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La polemica del cinema 'proporzionalmente corretto'

La notte degli Oscar ha rilanciato il tema delle minoranze nei film: al cinema ci sono troppi uomini e troppi bianchi.
di Pino Farinotti

Chris Rock (Christopher Julius Rock III) (51 anni) 7 febbraio 1965, Andrews (South Carolina - USA) - Acquario.
domenica 6 marzo 2016 - Focus

La notte degli Oscar ha rilanciato il tema delle minoranze nei film. La University of Southern California, una piattaforma che fa testo nelle analisi sulla comunicazione, soprattutto sul cinema, ha pubblicato uno studio secondo il quale il cinema trascura un corretto rapporto fra le minoranze.
Questa definizione comprende gli afroamericani, gli ispanici e altre comunità, e gli omosessuali. E comprende anche le donne. In sintesi: nei film ci sono troppi uomini e troppi bianchi. L'"affair" è stato cavalcato da Chris Rock, il conduttore della serata delle stelle. Lo spunto era l'assenza di personaggi di colore nelle nomination. Gli organizzatori avevano chiesto al Rock, temuto come "provocatore troppo agitato", di andarci piano. Comunque sono corsi ai ripari chiamando molte celebrità di colore nel quadro della manifestazione, per esempio nella consegna delle statuette.

È un fatto di numeri. Le donne sono presenti per un terzo, mentre in America sono la metà della popolazione. Solo il 28% dei personaggi fa parte di razze non bianche, mentre il dato reale sarebbe del quaranta.
Pino Farinotti

Detto questo, la polemica già era esplosa a monte. Comunque, quelli della "Sothern" hanno fatto un lavoro capillare, analizzando 109 film e 305 serie televisive: 11mila personaggi e 10mila fra registi e sceneggiatori. È emerso che gli equilibri detti sopra non sono stati rispettati. Anzi sono stati clamorosamente elusi. È un fatto di numeri. Le donne sono presenti per un terzo, mentre in America sono la metà della popolazione. Solo il 28% dei personaggi fa parte di razze non bianche, mentre il dato reale sarebbe del quaranta. Solo un 7% dei film presenta un cast equilibrato rispetto alle etnicità del paese. Gli omosessuali sembrano davvero ignorati, sono presenti al 2%, a fronte di un numero certo più elevato. Trovo questa vicenda, impropria e tristissima.
Un richiamo con delle analogie, seppure in chiave diversa può essere un'indicazione che veniva dal cinema russo della rivoluzione. Dziga Vertov, nel 1929 dettò, con L'uomo con la macchina da presa, il suo codice: "Il cinema deve essere solo do-cumento, raccontare la realtà, la vicenda quotidiana del popolo e la sua formazione ideologica." La fiction era uno strumento inutile e decadente per imbrogliare le masse, dunque niente fantasia, in-venzione, sogno. Se avesse potuto estendere la sua idea alla fiction cartacea Vertov avrebbe azzerato Omero, Dante, Shakespeare, Cervantes, Goethe persino il "suo" Tolstoj e tutti gli altri. Che bella pensata. E parlando di cinema: Hitchcock, Bergman, Wilder, Fellini, Ford, Welles e altra gente così, anche loro ... inutili, dannosi e depennati.


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