Il trionfo dei belli

Scamarcio e Argentero, dopo Stuart, Bova, insieme al "televisivo" Garko.

 
Novello Delon
Novello Delon
lunedì 21 settembre 2009 di Pino Farinotti

Novello Delon
Nel 1963 la sezione inglese della Mgm stava preparando la produzione, per la regia di Anthony Asquith, di Una Rolls-Royce gialla. È la storia di quella macchina che passa di proprietario in proprietario, un lord, poi un gangster, poi addirittura un capo partigiano jugoslavo. Il gangster, di origini siciliane (e come poteva essere altrimenti) arriva sulla costa amalfitana, siamo negli anni Trenta, con la sua amante, Shirley MacLaine. È costretto a tornare precipitosamente in America e la pupa rimane sola. Conosce un giovane fotografo, affascinante, estroverso, irresistibile. Si lascia, inevitabilmente, sedurre. Per questo genere di produzioni la regola era, anche in chiave di mercato, che il personaggio italiano fosse... italiano. La Mgm aveva tutta la buona volontà in questo senso, ma non riuscì proprio a trovare l'attore adatto. E così ripiegò su Alain Delon. Il nostro non era un cinema di belli, certo non avevamo un Delon (non l'aveva nessuno), semplicemente nei nostri film non era previsto quel modello. Se una major dovesse pensare a un remake di quel film, adesso l'attore lo avremmo, Riccardo Scamarcio. Va detto che neppure Scamarcio è Delon, ribadisco che nessuno lo è, tuttavia quel ruolo non gli sarebbe largo. Da qualche anno il nostro cinema ha ritrovato, anzi trovato i belli, sconfessando un cliché duro a morire: i belli non possono essere anche bravi. Tutto il cinema, quello ritenuto "serio", l'italiano prima di tutti, ha sempre penalizzato i belli, che venivano usati per film di pura evasione.

Belle facce
Una delle indicazioni, fra le poche, positive del festival di Venezia, è stata la conferma che anche il grande schermo, non solo il piccolo, ha bisogno di belle facce e di belle figure. Al nostro cinema triste, malamente sociale e autoctono, legato a un politicamente corretto che lo ha penalizzato soprattutto oltre confine, non si addiceva la figura del "bello". Il modello doveva essere normale, meglio se povero. Un bello, un eroe non poteva portare le indicazioni volute. Dobbiamo a Michele Placido una forte sterzata estetica, chiamiamola così. Nel cast di Romanzo criminale figuravano Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Claudio Santamaria, belli e bravi, e poi Stefano Accorsi e Pierfranco Favino, abbastanza belli, ma bravi. Fu quello uno dei pochi film di successo al botteghino in quelle stagioni. Il grande sogno, sempre di Placido, sta a sua volta andando bene nella sale. Le indicazioni, rivendicazioni, il senso realistico, storico, quasi "docu" del film, è rappresentato da caratteri efficaci, ma i più efficaci, guarda caso, sono Riccardo Scamarcio e Luca Argentero, non solo bravi, ma soprattutto belli. C'è anche Silvio Orlando, bravissimo, ma per il botteghino... meglio gli altri due. La prova d'attore di Scamarcio e Argentero è di profilo molto alto. Riescono ad essere credibili, normali, nonostante quell'handicap. Argentero, nonostante la partenza dal Grande fratello (e peggio non poteva), si è via via evoluto, anche grazie alle forche caudine delle fiction. E deve molto a registi come Ozpetek. Nel Grande sogno è un leder sessantottino appassionato, urlante col pugno alzato, ma anche sentimentale e delicato nel privato. Scamarcio, scontato il sex appeal nettamente sopra la media, concede, in quel film, un momento eccellente di prova d'attore quando in un'audizione recita in pugliese una scena d'amore. L'attore si sta sottoponendo a un trend intenso, è in quasi tutti i film, rischiando una sovraesposizione persino pericolosa. Scamarcio e Argentero, due attori ormai buoni per quasi tutti i ruoli.

