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gioved 15 novembre 2018

Federico Fellini

Data nascita: 20 Gennaio 1920 (Capricorno), Rimini (Italia)
Data morte: 31 Ottobre 1993 (73 anni), Roma (Italia)

Pino Farinotti

Primi passi di Federico
La leggenda narra che Federico Fellini sia nato su un treno che correva tra Viserba e Riccione il 20 gennaio del 1920. Qualcuno che si prese la briga di controllare scopr che proprio quel giorno era in atto uno sciopero dei ferrovieri.
Una fatica che il diligente ricercatore poteva risparmiarsi. La vita di Fellini talmente sospesa fra realt e leggenda che nulla sarebbe cambiato. Per una volta, pur in una biografia che dovrebbe recare fatti esatti, il sogno vale esattamente come la realt, anzi, forse vale di pi. Perch c' di mezzo Fellini.
La madre, Ida Barbiani, sta in casa; il padre, Urbano, (rappresentante, di commercio, tratta un po' di tutto, dai laterizi agli alimentari). [...] »

Daniele Di Ubaldo

Federico Fellini un regista dotato di una capacit visionaria che ha saputo conquistare il pubblico di tutto il mondo. Eppure, dietro i suoi film si avverte la Rimini della sua infanzia (con la rigida educazione religiosa ricevuta in un collegio di frati, l'occhio del provinciale che arriva a Roma, grande metropoli, ma anche quel gusto sarcastico che aveva coltivato collaborando a giornali umoristici dell'epoca, come il "Marc'Aurelio").
L'esordio alla regia arriva con Luci del variet (1951), firmato insieme ad Alberto Lattuada che, dietro la storia di un gruppo di attori di avanspettacolo alla ricerca di espedienti per sopravvivere, disegna una metafora della condizione italiana del dopoguerra. [...] »

Il Tempo

Gian Luigi Rondi

Dalla fine della guerra la borghesia italiana aspettava il suo interprete. Federico Fellini nel 1953, con I vitelloni, dimostr di volerlo essere: e con una tale precisione e tale una dichiarata intenzione, da imporsi subito all'attenzione non solo della critica ma anche del pubblico; un interprete malinconico e nostalgico naturalmente come malinconica e nostalgica, appunto, la nostra borghesia, ma anche un interprete cui non dispacciono l'ironia e la beffa, ch anzi puntualmente se ne vale ogni qualvolta malinconia e nostalgia sembrano portarlo troppo in l, verso le soglie pericolose del sentimentalismo e della retorica.
I personaggi dei Vitelloni riflettono il suo stesso animo, il suo identico, ragionato oscillare fra i due opposti sentimenti di allegria e di tristezza: si chiamano vitelloni perch cos son definiti quei giovani di buona famiglia che, in provincia, passano le loro giornate nell'ozio pi completo, dividendo le ore fra il caff, il biliardo, la passeggiata e la piccola festa mondana. [...] »

La Stampa

Lietta Tornabuoni

Federico Fellini, nell'anno dei suoi settant'anni, ha fatto qualcosa di unico: s' battuto come nessun altro (e come mai era accaduto prima nella sua vita) nella battaglia per impedire che venisse per legge confermato ufficialmente, definitivamente, inappellabilmente, il diritto da parte delle reti televisive di interrompere con spot pubblicitari i film mandati in onda, e ha perduto; ha raccontato come nessun altro l'Italia contemporanea nel suo film La voce della luna; ha accolto la vecchiaia con elegante malinconia.
Nella sua casa a Roma, in via Margutta, nella mattinata di sole del venti gennaio 1990, arrivavano rose e gigli bianchi troppo profumati, arrivavano telegrammi, telefonate, messaggi, messaggeri. [...] »

Il Sole-24 Ore

Roberto Escobar

"Faccio i film perch mi piace raccontare delle bugie, inventare delle fiabe": cos, nel 58, Federico Fellini diceva di s come autore di La strada (1954). E per aggiungeva: "E dire le cose che ho visto e le persone che ho incontrato". Come poi sia possibile conciliare le due cose - abbandonarsi al gusto "fantastico" della bugia e insieme coltivare quello "realistico" dellesperienza vissuta - questione attorno alla quale si potrebbe forse ricostruire la poetica felliniana. A proposito di I vitelloni (1953) e La strada - di cui Longanesi ripubblica ora le sceneggiature, insieme con interviste e dichiarazioni dellautore - il conflitto bugi realt ha ben modo di manifestarsi. Persino il significato della parola "vitelloni" sfuma nellincerto confine tra le due dimensioni. [...] »

Pietro Bianchi

Il successo in Francia del Bidone di Federico Fellini, successo dovuto soprattutto a una critica che in certi casi afferma essere lultimo film superiore alla Strada, pu incoraggiare al riesame di unopera straordinariamente interessante che non ha ottenuto in Italia, secondo noi, i consensi che meritava.
Il film prima di tutto la storia di Augusto, un piccolo imbroglione invecchiato fra meschine truffe, ladrerie dozzinali, e intere stagioni passate col batticuore nel timore della polizia o dei possibili riconoscimenti delle vittime. Quando Il bidone ha inizio, il protagonista, in compagnia di un cinico farabutto di bellaspetto, Roberto, e di Picasso, un pittorello che sarrangia per tirare avanti la famigliola, trae in inganno, con una variante della classica truffa allamericana, una famiglia di contadini. [...] »

Gaetano Afeltra

Con Fellini cera una vecchia amicizia nata dalla comune attivit giornalitica, poi rinsaldata negli anni doro dei vecchio Rizzoli, quando il Commenda, che faceva quattrini con i suoi film, lo chiamava il Gran Maestro e aveva con lui un modo di fare fra lironico, il paternalistico e il furbesco, un miscuglio di confidenza e di rispetto. Ma prima di arrivare a un accordo, cera da parlare, parlare perch qualsiasi cosa si proponesse a Rizzoli la risposta era sempre: Mi lasci riflettere. Poi cera da fare una buona colazione insieme (in genere rigatoni saltati al pomodoro, cotoletta alla milanese, patatine e insalata, frutta e caff) nella palazzina di fronte alla grande sede della casa editrice. [...] »

Sergio Donati

(Agosto 1993) Ieri sera ho incontrato Leo Pescarolo, il produttore che avrebbe dovuto iniziare il 15 settembre la pre-produzione del prossimo progetto di Fellini. L'ho trovato molto preoccupato, e non solo per i problemi finanziari provocati dal rinvio sine die del film: il maestro sta veramente male, non d segni di miglioramento. Povero Federico m'ha detto, Sono sicuro che preferirebbe morire piuttosto che rimanere un invalido, lui cos vivo, irrequieto, curioso.
E poi ha aggiunto, pensa te, passare il resto della vita in una poltrona a rotelle, con Giulietta che non ti molla un minuto.... [...] »



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