Interviste & Cinema

Interviste e dichiarazioni dai personaggi dal mondo del cinema, dello spettacolo e delle arti visive.

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Sebastian Lelio: «perché una trans? La diversità salverà l'umanità»

Il regista racconta Una donna fantastica, film candidato dal Cile all'Oscar 2018. Dal 19 ottobre al cinema.

Sebastian Lelio: «perché una trans? La diversità salverà l'umanità»

giovedì 21 settembre 2017 - Paola Casella

All'ultimo Festival di Toronto il suo Disobedience, film drammatico ambientato nella comunità ebreo-ortodossa londinese che affronta il tema dell'omosessualità femminile e vede protagoniste Rachel Weisz e Rachel McAdams, ha riscosso grandi consensi di critica e di pubblico. Ora arriva sui grandi schermi italiani Una donna fantastica, storia di una trans che, nella Santiago dei giorni nostri, affronta l'ostilità nei suoi confronti da parte della famiglia del suo compagno. Il film, coprodotto dal regista cileno Pablo Larrain e dalla regista tedesca Maren Ade, ha vinto l'Orso d'argento per la sceneggiatura all'ultimo Festival di Berlino e è il candidato del Cile all'Oscar come Miglior Film Straniero. Ne parliamo con il suo autore, Sebastian Lelio, che ha al suo attivo anche il successo di Gloria, la cui protagonista Paulina Garcia aveva vinto l'Orso per la migliore interpretazione femminile nel 2013.

Denis Villeneuve e Sylvia Hoeks raccontano il film e rispondono sulla possibilità di altri sequel. Dal 5 ottobre al cinema.

Blade Runner 2049: «è un noir esistenziale, come l'originale»

mercoledì 20 settembre 2017 - Andrea Fornasiero
Intervista a:
Denis Villeneuve (50 anni)
da giovedì 5 ottobre al cinema con il film Blade Runner 2049

Blade Runner 2049: «è un noir esistenziale, come l'originale» Dopo la proiezione di alcune scene in anteprima di Blade Runner 2049, di cui però ci è tassativamente proibito parlare, Denis Villeneuve e l'attrice Sylvia Hoeks, che nel film interpreta Luv, hanno concesso un generoso incontro alla stampa romana. Si è partiti da un riepilogo di alcuni assunti già del film precedente, come il ruolo dei replicanti: «Sono esseri sintetici, sviluppati dalla bio-ingegneria per essere schiavi, pensati per sfruttare le risorse di altri pianeti, al di fuori del sistema solare, e renderli abitabili per gli esseri umani», ha detto il regista, «Inizialmente erano vietati per legge e soprattutto era vietato che si aggirassero non registrati sulla Terra, per questo ci sono poliziotti speciali, chiamati Blade Runner, il cui compito è scovarli e "ritirarli"». Dal 2019 del primo capitolo al 2049 del secondo diverse cose sono cambiate: «Già nel film di Ridley Scott il mondo era di grande atmosfera ma pure un incubo e il nostro porta avanti quell'idea, dove le cose hanno continuato ad andare male: il clima è impazzito tanto che a Los Angeles nevica e i mari si sono alzati (al punto che serve una diga per tenere la città al sicuro)". "Volendo restare fedeli allo spirito noir della pellicola originale abbiamo dovuto affrontare il problema di Internet. Perché non c'è niente di più noioso di un detective che sta a digitare guardando uno schermo, così i nostri sceneggiatori hanno avuto l'idea di un grande blackout, un enorme disturbo elettromagnetico che ha distrutto tutti i dati digitali, facendo sopravvivere quasi solo quelli analogici. È anche una riflessione sulla fragilità del nostro mondo informatico, ma soprattutto mi piace che nel nostro film l'eroe debba incontrare le persone, camminare anche nel fango e via dicendo».


L'attore è il Comandante Fred Waterford in The Handmaid's Tale, serie rivelazione del 2017, vincitrice di 8 Emmy Awards. In streaming su TIMVISION dal 26 settembre.

