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MyMovies - Speciale Federico Fellini
AMARCORD
(1973)
di Pino Farinotti

 
La critica La trama Scene e battute
L'anno del film I felliniani Hanno detto...
La critica

L'amarcord invisibile
Come sua abitudine, Fellini ha deciso di tagliare alcune scene che non appaiono nella versione finale del film.
In una, il Patacca, Io zio perditempo di Titta, si fa beffe di un cinese al caffè, mettendo in dubbio il fatto che possegga l'ombelico e costringendolo a dimostrano pubblicamente.
In un'altra sequenza, presente in alcune copie circolate in Italia, il conte convoca un singolare personaggio per recuperare l'anello della figlia caduto nel gabinetto.
È un esperto di pozzi neri, che dopo una breve orazione in difesa della merda - prodotto dell'uomo come i pensieri -, scoperchia il tombino e si avventura in una ricerca che purtroppo non avrà successo.
Questa sequenza, benché molto più delicata dì quanto l'argomento lasci pensare, è stata eliminata semplicemente perché gli americani non hanno la fossa biologica.

Il "suo" fascìsmo

Anche il fascismo, come tutte le istituzioni dell'Italia della sua giovinezza, viene rivisto da Fellini in un'ottica paradossale che non risparmia nessuno. Fedeli all'immagine di atletica virilità inventata dal Duce, il giorno del Natale di Roma un grottesco drappello di autorità, notabili e gerarchi attraversa il borgo di corsa, snocciolando una litania di luoghi comuni propagandistici.
Come tributo al culto della personalità di Mussolini, gli abitanti innalzano un gigantesco mosaico di fiori con la sua effige, ai piedi del quale una gioventù granitica si esibisce in esercizi ginnici.
Per la Gradisca il Duce è l'ennesima incarnazione dell'uomo dei sogni, per l'obeso avanguardista Ciccio, il semidio che nella fantasia lo unisce in matrimonio alla prediletta compagna di scuola Aldina.
Ma per altri personaggi il fascismo ha un volto diverso, assai più realistico: quello di un'autorità ottusa e prepotente che non ammette che "la gente non riesca a capire" e si ostini pensarla diversamente.
Il volto di uno stato di polizia che non tollera sfide, nemmeno quella ironica del grammofono che suona l'"Internazionale" in cima al campanile. Abbattuto il giradischi a colpi di pistola, l'ordine viene ristabilito con una buona dose di olio di ricino somministrata al padre di Titta, Aurelio (vittima di sospetti e, forse, di delazione), "per brindare alle vittorie del fascismo".

Prossimamente al Fulgor

Nella memoria di Fellini emergono suoni e fotogrammi dei film che ha amato da ragazzo. In Amarcord il cinema Fulgor è una presenza importante, una finestra su mondi lontani, una sorgente di sogni impossibili. La Gradisca desidera un uomo come Gary Cooper, i ragazzini si masturbano pensando a Jean Harlow. Il paese è punteggiato da cartelloni che ritraggono Fred Astaire e Ginger Rogers, Stan Laurel e Oliver Hardy. Greta Garbo è il parametro della bellezza femminile. Da ragazzo Fellini non ha amato la Garbo, troppo diafana per i suoi gusti ("Non c'era paragone tra lei e Tom Mix"). Lo appassionano i film comici, i musical, ma anche i polizieschi. Del Fulgor, la sala in cui a due anni scoprì il cinema, Fellini dirà poi: "Era quella la mia casa". Questo legame nostalgico impedisce di identificare l'anno in cui è ambientato Amarcord attraverso i riferimenti cinematografici, Per esempio, era impossibile negli anni Trenta vedere a Rimini Beau Geste, film del 1939 giunto in Italia soltanto nel 1947. Ma a Fellini non interessa la precisione cronologica, quanto piuttosto l'emozione del ricordo.

Al ritmo della Cucaracha
Evocati dal ricordo, riecheggiano nel film famosi temi musicali che Nino Rota incorpora nella sua partitura. Nell'atrio del Grand Hotel risuona 'Abat jour", nelle strade del borgo 'La Cucaracha" commenta ironicamente la passerella di personaggi più o meno grotteschi. Ma sono presenti, canticchiate dagli abitanti del borgo, anche canzoni come "Let's face the music and dance" di Irving Berlin (dal film del 1936 Seguendo la flotta con Fred Astaire) o come "Stormy weather" (ispiratrice del film omonimo del 1943), ricorrente in tutta la parte iniziale del film e udita anche ne La dolce vita.


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