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venerdì 31 marzo 2017

Brigitte Bardot

82 anni, 28 Settembre 1934 (Bilancia), Parigi (Francia)
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Film Tv

Raffaella Giancristofaro

«Ringrazio quanti mi hanno sinceramente e profondamente amata: essendo in pochi, si riconosceranno». Non ha mezzi termini la Bardot, nell'aprire la sua autobiografia: Mi chiamano B.B.. (Bompiani, 2003). Titolo originale: Initiales B.B. Un morbido bisillabo che è un copyright, sigillo di sfacciataggine e pigra sensualità. Con tutte le licenze poetiche che si possono concedere a una confessione letteraria, quella della Bardot comincia impudicamente il filone del “feuilleton proto-femminista“.
Nata il 28 settembre 1934, Bilancia ascendente Sagittario, figlia di un industriale che produce bombole d'ossigeno e acetilene, già da piccola ha i tratti che la consacreranno sex symbol: i denti da coniglio e il broncio. [...] »

Cristina Bragaglia

Nata in una famiglia della media borghesia (il padre era industriale), studia danza fin dall'infanzia. A 15 anni posa per la copertina di una delle più diffuse riviste femminili francesi: 'Elle'. È così che la notano Marc Allégret - che la farà recitare nel 1954 in Futures vedettes (Ragazze folli) - e Roger Vadim, aiuto del regista, che la guida nei primi passi della carriera. Le fa anche prendere lezioni di recitazione da René Simon. Nel 1952 ha una piccola parte in Le trou normand (Il buco normanno) di Jean Boyer: è la prima di una serie tesa a sfruttare unicamente la sua bellezza; citiamo solo Le fils de Caroline Chérie (Il figlio di Caroline Chérie, 1955) di Jean Devaivre e Doctor at Sea (Un dottore in altomare, 1955) di Ralph Thomas. [...] »

Carlo Felice Venegoni

Attrice francese, la diva più popolare ed emblematica della Francia dopo la seconda guerra mondiale e la riconquista del benessere. Venne al cinema dopo aver frequentato scuole di danza e aver iniziato a spogliarsi come cover girl. Comparsa in alcuni film, tra i quali Le grandi manovre, 1955, di Clair, la Bardot aveva sposato nel 1952 lo sceneggiatore Roger Vadim, oriundo russo. Fu questi a renderla famosa facendole interpretare nel 1956, il suo primo film, ....et Dieu créa la femme, in italiano Piace a troppi, dove la Bardot - da quel momento famosa semplicemente come BB - costruì quello che rimase in sostanza il suo personaggio: di ragazza assai bella, viziata e talora viziosa, la cui ricerca d'amore, pur autentica, è ostacolata da una precoce consapevolezza e rassegnazione alla mitologia dell'erotismo oggettivo e feticistico, tipicamente contemporaneo. [...] »

Natalia Ginzburg

Due scrittori di fronte a un vecchio mito
Brigitte Bardot mi ha sempre ispirato simpatia. Non ho visto tutti i suoi film. Quelli che ho visto, non mi piacevano. A dire il vero, non me ne ricordo nemmeno uno. Ho visto, la sera scorsa, una sua intervista alla televisione.
Salvo qualche rara eccezione, da contarsi sulle dita, le interviste alla televisione sono una cosa fatua e malinconica, vaste coltivazioni di luoghi comuni, lugubri cerimonie pubbliche. Come una marmellata si spande sulle facce e sulle parole la coltre della banalità e della superfluità, e vi sta impresso il marchio del conformismo televisivo, il quale è uno dei conformismi della specie più lugubre che i nostri tempi abbiano saputo inventare. [...] »

Giuseppe Marotta

Per quanta gente «B.B.» è il «Sesamo, apriti» di tutte le gioie? Dite B.B. e sarete (fra uomini) fulmineamente capiti. BB: due tenui labiali che Edmond Rostand avrebbe caricato di inespresso, e che i «fusti» della Magliana caricano di espresso; B.B., due lettere che pronunziate da Enrico Maria Salerno alla TV (su evanescenti immagini della tortuosa diva francese, e per dieci minuti di seguito) ci getterebbero in una squisita demenza; B.B., la paroletta d'ordine che schiude le più remote e sigillate porte della fantasia. Che altro? B.B. non è tutta in B.B. Le iperboli di Salomone giacciono e si danno pace, dinanzi a lei. B.B. non evoca montagne e golfi, B.B. è il tanto che si può fare col poco, l'universo in una goccia d'acqua, un irresistibile invito ad attingere la salute dalla gracilità, il superfluo dall'insufficienza, la ricchezza dalla povertà, l'eccesso dalla sobrietà. [...] »

Giuseppe Marotta

La ragazza del peccato - 1
Il fatto è che tre cose irripetibili ha il mondo: la nascita, la morte e Brigitte Bardot. Ed eccoci soli, Brigitte Bardot e io, soli al centro di un'allucinante radura.
B.B., io ti accuso. L'inferno è con te, in ogni battito delle tue ciglia. Satana ammicca in ogni fremito del tuo viso delicato, fragile, di candida tredicenne. Come le rose di Lucrezia Borgia, tu sei profumo e crimine, olezzo e assassinio. B.B., tu odori, mannaggia te, di culla e di bara, di prima comunione e di casa equivoca, di aranci e di putredine, di viole e di concime. Non alludo, si capisce, alla B.B. reale, che mi è ignota; parlo del suo ricorrente personaggio cinematografico. [...] »

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