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    <title>Approfondimenti film nelle sale - MYmovies.it</title>
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        <description>Approfondimenti su tutte le novità al cinema</description>
        <language>it-IT</language>
        <copyright>Copyright &#xA9; 2006 MYmovies.it - Mo-net S.r.l. Firenze Milano </copyright> 
        <managingEditor>redazione@mymovies.it (Gianluca Guzzo)</managingEditor> 
        <webMaster>redazione@mymovies.it (Gianluca Guzzo)</webMaster>
        <category>Cinemanews</category>
        
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        <title>Approfondimenti film nelle sale - MYmovies.it</title>
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<title>La politica degli autori: Baz Luhrmann</title>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/100008/" alt="La politica degli autori: Baz Luhrmann"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/100008mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;Uno dei cineasti più rappresentativi della contemporaneità.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;martedì 14 maggio 2013 - Mauro Gervasini&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;&lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=1839">Baz Luhrmann&lt;/a>, australiano, classe 1962, è uno dei cineasti più rappresentativi della contemporaneità, figlio (forse degenere) di quegli anni 90 disorientati perché cerniera tra l'horror vacui del decennio precedente e la forzata ripresa di tragicità del nuovo millennio. Ex attore, ex commediografo, regista e produttore di opere debordanti, molto personali, provocatorie sin dalla scelta delle "fonti". Che adesso &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=1839">Luhrmann&lt;/a> abbia pensato a una versione stereopop di &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=70961">Il grande Gatsby&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em> ha preventivamente infastidito un sacco di gente. Non avendo ancora visto il film (apre il 15 maggio il Festival di Cannes, sarà nelle sale italiane dal giorno successivo) possiamo solo basarci sui trailer e sulla sensazione a pelle, che però non vale in sede critica. &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=1839">Luhrmann&lt;/a> parla nelle interviste di una versione sua, non necessariamente dissacrante ma certo dall'immaginario radicale, benché da un punto di vista iconico appaiano rispettati i riferimenti alla cosiddetta età del jazz del romanzo. Di sicuro il regista è audace, perché quello di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?s=3592">Francis Scott Fitzgerald&lt;/a> è un libro di per sé magmatico, difficile da immaginare in una versione altra rispetto a quella del suo autore (infatti, diciamolo, molto deludente è la classica riduzione del 1974 con &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?a=241">Robert Redford&lt;/a> e &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?a=2175">Mia Farrow&lt;/a>, scritta da &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=1346">Francis Ford Coppola&lt;/a>). &lt;a href="http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/100008/">Continua »&lt;/a>&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/100008/" title="Articolo completo La politica degli autori: Baz Luhrmann" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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<title>Confessioni di menti pericolose</title>
<link>http://www.mymovies.it/film/2010/confessions/news/confessionidimentipericolose/</link>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2010/confessions/news/confessionidimentipericolose/" alt="Confessioni di menti pericolose"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/99979mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;Microcosmi del malessere in &lt;em>Confessions&lt;/em>.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;domenica 12 maggio 2013 - Roy Menarini&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;Il primo sentimento nei confronti del film di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=18200">Tetsuya &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=18200">Nakashima&lt;/a>&lt;/a> è l'invidia, declinata in diverse direzioni. Invidia, senza dubbio, per il talento del regista, che si conferma purissimo dopo alcune prove destinate ad essere apprezzate soprattutto dai cultori del cinema nipponico. Invidia verso la salute di questa stessa cinematografia, che dopo un periodo di appannamento, sembra stia ritrovando - nell'immediato pre e post-Fukushima - una dolorosa quanto ardita capacità di ricerca. Ma l'invidia più acuta si nasconde nel paragone impossibile con il cinema italiano. Qui non ci sono scuse: &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=71730">Confessions&lt;/a>&lt;/em> non è un'opera che possa considerarsi inimitabile per motivi di budget o per dimensione tecnica. Molto più semplicemente, &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=71730">Confessions&lt;/a>&lt;/em> è un film "impensabile" (nel senso di non concepibile nemmeno nell'anticamera del cervello di un produttore) per la nostra cinematografia.&lt;br/>