Joseph Fiennes: «Basta poco per distorcere i valori della religione»

martedì 19 settembre 2017 - Lorenza Negri
Intervista a:
Joseph Fiennes (Joseph Alberic Fiennes) (47 anni)

Joseph Fiennes: «Basta poco per distorcere i valori della religione» In The Handmaid's Tale, Joseph Fiennes ha nascosto il suo impeccabile accento da "inglese della regina" per interpretare il Comandante Waterford, eminenza politica di una società - Gilead - che ha sostituto il governo statunitense con una teocrazia. La serie disponibile dal 26 settembre su TIMVISION, fresca vincitrice di otto Emmy Awards (i premi della televisione americani) tra cui Miglior Serie Drammatica, Sceneggiatura, Regia e Attrici Protagoniste e non, lo annovera nel cast con la scomoda parte di un uomo debole, ipocrita e mellifluo, imbarazzato e schiacciato dalle stesse leggi che ha imposto per salvaguardare il presunto benessere del proprio Paese. Fiennes, il cui nome completo è un suggestivo Joseph Alberic Twisleton-Wykeham-Fiennes, è imparentato con l'esploratore Ranulph Fiennes e con la famiglia reale britannica, suo fratello è l'attore Ralph e i suoi parenti tutti artisti, fotografi, pittori, scrittori, registi o attori come lui. La sua è una famiglia illuminata, e forse per questa distanza rassicurante con la parte involuta dell'umanità che ha amato interpretare un uomo come Fred Waterford.


Trasposizione dell'autobiografia del tenore, La musica del silenzio è una denuncia al caso che "non esiste, è un'illusione". Il Maestro, Luisa Ranieri e Michael Radford si raccontano.

Andrea Bocelli: «il talento non è un merito personale»

Andrea Bocelli: «il talento non è un merito personale» Amos Bardi - alter ego di Andrea Bocelli - fin da giovanissimo presenta una dote innata per il canto. Affetto da un glaucoma che lo rende quasi cieco, è costretto ad affrontare numerosi interventi chirurgici e, in età scolare, a separarsi dalla famiglia per entrare in un istituto per non vedenti e imparare il Braille. Nonostante un incidente aggravi la sua malattia, Amos non si arrende a chi scredita il suo talento e farà di tutto per coronare il suo sogno per diventare un tenore. "Ho cercato di rispettare l'umanità dei personaggi, cercando di fare un film che fosse il più italiano possibile, anche se gli attori recitavano in inglese. La grande sfida è stata quella di non cadere nei luoghi comuni con cui a volte vengono rappresentati gli italiani." Michael Radford Presentato in anteprima mondiale a Firenze domenica 17 settembre, il film è un biopic che racconta oltre quarant'anni di vita del Maestro, attraverso un "linguaggio [cinematografico] diverso da qualsiasi altro". Consapevole di questo, Radford ha voluto "drammatizzare" alcuni snodi salienti del passato del Tenore che, da parte sua, "ha lasciato piena libertà agli autori in fase di scrittura, per una chiara reinterpretazione dei fatti."
Andrea Bocelli ha seguito le riprese con "l'interesse di chi si avvicina a un mondo che conosce poco o niente, con curiosità e una specie di ansia di sapere, di capire e di conoscere." Su Toby Sebastian, che ha interpretato il suo alter-ego, si esprime con un lungo elogio: "ha colto l'essenza del mio modo di comportarmi, di muovermi. Lui mi ha incontrato nei luoghi dove ho vissuto l'infanzia, mi ha visto a cavallo, mi ha osservato nella quotidianità. È stato bravissimo." Al suo fianco, Luisa Ranieri è la madre di Amos, una "donna molto determinata a sostenere il talento del figlio. Che ha sempre lasciato la possibilità al giovane di sperimentare, senza essere esageratamente apprensiva." Nonostante siano state tante le difficoltà incontrate nel tratteggiare il disegno psicologico del personaggio, dichiara quanto "da mamma italiana, ho fatto molta fatica a mettere da parte le preoccupazioni nei confronti del piccolo Amos. Col regista abbiamo lavorato per sottrazione, cercando di andare oltre la malattia per mettere alla prova il bambino come faceva lei."
La Musica del Silenzio è un film in cui l'attenzione si concentra sull'umanità delle persone che da sempre circondano Andrea/Amos e i luoghi in cui ha vissuto la giovinezza e l'infanzia. Trasposizione di un libro che ha un messaggio preciso, nelle parole di Bocelli, è una denuncia al caso che "non esiste, è un'illusione. Perché anche il talento in sé per sé non è un merito personale." Un messaggio di cui fare tesoro per capire le origini e la caparbietà che hanno condotto Bocelli ad essere oggi un'eccellenza della musica classica e un uomo fermamente convinto che ogni vita risponde a una regia ben precisa.

