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sabato 22 settembre 2018

Michelangelo Antonioni

Altri nomi: M. Antonioni
Data nascita: 29 Settembre 1912 (Bilancia), Ferrara (Italia)

Data morte: 30 Luglio 2007 (94 anni), Roma (Italia)

Il Tempo

Gian Luigi Rondi

Nel 1955 Michelangelo Antonioni, che doveva diventare uno degli autori pi significativi del cinema italiano - un autore di pensiero e di stile - present alla Mostra di Venezia Le amiche, un film cui la critica, pur con talune riserve, riconobbe un'insolita forza di linguaggio e un'asprezza di racconto rigorosa ed autentica.
Considerati ad uno ad uno, gli stati d'animo dei personaggi e la logica interna dei loro atteggiamenti sono in genere messi in rilievo con asciutto rigore; nel loro insieme, per, le vicende delle quattro protagoniste della storia - tratta, con una certa libert, dal racconto Tra donne sole compreso nel volume La bella estate di Cesare Pavese - non si equilibrano compiutamente; il loro alternarsi, spesso, un po' frammentario, quando non diventa addirittura episodico; e cos il mondo in cui vivono: non sempre visto in funzione propriamente critica. [...] »

The New York Times

Stephen Holden

Decades before it was given a name, Michelangelo Antonioni recognized the malady we now call attention deficit disorder. In his great 1960s films, LAvventura,La Notte,Eclipse and Red Desert, but especially in LAvventura, his masterpiece, it wasnt diagnosed as a chemical imbalance, but as a communicable social disease.
Spawned in a psychological petri dish in which idleness, boredom and dissatisfaction with the material rewards of life combined to create and spread a chronic, generalized, mild depression, it was an ailment peculiar to the upper middle class. What made audiences susceptible was the glamour that attached to it. As I watched the attractive aristocrats and climbers in his films mope through their empty lives, a part of me wanted to be just like those people: self-absorbed and miserable, perhaps, but also fashionable and sexy. [...] »

The New York Times

Rick Lyman

Michelangelo Antonioni, the Italian director whose chilly depictions of alienation were cornerstones of international filmmaking in the 1960s, inspiring intense measures of admiration, denunciation and confusion, died on Monday at his home in Rome. He was 94.
His death was announced yesterday by Walter Veltroni, the mayor of Rome. No cause was given. In 1985, Mr. Antonioni had a debilitating stroke that left him partly paralyzed, though he continued to make films sporadically for two more decades.
Earlier on Monday, another great director of the 20th century, Ingmar Bergman, died, at 89, at his home on a remote Swedish island.
Tall, cerebral and serious, Mr. Antonioni, like Mr. [...] »

Il Manifesto

Roberto Silvestri

Produsse anche grande noia, come solo pochi genii sanno fare, e perfino illustre scherno critico. Francis Coppola ironizzava sui suoi primi esperimenti digitali e Carmelo Bene gli consegn a Taormina nell''82 un virtuale premio per la comicit involontaria, imitando, per, sarcastico, i peggiori critici della terra. Come Vincent Canby, del New York Times che, forse imbeccato dalI'Fbi, stronc ZabriskiePoint, trovando unintentionally funny la grafica sessuale dell'orgia nella Death Valley o l'esplosione assurda della villa wrightiana. O, peggio, Penelope Gilliatt che aveva scritto sull'Avventura: Antonioni un socialista. ma i suoi film dimostrano che non crede troppo nelle capacit sociali dell'individuo. [...] »

Il Manifesto

Arianna Di Genova

Dipingevo gi da bambino, ma allora erano volti: quello di mia madre, di mio padre, di Greta Garbo. Il mio mai, perch non so vedermi. Alcuni anni fa ho dipinto altri volti, tutti sconosciuti, amici immaginari. Uno di questi lho tagliato in tanti piccoli pezzi e poi lho ricostruito. Il risultato: una montagna. cos che ho cominciato. Sar poi la Biennale di Venezia del 1983 a presentare la sua serie sulle Montagne incantate, sorta di blow up di ci che non si vede e deborda prepotentemente dall'inquadratura cinematografica per approdare su carta, in un mix di pittura, fotografia e collage.
Michelangelo Antonioni aveva con le arti visive un rapporto intenso. Pittore lui stesso, prima con calligrammi eleganti su fogli di quaderno e poi con stesure di colore sempre pi brillanti (era aiutato della moglie Enrica negli ultimi anni), aveva affidato all'arte quel messaggio di silenzio che un tempo fu delle immagini su grande schermo. [...] »

Il Manifesto

Silvana Silvestri

L'Italia assente dai paesi della Nouvelle Vague europee ha avuto in Antonioni (e Rossellini ad aprire la strada prima di lui) lanticipazione dei nuovi linguaggi. La composizione del suo spazio cinematografico nasceva, prima che dal set, dalla carta stampata, dalla critica. Antonioni - era infatti una delle firme della rivista Cinema diretta da Vittorio Mussolini, appartenente al gruppo della fronda, si diceva anche allora, e talvolta anche in linea, come in una celebre recensione al film Suss lebreo di Veit Harlan, presentato al festival di Venezia del '40, anche se non entrava nel merito delle tematiche razziali, ma solo in quelle ritmiche, un po' come Della Volpe quando scriveva di Estetica del carro armato. [...] »

L'Unit

Alberto Crespi

Morendo - a quasi 95 anni - il giorno dopo Ingmar Bergman, Michelangelo Antonioni lascia il mondo orfano dei due artisti che pi hanno contribuito a fare del cinema un'arte adulta, un pezzo importante della cultura modema, un argomento da intellettuali. Ma se per Bergman tale definizione era al tempo stesso restrittiva ed esagerata, per Antonioni era giusta e doverosa. Michelangelo Antonioni stato molto semplicemente il pi grande cineasta italiano di tutti i tempi, assieme a Federico Fellini, Vittorio De Sica e Roberto Rossellini.
Ciascuno, per, stato grande a modo suo. Fellini riuscito nel miracolo di raccontare l'Italia senza distogliere lo sguardo dal proprio inconscio. Rossellini, in quella stessa Italia, si voracemente tuffato inventando, al contrario di Fellini e Antonioni che sono artisti poco imitabili, un modello di cinema riciclabile senza il quale non sarebbero esistiti il neorealismo, la Nouvelle Vague, il Free Cinema, la Nuova Hollywood. [...] »

La Repubblica

Maria Pia Fusco

Un completo blu, una camicia color tortora, la sua preferita, il corpo di Antonioni giace sul suo letto, il volto magro disteso, sereno, pacificato. Alla sua sinistra sdraiato un grande ghepardo di peluche, l'animale pi veloce del mondo. Glielo regal un insegnante di yoga in India chiedendogli di tenerlo accanto la notte, ha sempre dormito con lui, dice Enrica Fico e accarezza con lo sguardo l'uomo con cui ha diviso 35 anni di vita e aveva sposato nell''86. bello, sempre stato bello ed elegante. E sorride. Non ci sono i segni del lutto nella bella casa romana del regista affacciata sul fiume che si snoda nel verde della collina Fleming. Un'immagine che migliaia di volte Antonioni ha ammirato dalla sua poltrona nel salotto, la stessa dove luned sera alle 19,30 si spento, e sul cuscino rimasto il segno della sua presenza. [...] »



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