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Quarantine e REC: la differenza è tutta nelle piccole variazioni

A quasi un anno di distanza da REC arriva la copia quasi perfetta statunitense.

 
Remake americano
Remake americano
mercoledì 28 gennaio 2009 di Gabriele Niola

Remake americano
Gli americani non doppiano i film, li rifanno da capo. Dopo il caso Vanilla sky/Apri gli occhi tornano a riadattare un film di successo spagnolo con Quarantena, instant remake di REC.
E come per i molti casi di pellicole giapponesi riadattate anche stavolta si tratta di un horror, uno dei migliori e più "americani" tra quelli girati al di fuori degli Stati Uniti. Stranamente però anche Quarantena, come Vanilla sky e diversamente dai j–horror, è un calco quasi perfetto dell'originale, una copia identica nella storia, nella struttura del racconto, nelle scenografie, nelle scene e nell'idea di fondo. Una copia in cui ognuna delle molte piccole variazioni conta tantissimo.
A fronte di tante piccole differenze però il vero distacco tra Quarantena e REC è dato da come il primo faccia solo finta di imitare quello stile di ripresa amatoriale che il secondo invece persegue concretamente. In realtà Quarantena è cinematografico dall'inizio alla fine e prosegue quel discorso tutto hollywoodiano sull'orrore messo in scena con macchina a mano attraverso la grande cura profusa nell'illuminazione, nelle inquadrature (studiatissime e composte con molta cura), negli effetti di sfocato che indirizzano lo sguardo dello spettatore e nell'attenzione agli elementi della scena che inserisce o lascia fuori dal campo visivo.

I personaggi normalizzati e la mancanza di sovrannaturale
La prima e più grande differenza tra i due film la si nota subito nella prima inquadratura: Scott, il cameraman che nell'originale spagnolo non vediamo mai entra in campo. È nero. E non sarà la sola volta che lo vedremo, le sue apparizioni saranno centellinate ma presenti lungo tutto il film, "normalizzando" in un certo senso il suo personaggio.
Allo stesso modo sono disegnati in maniera più canonica e quindi con un po' più di profondità anche i personaggi dei vigili del fuoco, specialmente nelle scene iniziali all'interno della caserma.
Un altro prevedibile cambiamento nei caratteri è poi quello che vede la famiglia di asiatici diventare una famiglia di africani e la scomparsa della figura molto europea del vecchio effemminato.
In linea con la tendenza statunitense a ritrarre in maniera violenta le proprie forze dell'ordine poi c'è un piccolo ma significativo cambiamento in come la polizia non solo impedisca ai personaggi di uscire dalla casa ma sia anche pronta ad ucciderli tramite dei cecchini piuttosto che lasciarli uscire.
Infine scompare tutto l'anticattolicesimo a sfondo satanico (molto tipico dell'horror spagnolo recente) che caratterizzava il personaggio originale dell'inquilino dell'ultimo piano. Anche in Quarantena questo non si vede ma stavolta non c'è la voce impressa sul nastro a spiegare cosa sia successo e i soli pochi indizi vengono dati dalle carte sui muri.

L'orrore americano è fondato sul sangue
Dal punto di vista dei canoni dell'orrore invece le differenze tra Quarantena e REC è totale. Gli americani hanno leggi e regole proprie per quanto riguarda la paura e in questo senso hanno adattato le dinamiche del film aggiungendo alcune nuove scene o sottolineandone con maggior forza altre.
Su tutto risalta molto come gli "infetti" ruggiscano come animali, anticipando in un certo senso la loro rezione bestiale e come si prema molto più il pedale sul gore. Nel remake americano infatti la videocamera diventa anche un'arma spesso sbattuta contro il volto degli infetti per difendersi e c'è decisamente più spargimento di sangue.
Più in generale però si può dire che tutte le scene cardine e gli snodi narrativi sono rimasti invariati, e intorno ad esse le sequenze aggiunte sono state concepite, delle "variazioni sul tema".
C'è in più il personaggio di un ubriaco e del suo cane infetto che vengono eliminati in un'altra scena aggiunta che comprende un ascensore. Allo stesso modo ci sono sequenze aggiunte che prevedono la presenza di topi infetti nel palazzo. Presenza che poi troverà una spiegazione nelle scene all'ultimo piano.
E proprio dal punto di vista delle spiegazioni salta agli occhi come Quarantena si dilunghi molto di più nell'illustrare le ragioni scientifiche della contaminazione, teorizzando una forma di "rabbia" che contagia e si presenta all'istante, mentre poi si rifiuta di dare un senso a cosa abbia dato vita all'epidemia.

In foto:
Jennifer Carpenter (Jennifer Leann Carpenter) (32 anni) 7 Dicembre 1979, Louisville (Kentucky - USA) - Sagittario
Interpreta Angela Vidal nel film di John Erick Dowdle Quarantena. Al cinema da venerdì 30 gennaio 2009.
Jennifer Carpenter
Quarantena Un remake decisamente pedissequo e inutile
Quarantena

* * - - -
(mymonetro: 2,13)
Per un reality televisivo sulle persone che lavorano mentre il resto del mondo dorme, la cronista Angela Vidal (Jennifer Carpenter) e il suo cameraman Scott (Steve Harris) devono coprire un turno di notte con una coppia di pompieri di Los Angeles. Dopo una serata noiosa, una drammatica chiamata alla polizia nel bel mezzo della notte li porta in un piccolo complesso di appartamenti. I poliziotti sono già sul posto per delle violente urla che provengono da un appartamento del terzo piano. Essendo capitati in mezzo a una storia importante, Angela e Scott sono determinati a registrare tutto. Dopo essere entrati nel complesso per indagare, trovano un’anziana signora in camicia da notte, che sta da sola nell’oscurità. E’ piena di sangue, il suo respiro affannoso e incerto. Sembra malata, ma quando un poliziotto si avvicina per aiutarla, lei improvvisamente lo attacca… coi denti. Il gruppo sottomette la donna e tenta di ottenere aiuto per il poliziotto ferito. Ma quando cercano di uscire dal complesso, scoprono che il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie ha messo in quarantena l’edificio. Tutte le uscite sono sigillate e sorvegliate da uomini armati. Telefono, internet, televisione e cellulari non funzionano più e gli agenti non forniscono nessuna spiegazione alle persone bloccate all’interno. Il complesso di appartamenti e i suoi residenti crollano rapidamente nel panico. Cercando di trovare un senso a quello che sta accadendo, i residenti sono costretti ad aiutarsi tra loro. Poi, arriva un altro urlo dall’alto. Nella sala dell’atrio in cui tutti sono riuniti, un corpo cade dal terzo piano. E gli attacchi riprendono….
I personaggi normalizzati e la mancanza di sovrannaturale
I personaggi normalizzati e la mancanza di sovrannaturale
In foto:
Johnathon Schaech (42 anni) 10 Settembre 1969, Edgewood (Maryland - USA) - Vergine
Interpreta George Fletcher nel film di John Erick Dowdle Quarantena. Al cinema da venerdì 30 gennaio 2009.
L'orrore americano è fondato sul sangue
L'orrore americano è fondato sul sangue
In foto:
Jennifer Carpenter (Jennifer Leann Carpenter) (32 anni) 7 Dicembre 1979, Louisville (Kentucky - USA) - Sagittario
Interpreta Angela Vidal nel film di John Erick Dowdle Quarantena. Al cinema da venerdì 30 gennaio 2009.

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Il trailer
Quarantena, il film Approfondimento:
Quarantena, il film
Soli nell'oscurità..
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Data rilevazione: 04/02/2012
Quarantena | Indice

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