Il rilievo che qui proponiamo non va considerato un puro escamotage polemico. Serve, anzi, a scontornare l'elemento più disarmante del film di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=18200">Nakashima&lt;/a>, ovvero la rappresentazione del malessere e della disperazione nei confronti delle istituzioni e della società. Sebbene il thriller percorra vie destinate a sconvolgere gli spettatori per ben altri motivi che non l'analisi sociale, qui si potrebbe invece riflettere proprio su questo aspetto - il più irrappresentabile da noi. Come se si trattasse di una leggenda folclorica da focolare (la maestra che si vendicò dei suoi allievi), il racconto apocalittico - con le radici ben piantate nella contemporaneità giapponese - trova la sua forza proprio nel ricorso a un contesto riconoscibile, quale quello della scuola e del rapporto con i media. Il totale collasso giovanile descritto da &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=71730">Confessions&lt;/a>&lt;/em>, insieme con le insufficienze degli adulti e la violenza dei vinti (desiderosi di vendetta), fa davvero impressione a uno spettatore occidentale. Il quale, tuttavia, sbaglierebbe a considerare questa storia come tipica di un paese lontano, in preda a una seria crisi generazionale. Anzi, faremmo bene a non considerare esotico o alieno questo malessere, e a non crederci impermeabili. Bullismo e follia non sono forse al centro delle cronache delle vecchia Europa, in maniera non tanto differente da quel Giappone, dilaniato nei suoi gangli istituzionali più profondi, descritto da &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=18200">Nakashima&lt;/a>? &lt;br/>
Ciò non significa che dobbiamo interpretare &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=71730">Confessions&lt;/a>&lt;/em> - con il suo stile caleidoscopico, i suoi siparietti ipermelodrammatici, l'approccio stilistico barocco - come un film squisitamente realista. Si tratta, però, di un modo originale e (appunto) inedito da noi, di trattare con durezza e persino sensazionalismo estetico una piaga culturale drammatica. Come a dire: quando tra genitori e figli si interrompe qualsiasi fiducia, e anzi gli uni divengono i nemici di sangue degli altri, la società si trova al punto di non ritorno.&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2010/confessions/news/confessionidimentipericolose/" title="Articolo completo Confessioni di menti pericolose" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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<title>La politica degli autori: Pablo Larraín</title>
<link>http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99841/</link>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99841/" alt="La politica degli autori: Pablo Larraín"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/99841mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;Uno dei maggiori talenti cinematografici di oggi.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;mercoledì 8 maggio 2013 - Mauro Gervasini&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;È all'unanimità considerato uno dei maggiori talenti cinematografici di oggi &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=24329">Pablo Larraín&lt;/a>, cileno, classe 1976, autore finora di quattro soli lungometraggi e di una serie tv coprodotta da Hbo ancora inedita in Italia (&lt;em>Profugos&lt;/em>). Il suo ultimo film, &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=74837">No - I giorni dell'arcobaleno&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em>, esce nelle sale italiane il 9 maggio dopo aver sorpreso l'anno scorso il pubblico della Quinzaine des réalisateurs di Cannes e più recentemente quello del Torino Film Festival. In un mese che pare consacrato al recupero della cultura cilena in tutte le sue forme (il Cile è paese ospite del Salone del libro di Torino che inaugura il 16 maggio) &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=24329">Larraín&lt;/a> ricorda come il continente latino americano sia in fermento anche politicamente. La democrazia faticosamente risorta a Santiago ha solo 25 anni ma va all'arrembaggio più di altre. Il cinema del regista - peraltro figlio dell'ex presidente del partito conservatore UDI che appoggiò Pinochet e di Magdalena Matte, attuale ministro allo sviluppo urbano nel governo di destra di Piñera - ricorda quanto siano ancora aperte le ferite del passato, quanto ancora sia complicato elaborare in maniera condivisa una dittatura che ha pesantemente condizionato la vita nazionale negli ultimi quattro decenni.&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99841/" title="Articolo completo La politica degli autori: Pablo Larraín" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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<title>Guardare in faccia la fine</title>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2013/viperdono/news/guardareinfaccialafine/" alt="Guardare in faccia la fine"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/99795mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;&lt;em>Miele&lt;/em>, il cinema e il trapasso.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;domenica 5 maggio 2013 - Roy Menarini&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;Tra i tanti motivi per i quali &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=72429">Miele&lt;/a>&lt;/em> di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=31755">Valeria &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=31755">Golino&lt;/a>&lt;/a> rappresenta una sorpresa nel panorama del cinema italiano, c'è sicuramente la sensibilità. Non è un caso che &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=2896">Marco &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=2896">Bellocchio&lt;/a>&lt;/a>, in &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=74104">Bella addormentata&lt;/a>&lt;/em>, pur scegliendo altre strade (talvolta grottesche, talora astratte), abbia sottratto allo sguardo degli spettatori il corpo e il volto di Eluana. A &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=2896">Bellocchio&lt;/a> interessava narrare l'identità simbolica della nazione, aggrumata in maniera scomposta e spesso delirante da quel caso di cronaca clinica così doloroso. 
