I migliori anni della nostra vita

Un film di William Wyler. Con Fredric March, Dana Andrews, Virginia Mayo, Myrna Loy, Teresa Wright.
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Titolo originale The Best Years of Our Lives. Drammatico, b/n durata 172 min. - USA 1946. MYMONETRO I migliori anni della nostra vita * * * * 1/2 valutazione media: 4,64 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
4,64/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critican.d.
 pubblico * * * * 1/2
Fredric March
Fredric March 31 Agosto 1897 Interpreta Al Stephenson
Dana Andrews
Dana Andrews 1 Gennaio 1909 Interpreta Fred Derry
Virginia Mayo
Virginia Mayo 30 Novembre 1920 Interpreta Marie Derry
Myrna Loy
Myrna Loy 2 Agosto 1905 Interpreta Milly Stephenson
Teresa Wright
Teresa Wright 27 Ottobre 1918 Interpreta Peggy Stephenson
Harold Russell
Harold Russell 14 Gennaio 1914 Interpreta Homer Parrish
Film determinante e riformatore: girava la pagina della guerra. Il problema dei reduci era colosssale. I giovani tornavano dal Pacifico e dall'Europa ...
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Film determinante e riformatore: girava la pagina della guerra. Il problema dei reduci era colosssale. I giovani tornavano dal Pacifico e dall'Europa e portavano cambiamenti. Avevano visto cose diverse e rientravano in un paese diverso. Il reinserimento era difficile, per i soldati e per chi era rimasto a casa. Il produttore Samuel Goldwyn, attentissimo ai grandi fatti, e il regista William Wyler, la firma più sicura di Hollywood, affrontarono un tema davvero ricco: i milioni di storie individuali, vere e proprie sceneggiature bell'e pronte, e il grande desiderio di cambiamento che si porta una guerra. Lavorando febbrilmente per non farsi sorpassare dai fatti reali, e prendendo spunto da un libro di Mackinley Kantor non eccelso, la produzione costruì un film che rappresentò quel problema come nessun altro titolo sarebbe mai riuscito a fare. È la storia di un caporale (March), un soldato (Russell) e un ufficiale (Andrews) che tornano nella loro cittadina di provincia. March è accolto dalla moglie (uno dei più begli abbracci del cinema) e dai due figli. Ma tutto sommato il trauma che vive è superabile, è stato soprattutto un problema di lontananza. Il resto è rimasto quasi com'era. Dana Andrews aveva sposato una ragazza appena conosciuta, irrequieta e capricciosa. Al ritorno il matrimonio va subito a rotoli. Ma non era vero amore se lui si innamora della figlia di March. Il terzo reduce era un autentico mutilato di guerra, Harold Russell, che aveva due protesi invece delle mani. Wyler lo aveva visto in un documentario, Diario di un sergente, e aveva intuito le sue qualità di attore. Russell si rivelò talmente bravo da meritare l'Oscar, che all'inizio degli anni Novanta è stato costretto a mettere all'asta per necessità. Il suo personaggio riesce, con grandi sofferenze, a reinserirsi, grazie anche alla buona volontà di tutti, soprattutto della sua fidanzata. Il film commosse il mondo e ottenne ben sette Oscar (fra gli altri al film, al regista, a March e al compositore Friedhofer). Il romanzo di Kantor non prevedeva il lieto fine e Wyler era orientato ad aderire allo storia originale, ma, come spesso accadeva, da Washington arrivò l'invito per il lieto fine: non era davvero il caso di demoralizzare ulteriormente tutti quei giovani già carichi di problemi. Inaspettatamente l'ottimista e spensierata Hollywood si trovava immersa in problemi veri e dolorosi. Il cinema stava per diventare qualcosa di più di una spensierata evasione.

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Premi e nomination I migliori anni della nostra vita MYmovies
Premi e nomination I migliori anni della nostra vita

premi
nomination
Premio Oscar
8
9
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Un film riuscito per la bravura del cast.

giovedì 8 febbraio 2007 di Mario Sconamila

Questo è uno di quei classici film che si ricorda soprattutto per la caratterizzazione che gli attori seppero dare ai loro personaggi. Wylliam Wyler non era certo un pivellino e penso li avesse scelti con molto acume e tatto.Per l'America del dopoguerra era necessaria una boccata di ottimismo e indubbiamente questa pellicola contribuì in modo salutare allo scopo. Impeccabili i personaggi:il navigato(fin troppo)March,forte soprattutto della sua raggiunta maturità;l'irrequieto e fatalista Andrews,richiamato continua »

