|
|
|
| Kids | iPhone | Scrivere di Cinema | La bocca del lupo new! | | |||||
|
|||||
|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
|
|
|||
Il tamburo di latta
Un film di Volker Schlöndorff.
Con Mario Adorf, Angela Winkler, David Bennent, Charles Aznavour, Andréa Ferréol.
continua»
Titolo originale Die Blechtrommel.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 142 min.
- Germania, Francia 1979.
- VM 14
|
Accedi
|
Registrati
|
||||||||||
|
|||||||||||
|
|
|
|
|||
|
Oskar Matzerah (D. Bennent), nato a Danzica nel 1924, decide all'età di tre anni di non crescere più. Da quel giorno non si separa più dal suo tamburo, porta al cimitero la madre e i suoi due presunti padri finché nel 1945 si risolve a diventare adulto, ma molto speciale. Tratto dal romanzo omonimo (1959) di Günter Grass, sagra grottesca, visionaria e ribalda di vent'anni di storia tedesca, vissuta e vista “dal basso” all'insegna del rifiuto e del disgusto. È una trasposizione (fatta con Jean-Claude Carrière) grevemente illustrativa che soltanto a tratti restituisce la dimensione onirica, parodistica e barocca di Grass: almeno in 3 o 4 sequenze arriva al bersaglio. Il suo punto di forza è D. Bennent (1966), figlio dell'attore Heinz che compare nel film come ortolano: un dodicenne piccolo di statura che risulta credibile a tre come a diciott'anni, genietto disinibito e asociale. Il suo sguardo mette in evidenza tutto quel che c'è di risibile, futile, atroce e infantile nel mondo degli adulti. Palma d'oro a Cannes ex aequo con Apocalypse Now e Oscar per il miglior film straniero, l'unico vinto, su 11 nomination, dal cinema tedesco. |
|
|||||
|
|
premi nomination |
Premio Oscar 1 0 |
Festival di Cannes 1 0 |
|
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Monumentale adattamento, premiato ex-aequo a Cannes nel 1979, della prima parte (meno di 400 pagine su quasi 600) del romanzo di Günter Grass: la storia di Oskar Maatzerath, il bambino che si è rifiutato di diventare adulto, dalla nascita nel 1924 alla sua partenza verso l’ovest (12 giugno 1945). Da quel momento, nel libro, il tamburino di Danzica accetta di crescere e diventa un nano con due gobbe, forse anche pazzo, comunque ricoverato in un manicomio. Sullo schermo tutto questo non c’è, Schlöndorff (che ha scritto il copione con Jean-Claude Carrière, l’abituale collaboratore di Buñuel) si limita a raccontare le avventure del ragazzino ribelle che per protesta contro le follie della società batte forsennatamente il suo tamburo e lancia strilli da spaccare i vetri. » |
di Stefano Reggiani
Se n'è appena andata Maria Braun, arriva Oskar del Tamburo di latta: un altro modo di vedere la Germania, un altro spaccato di storia tedesca vibrante nel punto più empio, gli anni del nazismo. Fassbinder sogghignava, con una parafrasi melodrammatica, sulla ricostruzione del dopoguerra; Schlöndorff, che ha un senso più severo della politica e delle ascendenze culturali, cerca nel recente passato un germe di continuità e di spiegazione. Ma naturalmente non ha fatto solo un film storico o un film politico; ha pitturato una grande scena, grottesca, affollata, divertente, traendola dalla riserva immaginosa e sarcastica del romanzo di Grass pubblicato sul finire degli anni cinquanta. » |
|
| Recensioni & Opinionisti |
Premi |
Multimedia | Shop & Showtime |
|
|
Premio Oscar (1) Festival di Cannes (1) Articoli & News |
|