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Gli occhiali d'oro
Un film di Giuliano Montaldo.
Con Valeria Golino, Philippe Noiret, Rupert Everett, Stefania Sandrelli, Esmeralda Ruspoli.
continua»
Drammatico,
durata 110 min.
- Italia 1987.
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Il dottor Fadigati è uno stimato professionista di Ferrara che riesce a nascondere la sua omosessualità fino a quando l'improvvisa passione per Eraldo lo spinge a vivere apertamente il suo rapporto. Tratto da un romanzo (1958) di Giorgio Bassani, il film di Montaldo non si salva nemmeno a livello di illustrazione decorativa perché è approssimativo nella rievocazione storica e di costume, qua e là volgare, spesso schematico. Cauti elogi agli attori. |
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premi nomination |
Festival di Venezia 2 0 |
David di Donatello 1 0 |
Come adattamento televisivo-illustrativo si salva
venerdì 22 agosto 2008
di giorgio
E' innegabile che il film non è precisamente un adattamento brillante di Bassani; ma non per questo, il film è da ritenersi 'tout court' infedele. Il romanzo 'gli occhiali d'oro' condivide con 'il giardino dei finzi contini' una scrittura complessa incentrata su un doppio livello, un livello etico-politico legato alla contemporaneità (per Bassani, la contemporaneità è iniziata col fascismo) ed un livello lirico-evocativo, di chiara impronta proustiana, come molto acutamente è stato detto già in continua » |
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DVD | Gli occhiali d'oroUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 20 settembre 2006
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di Tullio Kezich
Come si deve portare sullo schermo un racconto? Mantenendosi nell'ambito della narrazione in uno scavo approfondito delle sue motivazioni e dei suoi segreti? Oppure allargando il quadro a eventuali storie parallele e precisazioni storico-politiche? La 44esima Mostra di Venezia ha fornito, in proposito, due esempi contrastanti: da una parte The Dead, dove John Huston non ha voluto aggiungere una sillaba alla pagina di a James Joyce. Dall'altra parte Gli occhiali d'oro, dove Giuliano Montaldo e i suoi sceneggiatori (il copione porta sei firme) hanno dilatato il racconto omonimo di Giorgio Bassani caratterizzandolo più decisamente come uno spicchio del Romanzo di Ferrara. » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
All'indomani della recente «prima” veneziana si lessero giudizi diametralmente opposti: «un film radicalmente sbagliato”, “un'opera ampiamente riuscita”... Ma le riserve prevalsero, probabilmente perché la critica è di norma più esigente nei confronti delle pellicole che aspirano al Leone d'oro. Presentato in un contesto meno ambizioso, il film sarebbe stato accettato per quello che è: la rielaborazione di un testo letterario assai noto, compiuta con professionale diligenza per spicciolare la sua materia drammatica ad uso d'un pubblico prevalentemente televisivo. » |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Dal romanzo omonimo di Giorgio Bassani, il film di oggi. Diretto da Giuliano Montaldo sulla scorta di una sceneggiatura firmata anche da Nicola Badalucco, che aveva collaborato a suo tempo ad una riduzione analoga firmata da Valerio Zurlini e mai realizzata. Ottimi presupporti, con risultati penò inadeguati. Il romanzo, che Bassani aveva scritto alla fine del Cinquanta, tornava al 38, sotto il fascismo, e narrava la vicenda di un medico di Ferrara accettato negli ambienti anche benpensanti nonostante la sua omosessualità fino al giorno in cui una sua relazione con uno scapestrato non gli faceva perdere ogni discrezione; con conseguenze tali da indurlo al suicidio. » |
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