Generazione
Kim Rossi Stuart e Raoul Bova sono sulla quarantina, hanno più o meno, dieci anni più di Scamarcio e Argentero. Una mezza generazione fra attori. Stuart (40), grande appeal, modello gradito a tutti, il figlio, il fidanzato, il giovane papà che tutti vorrebbero, e ottimo attore. Ha scelto un percorso quasi di basso profilo, come se fosse imbarazzato dal proprio appeal. Ha coperto ruoli dolorosi, difficili e diversi. Giovane fragile da proteggere, poi psicopatico ma rimanendo nei giusti confini, passando per ruoli d'azione, per poi diventare autore. E sempre prestando attenzione alla sovraesposizione.
Bova, bello e atletico ha dovuto superare la generale diffidenza e diventare bravo a piccoli passi. Deve molto alla televisione, a ruoli polizieschi. Poi è approdato presso autori veri, come Ozpetek e Tornatore. A 37 anni ha ormai un suo spazio conquistato, e riconosciuto.



Inquietante
Maledetto e inquietante, oltre che straordinariamente bello, Gabriel Garko (35) sta costruendo il suo personaggio con la fiction, dopo ruoli, sul grande schermo, che non hanno fatto storia. Il personaggio di Tonio Fortebracci, il cattivissimo boss di L'onore e il rispetto, è perfetto per l'audience. L'eroe buono, secondo tradizione, non interessa più. La cultura prevalente vuole che a emergere sia l'antieroe, il cattivo. Fa più audience. Con la giusta applicazione Garko è diventato anche un buon attore. Storia di mafia, eroe cattivo e affascinante, amore e violenza e un quanto di morbosità che non guasta: sono gli ingredienti per una fiction irresistibile, vincente. Poi ci sono i programmi di politica, ardenti e attuali, e polemici, con un protagonista a sua volta grande "attore", come il Presidente del consiglio. Il popolo della televisione è certo diviso per cultura e preferenze. Ma arrivato il prime time, davanti al piccolo scherno, telecomando in mano, quel popolo finirà sempre per privilegiare Garko. Perché l'evasione, su tutti i formati di schermo, soprattutto sul piccolo, prevarrà sempre sulla politica, a parità di qualità. I 3.219.000 spettatori di Porta a Porta sono moltissimi, quasi un'anomalia rispetto ai 5.770.000 de L'onore e il rispetto. È fisiologia televisiva. Garko batterà sempre i politici. Per fortuna.

In foto:
Riccardo Scamarcio (Riccardo Scamarcio) (32 anni) 13 Novembre 1979, Andria (Italia) - Scorpione
Interpreta Nicola nel film di Michele Placido Il grande sogno. Al cinema da venerdì 11 settembre 2009.
Riccardo Scamarcio
Il grande sogno Il '68 visto dal poliziotto Placido
Il grande sogno

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,50)
Nicola è un giovane poliziotto che ama il teatro e vorrebbe diventare attore. Laura è una studentessa universitaria di matrice cattolica pronta a lottare contro l'ingiustizia. Libero è un leader del movimento studentesco. Gli anni sono quelli che precedono, attraversano e seguono il 1968 e i suoi rivolgimenti. Nicola, infiltrato dai suoi superiori nel movimento, si innamorerà di Laura e cercherà anche di comprendere un mondo che gli è al contempo congeniale e lontano.
Belle facce
Belle facce
In foto:
Luca Argentero (Luca Argentero) (34 anni) 12 Aprile 1978, Moncalieri (Italia) - Ariete
Interpreta Libero nel film di Michele Placido Il grande sogno. Al cinema da venerdì 11 settembre 2009.
Generazione
Generazione
In foto:
Kim Rossi Stuart (Kim Rossi Stuart) (42 anni) 31 Ottobre 1969, Roma (Italia) - Scorpione
Inquietante
Inquietante
In foto:
Gabriel Garko (Dario Oliviero) (37 anni) 12 Luglio 1974, Torino (Italia) - Cancro
nel film di Salvatore Samperi, Luigi Parisi L'Onore e il Rispetto - parte seconda.
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