L'intento di &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=72429">Miele&lt;/a>&lt;/em> è altro, quasi il contrario. La protagonista - e noi con lei - vede e conosce i morituri, spiega loro le procedure per morire, rende tecnico il suicidio assistito e normativo (sebbene illegale) il modo per farlo. Ogni volta la sfida è più complessa: dai volti di anziani sofferenti si passa a quelli di un giovane prigioniero del proprio corpo e infine alla personalità forte e spiazzante di un uomo che non ha alcuna malattia, ma pretende di morire alle sue condizioni, facendosi assistere per quel tanto che basta. &lt;br/>
La &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=31755">Golino&lt;/a>, però, rispettando una nota legge etica della teoria del cinema, esclude di rappresentare il momento del trapasso, in quanto "osceno". Ora, si potrà anche sorridere di un imperativo morale autoimposto e - probabilmente - poco sostenibile da un punto di vista filosofico. Se però ce ne interessiamo da un punto di vista estetico, possiamo ben vedere come la rappresentazione della morte, dell'addormentamento per barbiturici e del conseguente abbandono della conoscenza e della vita, sarebbe apparso melodrammatico, sarebbe suonato falso e avrebbe costretto a una finzione scenica in contraddizione con i presupposti del film. Quali? La tensione corporea di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?a=56222">Jasmine Trinca&lt;/a>, costretta a mutamenti d'abito che la trascolorano fino a un grigiore androgino e indistinto; l'insopportabilità delle tecniche di suicidio, narrate come una procedura tra le altre ma sospese in pochi minuti tra il gesto più ripetuto e quello fatale, dal quale non si torna indietro; il dubbio sul limite del singolo di fronte alla fine della vita, e su quando chi assiste deve fermarsi. &lt;br/>
Il personaggio interpretato da &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?a=4765">Carlo Cecchi&lt;/a>, ispirato a &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=934">Mario Monicelli&lt;/a> e Lucio Magri, offre la lezione più importante, ambigua al punto giusto perché al pubblico non sia fornita una sola prospettiva ma venga lasciata ampia libertà di opinione. L'interesse di &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=72429">Miele&lt;/a>&lt;/em> sta proprio nel fatto che questa opinione non scaturisce tanto dagli avvenimenti e dal valore che ad essi attribuiamo, bensì dall'interpretazione sociale e collettiva di quel che abbiamo visto. I comportamenti dei personaggi, in buona sostanza, ci interrogano su che cosa sia lecito fare o non fare, e che tipo di conseguenze abbiano certe scelte di fronte a coloro che ci circondano. In fondo, pur nella sua drammatica complessità, il tema è tutto qui: se sia più importante la libertà del singolo di fronte alla morte, o se le sue scelte siano da proiettare in un più ampio contesto di relazioni umane e sociali (compresa l'idea che uno Stato rischi di contraddire se stesso nel momento in cui autorizza l'eutanasia di un proprio cittadino).&lt;br/>
Si tratta, come si può ben vedere, di argomenti a dir poco sensibili, che la &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=31755">Golino&lt;/a> ha il merito di rendere urticanti, persino sgradevoli, per non sottrarsi al problema di come possano morire i sofferenti, e senza dimenticare la riflessione su quali forme cinematografiche dare a tale, improbo compito.&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2013/viperdono/news/guardareinfaccialafine/" title="Articolo completo Guardare in faccia la fine" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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<category>film</category> 
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<title>La politica degli autori: Michele Placido</title>
<link>http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99667/</link>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99667/" alt="La politica degli autori: Michele Placido"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/99667mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;Un artista irrequieto e con un sacco di cose da dire e mostrare.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;martedì 30 aprile 2013 - Mauro Gervasini&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;Facile sarebbe in questo caso giocare sulla confusione: politica dell'autore o dell'attore? Trattandosi di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=926">Michele &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=926">Placido&lt;/a>&lt;/a>, 67 anni il prossimo 19 maggio, una cosa vale l'altra. Adesso ci interessa il regista: dal 1990, anno del suo esordio dietro la macchina da presa con &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=19467">Pummarò&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em>, spirito inquieto che attraversa i generi e gli stili, bulimico di storie, volti, idiomi, memorie che appartengono al suo vissuto personale, a quello della storia con la s maiuscola come nel caso del 68 di &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56081">Il grande sogno&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em> (2009), alla sua esperienza di interprete (oltre 90 titoli all'attivo). Il &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=926">&lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=926">Placido&lt;/a>&lt;/a> irruento