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Primo film sui reduci di guerra

martedì 14 giugno 2011 di Luca Scialò

Finita la Seconda Guerra Mondiale, per i soldati è tempo di tornare a casa, riprendere la propria vecchia vita da civili. Il che in in molti casi significava saper ripartire da zero. Tra questi, troviamo tre graduati, rispettivamente della marina, dell'aviazione e della forza di terra: Al Stephenson, Fred Derry e Homer Parrish. Il primo, padre di famiglia, deve riabituarsi al rapporto con la moglie e ad allevare i figli ormai cresciuti; il secondo trova una moglie dedita alla bella vita continua »

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Tre reduci più che mai impegnati a riambientarsi.

sabato 16 gennaio 2016 di Great Steven

I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA (USA, 1946) diretto da WILLIAM WYLER. Interpretato da FREDRIC MARCH, MYRNA LOY, DANA ANDREWS, TERESA WRIGHT, VIRGINIA MAYO, HAROLD RUSSELL, GLADYS GEORGE, STEVE COCHRAN Un capitano paracadutista, un sergente e un marinaio, tutti statunitensi, ritornano in patria al termine della Seconda Guerra Mondiale. Per nessuno dei tre sarà facile riprendere la vita che facevano prima di essere spediti al fronte a combattere contro tedeschi e giapponesi. Il marinaio continua »

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di Ennio Flaiano

Nel film Gli anni migliori della nostra vita rivediamo al lavoro Wyler, il regista di Calunnia e di Cime tempestose. Lo rivediamo al lavoro con gran piacere perché Wyler è uno dei pochi direttori intelligenti che non hanno lasciato trascorrere invano gli anni dal ‘40 ad oggi. Voglio dire, che ne hanno afferrato perlomeno il senso, se hanno un senso, se significano qualcosa questi anni trascorsi a rivedere le definizioni. Cos’è rimasto in piedi di ciò che pensavamo, che credevamo definito allora per sempre? Molte idee sono scomparse, altre sono in riparazione, e altre il tarlo del dubbio le sta riducendo come colabrodi. »

di Georges Sadoul

Tre soldati ritornano dalla guerra: un capitano (Fredric March) ritrova la moglie (Mirna Loy) e si rimette a fare il direttore di banca, il pilota d'un aereo da caccia (Dana Andrews), tradito dalla moglie (Virginia Mayo), s'impiega come barista poi diventa disoccupato. Il terzo è orribilmente mutilato di ambo le braccia (Harold Russe). Alla fine l'ex barista sposa la figlia del banchiere (Teresa Wright). Accolto, nel 1946, come un capolavoro, il film contribuì a far sopravvalutare Wyler. Benché guastato da un convenzionale lieto fine, e diretto con la solita precisione da orologiaio, il film dette un quadro sincero della riconversiòne americana del dopoguerra, con le sue angosce e i suoi problemi. »

di Mario Gromo La Stampa

Incoronato di premi a ripetizione, e di successi idem, il film rapidamente conquista lo spettatore. Non attendetevi casi singolari, sono pagine di vita vissuta, sorridenti e commoventi, d'un loro sorriso qua e là malizioso, e di una commozione semplice, quasi elementari. Ma sono narrate da William Wyler il regista di Infedeltà e di Jezebel, de La voce nella tempesta e de La Signora Miniver, che va sempre più affinando un suo modo accorto e pacato, apparentemente quasi dimesso, ed efficace nel dare rilievo a un particolare da nulla, o esprimerne un brivido di emozione. »

di Gian Piero dell'Acqua

Storia di tre reduci all’indomani del secondo conflitto mondiale: uno di essi riprende il suo posto di dirigente in banca; un secondo, pilota di “fortezze volanti”, si adatta a fare il barman poi resta disoccupato, separandosi dalla moglie che vorrebbe una vita migliore; il terzo ha perduto entrambe le braccia e si abitua all’uso delle protesi. Prodotto quasi contemporaneamente ad Anime ferite e Odio implacabile, il film di Wyler, che ebbe un notevole successo spettacolare, riportò il problema di cui si occupava a misura “moderata”: molto abilmente, fece dei suoi reduci delle eccezioni, né volle vedere, oltre ad essi, alcuna questione di natura più generale o complessa. »

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