Mr. Bean: «Ruolo serio da prete senza dimenticare di far ridere»
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Torna in campo Rowan Atkinson, l' attore inglese popolare negli anni '90 come mr. Bean, che faceva più danni di un comico del muto. Torna in abiti talari protestanti - era già stato un prete pasticcione in 4 matrimoni e un funerale - nella divertente commedia nera che esce oggi. La famiglia omicidi (il titolo ne richiama uno famoso con Guinness), è un divertissement all' inglese, gotico per ridere, girato da Niall Johnson in Cornovaglia mirando diritto alla rispettabilità di una famigliola ipocrita anche nel pettegolo mondo di campagna. Il padre, Rowan Atkinson, è un pastore che, preso dai sermoni, si dimentica dei doveri coniugali nei confronti della frustrata Kristin Scott Thomas. La quale sceglie per amante il maestro di golf Patrick Swayze ma lotta con due figli complessati, una un po' ninfomane e l' altro preda dei mini bulli di scuola. Ci vuole anche qui una tata Matilda ma con licenza di uccidere. Arriva con la sua misteriosa valigia Maggie Smith che, si capirà alla fine come e perché, fa a suo modo giustizia: per lei è stato un debutto ironico nell' arte di far fuori il prossimo. Un Atkinson senza le smorfie paradossali del suo alter ego Bean (fa però capolino nella scena della partita di calcio e nel discorso), ma un personaggio in occhiali e clergyman da modellare nevroticamente e psicologicamente. Dice l' attore: «Walter è uomo per bene, non vedevo l' ora di interpretarlo. Mr. Bean non è una persona piacevole, è un bambino di 9 anni intrappolato nel corpo di un uomo egoista e vendicativo. Questo ruolo è invece abbastanza serio, ci sono elementi comici e problemi reali di rapporti. Credo sia vicino a me, cerca di essere gentile e piacevole, ma si trova spesso vittima delle circostanze». Eppure il bravo attore nato a Durham, Newcastle, nel ' 55, non è stato sempre e soltanto mr. Bean. È stato anche nell' ammucchiata sentimentale di Love actually, ha dato perfino voce a Zuzu nel Re Leone e per Johnny English, nel 2003, ha fatto la parodia di un imbranato 007: per la prima volta un film nasceva da uno spot, per una carta di credito. Eppure in questa macabra e perbenino Famiglia omicidi, in un ruolo non scritto inizialmente per lui, non rinuncia del tutto alla risata. «C' è una partita di calcio nel film ed è la scena sicuramente più divertente: cercare di fare cose buffe con un pallone è la mia seconda natura». Ma il regista quando l' ha visto non ha avuto dubbi: «Ha avuto un tempismo straordinario, vi stupirà anche nelle scene drammatiche».
Da Il Corriere della Sera, 13 aprile 2006