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Play Time - Tempo di divertimento
Un film di Jacques Tati.
Con Jacques Tati, Barbara Dennek, Rita Maiden
Titolo originale Playtime.
Comico,
durata 108 (114, 137) min.
- Francia 1967.
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Monsieur Hulot alle prese con un gruppo di turisti americani in visita a Parigi. Una serie di incidenti trasforma la serata dell'inaugurazione di un locale nella demolizione di un cantiere. È, anche per l'alto costo, il film più ambizioso di J. Tati (1908-82), quello in cui spinge alle estreme conseguenze la sua comicità di osservazione e la capacità di chiudere in una sola inquadratura una grande molteplicità di informazioni. È il film – girato in 70 mm – in cui Tati ha più sopravvalutato l'intelligenza del pubblico e la capacità di attenzione dello spettatore. Una sconfitta che gli fa onore, ma che gli tribolò gli ultimi 15 anni. Inadatto al piccolo schermo. Restaurato nella sua versione integrale (152´) nel 2002 e ridistribuito in Francia. Rivisto con il senno di poi, acquista un valore profetico come satira della globalizzazione a tutti i livelli: Tati ha messo in immagini la crisi spirituale del suo secolo. |
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DVD | Play Time - Tempo di divertimentoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 26 gennaio 2005
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Jacques Tati è così poco prolifico (appena quattro film in vent’anni) che ha un pubblico esigentissimo: se produce tanto poco, ogni suo film ha l’obbligo d’essere un capolavoro. Dunque attese spropositate, e spropositate delusioni. Come dimostra Playtime (‘e Tempo di divertimento»), un film simpatico, ben girato, sempre intelligente, spesso gaudioso, talvolta ghiottissimo, ma non diremmo una pietra miliare nella storia del cinema comico: un mosaico di scenette e di gags tenuto insieme dall’ironia d’un osservatore attentissimo più che il disegno d’un artista ricco d’inventiva. » |
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Monumento di un perfezionismo implacabile, l’ultima fatica di Jacques Tati è costata tre anni di lavoro, una cifra cospicua per costruire e animare un’intera città, una lunghissima edizione intessuta di rifacimenti. La copia presentata da noi (137 minuti) è già ridotta rispetto all’originale (152 minuti) per le insistenze dei produttori e in seguito a reazioni poco favorevoli da parte del pubblico. Con un anticipo da poeta, Tati ha colto un tema caro alla Francia attuale: la «sfida americana», per usare la formula di Jean-Jacques Servan-Schreiber, negli aspetti in cui s’impone nella vita quotidiana. » |
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