   


A Venezia 74 con Una famiglia, l'attrice è la testimonial dell'edizione 2017 di Scrivere di Cinema - Premio Alberto Farassino.

Tra musica e cinema: Matilda De Angelis, una stella in ascesa

lunedì 11 settembre 2017 - Ilaria Ravarino

Tra musica e cinema: Matilda De Angelis, una stella in ascesa Basta pochissimo per notarla. Una sequenza, una scena, un'apparizione veloce: come quella che fa in Una famiglia di Sebastiano Riso, un ruolo piccolo ma sufficiente per accorgersi di quel suo carisma limpido, di quell'energia potente e rock. Non è difficile capire come mai, a 22 anni, Matilda De Angelis sia già in concorso con un film a Venezia: nata anche lei da un'idea di Stefano Accorsi, che la volle sul set di Veloce come il vento, l'attrice (e cantante, voce dei Rumba Da Bodas) bolognese ha bruciato le tappe, conquistando anche il piccolo schermo (Tutto può succedere). Al cinema tornerà presto da protagonista, con tre film: Il Premio di Alessandro Gassmann, Youtopia di Berardo Carboni e Una vita spericolata di Marco Ponti. Com'è stata la sua prima volta a Venezia?
Ero molto emozionata. Il film era in concorso e accanto a me c'erano attori molto importanti. È stata una prima volta da cardiopalma. Certo, il fatto che non fossi la protagonista mi ha restituito un po' di serenità: non avevo troppa responsabilità sulle spalle. Sono felice che questa sia stata la mia prima volta e felice di esserne uscita indenne.

Lei fa musica, il palco lo conosce. L'esposizione non dovrebbe preoccuparla...
E infatti, per esempio, camminare sul tappeto rosso non mi fa paura. Voglio dire, se dovessi inciampare mi metterei a ridere: penso di avere il carattere giusto, in quelle situazioni non mi prendo sul serio. Sono altre le cose che mi spaventano. Quando sono sul palco, e devo suonare, sono consapevole delle mie possibilità. A meno che non sia proprio una serata storta, di quelle che stecchi e dimentichi i testi, la tua performance non può essere un disastro. E il riscontro del pubblico è immediato. Al cinema invece no, è tutto filtrato. C'è il parere del regista, quello del pubblico, quello della critica. Non riesco a capire se una cosa l'ho fatta bene o no: non avere un riscontro oggettivo mi turba, mi dà l'ansia. Figuriamoci con un film in Concorso.


Il regista racconta la genesi del film, le sue fonti di ispirazione e il suo rapporto con la musica. Al cinema.

Edgar Wright: «Per Baby Driver ho copiato Sergio Leone»

giovedì 7 settembre 2017 - Paola Casella
Intervista a:
Edgar Wright (Edgar Wright) (43 anni)
da giovedì 7 settembre al cinema con il film Baby Driver - Il genio della fuga

Edgar Wright: «Per Baby Driver ho copiato Sergio Leone» Baby, così viene chiamato, è un giovane che alla guida di un'auto è in grado di compiere le più spericolate evoluzioni. Questa sua abilità viene sfruttata da Doc, un criminale dall'aspetto borghese, con il quale ha un conto aperto che deve saldare. Baby deve anche occuparsi dell'anziano invalido che lo ha fatto crescere e si sta innamorando della cameriera di un fast food. Ciò che ora vorrebbe poter fare è staccarsi dal ciclo continuo di rapine che Doc orchestra. "La gente chiede: 'Come si fa a trovare il proprio stile? Io credo che lo stile sia un'amalgama di tutte le cose che ti piacciono e tutte quelle che ti riescono bene. E quel mix di entrambe, più il tuo bagaglio di esperienza personale, diventa in sostanza il tuo stile". Edgar Wright, regista Nel giorno d'uscita al cinema di Baby Driver - Il genio della fuga, MYmovies.it presenta una video intervista a Edgar Wright, in cui il regista spiega le sue ispirazioni, i motivi che lo hanno spinto a girare un film come questo, il suo rapporto con la musica e la sua personale idea di cinema.


