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Chissà se Lady Ciccone in arte Madonna ha spiato l'ormai ex marito Guy Ritchie durante le poche regie che l'inglese ha portato a termine nel corso del loro matrimonio. Tant'è, se nel giugno 2009 la cantante pop più conosciuta al mondo porta nelle sale Sacro e profano, la sua prima esperienza da regista, ultimo sforzo dopo una serie di flop impressionante vissuti di fronte alla cinepresa. Infatti, se la saggezza popolare sostiene "a ognuno il suo mestiere", Madonna potrebbe esserne l'emblema. In effetti se è vero ed inoppugnabile che ogni suo passo nel mondo della musica è stato accompagnato da successi planetari, e se è innegabile che l'italo-americana, nata in Michigan ma crescita musicalmente a New York, abbia sostanzialmente cambiato il mondo della musica per diventare un'autentica icona della pop culture, è indubbio che al cinema, in più di un'occasione, si è rimpianta l'occasione di vederla stare zitta o, meglio, nascosta. Ultimo il tentativo con il marito Ritchie di vendere nel mercato anglosassone un capolavoro italiano, quel Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto. Un fallimento completo, un pallido tentativo di commedia che non ha nemmeno una vaga eco del classico della Wertmuller. A lei, Madonna, toccò il compito più duro: far dimenticare Mariangela Melato. Missione fallita. Oggi, chiuso il matrimonio, Madonna cerca di percorrere una strada nuova. Chissà se Sacro e profano potrà invertire la tendenza degli insuccessi di celluloide della signora Ciccone. Sacro e profano
Andriy viene dall’Ucraina e sogna di diventare famoso con la sua band, Juliette vorrebbe essere Florence Nightingale, Holly una étoile del balletto. Nel frattempo dividono l’appartamento e si arrangiano con lavori improvvisati. Commedia gypsy punk nella Londra dei dropout, diretta con bel gusto dell’assurdo da Madonna, all’esordio.
Intervista:Sacro e profano: la prima volta di Madonna Arriva nelle sale italiane il debutto in lungo della pop star internazionale. |
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