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Ragazzi fuori
Un film di Marco Risi.
Con Francesco Benigno, Alessandro Di Sanzo, Roberto Mariano, Alfredo Li Bassi, Maurizio Prollo.
continua»
Drammatico,
durata 110 min.
- Italia 1990.
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Che cosa succede ai ragazzi di Palermo quando escono dal riformatorio? Questo il tema di un film scomodo che divise i critici, indispettì i politici, scandalizzò i benpensanti. Un film di scorrevole scrittura giornalistica e televisiva, seguito di Mery per sempre (1989), anch'esso scritto dal siciliano Aurelio Grimaldi. |
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premi nomination |
Festival di Venezia 8 0 |
David di Donatello 2 0 |
| King Kong e il falegname | |
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King Kong: Senta ho letto nel cartone qui fuori che cercate apprendista Falegname: Si! Ma ce l'hai la pratica? |
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| Natale Sperandeo (Francesco Benigno) | |
| Lassa ire salvo! Tanto me lo trovo un altro lavoro... Lo sanno tutti che a Palermo lavoro ce ne è per tutti! | |
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| King Kong (Salvatore Termini) a Natale in spiaggia a Palermo | |
| Sii Nata' cu' chiddra', a minkia'n c'è chu', pare una lumachina ca si è ritatirata (risucchio) intraaa taana | |
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DVD | Ragazzi fuoriUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 15 luglio 2004
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di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Antonio, Natale, Mery-Mario, Carmelo, Claudio, "Ching Cong" di fronte alla terribile violenza quotidiana di Palermo. Nessuno di loro, in realtà, trova un'alternativa alla strada: Natale, Antonio e Claudio cercano di lavorare, ma per svariati motivi falliscono. Il primo, respinto senza apparenti motivi dal datore di lavoro del fratello, ricade nel giro delle rapine; il secondo vende verdura con il suo sgangheratissimo "Ape", fino a quando le forze dell'ordine non gli sequestrano il mezzo (non ha la necessaria licenza); il terzo, che lavora come meccanico, viene colpito dall'agghiacciante vendetta di Carmelo, da lui denunciato in carcere (nel film precedente Mery per sempre). » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Stanno tutti male: dopo aver realizzato nel 1989 Mery per sempre, ambientato nel carcere minorile a Palermo e interpretato anche da alcuni ragazzi detenuti, il regista Marco Risi riprende quei personaggi, non più imprigionati ma non liberi nella città siciliana nera, anzi schiavizzati dalla disoccupazione, dall’ingiustizia sociale, da un destino tragico. Nella Palermo raccontata da Marco Risi i bambini poveri s’arrampicano sui muri di cinta delle ville per veder vivere i ricchi; le dosi di droga da spacciare vengono preparate in famiglia; in cucina i rubinetti restano asciutti; l’ufficio di collocamento è attraversato da risse furiose in cui gli immigrati neri vengono malmenati; le case lebbrose all’esterno, luride all’interno, risuonano delle grida dei litigi senza sosta; nel paesaggio urbano si levano colline di rifiuti, macerie, detriti; nei commissariati si sfrena la brutalità dei poliziotti; nei tribunali si esercita una giustizia pomposa e parodistica. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Mery per sempre (1989) - il miglior film italiano degli ultimi anni, anche se meno fortunato e premiato di altri - aveva a suo tempo suscitato qualche perplessità. Ricordate? C'era chi avvertiva nella cadenza del racconto un'impronta troppo "americana". Doveva essere una critica, quell'osservazione. Era invece un gran complimento, sebbene involontario. Dopo millenni di cattivo e talvolta pessimo cinema, di balbuzie narrativa, di scandalosa paraplegia del montaggio, si riusciva finalmente a vedere un film nazionale teso e compatto. » |
di Giovanni Grazzini
Chi vide l'anno scorso Mery per sempre si sarà chiesto quale fine abbiano fatto, usciti dal carcere minorile, quei picciotti palermitani. La risposta è in Ragazzi fuori, scritto da Aurelio Grimaldi col regista Marco Risi: considerata la grande difficoltà di trovare un'occupazione, ma anche la scarsa confidenza con l'idea che per mangiare bisogna lavorare, la maggior parte di loro si è ridata allo spaccio di droga, al commercio abusivo, alle bravate, alle vendette, alle rapine, agli stupri, e qualcuno può essere stato ucciso, dopo una corsa all'impazzata fra i vicoli, da un poliziotto esasperato. » |
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