e furioso che si prende anche un po' in giro nel &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35661">Caimano&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em> di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=1378">Nanni Moretti&lt;/a>, dalla biografia frastagliata. Ex poliziotto nella Celere romana, poi attorgiovane di bellissime speranze, nome sempre più significativo a teatro e soprattutto al cinema, di nuovo in polizia ma questa volta sul piccolo schermo, commissario Cattani in &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=52293">La piovra&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em>, anno di grazia 1984, regia &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=960">Damiano Damiani&lt;/a>. Un successo internazionale senza precedenti per una produzione italiana. &lt;a href="http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99667/">Continua »&lt;/a>&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99667/" title="Articolo completo La politica degli autori: Michele Placido" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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<title>Un supereroe industriale</title>
<link>http://www.mymovies.it/film/2013/ironman3/news/unsupereroeindustriale/</link>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2013/ironman3/news/unsupereroeindustriale/" alt="Un supereroe industriale"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/99613mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;&lt;em>Iron Man 3&lt;/em> e il progresso americano.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;domenica 28 aprile 2013 - Roy Menarini&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;Ormai lo sanno tutti. Alla fine dei film della Marvel non bisogna uscire prima dei titoli di coda. Anche questa volta c'è una sorpresa, che ovviamente non raccontiamo, importante tuttavia poiché svela il meccanismo narrativo della "voce over" nel film. In effetti, la voce di Stark ci accompagna, in questo &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=70802">terzo capitolo&lt;/a>&lt;/em> della saga, quasi in forma confidenziale, come se facesse i conti in definitiva con il suo essere al tempo stesso eroe e parodia dello stesso. I passaggi dall'ironia all'azione e viceversa - non a caso il regista è &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=18206">Shane Black&lt;/a>, inventore o quasi dell'action comedy anni Ottanta/Novanta grazie alla sceneggiatura di &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=2027">Arma Letale&lt;/a>&lt;/em> e &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=26281">L'ultimo boy scout&lt;/a>&lt;/em> - servono anche in questo caso a produrre l'ennesima riflessione sul supereroe nella cultura contemporanea. &lt;br />
Quel che interessa del personaggio di Iron Man, in verità, continua ad essere il suo tratto essenziale, presente fin dal &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46907">primo capitolo&lt;/a>&lt;/em> (e ovviamente necessario anche nei fumetti): l'identità industriale dell'eroe. Iron Man, più di ogni altro mito popolare, è figlio della cultura imprenditoriale americana, del progresso spinto ai limiti, dell'invenzione che usa enormi capitali per trovare risultati che proteggano la società. Una retorica vecchia a morire, che talvolta rischia di sovrapporsi con l'industria bellica (debito pagato col &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=46907">primo capitolo&lt;/a>&lt;/em>) e altre volte necessita di un nemico eguale e contrario per giustificarsi, come succede in &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=70802">Iron Man 3&lt;/a>&lt;/em> attraverso gli antagonisti, scienziati al servizio della distruzione.&lt;br />&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2013/ironman3/news/unsupereroeindustriale/" title="Articolo completo Un supereroe industriale" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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<title>La politica degli autori: Rob Zombie</title>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99512/" alt="La politica degli autori: Rob Zombie"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/99512mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;Rockettaro e tatuato, un regista dallo stile stordente ed estremo.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;mercoledì 24 aprile 2013 - Mauro Gervasini&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;Soprattutto per effetto del successo di &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=21895">Scream&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em>, diretto da &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=2052">Wes Craven&lt;/a> e scritto da &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?s=56629">Kevin Williamson&lt;/a> a metà degli anni 90, che già pareva parodistico ben prima di &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=29389">Scary Movie&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em>, l'horror americano ha rischiato di perdersi. Da una parte il citazionismo eccessivo e appunto semiparodistico, dall'altra la nauseante ridondanza dei remake di classici già serializzati tipo &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34833">Non aprite