   
   
   

Prossimo mese
Blow-up
Blade Runner 2049
Lego Ninjago - Il film
Il palazzo del Viceré
Koudelka fotografa la Terra Santa
Blow-up
Prossima settimana
Jukai - La foresta dei suicidi
Emoji - Accendi le Emozioni
Franca: Chaos and Creation
L'intrusa
L'incredibile vita di Norman
Jukai - La foresta dei suicidi
Questa settimana
Valerian e la città dei mille pianeti
Kingsman - Il cerchio d'oro
L'inganno
Noi Siamo Tutto
Glory - Non c'è tempo per gli onesti
Valerian e la città dei mille pianeti
Scorsa settimana
Cars 3
Gatta Cenerentola
Leatherface
David Gilmour Live At Pompeii
Fuori c'è un mondo
Cars 3
Altri film della stagione prossimamente al cinema »

Weekend del 9/15/2017
Cars 3
Euro 3.483.000
1
Cattivissimo me 3
Euro 1.048.000
2
Barry seal - Una storia americana
Euro 1.015.000
3
Dunkirk
Euro 928.000
4
David Gilmour live At Pompeii
Euro 458.000
5
La fratellanza
Euro 435.000
6
Baby driver - Il genio della fuga
Euro 399.000
7
Il colore nascosto delle cose
Euro 377.000
8
Leatherface
Euro 311.000
9
Appuntamento al parco
Euro 178.000
10

9/4/2017 10:00:00 AM
«Ho diretto Penalty per stimolare le coscienze»
Il giovane regista Aldo Iuliano parla di sé, dei suoi progetti e del corto con cui ha vinto al Venezia il concorso I Love GAI.
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9/1/2017 5:00:00 PM
«solo smarrendosi ci si può ritrovare». Easy - Un viaggio facile facile è al cinema
Il regista Andrea Magnani racconta il suo film, road movie capace di far sorridere senza mai smettere di far pensare. Al cinema.
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8/21/2017 12:15:00 PM
Kevin Spacey: «L'unica cosa che temo è la stupidità»
L'attore interpreta il boss criminale Doc in Baby Driver di Edgar Wright. Dal 7 settembre al cinema.
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8/7/2017 7:00:00 AM
Edgar Wright: «Baby Driver? Un action movie guidato dalla musica»
Il regista racconta il suo film e spiega com'è nato il personaggio di Baby, un ventenne atipico che sfugge alla schiavitù della tecnologia. Dal 7 settembre al cinema.
Edgar Wright: «Baby Driver? Un action movie guidato dalla musica»
7/27/2017 7:15:19 PM
A Vittorio Storaro il Premio Fiesole ai Maestri del Cinema
Ospite della manifestazione, il Maestro ha parlato del suo contributo da protagonista agli ultimi 50 anni di storia del cinema.
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7/25/2017 10:00:00 AM
«Ecco perché seguire la 32. Settimana della Critica»
Sette film in concorso e una marcata impronta femminile. Il direttore Giona A. Nazzaro presenta la sua SIC, al Lido di Venezia dal 30 agosto al 9 settembre.
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7/23/2017 9:15:00 AM
Gabriele Salvatores: «Non bisogna mai smettere di sperimentare»
A Giffoni per incontrare i giovani cinefili, il regista ha parlato del suo nuovo film, Il ragazzo invisibile - Seconda generazione, prossimamente al cinema.
Gabriele Salvatores: «Non bisogna mai smettere di sperimentare»
Prossimamente al cinema Oggi al cinema Novità in dvd Film in tv
mercoledì 6 settembre
I puffi - Viaggio nella foresta s...
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King Arthur - Il potere della spada
mercoledì 23 agosto
Fast & Furious 8
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Slam - Tutto per una ragazza
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