto un film di amore tra un figlio e una madre. E quale e' la piu' grande prova di amore? Creare un mondo che non esiste piu' e che forse non e' mai esistito. Nelle battute finali del film il protagonista recita la frase piu' significativa, e annuncia che il mondo che aveva ricreato per la madre si avvicinava al socialismo che aveva sempre sognato. I suoi continua » |
Chapeau, monsieur lenin
giovedì 5 aprile 2007
di rosa
Niente di amaro, niente di patetico, e nemmeno - attenzione - nemmeno alcunché di retrospettivo. Questo è un messaggio filmico che, attraverso le immagini nostalgiche della gioventù, parla di fiducia nelle sorti umane: quella che la madre ripone, seppure inconsciamente, nell'operato del figlio, la fiducia dello stesso Alex, che agisce in virtù dell'amore più che dell'ideale comunista, ma anche e soprattutto la fiducia proprio in quell'ideale, che pare aver dato il peggio di sè. Ma se la storia continua » |
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| Vecchio detto comunista | |
| Le avversità si superano marciando. | |
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| Rainer, Alex e Ariane | |
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Rainer: Si può sapere cosa sta succedendo? Alex: Non lo indovini? Rainer: Cosa c'è da indovinare? Ariane: Giusto, cosa c'è da indovinare? Alex: Questa stanza va sgombrata. O metti anche la mamma in cantina? Rainer: Io pago regolarmente l'affitto. E lo pago da cinque mesi! Alex: Troppo buono, grazie! Rainer: E per l'intero appartamento! Alex: Quarantessette marchi e ottanta? All'Ovest non ci pagavi neanche la bolletta del telefono! Rainer: Peccato che qui prima che te l'allaccino ci vogliano dieci anni... |
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| La voce narrante | |
| I quarant'anni della Germania Democratica: un giorno di riposo per la mia attività di riparatore TV, l'ennesimo giorno di inquietudine per la mia esuberante quanto inutilizzata virilità. I tempi erano gravidi di cambiamenti: sotto le finestre di casa nostra sfilavano i soci del più grande circolo mondiale di tiro a segno. | |
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Altre frasi celebri del film Good Bye, Lenin!
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Una intelligente commedia paradossale, Good-bye Lenin, che il pubblico tedesco ha amato incondizionatamente. Nell'autunno 1989, una donna è colpita da infarto e finisce il coma. Si sveglia qualche mese dopo il crollo del Muro: temendo una ricaduta, suo figlio Alex le nasconde gli eventi; ma non è facile procurarsi prodotti targati Repubblica Democratica o mascherare le affiches pubblicitarie della Coca-Cola. Lo è ancor meno permettere a mamma di seguire il telegiornale comunista; tuttavia l'amore figliale può molto: incluso realizzare falsi notiziari con la telecamera o indire finte riunioni di partito. » |
di Maurizio Cabona Il Giornale
Malinconico, brioso e divertente, Good bye Lenin!di Wolfgang Becker al Festival di Berlino ha lasciato fredda la critica italiana, refrattaria alla Germania dello spettacolo che non sia Brecht. Ma ai tedeschi il film piace molto, anche perché ripropone un garbato patriottismo. Un'insegnante (Katrin Sass) di Berlino Est, fedele al regime, ha uno choc nel 1978, quanto il marito (Burghart Klaussner) passa all'Ovest, lasciandola solo con due figlioletti; nell'autunno 1989, il figlio (Daniel Bruhl), ormai adolescente, viene arrestato per dissidenza e lei entra in coma; ne esce nell'estate 1990, quando ormai la Brd - la Germania di Bonn - assorbe la Ddr, la Germania di Pankow. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Il socialismo realizzato in un solo appartamento: questo potrebbe essere lo slogan di Good bye, Lenin! (Germania, 2003, 121’). O almeno lo sarebbe se mai Wolfgang Becker e il cosceneggiatore Bernd Lichtenberg fossero interessati agli slogan. Per loro e nostra fortuna, invece, il film non ha di queste “perversioni “. Quello che lo interessa, al contrario, è un luogo politico e umano ideale in cui nessuna parola d’ordine e nessuna massima di regime abbiano più corso legale. Non tuffo funziona, nella storia di Alexander Kerner (Daniel Bruhl) e della sua cocciuta decisione di nascondere la realtà a sua madre Christiane (Katrin Sab). » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Film-fenomeno. Da tempo Good bye, Lenin!di Wolfgang Becker è il primo nella lista degli incassi cinematografici in Germania, con un successo davvero raro per una commedia tedesca: affronta in chiave comica il tema (o il problema) del comunismo morto che non vuol morire, della Germania orientale che non si rassegna a scomparire nonostante siano passati anni dall'unificazione del Paese, della Repubblica Democratica Tedesca che rimane nel cuore, nelle abitudini, nelle nostalgie dei suoi ex cittadini. » |
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