quella porta&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em>. In mezzo, lo sviluppo ossessivo del found footage, sulla falsariga di &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=32918">The Blair Witch Project&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em> (che già citava il nostro&lt;em> &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=4275">Cannibal Holocaust&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em>), come principale meccanismo narrativo ed estetico. Risultato: una noia mortale. E salvo qualche eccezione, nessuna paura. A salvare la baracca è arrivato proprio nel 2000 un regista rockettaro e tatuato, Robert Bartleh Cummings, classe 1961, che si è scelto come nom de plume &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=17947">Rob Zombie&lt;/a> dopo avere scorrazzato sui palchi di mezzo mondo suonando e cantando nella band White Zombie. Il destino nel nome quello del gruppo, ispirato all'omonimo film con &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?a=5773">Bela Lugosi&lt;/a> del 1932 (in Italia noto come &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=12372">L'isola degli zombi&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em>). Senza mai scordare il primo amore per l'hard rock (il Nostro ha appena pubblicato un nuovo album: "Venomous Rat Regeneration Vendor") &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=17947">Rob Zombie&lt;/a> esordisce all'inizio del millennio con &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35115">La casa dei 1000 corpi&lt;/a>&lt;/em>&lt;/em>, storia di una famiglia di acidi pazzi omicidi che mescola la sottocultura degli ammiratori di Charles Manson al macabro di &lt;em>&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=34833">Non aprite quella porta&lt;/a>&lt;/em>,&lt;/em> con un pizzico di grottesco pop estratto dalla serie tv dei &lt;em>Mostri&lt;/em> (&lt;em>The Munsters&lt;/em>) di cui il regista è fan. &lt;a href="http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99512/">Continua »&lt;/a>&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/2013/99512/" title="Articolo completo La politica degli autori: Rob Zombie" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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<title>Dentro la casa dei mille racconti</title>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2012/inthehouse/news/dentrolacasadeimilleracconti/" alt="Dentro la casa dei mille racconti"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/99433mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;La narrazione cinematografica secondo Ozon.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;domenica 21 aprile 2013 - Roy Menarini&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;In una sua riflessione estemporanea, &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=8308">Enrico Ghezzi&lt;/a> ha proposto che il personaggio di Schultz in &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=71852">Django Unchained&lt;/a>&lt;/em> funga un po' da commentatore in diretta del film e dei suoi avvenimenti: colui che chiosa, spiega e analizza i propri e altrui gesti. Bene, la stessa cosa - e in maniera più esplicita - si può dire del professor Germain nei confronti del materiale narrativo che gli proviene dal giovane coprotagonista (e in fondo dal film stesso) in &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=75237">Nella casa&lt;/a>&lt;/em> di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=16978">François &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=16978">Ozon&lt;/a>&lt;/a>. Un po' come in tanti altri esperimenti narrativi postmoderni - viene in mente il dimenticato &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=10217">Get Shorty&lt;/a>&lt;/em> - il racconto non solo prende vita secondo il modellamento che gli stessi protagonisti sembrano offrirgli, ma si dipana di fronte ai nostri occhi comprensivo dei commenti di chi lo abita.&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2012/inthehouse/news/dentrolacasadeimilleracconti/" title="Articolo completo Dentro la casa dei mille racconti" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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<title>Alla ricerca del futuro</title>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2013/oblivion/news/allaricercadelfuturo/" alt="Alla ricerca del futuro"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/99235mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;La fantascienza vintage in &lt;em>Oblivion&lt;/em>.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;domenica 14 aprile 2013 - Roy Menarini&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;È curioso che in un film dove la memoria dei protagonisti è stata cancellata, i riferimenti ad un'altra memoria - quella del cinema - siano così numerosi. Da quando &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=61232">Oblivion&lt;/a>&lt;/em> è uscito nelle sale, non si fa altro che elencare il maggior numero di citazioni e allusioni possibili presenti nella pellicola, che coprono praticamente tutto la storia di questo genere. In verità, la predilezione di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?r=25124">Joseph Kosinski&lt;/a> sembra andare alla science fiction degli anni Settanta, con un occhio a &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=28257">Zardoz&lt;/a>&lt;/em>, uno a &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=8569">2002 - La seconda Odissea&lt;/a>&lt;/em> e una mano nel cilindro del sottogenere distopico e orwelliano. &lt;br/>
In gioco, nel profondo, c'è una vera e propria estetica della fantascienza. Non tutti i generi sono uguali tra di loro. Il cinema d'autore e il contesto del cinema cosiddetto drammatico sembrano richiedere una maggiore originalità proprio per la loro stessa ambizione di offrire sguardi e percorsi inediti nella nostra vita. Generi codificati come l'horror e la fantascienza - spesso in fertile e reciproco dialogo - operano in altre direzioni. L'originalità in senso stretto (sempre che esista dopo quasi centoventi anni di cinema) non è presupposto essenziale, caso mai un sapiente equilibrio tra consapevolezza storica e rilancio d'immaginario. &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=61232">Oblivion&lt;/a>&lt;/em> è uno dei pochi film di science fiction contemporanei che sembra possedere il respiro del classico, anche se fiaccato da alcuni passaggi meno felici e personaggi secondari incerti. I temi profondi che la fantascienza si incarica da sempre di sollecitare, ci sono tutti: la memoria riprodotta, l'intelligenza artificiale, l'alieno come altro da noi, la metafora del cataclisma e della guerra come nascosto desiderio di palingenesi, la crisi dell'identità personale. A sua volta, la dimensione formale e iconografica del film obbedisce, sì, al sincretismo tipico di questo genere almeno a partire dagli anni Ottanta, ma predilige (e coglie) uno stile egemonico sulla mera amalgama, uno stile composto di chiarore e nitidezza in opposizione alla dimensione oscura e tenebrosa della tradizione alla &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=14668">Metropolis&lt;/a>&lt;/em>/&lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=3471">Blade Runner&lt;/a>&lt;/em>. &lt;br/>
In buona sostanza, la riuscita di &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=61232">Oblivion&lt;/a>&lt;/em> potrebbe essere riassunta nello slogan: temi vintage con messa in scena tecnologicamente avanzata. È anche nella realizzazione tecnica, infatti, che si nasconde la promessa della fantascienza, legata allo stupore e alla credibilità (se non verosimiglianza) dei mondi rappresentati. E tornando ai temi elencati poco fa, &lt;em>&lt;a href ="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=61232">Oblivion&lt;/a>&lt;/em> acuisce la sensazione di un catastrofismo che occulta il suo contrario, un'aspirazione al completo rimodellamento dei rapporti umani e civili, una fantasia talvolta commovente di recupero del passato ancestrale: due elementi che si potrebbero tacciare di superficialità e sentimentalismo, ma che - al contrario - ricordano la funzione primaria della fantascienza. Quella di raffigurare eventi talmente immensi e incontrollabili da far pensare che solo un cinema all'altezza di questo immaginario possa contenerli e raccontarli.&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2013/oblivion/news/allaricercadelfuturo/" title="Articolo completo Alla ricerca del futuro" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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<title>Hemingway &amp; Gellhorn: storia di guerra e di passione</title>
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    &lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2012/hemingwaygellhorn/news/storiadiguerraedipassione/" alt="Hemingway &amp; Gellhorn: storia di guerra e di passione"" target="_blank"&gt;&lt;img src= "http://www.mymovies.it/quotidiano/99145mini.jpg" align="left" style="float:left; padding:3px; border:none;"/&gt;&lt;/a&gt;
  &lt;b&gt;Il film tv sulla relazione tra lo scrittore e la giornalista.&lt;/b&gt;

    
&lt;div style="text-align:right; font-size:11px; margin-top:5px; margin-bottom:5px;"&gt;giovedì 11 aprile 2013 - Rossella Farinotti&lt;/div&gt;

&lt;p style="text-align:justify; margin:0px; padding:0px;" &gt;Negli Stati Uniti il 2 aprile è uscita in dvd una serie di cui in Italia ancora non si era parlato, e che a breve sarà acquisita da una emittente nazionale, una delle due major più importanti, Rai o Mediaset. Questo "disinteresse" è quanto meno singolare, dati i personaggi in gioco. La protagonista Martha Gellhorn non è forse un nome così noto al grande pubblico, ma quello di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?s=24581">Ernest &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?s=24581">Hemingway&lt;/a>&lt;/a> lo è. E lo sono quelli di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?a=54502">Nicole Kidman&lt;/a> e di &lt;a href ="http://www.mymovies.it/biografia/?a=17731">Clive Owen&lt;/a>, i protagonisti, due numeri uno del grande schermo.&lt;/p&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color:#D6D6D8; padding:3px;" &gt;&lt;a href= "http://www.mymovies.it/film/2012/hemingwaygellhorn/news/storiadiguerraedipassione/" title="Articolo completo Hemingway &amp; Gellhorn: storia di guerra e di passione" target="_blank"&gt;Articolo completo&lt;/a&gt; | &lt;a href= "http://www.mymovies.it/cinemanews/approfondimenti/" title="Altri approfondimenti " target="_blank"&gt;Altri approfondimenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

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